• Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Lavoro – Sgravi contributivi per le aziende del Sud. De-contribuzione totale per chi assume giovani fino a 24 anni;
    • breaking news coopitalia-04Agroalimentare – Grano: arriva l’etichetta obbligatoria dopo il latte. Anche la pasta conterrà le indicazioni sull’origine delle materie prime;
    • Attualità – 34mila persone al giorno fuggono dai propri paesi. Dalla Siria 5 milioni di rifugiati, la Germania il paese con più richieste di protezione internazionale;
    • Bandi – Toscana: 10 milioni per i più bisognosi. Prestiti sociali fino a 3.000 euro per le famiglie indigenti.
     Gli appuntamenti:
    • Sabato 19 novembre, nell’ambito del Book City Milano, si svolgerà il seminario “Circular Economy e innovazione sociale: nuovi modelli per creare valore”.


  • Le notizie del giorno di CoopTG:

    Gli appuntamenti:
    • Mercoledì 30 novembre, a Torino, si svolgerà il seminario “Agorà delle Identità 2016. Quando il valore sociale genera valore economico“. 


  • Nel terzo trimestre del 2016 il Prodotto Interno Lordo è aumentato dello 0,3% rispetto al precedente trimestre e dello 0,9% nel confronto con il terzo trimestre del 2015. 

    A riportarlo è l’Istat, secondo la quale la variazione positiva del Pil è determinata dall’aumento del valore aggiunto dei settori dell’industria e dei servizi, mentre va registrata una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura. Per quanto riguarda, invece, la domanda, c’è finalmente un apporto positivo della domanda interna.pil italia
    Al momento, qualora nell’ultimo trimestre ci dovesse essere una variazione nulla, il Prodotto Interno Lordo dovrebbe presentare un +0,8% per tutto il 2016. Sembra, dunque, avvinarsi l’obiettivo posto dal Governo, che nell’ultimo aggiornamento del Def ha previsto una crescita dello 0,8 per il 2016 e dell’1% per il 2017. Quest’ultimo dato è stato definito da più parti, in primis da Bankitalia, come un obiettivo ambizioso soprattutto se consideriamo i mutamenti della situazione internazionale.
    Eurostat, invece, ci fornisce i dati relativi agli altri paesi membri dell’Unione Europea. Stupisce, ad esempio, il rallentamento dell’economia tedesca il cui Pil è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre contro le previsioni che vedevano una variazione positiva dello 0,3%. A contribuire negativamente sul rendimento tedesco c’è il commercio estero. Ad ogni modo la crescita teutonica su base annua dovrebbe essere sostenuta: al momento, infatti, nel 2016 la Germania fa registrare una crescita del Pil dell’1,7%.
    Imponente, invece, la variazione del Prodotto Interno Lordo britannico con una crescita del 2,2% nel 2016; bene anche la Francia con 1,1 punti percentuali in più rispetto ad un anno fa. Nell’area Euro, invece, il Pil è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed dell’1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015.


  • sharing-economy-italia

    Sono 138 le piattaforme collaborative nate in Italia (+20 rispetto al 2015), 208 se contiamo anche quelle di crowdfunding. Sono questi gli ultimi dati sulla sharing economy in Italia che saranno presentati nel corso della quarta edizione di Sharitaly, il più grande evento italiano sull’economia collaborativa, in corso di svolgimento a Milano. 

    La sharing economy è una realtà in crescita anche in Italia, nonostante debba fare i conti con diverse contraddizioni interne (vedi il caso Uber e la crescente professionalizzazione delle piattaforme) e con problemi di natura legislativa. Non esiste ancora in Europa una vera e propria legge che disciplini il fenomeno. In Italia la proposta di legge esiste, ma è ancora ferma in Parlamento. L’Unione Europea, invece, sta mettendo a punto le sue linee guida che prendono in considerazione anche il provvedimento italiano e che saranno consegnate il 14 dicembre.
    Qualcosa, dunque, si sta muovendo e non potrebbe essere altrimenti dal momento che i consumatori preferiscono forme di accesso ai beni piuttosto che la mera proprietà. Le piattaforme collaborative nascono proprio dall’esigenza di avvicinare produttori e consumatori e rendere l’esperienza della condivisione come un fatto sociale prima ancora che uno scambio economico.

