• Sono 5.044 le startup innovative in Italia, di queste circa 3.000 sono state fondate negli ultimi due anni.
    Sono questi i dati riportati dal Ministero dello Sviluppo Economico al Parlamento nel corso della relazione sui risultati del decreto “Crescita 2.0”.

    Il provvedimento, varato dal governo Monti tre anni fa, oltre ad avere istituito la figura giuridica delle startup innovative, ha previsto una serie di agevolazioni fiscali per le imprese nascenti ad alto grado innovativo.
    Logo_MISEPiù di 1500 startup italiane si occupano di produzione di software e consulenza informatica, 775 di ricerca scientifica e sviluppo, 411 di servizi di informazione ed altri servizi informatici, 2353 sono attive in altri settori economici.
    La regione maggiormente rappresentata è la Lombardia con addirittura 1.090 startup, ovvero un quinto del totale, seguono Emilia Romagna (575) e Lazio (495); la prima regione meridionale è la Campania con 302.
    Per quanto riguarda, invece,il fatturato ed il numero dei dipendenti i numeri non sono eccezionali. Il 68% delle startup possiede un fatturato inferiore ai 100.000 euro e molte non sono neppure entrate sul mercato. Gli addetti, invece, sono 4.891 ed i soci 19.677.
    Secondo le stime del Mise, si dovrebbe arrivare nel 2017, anno della fine del regime fiscale agevolato stabilito con il decreto “crescita 2.0”, a quota 7.500 startup.

    Uno dei problemi principali dell’universo innovativo, secondo quanto emerso dal lavoro del Mise, è la debolezza del capitale di rischio. La principale fonte di finanziamento delle startup deriva dal Fondo di Garanzia (626 hanno usufruito di un finanziamento bancario supportato dal suddetto Fondo), il resto delle risorse deriva da parenti, amici e conoscenti.
    Il venture capital nel nostro Paese è estremamente debole: insieme alla Grecia, l’Italia è all’ultimo posto tra i paesi europei, con un mercato dell’equity fermo a soli 40 milioni di euro. È evidente che per fare un ulteriore salto di qualità sarà necessario promuovere questo tipo di investimenti ed evitare che le startup possano sostenersi solo attraverso bandi pubblici.



  • Sono la Scuola Open Source, Baumhaus e Tournée da bar, i vincitori della terza edizione del bando cheFare.
    L’avviso si rivolge a startup nel settore della produzione culturale e dell’innovazione sociale. I vincitori riceveranno un contributo finanziario di 50.000 che servirà a far partire il loro progetto.

    Sono state più di 700 le idee innovative presentate; i primi dieci sono stati scelti dal Web prima di arrivare alla selezione finale effettuata da una giuria di esperti, chefarecomposta dal curatore Andrea Lissoni, dalla giornalista Alessia Maccaferri, dal maestro di strada e scrittore Marco Rossi Doria, e dalla pubblicitaria e docente di marketing all’Università Bocconi di Milano Annamaria Testa.
    La suddetta commissione ha scelto alla fine di premiare la Scuola Open Source, Baumhaus e Tournée da bar.

    La Scuola Open Source è un progetto di open innovation nato dal laboratorio di ricerca e coprogettazione Xylab, promosso attraverso l’iniziativa Laboratori dal Basso della Regione Puglia.
    L’istituto sarà aperto a persone di tutte le età e sarà allo stesso tempo un luogo di insegnamento e di ricerca. Al suo interno ci saranno makers, designers, professionisti, informatici, i quali potranno collaborare tra di loro scambiandosi conoscenze e competenze.
    La Scuola Open Source applicherà i metodi di insegnamento di XYLAB, in cui i partecipanti lavorano assieme ai docenti e ai tutor su progetti di ricerca per rendere più efficienti segmenti produttivi già esistenti, abbassando i costi di produzione, stimolando l’autoproduzione come forma di auto-imprenditorialità e sviluppando capacità progettuali ibride, frutto della contaminazione fra diverse professioni.
    Lo spirito collaborativo e la volontà di innovare sul territorio sono la chiave del progetto.

