• agrinsieme

    Negli ultimi giorni si sta facendo strada un’ipotesi clamorosa in merito alla diffusione della Xyella.
    Come riportato ieri in un articolo di Repubblica, secondo la Procura di Lecce il virus sarebbe stato importato in Italia nel 2010 dai ricercatori dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo (Iam) dopo un convegno tenutosi in Costarica.

    Dietro l’epidemia fitosanitaria, che ha colpito centinaia di uliveti nel Salento, ci sarebbero, infatti, gli interessi di una serie di multinazionali che producono agrinsiemepesticidi e di università e centri di ricerca che svolgono attività di studio sul tema.
    Ma c’è di più. Secondo l’indagine della Procura di Lecce la Xyella non sarebbe l’unica causa dell’essicamento degli ulivi.
    Una prospettiva che, se dovesse essere confermata, avrebbe del clamoroso.
    Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, mostra tutte le proprie perplessità in merito a quanto emerso in questi giorni.
    “Non comprendiamo questa situazione – si legge in un comunicato del coordinamento – dove la Magistratura ribalta il parere scientifico e nega protocolli utilizzati a livello internazionale per contrastare fenomeni come la Xylella fastidiosa”.
    Agrinsieme mostra, inoltre, preoccupazione per il futuro del settore olivicolo italiano, già penalizzato dall’ultima annata disastrosa.
    “Le preoccupazioni – comunica Agrinsieme – sono acuite ulteriormente dal fatto che il temporeggiare ed il non rispettare le disposizioni comunitarie rischia di mettere in serio pericolo tutto il florovivaismo nazionale. Non solo dal punto di vista sanitario ma anche commerciale. La comunità europea, non rispettandosi gli obblighi imposti al nostro Stato, potrebbe avviare una procedura d’infrazione e al contempo infliggere un colpo letale all’olivicoltura italiana”.
    L’indagine della procura di Lecce rappresenta un’ulteriore notizia negativa per un comparto che il mese scorso ha dovuto incassare il colpo di un’altra inchiesta, questa volta da parte della procura di Torino, nei confronti di sette note case produttrici, che avrebbero venduto olio vergine spacciandolo per olio extra-vergine.
    Il rischio, di questo passo, è di diminuire la fiducia dei consumatori, gettando letteralmente nel baratro migliaia di produttori olivicoli italiani che per anni sono stato il punto di riferimento del comparto su scala internazionale.

     



  • La Festa della Ripartenza, organizzata dal gruppo cooperativo Goel per celebrare la ripresa delle attività dell’agriturismo ‘A Lanterna dopo l’attentato subito lo scorso 31 ottobre, ha visto come protagonista tante personalità nazionali e locali.

    Spicca soprattutto la presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.
    IMG_1820Il Governo ha voluto così esprimere la propria solidarietà alla cooperativa calabrese in un momento particolarmente difficile per chi fa impresa in un territorio afflitto dalla criminalità organizzata e dall’alto livello di disoccupazione.
    Significativa, inoltre, la presenza del procuratore aggiunto presso la Procura di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, un magistrato da sempre impegnato nella lotta contro tutte le mafie ed oggetto di numerosi atti intimidatori.
    Goel è un gruppo cooperativo associato a Confcooperative; non poteva mancare, allora, il sostegno da parte dell’organizzazione di rappresentanza, giunto attraverso le parole e la presenza del proprio vice segretario nazionale Marco Venturelli.

    Cooperative Italia vi propone i video dei loro interventi, nella speranza che la giornata di sabato possa essere un punto di partenza verso un nuovo ordine costituito, dove la legalità vince sull’arroganza e la cooperazione si afferma sull’egoismo e la prepotenza mafiosa.



  • L’Alleanza delle Cooperative dovrà essere un’organizzazione moderna, efficiente, che sia interprete delle mutate esigenze della società e lontana dai colori partitici.
    I presidenti di Legacoop, Confcooperative ed Agci vedono nell’unione delle sigle un’opportunità unica per il mondo della cooperazione, un momento di innovazione che fungerà ad esempio per le altri centrali di rappresentanza.

