• latte accordo

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina nuove misure urgenti per le popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia. 

    Come sappiamo il sisma ha causato danni enormi anche agli agricoltori, distruggendo le stalle e le attrezzature di lavoro e privando i produttori della corrente latte accordoelettrica fondamentale per portare avanti l’attività agricola. Per questo motivo il Governo ha deciso di intervenire dirottando risorse verso il comparto agroalimentare e prevedendo agevolazioni per i giovani agricoltori.
    Dopo il via libera ricevuto da Bruxelles la settimana scorsa, il Consiglio dei Ministri ha stanziato 35 milioni per il settore zootecnico delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Queste risorse andranno a colmare il mancato reddito dei produttori.
    Nello specifico la misura prevede 400 euro per ogni capo bovino, 60 euro per gli ovicaprini ed altri aiuti per i suinicoltori. Il settore equino, inoltre, beneficerà di 2 milioni di euro.

    Sono previste poi delle agevolazioni per i giovani agricoltori. Verranno concessi, infatti, dei mutui a tasso zero per le imprese agricole a composizione prevalente o totale under 35, con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale. Viene esteso poi il Fondo di solidarietà nazionale anche a quelle aziende che hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi.
    Attraverso il suddetto fondo gli agricoltori potranno beneficiare dell’erogazione di contributi in conto capitale fino all’80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, dell’attivazione di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, della proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza, dell’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti e dell’ottenimento di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte.
    La misura riguarda anche gli agricoltori che sono stati danneggiati dal maltempo nel mese di gennaio 2017.
    Il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, sottolinea infine che le Regioni effettueranno delle semplificazioni burocratiche per l’acquisto delle stalle mobili e dei moduli abitativi.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Martedì 7 febbraio, alle ore 19, a Cernusco sul Naviglio, ci sarà la premiazione del concorso di AAA Architetti cercasi, organizzato da Federabitazione Confcooperative.

  • goel

    Sarà il Gruppo Cooperativo Goel a gestire l’Ostello della Gioventù di Locri, bene confiscato alla ‘ndrangheta nel 2005 e ristrutturato nel 2009 dall’amministrazione comunale di Locri. 

    La struttura diventerà un Ostello di Turismo responsabile e cambierà nome: si chiamerà, infatti, Locride, in onore della terra che la ospita.
    goelLa storia di questo ostello è quella di altri beni sottratti alla criminalità organizzata e che faticano ad essere restituiti alla comunità locale. La prima gara di assegnazione gratuita, infatti, non ha visto alcun partecipante, probabilmente per paura di rivendicazioni da parte della ‘ndrangheta.
    La seconda gara, invece, indetta dal Comune di Locri lo scorso 27 ottobre, ha visto vede due partecipanti. Uno di questi è il gruppo Goel che si aggiudica il bene e lo inserisce così all’interno degli immobili messi a disposizione dal tour operator del Gruppo “I Viaggi del GOEL”.

    L’Ostello Locride è una struttura nuova di cinque piani che può ospitare fino a 45 persone. Dispone di camere ampie e di spazi comuni per instaurare relazioni con gli altri ospiti. Si trova in  pieno centro nella città di Locri, in via Garibaldi, a 1.600 metri dal mare e a 1.200 metri dalla stazione ferroviaria.
    Si tratta di una struttura perfetta per un tipo di viaggio esperenziale, a stretto contatto con gli abitanti del luogo e le tradizioni locali. Si inserisce, dunque, nella linea di turismo responsabile portata avanti da Goel con i suoi “viaggi”, ovvero vere e proprie escursioni tra le bellezze paesaggistiche, culturali e culinarie nella zona della Piana di Gioia Tauro e della Locride, il tutto all’insegna della legalità, della tradizione e del rispetto dell’ambiente.
    Goel ambisce a far diventare l’Ostello Locride come uno dei simboli del riscatto di un territorio martoriato dal potere mafioso. Le persone interessate a trascorrere una vacanza a Locri possono contattare direttamente il tour operator di Goel all’indirizzo e-mail agenzia@turismo.responsabile.coop –  oppure visitare turismo.responsabile.coop.