    Baumhaus è un’iniziativa dell’associazione Map, che può vantare anni di esperienza nel campo delle arti urbane. Pellicole indipendenti, hip-pop, coding sono solo alcune delle attività che Baumhaus intende promuovere nella città di Bologna. Sarà un vero e proprio laboratorio di formazione e di progettazione di progetti relativi alle arti urbane.
    La prima attività che verrà svolta sarà quella di traduzione ed internazionalizzazione dei brani prodotti ed archiviati all’interno del portale Distribuzioni dal Basso. Un secondo esperimento sarà appunto la creazione di un laboratorio di co-progettazione per le arti urbane dove si terranno corsi di formazione e si potrà creare la propria idea innovativa in questo settore.

    Tournée da bar è, invece, un progetto dell’Associazione Ecate che riguarda il teatro. L’obiettivo è spostare le produzioni teatrali dal palcoscenico ai bar.
    Vedremo così le grandi opere letterarie interpretate in luoghi più informali, con un pubblico certamente differente.
    Con Tournée da bar viene annullata la distanza tra attori e pubblico e vengono ridotti i costi di fruizione dello spettacolo.
    “Nell’assegnare questo terzo premio – spiega la giuria del bando cheFare –  la giuria esprime un atto di fiducia in un progetto audace, con grande potenzialità in termini di innovazione e diffusione dell’offerta culturale nei luoghi della quotidianità. La visione del progetto fa immaginare una grande rete italiana di offerta culturale informale di qualità”



  • La riforma del credito cooperativo è pronta ad essere approvata. Stando alle indiscrezioni provenienti da Palazzo Chigi, il processo che porterà alla ristrutturazione del sistema delle Bcc dovrebbe essere portato a termine entro fine anno, anziché a gennaio com’era inizialmente in programma.

    Ad incidere sulla scelta di accelerare sulla riforma è stata sicuramente la polemica sul salvataggio delle quattro banche popolari, tra le quali figura anche Banca Etruria, istituto che ha visto come suo vice presidente il padre di Maria Elena Boschi, attuale Ministro per le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il credito cooperativoParlamento.
    L’esecutivo ha deciso così di completare il processo di riforma del sistema delle banche, che è iniziato lo scorso gennaio con le popolari e che terminerà, con ogni probabilità entro la fine dell’anno con il credito cooperativo.
    Le 368 Bcc italiane saranno controllate da un’unica holding, con un capitale minimo di un miliardo di euro. L’identità di questa banca non è stata ancora decisa e sarà oggetto di discussione tra le parti.
    L’aspetto interessante riguarda il grado di autonomia che manterranno i singoli istituti. Il credito cooperativo si contraddistingue per i principi di democrazia economia e mutualità, espressi attraverso il sistema del voto “capitario” (una testa un voto).
    Tali peculiarità rimarranno inalterate; quello che cambierà, invece, è il grado di indipendenza rispetto alla holding.
    La riforma dovrebbe fornire più o meno autonomia alle singole banche in base al loro livello di rischiosità. Se un istituto, ad esempio, presenta una grande quantità di liquidità e pochi crediti “sofferenti” potrà allora beneficiare di una certa autonomia.
    Molto dipenderà anche dalla “qualità” degli amministratori. Questi ultimi, infatti, non dovranno essere responsabili di irregolarità, altrimenti la banca sarà sottoposta a controlli più rigidi ed avrà un’autonomia limitata.



  • Qual è il contributo fornito dalle Fondazioni d’impresa per lo sviluppo dell’auto-imprenditorialità giovanile?
    Il rapporto “Fondazioni d’impresa per i giovani: come far crescere il vivaio”, realizzato da IRS – Istituto per la Ricerca Sociale – per la Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Fondazione De Agostini, Enel Cuore Onlus, Fondazione Allianz UMANA MENTE, UniCredit Foundation e Fondazione Vodafone Italia e con il coordinamento della Fondazione Bracco, riporta alcuni dati riferiti al periodo 2011-2014.