    Hanno provato a riflettere e ad elaborare il futuro della nuova Alleanza delle Cooperative i quattro gruppi di lavoro, insediatisi il 14 gennaio 2015 e che giovedì scorso, presso il Palazzo della Cooperazione a Roma, hanno presentato una bozza di documento fondativo dell’Alleanza.
    Le difficoltà sono stati di primo rilievo e continueranno ad essere presenti fino al 1° gennaio 2017, giorno in cui scompariranno Agci, Confcooperative e Legacoop per dare vita ad un’unica organizzazione.
    Riuscire a fondere tre identità dalla storia decennale non è un’azione facile: ci vuole spirito innovativo, coraggio e voglia di mettersi in discussione.
    “Le idee sono molto più chiare di quanto non lo fossero in precedenza – commenta il presidente di Agci Rosario Altieri – Da questo momento parte un altro step importante: mantenendo gli impegni assunti, nel gennaio 2017 ci ritroveremo di fronte all’Assemblea. Mi auguro che entro luglio ci siano tutti i documenti pronti. Dobbiamo partire con questa nuova fase e dovremo essere anche pronti a qualche sacrificio”. 

    Nel corso dell’Assemblea ci sono stati 17 interventi che hanno portatologo alleanza alla discussione spunti critici, idee e punti di vista diversi, che serviranno ad integrare quanto scritto nel documento proposto dai gruppi di lavoro.
    Per costruire un’organizzazione diversa sarà necessario mettere da parte ogni gelosia e nostalgia.
    “Dobbiamo ricordare a noi stessi – ha dichiarato il presidente di Legacoop Mauro Lusetti – che quello che stiamo facendo ha un valore storico. Stiamo cercando di semplificare per il cambiamento di cui questo Paese ha bisogno”.
    La sfida, dunque, è universale ed abbraccia anche il tema della legalità. Ci sono, infatti, tante cooperative che non sono iscritte ad alcuna centrale di rappresentanza ed in questo modo riescono a sfuggire ai controlli e a percorrere la via del malaffare.
    Bisogna mappare le imprese sociali esistenti e provare ad inglobarle all’interno della nascente organizzazione.
    Ha parlato di questo tema il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini: “Ora bisogna fare il pezzo più difficile. Bisogna farlo bene e non in fretta. Con le tempistiche adeguate, sapendo che va rispettata una storia di dirigenti che hanno dato molto al movimento, ma dobbiamo innovare. Io non sono mai stato iscritto al partito dei rottamatori, ma faccio appello alla generosità dei dirigenti storici per accompagnare i nuovi gruppi dirigenti a un ricambio generazionale. Io stesso mi sento impegnato in questo processo. Noi insieme dobbiamo costruire il percorso. Essere pronti prima possibile”. 

     



  • Per la quinta volta in ventisei anni di ricerca Bolzano si trova al primo posto nella classifica de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita.
    La graduatoria prende in considerazione sei diverse aree tematiche (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero) che generano ulteriori 36 indicatori.

    Sulla base di essi Bolzano ottiene il punteggio più alto con 603 punti, davanti a Milano (581 punti), Trento (568 punti), Firenze (567 punti) e Sondrio (563 punti).
    Bolzano fa registrare uno score molto elevato soprattutto per quanto riguarda il Tenore di Vita, Affari e lavoro e Popolazione. Nello specifico si trova al primo bolzanoposto per tasso di occupazione per abitanti (71%) e per la percentuale di sofferenze sugli impieghi totali (solamente il 6%).
    Con 2.660 euro, inoltre, è prima per valore dei consumi per famiglia.
    La sorpresa della classifica è certamente Milano, che si trova al primo posto per Tenore di Vita e al quarto per Servizi e Ambiente. Per quanto riguarda l’ordine pubblico, invece, è addirittura terzultima tra le 110 province analizzate, un risultato di basso livello che condivide con altre grandi città come Bologna (ultima) e Torino (quartultima).
    Nei primi dieci posti della graduatoria troviamo le due province del Trentino, due della Lombardia (Milano e Sondrio) e due della Toscana (Firenze e Siena).
    Male, invece, le regioni del Sud con la Calabria, in particolare, che piazza due province (Vibo Valentia e Reggio Calabria) agli ultimi due posti.
    La città sulla riva dello Stretto di Messina fa registrare dei risultati scadenti in tema di Tenore di Vita, Servizi ed Ambiente, Affari e Lavoro, mentre si trova a metà a classifica per quanto riguarda l’Ordine Pubblico.
    Gli indicatori peggiori per Reggio Calabria sono: la percentuale di sofferenze sugli impieghi totali (ultimo posto), il patrimonio famigliare netto, gli impieghi sui depositi totali, la disponibilità degli asili nido rispetto alla possibile utenza ed il numero di spettatori presenti agli spettacoli artistici-culturali.