    In Italia non abbiamo le multinazionali dell’economia collaborativa come negli Stati Uniti, dove la cosiddetta on demand economy è diventata quasi monopolizzante in alcuni settori. Il nostro Paese offre realtà diverse, molto più radicate sui territori e capaci di reinterpretare in chiave innovativa e tecnologica alcuni bisogni delle comunità locali.
    I settori più diffusi sono quelli del trasporto e dei servizi alla persona. Nello specifico, l’ambito che può contare sul maggior numero di piattaforme collaborative è quello del Car pooling, Ridesharing e del Car sharing peer to peer con 25 realtà; seguono le piattaforme di baysitting e dogsitting (23) e le banche del tempo.
    Come accade per tutto il sistema economico, il Nord si dimostra più dinamico del resto d’Italia anche per quanto riguarda la sharing economy: l’83% delle esperienze collaborative sono attive per l’appunto nell’Italia settentrionale.
    Per quanto riguarda, invece, le forme giuridiche, la maggior parte sono Srl (38%). Fatica invece a svilupparsi il modello della piattaforma cooperativa, nonostante proprio la collaborazione e l’implementazione di servizi per la comunità siano parte integrante di tutto il mondo cooperativo.
    Le cooperative hanno un enorme potenziale inespresso, soprattutto in un settore come il welfare dove possono contribuire ad abilitare le tante competenze diffuse sul nostro territorio e che vedono nella cooperazione la loro forma di espressione.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Vi ricordiamo che domani ed il 16 novembre, a Base Milano, si terrà la quarta edizione di Sharitaly, il più grande evento italiano di approfondimento sull’economia collaborativa, organizzato dall’associazione Collaboriamo e da Trailab.

  • bando isi agricoltura 2016

    Si chiama Agricoltura Capodarco ed è una cooperativa sociale di tipo B, attiva dal 1978 a Grottaferrata (RM) e che permetterà a soci, lavoratori o soggetti esterni di acquistare delle quote azionarie per collaborare alla realizzazione dei progetti della coop. 

    Si tratta di una sperimentazione molto interessante che agisce in un ambito in grande espansione. Parliamo dell’agricoltura sociale, tema bando isi agricoltura 2016sul quale il Parlamento ha legiferato di recente. La cooperativa Agricoltura Capodarco impiega da diversi anni i soggetti svantaggiati in attività agricole, come quella della produzione di vino, ma ha deciso di dare nuovo slancio, sociale e finanziario, alla propria proposta.
    Ha lanciato, infatti, un “agri-ristoro” e un “laboratorio di trasformazione alimentare”, dove saranno impiegati disabili, disoccupati e lavoratori saltuari. Per realizzare questi progetti la coop ha deciso di vendere 400 quote azionarie, dal valore di 2.000 euro a titolo. Chi acquisterà le azioni (sia esso una persona fisica o giuridica) otterrà ovviamente un beneficio economico sotto forma di tasso di interesse di remunerazione.
    È bene specificare che non si tratta dell’acquisto di quote societarie per partecipare al capitale della cooperativa, ma di una forma di finanziamento per singoli progetti dall’elevata valenza sociale.
    Le attività di agricoltura sociale, infatti, non hanno solo delle ricadute economiche esplicite, ma contribuiscono alla maggiore integrazione sociale dei soggetti svantaggiati, alla riduzione dei costi per lo Stato, anche e soprattutto in termini di abbattimento del numero di reati, e allo sviluppo delle comunità locali.


  • fondazione con il sud

    Sono 23.576 i beni immobili confiscati alle mafie. Molti di questi, però, non sono ancora stati assegnati, sia per ragioni di tipo burocratico che per l’assenza di progetti realmente validi. 