    Secondo questo studio le fondazioni d’impresa hanno erogato finanziamenti per un ammontare complessivo di 49 milioni di euro. Sono stati promossi progetti di parità di genere mckinseyinnovazione sociale ed in generale forme di auto-impiego giovanile.
    Come dimostrano i dati Istat, sono i giovani la categoria maggiormente penalizzata dalla crisi. Il tasso di disoccupazione giovanile è stabilmente sopra il 40% e l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di Neet, ovvero di ragazzi che non studiano, non lavorano e non seguono alcun corso di formazione.
    Gli under 35, i cosiddetti millennials, sono sfiduciati e questo li porta addirittura a non cercare un’occupazione.

    L’obiettivo delle fondazioni è finanziare progetti innovativi per sviluppare un tessuto imprenditoriale a vocazione prettamente giovanile.
    Il rapporto analizza l’attività di 49 soggetti, corrispondenti al 37% del totale delle Fondazioni d’impresa italiane. Dal 2012 al 2014 le erogazioni sono passate da 11 milioni di euro a 12,6 milioni, a testimonianza dalla volontà di investire nei giovani imprenditori.
    I progetti analizzati sono 184 e riguardano, direttamente o indirettamente, circa 56 mila giovani.
    Sono questi gli obiettivi raggiunti dai promotori delle iniziative di finanziamento:

    • Coinvolgimento di gruppi generalmente poco considerati dalle politiche pubbliche (giovani altamente qualificati ma anche giovani esposti a un forte rischio di esclusione sociale);
    • Attivazione di nuove modalità e settori di intervento (si va dalle start-up ad alto contenuto innovativo ai percorsi di alta formazione, passando per i settori alimentare-agricolo, artistico-culturale e della ristorazione);
    • Un forte radicamento territoriale congiunto all’attivazione e al consolidamento di nuove reti di attori, anche a livello nazionale e internazionale;
    • Nuove forme di finanziamento (come il crowdfunding), con un potenziale effetto leva sull’attivazione di ulteriori risorse;
    • Sostenibilità e consolidamento degli interventi, con buoni esiti occupazionali.


  • Una Festa per ripartire e per lanciare un messaggio chiaro alla ‘ndrangheta e a tutte le organizzazioni criminali: il gruppo cooperativo Goel non si arrende e con esso tutta la società civile calabrese.
    Sette attentati in sette anni possono distruggere un capannone, incendiare un terreno, seminare paura e sconforto, ma non possono contaminare i valori messi in pratica in una vita al servizio della collettività e all’insegna delle buone pratiche.

    Con questo spirito, sabato 19 dicembre, Goel Bio celebrerà la Festa della Ripartenza, un’occasione per ripristinare la legalità ed inaugurare insieme alla collettività locale il nuovo trattore ed il capannone ristrutturato dopo l’attentato subito lo scorso 31 ottobre.
    12366876_10207038382150842_1802113941_nL’evento si svolgerà a Monasterace (Reggio Calabria) a partire dalle ore 14:30 presso l’azienda agricola ‘A Lanterna socia di Goel Bio. Hanno dato conferma della propria partecipazione tantissime personalità locali e nazionali.
    Su tutti spicca la presenza del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. 
    Oltre ai due ministri, porteranno anche il proprio saluto il Viceministro all’Interno Filippo Bubbico, il Procuratore Aggiunto presso la Procura di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, il Vescovo di Locri-Gerace Monsignor Francesco Oliva, l’europarlamentare Laura Ferrara, il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo, il presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà Giuseppe Guerini, il presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale.