  • europa bce

    I Big Data sono la nuova frontiera dell’innovazione, un ambito sul quale saranno chiamati ad investire aziende ed istituzioni.
    Per questo motivo la Commissione Europea, attraverso il programma Horizon 2020, mette a disposizione 66 milioni di euro in bandi per progetti innovativi sui Big Data.

    Sono cinque, in particolare, le call che scadono tra il 2016 ed il 2017:

    • Prima Call (ICT-14-2016-2017 – Big Data PPP: cross-sectorial and cross-lingual data integration and experimentation): si pone come obiettivo l’applicazione dei big data non solo nei singoli settori, ma a livello inter-settoriale e con linguaggi e formati diversi.
      eurogruppoPer questo bando sono stati stanziati 27 milioni di euro.
      La scadenza del bando è prevista per il 12 aprile 2016.
    • Seconda Call (ICT-15-2016-2017 – Big Data PPP: Large Scale Pilot actions in sectors best benefitting from data-driven innovation): l’avviso prevede l’applicazione di azioni pilota su larga scala in tutti i settori che possono beneficiare dell’applicazione dei Big data.
      Tra questi vengono menzionati: salute, energia, ambiente, trasporti, manifattura, finanza e media.
      Anche in questo caso la scadenza è fissata per il 12 aprile 2016.
    • Terza Call: (ICT-16-2017 – Big data PPP: research addressing main technology challenges of the data economy): il bando finanzia i progetti in grado di migliorare le tecnologie, i metodi, gli standard ed i processi che guidano i Big Data, ovviando ai problemi che si vengono a creare quando il volume, la velocità e la varietà delle informazioni cresce rapidamente.
      La call scade il 25 aprile 2017.
    • Quarta Call (ICT-17-2016-2017 – Big data PPP: Support, industrial skills, benchmarking and evaluation): c’è un investimento di 5 milioni per l’acquisto di strumenti per il benchmarking e la valutazione dei dati.
      Si possono presentare le domande entro il 12 aprile 2016.
    • Quinta Call (ICT-18-2016 – Big data PPP: privacy-preserving big data technologies): l’ultimo bando investe 1 milione di euro in progetti per la tutela della privacy e scade anch’esso il 12 aprile 2016.

    Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione agli avvisi e sui contenuti degli stessi consultare i link che rimandano a ciascuna call.

     



  • Sono passati 49 giorni da quando, nella notte del 31 ottobre, la ‘ndrangheta ha colpito l’agriturismo ‘A Lanterna, azienda appartenente al gruppo cooperativo Goel Bio.
    Vengono incendiati un capannone ed un trattore per un danno economico stimato attorno ai 30.000 euro.

    Se lo scorso 31 ottobre è stata la giornata della paura e dello sconforto, il 19 dicembre è il giorno della speranza e della ripartenza. Grazie all’aiuto della società IMG_1833civile e alla forza economica dei soci, ‘A Lanterna è riuscita a ripartire dopo pochissimo tempo, ristrutturando il capannone e comprando un nuovo trattore, pronto subito ad andare nei campi per la consueta raccolta delle arance.
    Si è svolta sabato scorso, a Monasterace, la Festa della Ripartenza, un’iniziativa voluta fortemente da Vincenzo Linarello, presidente del consorzio Goel, e dagli altri soci per rispondere alla violenza mafiosa con la gioia e la voglia di ricominciare subito a lavorare per il riscatto di un territorio depresso e violentato.
    “Come si può deturpare un territorio così bello? È la negazione della ragione!” Con queste parole il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, commenta quanto subito dalla cooperativa calabrese e dai suoi soci, giunti addirittura al settimo attentato in sette anni.
    Il Governo ha deciso di far sentire la propria presenza con la partecipazione all’evento di due ministri ed un vice-IMG_1835ministro della Repubblica: Poletti, per l’appunto, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio  ed il vice Ministro dell’Interno Filippo Bubbico.
    Il messaggio è chiaro, dunque. Le istituzioni stanno dalla parte di Goel, nella speranza che questo possa tradursi in un supporto quotidiano e in una lotta alla criminalità organizzata attuata con l’aiuto delle forze dell’ordine.