    La Fondazione Con il Sud ha deciso allora di aumentare le risorse destinate al bando sulla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, portando la cifra complessiva dai 4,5 milioni di euro del 2013 ai 7 milioni del nuovo bando, grazie anche al sostegno economico della Fondazione Peppino Vismara. Nell’elaborazione degli obiettivi dell’iniziativa sono state coinvolte anche l’Anci e Avviso pubblico, che saranno chiamate a velocizzare nei prossimi le procedure di assegnazione dei beni per consentire alle organizzazioni di partecipare all’iniziativa.
    Il bando si rivolge alle organizzazioni del Terzo settore operanti nelle regioni della Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nello specifico vengono individuate le seguenti tipologie di enti che potranno presentate la propria proposta progettuale:

    • associazione (riconosciuta o non riconosciuta);
    • cooperativa sociale o loro consorzi;
    • ente ecclesiastico;
    • fondazione;
    • impresa sociale.

    I partecipanti dovranno svolgere attività coerenti con le finalità della Fondazione ed essere attive da almeno due anni. Ciascuna fondazione con il sudorganizzazione dovrà inoltre attivare una partnership con almeno un altro ente senza scopo di lucro. Possono essere coinvolti anche soggetti del mondo delle istituzioni, dell’università, della ricerca e al mondo economico. La partecipazione delle imprese for profit, però, non dovrà essere orientata al profitto, ma al semplice apporto di competenze e risorse finanziarie per la realizzazione della proposta progettuale.
    Sono due gli ambiti di intervento del bando:

    • Avvio di nuove attività di imprenditorialità sociale o attività economicamente sostenibili su beni di recente o nuova assegnazione;
    • Rafforzamento e ampliamento di attività di economia sociale già esistenti ed operative.

    I partecipanti dovranno dimostrare l’effettiva utilizzabilità del bene per i prossimi dieci anni  in modo da collaborare allo sviluppo socio-economico del territorio di riferimento. I progetti saranno chiamati a creare lavoro e valore sociale nelle comunità, contribuendo al ripristino dell’etica e all’integrazione lavorativa di soggetti svantaggiati, compresi i migranti.
    La durata del progetto dovrà essere minimo 24 mesi e massimo 48 mesi, mentre l’eventuale ristrutturazione del bene non potrà eccedere la metà della durata dell’intero progetto. La Fondazione con il Sud mette a disposizione un contributo di massimo 500.000 euro, con il 30% dell’intera somma progettuale che verrà erogato sotto forma di anticipo.
    La scadenza dell’avviso è fissata per il 15 febbraio 2017. Per ulteriori informazioni potete consultare il bando.


  • agricoltura lombardia

    Promozione dell’educazione alimentare, della produzione sostenibile e del consumo consapevole. Sono questi gli obiettivi della Fondazione Fico, l’organizzazione nata in questi giorni a Bologna sotto l’impulso, tra gli altri, di Coopfond, CAAB, Enpav ed Enpam. 

    L’istituzione della Fondazione rientra all’interno del più ampio progetto Fico, la fabbrica italiana contadina. Si tratta di un enorme parco dedicato al cibo (alcuni lo hanno già soprannominato come la Disneyland del cibo), che accoglierà al proprio interno ristoranti, botteghe e laboratori, con la possibilità ovviamente pure di degustare alcuni prodotti tipici locali.
    Anche la Fondazione Fico opererà dentro la fabbrica italiana contadina: sarà il braccio divulgativo e formativo di Fico. Come ha dichiarato Andrea Segrè, presidente della Fondazione, la nuova organizzazione agirà su tre livelli: formazione e didattica per la scuola, ricerca scientifica, promozione.
    Si cercherà di promuovere la cultura dell’alimentazione sana, in quanto strumento per abbattere i rischi di malattie cardiovascolari e agricoltura lombardiatumorali. La Fondazione Fico sarà una prosecuzione ideale di Expo, dove i temi della sostenibilità, della lotta agli sprechi e del consumo consapevole hanno svolto un ruolo centrale.
    Oggi i consumatori prestano maggiore attenzione alla provenienza delle materie prime e ai metodi produttivi, dichiarando di essere disposti a pagare di più per alimenti sani e sostenibili.
    Diventa, dunque, fondamentale promuovere questi valori e bisogna farlo partendo proprio dalle scuole.