    Saranno presenti anche il presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto, il capo segreteria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza Vincenzo Panico, la senatrice Doris Lo Moro, il presidente della Commissione consiliare antimafia Arturo Bova, il presidente associazione sindaci della Locride Giorgio Imperitura, il presidente dell’Unione dei comuni del versante tirrenico Pino Ussia insieme a numerosi sindaci dei comuni calabresi, i deputati Federica Dieni e Paolo Parentela, il presidente Slow Food Calabria Nicola Fiorita e il presidente di Slow Food Campania e Basilicata Giuseppe Orefice, il direttore di Confcooperative Calabria Vincenzo Canè, per AICARE Angela Galasso, AIAB Calabria, delegazione ANPA Calabria, per Libera CZ Donatella Monteverdi, la dirigente MIPAAF Teresa De Matthaeis, e tante altri che stanno confermando la propria presenza.

    Il programma della giornata prevede alle ore 15:00 il taglio del nastro e la benedizione del nuovo trattore e del capannone ristrutturato del Vescovo di Locri-Gerace, S.E.Monsignor Francesco Oliva, al quale faranno seguito i saluti delle personalità presenti.
    Alle 15:30 ci sarà l’inaugurazione dell’opera d’arte contemporanea “Resilienza” di Enzo Rullo, realizzata in collaborazione con gli studenti delle Scuole Medie di Monasterace; alle 16:00 verranno distribuite le arance raccolte con il nuovo trattore.
    Proprio la raccolta delle arance è un aspetto chiave dell’attività di Goel Bio contro il potere mafioso. La cooperativa calabrese raccoglie tutti i produttori che decidono di applicare ai lavoratori regolari contratti di lavoro e di vendere il prodotto ad un prezzo equo.
    Il territorio della Locride e della Piana di Gioia Tauro è noto alle cronache per lo sfruttamento della forza lavoro e la diffusione di pratiche di caporalato che impoveriscono il valore umano del lavoro e violano le regole della concorrenza leale.
    Alle 16:30 ci sarà una degustazione dei prodotti di GOEL Bio e delle aziende agricole biologiche socie del Gruppo Cooperativo GOEL.
    A conclusione dell’evento, alle 17:30, ci saranno i concerti di Manuela Cricelli in “Identitatem”, Mad-Simon in “Love Addiction” ed Il Parto delle Nuvole Pesanti in “Terre di Musica”



  • Sono 50 i progetti selezionati all’interno del bando Funder 35 per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro in contributi a fondo perduto.
    L’avviso è promosso da ben 18 fondazioni, con la Fondazione Cariplo come capofila del progetto, ed è rivolto alle organizzazioni non profit impegnate in attività di impresa culturale e con una componente giovanile (under 35) degli organi di gestione superiore al 50%.

    L’obiettivo di Funder 35 è fornire sostegno economico e non solo alle imprese culturali impegnate nei seguenti ambiti:

    • produzione artistica/creativa in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle di ultima generazione;
    • servizi di supporto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla tutela, alla conservazione, alla circolazione dei beni e delle attività culturali

    In tutto sono 170 le organizzazioni non profit che hanno inviato la loro proposta innovativa inerenti tematiche come la musica, la danza, il teatro, la fotografia, il cinema, l’enogastronomia ed il turismo.
    Di queste, cinquanta sono quelle selezionate e che riceveranno un contributo pari al 75% della somma necessaria per il completamento del progetto. Altre dodici, invece, potranno effettuare un percorso di formazione sui temi del bando ed avere accesso a forme di credito agevolato.
    I 50 progetti selezionati interessano 14 regioni italiane: 9 progetti in Piemonte (province di Asti, Cuneo, Torino); 7 in Campania (province di Avellino, Caserta, Napoli, Salerno); 5 in Emilia-Romagna (province di Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia), 5 in Lombardia (province di Cremona, Milano), 5 in Toscana (province di Firenze, Livorno, Lucca, Siena); 4 nelle Marche (province di Ancona e Ascoli Piceno); 3 in Puglia (province di Bari e Lecce); 2 in Friuli-Venezia Giulia (Udine), 2 in Liguria (Genova, La Spezia), 2 in Sardegna (province di Cagliari e Sassari), 2 in Valle d’Aosta (provincia di Aosta), 2 in Veneto (Padova); 1 in Calabria (Reggio Calabria) e 1 in Sicilia (provincia di Agrigento).