  • mattarella cooperative

    Una delegazione dell’Alleanza delle Cooperative è stata ricevuta nella giornata di ieri dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

    Hanno partecipato all’incontro, tra gli altri, il neo-presidente dell’Alleanza, Maurizio Gardini, il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, ed i rappresentati dei giovani cooperatori e delle donne cooperatrici.
    Tra i principali temi sul tavolo c’è quello riguardante il ruolo della cooperazione durante la crisi.
    mattarella cooperativeLe cooperative sono riuscite, infatti, ad offrire delle risposte ai lavoratori delle aziende in difficoltà. Sono tantissimi i casi di lavoratori che hanno deciso di mettersi insieme e di rilanciare l’attività dell’impresa in liquidazione dando vita ad un workers buyout.
    In generale le coop, seppure tra tante difficoltà, sono riuscite hanno tutelato i propri soci mantenendo inalterati i livelli occupazionali: “Dopo quasi un decennio di crisi le cooperative italiane hanno lasciato immutato il loro apporto al PIL – ha dichiarato Maurizio Gardini – e hanno incrementato l’occupazione (oggi un 1.345.000, quasi il 10% della occupazione privata)“.

    L’Alleanza delle Cooperative guarda, però, con preoccupazione alla crescita della disoccupazione giovanile e alla questione povertà. La cooperazione nasce proprio con l’intento di ridurre le diseguaglianze nel posto di lavoro ed aumentare la coesione sociale, dando l’opportunità ai giovani di fare squadra e condividere un’idea d’impresa.
    L’Alleanza vuole proseguire su questa strada grazie ad una maggiore e migliore diffusione dei propri valori tra le giovani generazioni e grazie anche alla costruzione di un’unica organizzazione di rappresentanza, progetto per il quale il presidente Mattarella ha espresso grande apprezzamento. Il processo di costituzione dell’Alleanza delle Cooperative non è ancora completo e non sarà privo di problemi, discordie ed imprevisti.
    Le tre centrali di rappresentanza, però, non intendono fermarsi: “I corpi intermedi – sottolinea Gardini – sono necessari per favorire la  coesione sociale e mobilitare le energie imprenditoriali, civili e morali della società italiana. Vogliamo invertire la tendenza negativa della frammentazione. Con l’Alleanza delle Cooperative Italiane ci rivolgiamo al Governo e al Parlamento con proposte comuni e con un’unica voce. Puntiamo al traguardo dell’unità. Ci prenderemo il tempo necessario per fare non un assemblaggio, ma una costruzione nuova”.



  • Ci sarà ampio spazio per il mondo della cooperazione e del non profit nel piano per rendere la scuola più aperta, inclusiva ed innovativa. 

    Il Miurscuola cooperative ha stanziato 830 milioni di euro attraverso i Fondi strutturali europei da investire in 10 azioni diverse. “Oggi lanciamo un grande investimento sulle competenze delle studentesse e degli studenti – ha dichiarato la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli – pensato nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Vogliamo rendere la scuola agente del cambiamento: affinché sia strumento di pari opportunità e mobilità sociale, formi cittadine e cittadini capaci di affrontare l’innovazione e trasformarla in opportunità, cresca nuove generazioni consapevoli, attive, responsabili in un’ottica di cittadinanza globale”.