    Vincenzo Linarello indica tre parole chiave per vincere la battaglia contro la mafia: repressione, prevenzione e lavoro.
    Qui subentrano le istituzioni, locali e nazionali, le forze dell’ordine e la magistratura. La loro presenza massiccia nella giornata di sabato è un segnale importante. Non si vedono tutti i giorni, in un territorio spesso abbandonato al proprio destino come la Calabria, una serie di personalità di spicco della politica nazionale e regionale.

    Oltre ai già citati Poletti, Delrio e Bubbico, è presente anche il governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio, il presidente del consiglio regionale della IMG_1862Calabria, Nicola Irto, l’assessore alla Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche Giovanili della Regione Calabria, Federica Roccisano, il sindaco di Monasterace Cesare Deleo, il presidente associazione sindaci della Locride Giorgio Imperitura, l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara, il Procuratore Aggiunto presso la Procura di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il presidente della fondazione con il Sud Carlo Borgomeo, il presidente della Commissione consiliare antimafia Arturo Bova, il Vescovo di Locri-Gerace Monsignor Francesco Oliva, il Vice Segretario Generale dell’Alleanza delle Cooperative Marco Venturelli ed i rappresentanti delle forze dell’ordine a livello locale.
    Manca, invece, una delegazione dei parlamentari calabresi, oltre ad una serie di figure istituzionali della provincia di Reggio Calabria.

    Se l’obiettivo della giornata era rispondere alla depressione con la festa  allora i ragazzi di Goel Bio hanno colto nel segno. La partecipazione all’evento è stata di IMG_1876assoluto rilievo, con le istituzioni e la società civile che hanno abbracciato una realtà virtuosa del territorio calabrese gridando tutto il loro sdegno contro la criminalità organizzata, mangiando le arance raccolte con il nuovo trattore e cantando in nome della legalità.
    La battaglia contro la ‘ndrangheta di Goel e delle tante aziende calabresi sarà ancora ricca di momenti di festa e depressione. Se la risposta, però, sarà sempre come quella di sabato, allora gli alti saranno più frequenti dei bassi.
    “I soci di Goel Bio sono i nuovi partigiani – dice Delrio – questa battaglia la vinceremo insieme” . La speranza, allora, è che la nuova Resistenza possa convincere tutti, istituzioni e cittadini, che la mafia è contro natura e non è conveniente per lo sviluppo del territorio: una missione certamente difficile, ma possibile da portare a casa.



  • L’Inps ha comunicato i dati sulla cassa integrazione nel mese di novembre.
    Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale le ore di cassa integrazione sono state 52,4 milioni, con una variazione negativa del il 38,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
    Nel confronto con il mese di ottobre, invece, il calo è del 14,1%.

    Su questi dati, però, incide fortemente il blocco autorizzativo disposto per le nuove norme sulla cassa integrazione ordinaria, inserite all’interno del Jobs Act.
    produzione industriale istatLa riforma del mercato del lavoro modifica la normativa sugli ammortizzatori sociali, portando, ad esempio, la cassa integrazione a 24 mesi in un quinquennio mobile. Per questo motivo sono state bloccate tutte le nuove richieste di cgi in attesa dell’applicazione della nuova legge.
    Per quanto riguarda nello specifico la cassa integrazione ordinaria sono in tutto 6,9 milioni le ore concesse, in calo del 65,7% rispetto a novembre 2014, quando ammontavano a 20,1 milioni. Con riferimento ai singoli settori la riduzione annua è stata del 71,1% nel settore industria e del 45,5% nel settore edilizia.
    Le ore di cig straordinaria, invece, sono state 37,7 milioni, con una variazione negativa del 9,1% rispetto a novembre 2014, quando le ore concesse erano 41,5 milioni; sono 7,8 milioni, infine, le ore di cassa integrazione in deroga, in diminuzione del 67,1% rispetto ad un anno fa, quando erano state autorizzate 23,6 milioni di ore.
    Diminuiscono anche le richieste di disoccupazione, in calo del 23,8% su base tendenziale.