    Ecco l’elenco delle imprese selezionate.



  • La cooperativa PGM ha festeggiato ieri il suo trentacinquesimo anniversario.
    Era il 15 dicembre del 1980, quando un gruppo di ragazzi decise di fondare una cooperativa con l’obiettivo di trovare un’occupazione e di produrre lavoro per il proprio territorio.

    Il contesto è il paese di Ercolano (Napoli), negli anni successivi al terremoto che ha devastato gran parte dell’Irpinia causando danni economici ed umani incalcolabili.
    pgmI soci fondatori della PGM scelgono la forma della cooperativa di produzione e lavoro perché ne condividono lo spirito ed i valori. Inizialmente si dedicano ai servizi a basso valore aggiunto come la pulizia e la manutenzione delle strade, dei parchi e degli ospedali.
    Con l’evoluzione del mercato e delle competenze tecnologiche si occupano anche dello smistamento dei prodotti Telecom, tra i quali i videotel, ovvero quegli strumenti tecnologici che precederanno i computer per come li conosciamo noi oggi.
    Nell’ambito della radio-televisione nasce una collaborazione di oltre 20 anni con la Rai per quale la cooperativa svolge attività di assistenza tele-cinematografica e di supporto alle riprese.
    Tra i compiti più importanti assunti da PGM nei trentacinque anni di vita c’è stata la sistemazione degli archivi dell’Inail, attività, adesso, fortemente limitata dall’avvento dei processi di digitalizzazione anche nella gestione degli archivi.
    Allo stato attuale si occupano, tra le altre cose, di traslochi, della logistica per l’organizzazione di eventi promozionali e dell’attività di portineria presso le sedi INAIL di Napoli, Caserta e province, portineria di stabili, pulizie civili e industriali, gestione parcheggi, trasporti, gestione aree verdi, piccoli traslochi.
    In occasione del trentacinquesimo anniversario il presidente onorario e socio numero 1 Nino Cervero ha voluto mandare un messaggio a tutti i soci:

    “AUGURI a tutti i SOCI e lavoratori.
    35 anni fa, 9 giovani disoccupati, in piena fase post-terremoto, con coraggio misero assieme le proprie forze e fondarono la Coop.PGM. Oggi, dopo tanto tempo e con la presenza di ancora 5 dei 9 fondatori e dopo che oltre cento lavoratori hanno collaborato con la PGM, la storia continua.
    La PGM rappresenta un’eccellenza del mondo cooperativistico napoletano e non solo. Una nuova generazione si stà formando, il momento economico non è tra i più promettenti, ma come altri, passerà anche questo e la PGM continuerà”.
    Un augurio condiviso anche dal presidente Ciro Fiengo: “Il segreto della nostra longevità si racchiude in due parole: tenacia e professionalità. In momenti difficili abbiamo tenuto duro con spirito di sacrificio e sentimento di mutualità per il raggiungimento di comuni obiettivi, sentimento vitale in realtà di cooperazione. La professionalità invece è un qualcosa di importante ed indispensabile in una qualsiasi realtà imprenditoriale, ma produce i suoi frutti nel tempo”
    Un commento, infine, anche da parte di Pasquale Cervero, dirigente della cooperativa ed in prima linea all’interno di Confcooperative Campania, associazione di rappresentanza alla quale PGM aderisce: “Teniamo duro, rimarcando senza compromessi i veri valori della cooperazione. E per l’occasione speciale la cooperativa Nuove Tecniche di Pordenone, in segno di una bella amicizia e di una collaborazione che va oltre i confini territoriali, omaggia la coop PGM di un logo celebrativo. Perché cooperare è anche e soprattutto fare RETE”.