    Il piano prevede dieci bandi su altrettante tematiche centrali per innovare il mondo scolastico. Il primo a partire (20 febbraio 2017) è l’avviso per il rafforzamento delle competenze di base, ovvero italiano, lingue, scienze e matematica, per il quale sono stati stanziati 180 milioni di euro.
    Il 28 marzo, invece, inizierà il bando sull’alternanza scuola-lavoro, una delle principali novità del decreto Buona Scuola. L’azione prevede la costruzione di reti locali per un’alternanza di qualità, incentivi alla mobilità delle studentesse e degli studenti.
    Tra le dieci azioni individuate dal Miur ce ne sono alcune che interessano da vicino il Terzo settore. Parliamo della tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico e soprattutto dell’integrazione e accoglienza e dell’educazione all’auto-imprenditorialità.

    Le due tematiche sono di assoluta rilevanza per la costruzione di una società più democratica, più equa e multiculturale.
    La scuola è da sempre uno dei principali luoghi di socializzazione: a scuola si formano i valori e la personalità dei futuri cittadini. È qui, dunque, che si devono gettare le basi per una società inclusiva ed accogliente.
    Per questo motivo il Miur investe 50 milioni per quei progetti in grado di costruire un modello scolastico che sappia valorizzare le differenze, promuovere l’integrazione, il dialogo inter-religioso e interculturale, al fine di costruire una maggiore coesione sociale.

    Un altro tema essenziale è quello inerente l’educazione all’auto-imprenditorialità. L’Avviso ha l’obiettivo di fornire alle studentesse e agli studenti percorsi di educazione all’autoimpiego, con attenzione a tutte le dimensioni dell’imprenditorialità: quella classica, quella a finalità sociale, quella cooperativa e di comunità.
    Le coop – grandi assenti nelle aule scolastiche e universitarie – sono chiamate a partecipare ai progetti e a proporre un modello alternativo all’economia capitalista tradizionale, mostrando i vantaggi economici, sociali ed umani dell’essere in cooperativa. Per questo bando sono stati stanziati 50 milioni.
    La data di apertura è l’8 marzo 2017.


  • startup-iva

    Sono aperte le iscrizioni a UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione lanciato da UniCredit e rivolto a startup e PMI innovative. 

    L’iniziativa, che giunge quest’anno alla sua quarta edizione, offre alle imprese attive da non più di cinque anni diverse opportunità per crescere e sviluppare le proprie idee.
    I partecipanti dovranno inviare un progetto ad alto contenuto innovativo riguardante una delle seguenti categorie:

    • Life Science (biotecnologie, pharma, medical devices, health care, ecc.);
    • ICT/Web/Digital (Digital Design, Mobile Apps, Hardware);
    • Clean Tech (Energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile);
    • Innovative Made in Italy (turismo, moda, design, agritech, robotica, ecc.).

    I vincitori potranno beneficiare di diversi servizi e premi.
    startup-ivaVerranno selezionate in un primo momento dieci startup per ogni categoria che entreranno nel programma di UniCredit Start Lab. La durata del percorso è di dodici mesi, durante i quali le imprese nascenti potranno sviluppare le proprie competenze e le proprie idee imprenditoriali ricevendo costantemente dei feedback da parte dei mentor Unicredit.
    Il programma offre alle startup anche degli incontri one-to-one con il team di valutazione di UniCredit Start Lab per valutare il livello di sviluppo del progetto. Attraverso UniCredit Start Lab c’è inoltre la possibilità di entrare nel network di investitori ed imprese di Unicredit e di attivare connessioni con le altre startup vincitrici.

    Alla fine del programma verranno decretati quattro vincitori, uno per ogni categoria. Le quattro startup che si distingueranno per innovatività, potenzialità del mercato, completezza del team e prospettive economico-finanziarie riceveranno un premio di 10.000 euro; qualora una delle aziende selezionate riesca ad ottenere un ingresso in equity, la stessa UniCredit valuterà se partecipare con un co-finanziamento che può andare da 30.000 a 250.000 euro in base al grado di sviluppo del progetto e alle sue potenzialità sul mercato.
    Sono previsti inoltre dei finanziamenti agevolati e dei conti correnti specifici.
    La procedura d’iscrizione dovrà essere effettuata online entro il 2 maggio.


