Entro la fine del mese il Governo dovrebbe approvare il decreto Finanza per la crescita, un provvedimento volto a favorire la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle aziende e rendere più agevole l’accesso al credito.
Tra le misure più attese ci dovrebbe essere un’azione per le imprese che investono in startup. In Italia sono ancora poche le aziende che decidono di finanziare altre società, per via di una cultura imprenditoriale profondamente diversa rispetto a paesi come gli Stati
Uniti, dove investimenti di questo tipo sono all’ordine del giorno, e a causa di una tassazione troppo penalizzante.
Il ministero dell’economia proverà ad intervenire inserendo nel decreto Finanza per la crescita una misura di detassazione per le aziende che investono in imprese che generano ricavi compresi tra i 50 ed i 200 milioni di euro.
Il Governo sta ancora valutando le diverse modalità di attuazione. L’ipotesi in ballo in questo momento riguarda la possibilità di ridurre il carico fiscale per le società quotate che acquisiscono una partecipazione in una startup attiva da non più di cinque anni.
L’investimento sarà con ogni probabilità vincolato ad una serie di parametri ancora da stabilire. Probabile venga disciplinata una durata minima dell’investimento e stabilito un tipo di asset allocation da utilizzare.
Secondo Il Sole 24 Ore dovrebbe essere ritoccato il prelievo sul capital gain, che attualmente si attesta al 26,5%.
Si tratta, ad ogni modo, di un passo in avanti nell’ottica della creazione di un ecosistema innovativo che non benefici solamente di investimenti pubblici o di capitali propri, ma che sia in grado di attirare anche investitori privati italiani ed esteri.


italiani.

Il principale obiettivo di Bezzi sarà attuare il Piano di regolazione dell’offerta per il triennio 2017-19. “Sarà questo – dichiara Bezzi – il nostro primo punto di riferimento per mantenere un indispensabile equilibrio tra un’ordinata gestione dei flussi produttivi e la domanda interna e internazionale, perchè è principalmente a questo che si lega la possibilità della valorizzazione di un’eccellenza che si traduca in reddito reale per i produttori, che solo dopo 18 mesi di crisi hanno visto un apprezzabile rialzo delle quotazioni”.
prodotti che avvantaggi sia i produttori che le industrie di trasformazione: “In queste settimane non solo i produttori ma anche una parte importante dell’industria lattiera e della cooperazione hanno ragionato sull’importanza di questo tema e sulla necessità di unire le forze”.
Il Corriere Economia ha proposto oggi la classifica delle 110 maggiori case del vino. Non stupisce il fatto che le coop siano in vetta alla graduatoria; è da sottolineare, invece, come sia in aumento il numero di cooperative presenti nella top 110.
La decisione di interrompere una parte del rapporto di fornitura tra Celox e Coop, è costata a quest’ultima una condanna ad una multa di 50.000 euro deliberata dall’Autorità di Vigilanza.
Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Parma, Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, Fondazione CON IL SUD, Fondazione Livorno, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Sicilia.
Nell’anno accademico 2014-2015 si sono spostati verso gli atenei del Centro-Nord circa 23.000 giovani universitari, che corrispondono a l’8-9% del totale delle immatricolazioni.
natura dell’Imu agricola e le relative esenzioni.