  • La cooperazione è condivisione di un’idea di società, amore per il proprio territorio, capacità di innovare e di affermare il principio di legalità.
    Oggi, più che mai, diffondere ed applicare questi valori diventa una missione imprescindibile per chi si riconosce nell’identità cooperativa, per chi guarda la sua azienda, i suoi soci, i suoi colleghi di lavoro, i suoi concittadini e i suoi familiari e capisce che cooperare è l’unica strada per rendere il mondo più giusto e più solidale.

    La Winter School per giovani cooperatori, organizzata dall’Alleanza delle Cooperative, ha rafforzato in me la convinzione che il modello cooperativo abbia winter school 3 enormi potenzialità. Parlo di valori intrinsechi alla sua forma giuridica (mutualità, profitto sociale, partecipazione, democrazia economica) e di modi di intendere l’economia che ben si sposano con la società contemporanea.
    In un contesto dove le risorse sono poche e concentrate nelle mani di ristrette oligarchie, condividere le idee ed il capitale è una via quasi obbligata, ma non per questo meno efficiente.
    Del resto, come ha raccontato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, nel corso del suo intervento alla Winter School “la cooperazione nasce prima di tutto da un bisogno economico”.

    Da qui parte chi vuole avviare un’attività di impresa e sceglie la forma cooperativa in quanto strumento migliore per valorizzare il proprio capitale limitato e per mettere a frutto le intelligenze e le competenze di una comunità. Senza la cooperazione molte aziende non sarebbero in grado di stare sul mercato e di vendere i propri winter school 4prodotti di alta qualità.
    L’esempio che mi viene in mente è quello delle coop agricole. Alla Winter School ho avuto modo di conoscere ed ascoltare le storie di tanti ragazzi che lavorano in questo settore e che ogni giorno devono confrontarsi con problemi di diverso tipo.
    Prezzi bassi, epidemie fitosanitarie, difficoltà nel collocare il prodotto e gestione del rapporto con la grande distribuzione. Il modo stesso di intendere l’agricoltura è cambiato; i ritmi sono più serrati ed il mercato è sempre più internazionale.
    Oggi, ancor più che trent’anni fa, la cooperazione e l’aggregazione sono l’unica strada per queste realtà. Dalla coop ortofrutticola pugliese a quella vitivinicola del Trentino le esigenze sono comuni, i principi sono i medesimi, la passione è unica.

    Al bisogno economico fanno seguito i valori ed è qui che si percepisce la distintività del cooperatore.
    winter school 1Le esperienze ascoltate alla Winter School, sia quelle dei relatori che quelle dei miei “compagni di viaggio”, sono storie di buona cooperazione. L’eco di Mafia Capitale, Cpl Concordia e degli altri scandali giudiziari che hanno interessato il mondo delle coop è un suono confuso, meno invadente del solito.
    Perché la cooperazione, quella che focalizza la propria attività sulla legalità, sull’innovazione dei prodotti e dei processi e sulla valorizzazione del proprio territorio, c’è, esiste e fa rumore.
    Alla fine di questa esperienza mi porto dietro un grande bagaglio di conoscenze e di relazioni umane. La speranza è che questo possa essere l’inizio di un percorso comune, che trascenda sigle, logiche politiche ed appartenenze territoriali.
    La cooperazione non ha bisogno di poteri e colori, ma solo di spirito collaborativo. Se sapremo fare rete, allora potremo guardare il mondo con lo sguardo di chi ha seminato con giudizio e profitto.

     

    Foto di Nuove Tecniche Società Cooperativa



  • Un riconoscimento di valore internazionale per due App italiane. Quokky e Self sono state premiate da Apple come le due applicazioni più innovative per iPhone ed iPad sul mercato italiano.
    Si tratta di due servizi gratuiti che appartengono alla categoria business ed aiutano manager, dirigenti e lavoratori di tutti i tipi a gestire al meglio documenti e appuntamenti presenti in agenda.