  • we own it

    Se ci mettiamo insieme, possiamo costruire un’economia cooperativa che funziona: con l’eguaglianza, la solidarietà e la sostenibilità al centro di tutto. 

    Con queste parole CICOPA, l’Organizzazione Internazionale delle cooperative dell’industria e dei servizi appartenente all’Alleanza Internazionale delle we own itCooperative, ha lanciato la nuova campagna “WE OWN IT. The future of work is ours!“.
    L’obiettivo dell’iniziativa è diffondere i valori e la cultura della cooperazione tra i giovani, mostrando loro le best pratice di matrice cooperativa.
    Per ri-appropiarci del nostro futuro, bisogna riprendere in mano il nostro lavoro, creandolo e condividendolo con altre persone. È necessario, dunque, rimboccarci le maniche e produrre valore economico in maniera collaborativa, condividendo rischi e profitti, partecipando in maniera democratica alle decisioni dell’azienda. “We need an economy in which everyone has a stake – recita la campagna lanciata da CICOPA – a truly democratic economy that works for the majority, not just the 1%. We need to create good jobs that we are in control of — not low paid jobs that enrich invisible shareholders. How do we get this? Cooperatives”. 

    Le cooperative sono la risposta alla classica dicotomia tra profit e non profit: si può fare economia generando valore sociale. Le coop nascono da e per i bisogni delle comunità e dei lavoratori, consentendo a questi ultimi di gestire un’attività d’impresa.
    In un’epoca in cui i bisogni aumentano e si rinnovano e dove spesso mancano le risposte da parte delle istituzioni e della stessa classe imprenditoriale, le coop sono uno strumento di auto-organizzazione per chi cerca queste risposte.

    La campagna WE OWN IT cerca di diffondere i principi e l’agire cooperativo attraverso le storie dei giovani cooperatori. Sulla piattaforma realizzata da CICOPA trovate le esperienze di ragazzi che hanno deciso di mettersi insieme per realizzare i propri sogni. Sono storie di solidarietà, democrazia e resilienza. Ciascun cooperatore può inviare la propria storia e raccontare, dunque, cosa significa per lui lavorare per un’economia più giusta.
    Sul sito trovate anche una serie di informazioni su come avviare una cooperativa, oltre ad alcune serie di ricerche sull’imprenditorialità giovanile a matrice cooperativa. Potete effettuare, inoltre, delle donazioni per sostenere economicamente la campagna e contribuire in maniera fattiva alla diffusione della cooperazione tra le giovani generazioni.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Lavoro – La disoccupazione giovanile supera il 40%. Nel 2016 gli occupati sono sempre più anziani e precari.
    • Cooperative – Gardini: possibile migliorare il Reis. Necessario un piano pluriennale di contrasto alla povertà.
    • Cultura – Palermo capitale italiana della cultura nel 2018. Il progetto siciliano scelto per la capacità di inclusione sociale.
    • Formazione – Al via la Scuola Italiana Beni Comuni. Laboratori in 4 città per una gestione condivisa dei beni comuni.

    Gli appuntamenti:

    • Il 16 ed il 17 febbraio a Londra, si terrà l’evento “Open 2017. Platform coopérativism”, la prima conferenza inglese interamente dedicata al tema delle piattaf orme gestite in maniera cooperativa, organizzata da Open 2017.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Martedì 7 febbraio alle ore 14:30, a Firenze, si svolgerà la riunione congiunta delle cooperative sociali di tipo B aderenti a Confcooperative Toscana e Legacoop Toscana.

  • internet-italia

    Dallo scorso 20 luglio è possibile costituire una startup innovativa compilando un modulo online e applicando ad esso la firma digitale dei membri dell’impresa nascente. 