  • L’Italia ha provato nel corso degli anni ad approvare una serie di leggi sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione.
    Nonostante questo, non fa parte ancora della lista di 95 paesi che possiedono una legislazione FOIA.
    Un vuoto normativo che pare possa essere colmato prima di Natale, con l’approvazione in Consiglio dei Ministri di una legge sul FOIA all’interno della più ampia riforma della Pubblica Amministrazione.

    Ma che cos’è esattamente un FOIA? E perché è così importante tanto da aver causato la nascita di un appello per l’adozione del suddetto modello legislativo e di una serie di iniziative sul tema come il #Foia4Italy.
    Il Freedom of Information Act prende il nome da una legge sulla libertà di informazione emanata dal presidente degli Stati Uniti d’America Lyndon B. Johnson.
    condivisioneRappresenta, oggi, il diritto universale dei cittadini da accedere a tutti gli atti dello Stato, fatta eccezione per quelli coperti da segreto di Stato e che riguardano la sicurezza nazionale e la privacy.
    La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto l’accesso alle informazioni detenute dai governi come diritto di natura internazionale, ma ancora non tutti i paesi, tra i quali l’Italia, possiedono una normativa di questo tipo.
    Non è un caso che il nostro Paese sia addirittura al 97° posto su 102 nazioni nella cosiddetta “RTI rating”, ovvero la classifica sul livello di trasparenza.
    Conoscere gli atti della P.A. è un presupposto fondamentale per lo sviluppo di una democrazia sana e per aumentare il grado di fiducia verso le istituzioni.

    In Italia c’è un enorme sfiducia verso la pubblica amministrazione, alimentata dai numerosi scandali giudiziari che non hanno fatto altro che acuire questo sentimento di diffidenza.
    Ecco perché approvare finalmente una legge sul FOIA sarebbe un enorme passo in avanti. All’interno della delega per la riforma sulla P.A. il Governo ha ricevuto anche la delega a scrivere un testo sul FOIA.
    Non sarà un’operazione banale: ci saranno, infatti, una serie di questioni spinose da regolamentare con attenzione. Bisognerà stabilire, ad esempio, quali soggetti possono richiedere l’accesso ai documenti (nella bozza vengono indicati come fruitori solo i cittadini italiani), delineare i confini del segreto di Stato e soprattutto stabilire una procedura semplificata per richiedere l’accesso, evitando ulteriori complicazioni e lungaggini burocratiche.



  • Continua il ridimensionamento dell’export italiano. A partire dal mese di giugno il numero di vendite di prodotti italiani all’estero è diminuito in maniera netta.
    Secondo i dati riportati dall’Istat, ad ottobre c’è stato un ulteriore calo dello 0,4% su base mensile e dell’1,7% su base annua.

    I motivi sono diversi. C’è innanzitutto l’embargo russo valido per la maggior parte dei prodotti agroalimentari provenienti dall’area Ue; a ciò si aggiunge la crisi vino cooperativedei mercati emergenti, su tutti il Brasile, e i problemi legati al terrorismo nelle zone del Nord Africa e della Turchia.
    Secondo l’Istat, l’export si è ridotto su base tendenziale del 33,9% in Sud America, del 20,6% in Russia, dell’11,3% nel Maghreb e dell’8,6% in Turchia.
    I principali mercati di approdo dei nostri prodotti rimangono Stati Uniti, Francia e Germania. Il mercato americano ha acquistato prodotti italiani per un valore di 30 miliardi di euro tra gennaio ed ottobre, con una variazione positiva del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    Bene anche la Francia con un aumento delle esportazioni di tre punti percentuali su base annua e la Germania (+1,2%).
    Per quanto riguarda i singoli settori, ci sono delle perdite rilevanti delle vendite nell’abbigliamento, farmaceutica, metalli e macchinari; al contrario fanno registrare delle variazioni positive gomma-plastica, alimentari, elettronica e mobili.
    Il comparto che cresce più di tutti è, però, ancora una volta quello dell’automobile, con un aumento del 25% rispetto al mese precedente e del 33% su base annua.