    Quokky ha vinto il riconoscimento come applicazione più innovativa per iPhone. Si tratta di un servizio che permette all’utente di gestire l’enorme mole di documenti presenti sulla propria e-email.
    lavoro italiaQuokky è un cloud intelligente capace di dividere in maniera automatica ed analitica i tuoi allegati per categorie. In questo modo è più facile trovare un documento e fare ordine all’interno della casella di posta elettronica.
    Il suo sviluppo, come racconta Filippo Veronese ceo e co-founder di Quokky a Il Sole 24 Ore, è durata circa tre anni. Nel 2014 ha esordito sull’App Store come applicazione scaricabile solo su invito. Oggi è disponibile in formato gratuito, anche se al proprio interno ci sono delle funzioni a pagamento (da 0.99 a 9.99 euro).
    L’obiettivo della startup che ha sviluppato l’app nella sua sede di Udine è cercare ulteriori investimenti ed allargare il proprio mercato. Il riconoscimento di Apple non può che essere un buon viatico in vista dello sviluppo della tecnologia.

    Self è stata premiata, invece, come l’app più innovativa per iPad. Anch’essa rientra nella categoria business ed è gratuita; esiste, però, una versione premium ad un costo di 3 euro al mese.
    Se Quokky permette all’utente di gestire i propri documenti in maniera analitica, Self applica principi simili alla gestione degli appuntamenti di lavoro, interagendo con il calendario e la rubrica dell’iPad ed associando contatti ad appuntamenti.
    Nel momento in cui si avvicina il momento dell’incontro con il cliente, Self attiva determinate funzioni come il navigatore oppure avvia una chiamata con il contatto richiesto. L’obiettivo dei fondatori che hanno sviluppato l’applicazione all’interno di H-Farm a Treviso è di rendere più efficienti gli incontri di lavoro ed i processi di vendita. Grazie a Self è possibile avere delle informazioni immediate sul proprio cliente, senza il rischio che possano essere dimenticati dati importanti.



  • L’ufficio studi Agci, l’area studi Confcooperative ed il centro studi Legacoop hanno fornito i dati relativi al movimento cooperativo nel periodo 2008-2014, ovvero negli anni della crisi.
    Lo studio prende in considerazione 58.952 cooperative effettuando delle distinzioni in base alle dimensioni delle imprese sociali.

    Vengono divise in quattro categorie: grandi cooperative (valore di produzione nel 2014 superiore a 50 milioni di euro), medie (valore di produzione logo alleanzatra 10 e 50 milioni), piccole (tra i 2 ed i 10 milioni) e micro (inferiore ai 2 milioni).
    Il primo aspetto da rilevare è la crescita del numero di cooperative nel periodo di riferimento: come riporta l’Alleanza tra il 2009 ed il 2014 sono state sciolte 11.995 coop, mentre sono nate 24.903 nuove imprese sociali.
    C’è, dunque, un netto aumento della densità cooperativa che in parte spiega anche la variazione positiva del valore di produzione.
    Negli anni della crisi il valore di produzione complessivo è aumentato del 9,9% facendo registrare la crescita maggiore tra le grandi cooperative (+12,1%) e le medie (+5,1%).

    La recessione ha colpito maggiormente le piccole e le micro coop: le prime hanno perso 7 punti percentuali, mentre le micro cooperative fanno segnare addirittura una variazione negativa del 39%.
    Molte imprese sociali di piccola dimensione sono state costrette a chiudere i battenti, a causa soprattutto della crisi della domanda interna e del ribasso dei prezzi.
    In generale emerge una costante crescita del valore di produzione complessivo del mondo della cooperazione, fatta eccezione per l’anno 2014, dove rispetto al 2013 c’è stato un calo consistente (-2,4%), per effetto soprattutto del crollo del valore di produzione delle micro cooperative (-11,3%).
    Per quanto riguarda, infine, il reddito operativo per dimensione, dal 2008 al 2014 vi è una riduzione del 47,1%. Il calo riguarda le imprese sociali di tutte le dimensioni: anche le grandi cooperative, ad esempio, hanno visto il proprio reddito operativo passare dai 999 milioni del 2008 ai 564 milioni del 2014.