    Dopo un inizio stentato (solo 25 startup innovative costituite con la nuova procedura dopo i primi due mesi) il nuovo metodo adesso sembra decollare. Secondo il rapporto fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico, al 31 dicembre 2016 sono 225 le startup innovative che hanno utilizzato la nuova procedura di costituzione, di queste 25 sono ancora in fase di iscrizione mentre 200 sono già ufficialmente costituite.
    internet-italiaL’obiettivo della novità normativa, che ha scatenato la protesta dei notai, è diminuire gli adempimenti burocratici per le startup abbattendo tempi e costi. Prima del 20 luglio per aprire una startup era obbligatorio effettuare un atto pubblico dal notaio.
    Oggi, invece, basta compilare un modulo online, fermo restando che gli imprenditori possono comunque scegliere di rivolgersi ad un notaio. La procedura online è gratuita e, secondo il Mise, consente di verificare l’identità dei soci attraverso la firma digitale, rispondendo così ai dubbi esposti dal mondo notarile in merito ai controlli delle identità degli imprenditori e alle conseguenti possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle startup.

    Secondo il rapporto del Mise, inoltre, una piccola quota (33 startup) si è affidata alla Camera di commercio della propria provincia per completare la procedura d’iscrizione, mentre 167 hanno provveduto in maniera autonoma. Per quanto riguarda, invece, la distribuzione territoriale, la prima regione per numero di startup innovative costituite con la nuova modalità è la Lombardia con 48, il 26% del totale. In seconda posizione c’è il Veneto con 22 (il 12%) e in terza la Sicilia con 15 (8,3%).
    Il 78,9% delle startup costituite con la nuova modalità opera nel campo dei servizi alle imprese, di queste la metà si occupa di “produzione di software e consulenza informatica”. Il 18%, invece, è attivo nel settore manifatturiero e meno del 3% rientra nella categoria “commercio”.


  • unicredit foundation

    C’è tempo fino alle ore 12:00 del 31 gennaio per partecipare ad Unicredit Carta E, il bando per favorire l’occupazione e l’occupabilità dei giovani lanciato da UniCredit Foundation, in collaborazione con Make a Cube3 e con il supporto tecnico di Fondazione Italiana Accenture. 

    unicredit foundationL’iniziativa si rivolge alle organizzazioni non profit, ovvero fondazioni, associazioni, cooperative sociali, imprese sociali, consorzi di cooperative sociali, che siano già costituite alla data di lancio del bando (16 novembre). L’obiettivo della call è – come detto – aumentare l’occupazione e l’occupabilità dei ragazzi di età compresa tra i 15 ed i 29 anni. Nello specifico i progetti dovranno avere:

    • un impatto positivo diretto, in termini di occupazione (posti di lavoro, possibilmente con un inserimento che determini una valorizzazione delle competenze degli occupati). L’occupazione è intesa per nuovi contratti di lavoro subordinato (a tempo indeterminato e/o a tempo determinato), nuovi contratti a progetto e prestazioni di nuovi soci-lavoratori di cooperative sociali. Per i contratti part time viene richiesto un impegno del 50% del tempo o superiore; e/o
    • un impatto positivo indiretto, in termini di miglioramento delle condizioni di occupabilità dei giovani. Gli impatti indiretti possono essere conseguiti attraverso progetti di formazione, alternanza scuola lavoro, assistenza all’imprenditorialità, creazione/sviluppo di network, etc.

    Verranno premiati in particolare quei progetti che rispondano ai criteri di innovatività, scalabilità, replicabilità e impatto sociale.
    I migliori 20 progetti saranno ammessi ad una fase di pre-incubazione, mentre i dieci vincitori finali (7 capaci di generare un impatto positivo diretto e 3 che agiscono in maniera indiretta sull’occupabilità dei giovani) effettueranno un periodo di incubazione e riceveranno un contributo a fondo perduto (grant) di 42.500 euro più ulteriori 20.000 euro per il progetto che avrà ricevuto il maggior numero di preferenze da parte dei dipendenti UniCredit interpellati nell’ambito dell’iniziativa di voto “Your Choice, Your Project”.
    Per partecipare al bando dovete caricare il vostro progetto ed i relativi allegati sulla piattaforma messa a disposizione da UniCredit Foundation.


