Si chiama Too good to go che significa letteralmente “troppo buono per essere gettato via” ed è l’App contro lo spreco alimentare utilizzata ormai in diversi stati europei.
Il progetto nasce in Danimarca nel 2015 per poi arrivare in altri paesi dell’europa del Nord come Gran Bretagna e Norvegia, prima di giungere
in Germania, Svizzera e Francia. Non è un caso che la Danimarca sia stato il primo paese a sperimentare questa soluzione: stiamo parlando, infatti, di una nazione che ha saputo tagliare il 25% degli sprechi in soli cinque anni.
Tutto questo grazie soprattutto ad azioni di cittadini ed imprese, da sempre sensibili alle tematiche sociali ed ambientali. Il Francia l’App è arrivata l’anno scorso e vede 360 esercizi commerciali iscritti sulla piattaforma e operativi in sette città diverse.
Ma come funziona Too good to go e perché ha avuto così tanto successo su scala europea? L’App permette ai consumatori di gustare cene di buonissima qualità a basso prezzo (si parla di 50-60% di sconto) perché cucinate con cibo cotto ma non ordinato dai clienti dei ristoranti. In questo modo gli esercizi commerciali non sono più costretti a gettare via grosse quantità di cibo, anzi riescono a guadagnare tramite preparati che altrimenti sarebbero finiti nell’immondizia.
I ristoranti interessati all’iniziativa devono iscriversi alla piattaforma senza specificare il pasto che andranno a vendere a fine serata. Il tipo di cena che metteranno a disposizione degli utenti dipende, infatti, dai prodotti rimasti invenduti quel giorno. I clienti troveranno, dunque, un vero e proprio pacchetto a sorpresa.
Il pagamento viene effettuato online ed il prezzo non supera mai le quattro sterline, mentre per quanto riguarda il ritiro del cibo deve essere effettuato – per ovvie ragioni – poco prima della chiusura del locale.
Se siete disposti, quindi, a cenare in tarda serata e in alcuni casi a sperimentare nuovi ingredienti, l’App Too Good to Go è una soluzione ottimale per dare il proprio contributo nella lotta allo spreco alimentare.
In Italia Too Good to Go non è ancora presente, ma il nostro Paese, sulla scia di Expo, sta iniziando a mobilitarsi su questo tema. Recentemente il Parlamento ha approvato la legge sugli sprechi alimentari, attraverso la quale si prova ad incentivare la donazione degli avanzi di cibo. Diverse organizzazioni non profit, inoltre, collaborano con i ristoranti per distribuire gli avanzi agli indigenti e ridurre l’assurda quantità di cibo buttato via (10-20 milioni di tonnellate per un valore di 13 miliardi di euro).
Probabile, dunque, che nei prossimi mesi assistiamo alla crescita di startup che sperimentano soluzione innovative in questo settore, seguendo il modello di Too Good to go.


Terzo settore – I dati sulle comunità migranti in Italia: 45% dei nuovi permessi di soggiorno è per ricongiungimento familiare.
Il fondo messo a disposizione da Coopfond, inoltre, stanzierà massimo 50mila euro per le startup vincitrici di Coopstartup e 100euro per quelle iscritte al Registro delle startup innovative della Camera di Commercio.
Si tratta, però, di un miglioramento marginale soprattutto se rapportato agli altri paesi europei. L’Italia è, infatti, la terzultima nazione Ue per corruzione percepita, davanti solo a Grecia e Bulgaria.
Secondo l’Alleanza contro la povertà, però, c’è il rischio che il periodo di incertezza politica possa danneggiare il provvedimento, privandolo del contenuto innovativo necessario. “L’Alleanza contro la povertà in Italia accoglie positivamente la rinnovata attenzione del Governo, del Parlamento e delle forze politiche sul tema della povertà. Tuttavia – continua l’Alleanza – esprime una preoccupazione per l’attuale fase d’incertezza politica che rischia di limitare il contenuto della legge delega“.
vengono attaccate quotidianamente su Facebook o Twitter e hanno difficoltà nel scegliere come e con quali toni rispondere ad offese e provocazioni.
asilo e rifugiati (