    Anche la cooperazione parteciperà alle attività della Fondazione Fico. Coopfond, ad esempio, è tra i soci fondatori e sarà parte attiva nello sviluppo delle iniziative del nuovo organismo: “Lo sviluppo sostenibile, l’attenzione alle future generazioni, il benessere della comunità, la promozione dell’educazione e della cultura fanno parte dei valori fondanti della cooperazione – ha dichairato il direttore generale di Coopfond Aldo Soldi – per questo il fondo ha scelto di contribuire, in veste di socio fondatore, alla nascita della Fondazione FICO“.
    Il 2017, dunque, potrà essere l’anno dell’agroalimentare italiano e di un cambio di prospettiva nella dieta e nella salute dei consumatori. E Fico sarà uno dei contenitori di una rinnovata consapevolezza da parte degli operatori agroalimentari e dei consumatori stessi.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Terzo settore – Approvato decreto sul Dopo di noi. Istituito il Fondo per garantire l’autosufficienza dei disabili.
    • breaking news coopitalia-04Cooperative – Al via la riforma delle Bcc. Verso la costituzione di due capogruppo ai vertici del credito cooperativo.
    • Attualità – L’Italia scala la graduatoria della trasparenza: valutata in maniera positiva l’istituzione del Foia.
    • Bandi – Terremoto: un bando per la ricostruzione sociale. 10mila euro per il non profit che aiuta le popolazioni colpite dal terremoto.
     Gli appuntamenti:
    • Lunedì 14 novembre, alle 16:30 presso il Centro per la creatività Cecilia Tito a Potenza, si svolgerà l’evento “Industria 4.0 per lo sviluppo della Basilicata” organizzato tra gli altri dall’Alleanza delle Cooperative.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:

    • Sabato 12 novembre, alle ore 16.00, a Ferrara, presso il Palazzo della Racchetta, si terrà il convegno “L’impegno delle cooperative nei confronti delle comunità” organizzato da Confcooperative Ferrara e AICCON.

  • svimez 2016

    Inizia finalmente la ripresa nelle regioni meridionali dopo una crisi profonda che eroso i livelli occupazionali e fatto sprofondare i principali indicatori relativi a Pil, investimenti e consumi. 

    Lo rivela l’edizione 2016 del Rapporto Svimez, presentato oggi a Roma. Nel 2015, in base alle elaborazioni di Svimez, il Pil del Mezzogiorno è cresciuto dell’1%, recuperando parzialmente la caduta dell’anno precedente (-1,2%) e mostrando una crescita maggiore rispetto al resto del Paese (+0,7%).
    La strada per tornare ai livelli pre-crisi è però lunghissima. Dal 2007 in avanti, infatti, il Pil meridionale ha perso addirittura dodici punti percentuali contro il -7% del resto d’Italia. Il Sud deve fronteggiare un gap enorme nel confronto con il resto d’Europa. C’è un dato più di tutti gli altri che spiega il rendimento economico del Meridione negli ultimi anni: dal 1996 al 2015 il gap cumulato nella crescita con la media dell’Unione Europea è stato pari a 29 punti percentuali. La differenza con la Spagna, per citare un paese con caratteristiche e problemi simili al Mezzogiorno, è addirittura del 50%.

    Ad ogni modo, vanno sottolineato i primi segnali positivi fatti pervenire dall’economia meridionale. Detto del Prodotto Interno Lordo, aumentano anche i consumi, gli svimez 2016investimenti ed il Pil pro capite. Sono particolarmente interessanti i dati regionali relativi proprio a quest’ultima variabile. Nel 2015 la regione più dinamica è stata la Basilicata, che ha visto una crescita del Pil pro capite del 5,9%. Quella più povera è invece la Calabria, il cui reddito pro capite è di 16.659 euro, seguono Puglia e Campania.
    Rimangono abissali le differenze con le regioni più ricche. Il confronto con il Trentino Alto Adige, ad esempio, è impietoso, dal momento che il Pil pro capite di quest’ultimo è di 37.561 euro, circa 21mila euro in più di quello calabrese.