  • sanità italia

    La metà degli italiani non riesce ad arrivare a fine mese e per rimediare deve ricorrere ai propri risparmi; altri per sopperire agli effetti della crisi si rifugiano nell’aiuto dei genitori o tagliano le spese mediche. Non ci sorprende, dunque, se un italiano su quattro dichiara di sentirsi “abbastanza” o “molto” povero.

    Quelli appena riportati sono i principali risultati del Rapporto Italia 2017, elaborato come ogni anno da Eurispes. L’indagine è stata effettuata su un campione di 1.084 persone di genere, età e provenienza territoriale diversa.
    Il Rapporto Eurispes ci dice in sostanza che gli italiani non riescono ad elaborare vedere un progetto di vita chiaro e coerente nonostante la situazione dei consumi sia migliorata e la disoccupazione stia lentamente diminuendo.
    Gli italiani vivono ormai sempre più nel presente, lo dimostra il fatto che solo una persona su quattro riesce a mettere qualcosa da parte. La propensione al risparmio diminuisce progressivamente perché bisogna affrontare le spese quotidiane, divenute ormai stringenti e oppressive.

    sanità italiaUno dei costi principali è la casa. Secondo il rapporto Eurispes, infatti, “le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto lo è pagare il canone“.
    Ci sono poi da affrontare gli imprevisti, quegli eventi che riducono inevitabilmente la propria capacità di spesa e ti costringono a prendere delle contromisure drastiche. Tra le cause dell’impoverimento la principale è la perdita del lavoro (76,7%), seguita da una separazione o un divorzio (50,6%) e da una malattia propria o di un familiare (39,4%). Non vanno sottovalutate, inoltre, la dipendenza dal gioco d’azzardo (38,7%) e la perdita di un componente della famiglia (38%).
    Per rimediare, dunque, alla difficoltà ad arrivare a fine mese gli italiani ricorrono innanzitutto ai propri risparmi. Il 44,9%, infatti, è costretto ad utilizzare ciò che ha messo da parte negli anni precedenti per affrontare le spese mensili. Alcuni scelgono soluzioni più “radicali”.
    “Il 32,6% del campione analizzato – dice Eurispes – ha dovuto ricorrere al sostegno economico della famiglia d’origine“, mentre il 13,8% degli intervistati è tornato a vivere a casa dei genitori.

    Il periodo di recessione ha portato quindi gli italiani a rinunciare a prestazioni, prodotti e servizi che erano diventati quasi quotidiani e scontati prima della crisi. Accade, ad esempio, che molti (23%) decidano di rinunciare alla babysitter e di affidare di conseguenza i propri figli a nonni e parenti.
    Ma uno degli aspetti più preoccupanti della ricerca riguarda i tagli alle prestazioni sanitarie. Il 38% del campione analizzato ha deciso, infatti, di ridurre le spese mediche contro il 34% del rapporto 2016. In generale la sanità non trova grande apprezzamento tra gli italiani.
    Il 54% (al Sud il 70%) non è soddisfatto del sistema sanitario nazionale a causa soprattutto delle lunghe attese per effettuare interventi ed esami medici. Il 42,2% degli italiani, inoltre, parla di strutture mediche fatiscenti ed il 41,8% si scaglia contro condizioni igieniche insoddisfacenti. C’è poi addirittura un 34% che dice di avere subito degli errori medici nella sanità pubblica.
    Il quadro generale, dunque, è tutt’altro che incoraggiante. Urge un intervento per porre freno all’impoverimento della classe media e migliorare i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie, ricorrendo – se è necessario – ad un sistema di welfare misto.