  • mercuri fedagri

    Il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca dell’Unione Europea ha presentato nella giornata di ieri una proposta di regolamento per la distribuzione di frutta e latte nelle scuole e la diffusione tra i bambini di un’alimentazione sana ed equilibrata.

    Il provvedimento prevede uno stanziamento complessivo a livello europeo di 250 milioni di euro. Uno degli obiettivi centrati da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali italiano era inserire all’interno del progetto anche i derivati lattiero-caseari, veicolando così la cultura dei formaggi italiani di alta qualità.
    Oltre alla distribuzione dei prodotti verranno, infatti, fornite informazioni sui metodi di produzione e su quanto sia importante effettuare una dieta equilibrata e mercuri fedagrisana con il latte come alimento fondamentale.
    Molti studenti avranno anche la possibilità di effettuare delle vere e proprie gite all’interno degli stabilimenti produttivi per conoscere da vicino le singole realtà aziendali.
    Il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Giorgio Mercuri, ha commentato in maniera positiva l’iniziativa del Consiglio. Il vertice della centrale di rappresentanza delle coop ha manifestato, inoltre, la piena disponibilità del mondo della cooperazione a collaborare per la buona riuscita dell’iniziativa: “Potrebbe essere interessante – ha rilanciato Mercuri – incentivare, tra le misure da proporre, gite scolastiche e visite di studio presso cooperative di raccolta, trasformazione e fattorie didattiche, da realizzarsi anche con contributi economici da parte delle aziende per coprire i costi di trasporto sostenuti dagli istituti scolastici”
    Scuola e cooperazione sono due realtà che si incontrano di rado. I ragazzi, soprattutto quelli delle scuole di secondo grado, studiano solamente i modelli aziendali di tipo capitalista (s.p.a e s.r.l.), mentre è per lo più esclusa la forma giuridica cooperativa. Iniziare a conoscere le imprese sociali di tipo agricolo può essere un passo iniziale per apprendere i valori e le peculiarità delle realtà cooperative, ancora oggi sconosciute alle giovanissime generazioni.



  • Sono stati approvati in queste ore gli emendamenti alla Legge di Stabilità presentati dagli onorevoli Oliverio e Guidesi che sanciscono l’aumento della compensazione Iva per le carni ovine e suine.
    Per il settore della carne ovina si passerà al 7,7%, mentre per quella suina salirà all’8%.

    Il Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali Maurizio Martina ha espresso la propria soddisfazione commentando la notizia sul proprio profilo Facebook e Twitter.
    martina carneCome riportato dallo stesso Martina, l’aumento della compensazione Iva porterà all’interno del settore zootecnico 20 milioni di euro, in un momento particolarmente delicato per il comparto.
    Alla scarsa remuneratività dei prezzi, infatti, si è aggiunto di recente l’allarme dell’Oms che ha iscritto le carni lavorate (salumi, salsicce, wurstel, ecc) nella lista delle sostanze ad alto rischio cancerogeno, come il fumo e l’amianto.
    La notizia, se non assistita da una corretta informazione, rischia di far crollare i consumi con conseguenti danni incalcolabili per l’intero settore.
    “Anche con questo passo – commenta il Ministro Martina – attuato grazie al grande lavoro sinergico dei parlamentari con il ministero e il governo tutto, si consolida una legge di stabilità fortemente a sostegno del comparto agricolo, come mai in questi anni è accaduto in misura così evidente”.