Audiweb ha pubblicato il report mensile sulla digital audience in Italia, che rivela, tra le altre cose, quali sono i quotidiani online più letti.
Al primo posto troviamo Repubblica, un portale che negli ultimi mesi ha investito pesantemente sul digitale con
l’arrivo del nuovo direttore Mario Calabresi, capace di portare La Stampa ai vertici in Italia in materia di digitale.
Repubblica può vantare una media giornaliera di 1.491.482 utenti unici.
Ecco di seguito la top 5:
- Repubblica 1.491.482
- Corriere della Sera 1.056.178
- La Stampa 554.273
- Il Fatto Quotidiano 436.487
- Il Sole 24 Ore 367.614
Repubblica si trova al primo posto anche per quanto riguarda gli accessi all’homepage, con una media di 733.210 visite quotidiane.
Impressiona soprattutto il dato delle pagine viste, che ci mostra quanti contenuti vengono visualizzati in media dagli utenti su un determinato sito.
In questa specifica graduatoria Repubblica doppia i concorrenti grazie a 11.911.000 pagine viste contro le 5.666.000 del Corriere della Sera secondo.
Qualche settimana fa vi abbiamo mostrato i dati dei grandi publishers nel mese di febbraio 2016, confrontandoli con quelli dell’anno precedente. In dodici mesi quasi tutte le maggiori testate nazionali hanno subito un calo vistoso del numero di utenti. Il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, ad esempio, perdono rispettivamente 18 e 17 punti percentuali rispetto a febbraio 2015.
Gli unici a difendersi sono stati Repubblica, che mantiene pressoché invariato il numero di visitatori unici, e La Stampa, in grado addirittura di incrementare il numero di utenti del 29,4% per effetto di una strategia digitale particolarmente efficace.
Da segnalare anche i dati di navigazione da mobile e desktop.
A marzo 2016 gli utenti consultano le testate giornalistiche prevalentemente da desktop. Repubblica, ad esempio, fa registrare una media di 961.026 utenti su Pc e di 569.468 su mobile.





Oggi aprire uno studio odontoiatrico comporta degli oneri di grande rilievo, ecco perché la formula cooperativa, garantita dal marchio I.denticoop, ha subito riscosso un grande successo.
per valorizzare lo sviluppo locale sostenibile, le risorse ambientali, economiche, sociali e culturali e favorire legami di collaborazione, solidarietà e appartenenza.
“Il numero delle ispezioni effettuate dal ministero – sottolinea Moleti – è passato dalle 20mila del biennio 2009-2010 alle 33 mila del biennio 2011-2012, alle 36 mila del biennio 2013-2014″. Il calo del 2015 è da sottoscrivere per l’appunto ad un drastico taglio delle risorse portato avanti nel 2014 dal Governo; una decisione paradossale considerando che proprio a fine 2014 scoppiò il caso Mafia Capitale ed il problema delle false cooperative si manifestò difronte all’opinione pubblica.
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solidità e coerenza della storia proposta.
La ricerca, oltre ad evidenziare un calo dei volumi e del valore delle vendite, rivela anche che i marchi di formaggio più venduti provengono da aziende estere, il che rappresenta un paradosso per un Paese come l’Italia riconosciuto in tutto il mondo per le sue produzioni casearie di alta qualità.
sistema alimentare italiano”.