    A trainare l’economia meridionale sono stati soprattutto due comparti: l’agricoltura ed il turismo. Il 2015 si è rivelato un anno particolarmente prolifico per il settore agricolo: il valore aggiunto è aumentato del 7,3% (+1,6% nel Centro-Nord), così come sono in crescita le esportazioni (+15,5% contro il +7,3% dell’Italia). Per quanto riguarda l’export, è doveroso però segnalare che la quota più alta delle vendite all’estero ha riguardato la Gran Bretagna, il che porta le aziende agricole meridionali a temere rilevanti variazioni del saldo commerciale in seguito alla Brexit.
    L’agricoltura cresce anche in termini di occupazione: nel 2015 sono 19,6 mila unità in più gli occupati in questo settore, pari a 2,2%. Oltre 18 mila dei nuovi occupati si collocano al centro sud, che conferma il suo ruolo di preminenza con il 55% dei lavoratori nel settore primario.
    Bene anche i servizi, con particolare riferimento al turismo, merito soprattutto dalle crisi geopolitiche dell’area del Nord Africa e della fine del ciclo di finanziamenti europei, che ha portato le regioni meridionali ad accelerare nei processi di spesa e di investimento.
    Sono meno positivi, invece, i dati sull’andamento demografico e sul rischio di povertà. Nel 2015 i nuovi nati al Sud sono stati solo 170mila, ovvero il numero più basso dall’Unità d’Italia. Rimangono preoccupanti i numeri sulla povertà: secondo lo Svimez, infatti, 10 meridionali su 100 risultano in condizioni di povertà assoluta, contro poco più di 6 nel Centro-Nord, con un rischio di povertà assoluta tre volte più forte rispetto al resto dell’Italia.


  • servizio civile

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato il primo decreto attuativo sulla riforma del Terzo Settore. Ad essere disciplinato è il nuovo servizio civile universale. 

    La dizione “universale” viene dalla volontà del Governo di consentire a tutti quelli che fanno richiesta di partecipare effettivamente a progetti di volontariato.
    L’esecutivo ha così deciso di concentrare sul servizio civile, esclusivamente per quest’anno, tutte le risorse stabilite dalla Legge di Stabilità per la riforma del Terzo settore.
    servizio civileLe finalità del servizio civile universale – precisa il decreto – sono perseguite mediante programmi di intervento nei settori dell’assistenza, della protezione civile, del patrimonio ambientale e della riqualificazione urbana, del patrimonio storico, artistico e culturale, dell’educazione e promozione culturale e dello sport, dell’agricoltura in zona di montagna e sociale, della biodiversità, della promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata, della promozione e tutela dei diritti umani, della cooperazione allo sviluppo, della promozione della cultura italiana all’estero e del sostegno alle comunità di italiani all’estero.
    Sarà compito dello Stato attuare una programmazione triennale del servizio civile e verificare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Le Regioni e le Province, invece, parteciperanno alla realizzazione dei progetti di volontariato nei loro ambiti di competenza.

    Una delle novità più importanti del nuovo servizio civile è l’ampliamento dei possibili partecipanti agli stranieri che risiedono in Italia da più di cinque anni. Ci sarà inoltre la possibilità di svolgere un periodo di tre mesi in uno degli stati membri dell’Unione europea, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un servizio civile europeo.
    Il nuovo modello si ispira al concetto di flessibilità: si vuole cioè far conciliare il servizio civile con la vita ed il lavoro del volontario, modulando la durata e gli orari in base alle sue esigenze. Il periodo di svolgimento va dagli otto ai dodici mesi, mentre la retribuzione rimarrà di 433,80 euro.
    Per quanto riguarda, invece, gli enti di servizio civile, siano essi pubblici o privati, dovranno essere iscritti in un apposito albo e curare la realizzazione dei progetti approvati.