  • campus goel

    “Il danno è riparato, abbiamo fatto salti mortali per ricostruire tutto in un mese e mezzo. Ma ce l’abbiamo fatta, e vogliamo dimostrarlo. Per questo, alla faccia della loro depressione, facciamo festa“.
    Con queste parole nel corso di un’intervista al portale Vita.it, Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel, parlo dello spirito che ha portato la cooperativa calabrese ad organizzare una festa, che si svolgerà domani a Monasterace, per inaugurare il nuovo trattore ed il capannone ristrutturato dopo l’attentato di stampo mafioso subito lo scorso 31 ottobre.

    In soli 40 giorni l’agriturismo ‘A Lanterna è riuscito a ricostruire quanto era stato distrutto. Nonostante la velocità del processo di ristrutturazione, non è stato facile ripartire dopo quanto accaduto, spiega Linarello.
    campus goelQuello di fine ottobre è addirittura il settimo attentato in sette anni ai danni del gruppo cooperativo calabrese. Le sue attività di turismo sostenibile, moda etica e soprattutto la produzione di arance, applicando il giusto prezzo nella vendita del prodotto, rappresentano un ostacolo alla gestione economica del territorio da parte del potere mafioso.
    L’ennesimo attentato ha gettato inizialmente nello sconforto i membri della cooperativa. “Subire uno stillicidio del genere – ammette Linarello – ti butta a terra. Teniamo conto che nella galassia Goel non è l’unico caso. Quando succedono queste cose ti senti svilito e vuoi mollare. La reazione che siamo riusciti a innescare li ha tirati su e ora sono carichi e vogliono andare avanti”. Grazie al sostegno della società civile meridionale e alle donazioni volontarie, per un ammontare di 70.000 euro, Goel ha trovato la forza economica ed emotiva necessaria per ripartire.

    Il capannone incendiato possedeva un’assicurazione; considerati, però, i tempi lunghi di liquidazione, il gruppo cooperativo ha concesso un prestito a tasso zero all’agriturismo, destinando parte delle risorse per la costituzione di un fondo per eventuali attentati futuri.
    Un’ultima considerazione Vincenzo Linarello la dedica alla battaglia che la cooperativa calabrese sta conducendo contro la ‘ndrangheta. Non si tratta solo di affermare il principio di legalità, ma di dimostrare a tutti i produttori della zona che seguire il modello di Goel non è solo giusto, ma anche conveniente: “La loro ostinazione nel volerci colpire è un segno di debolezza. Hanno bisogno di dimostrare, vuol dire che stiamo mettendo in moto qualcosa di serio. Non sottovalutiamo la valenza simbolica di Goel Bio. I nostri soci, proprio coloro che erano vittime della ndrangheta, oggi sono i produttori che vengono pagati meglio in Calabria. Semplificando: se ti metti contro la ‘ndrangheta guadagni di più”  



  • Due nuovi incubatori per startup digitali al Sud. Digital Magics annuncia l’apertura di nuove sedi a Palermo e a Bari, all’interno delle quali verranno sviluppate startup ad alto contenuto digitale.
    L’obiettivo di Digital Magics è creare il più grande hub di innovazione italiano per lo sviluppo e l’accelerazione di startup digitali – 100 nei prossimi due anni, attraverso l’apertura di 50 nuovi campus di co-working TAG – e la trasformazione digitale delle imprese italiane, grazie ai programmi di Open Innovation.

    Il nuovo centro Digital Magics Palermo nasce grazie alla partnership con la società Factory Accademia. Il progetto verrà inaugurato all’inizio del 2016 nella digital magicssede di Via Lincoln 21, dove nascerà anche il nuovo co-working di Talent Garden.
    A Bari, invece, l’incubatore Digital Magics viene creato in collaborazione con la società Augmentum. Anche in questo caso all’inaugurazione del centro per l’incubazione e l’accelerazione delle startup digitali farà seguito la creazione del co-working Tag.
    Il modello Digital Magics-Talent Garden si basa sulla collaborazione tra makers, informatici e professionisti. Solo attraverso l’attivazione di processi connettivi, infatti, è possibile sviluppare un ecosistema innovativo anche nel Mezzogiorno.
    Gli obiettivi degli incubatori nascenti sono: la creazione di network locali di investitori che vogliano investire in neoimprese digitali; la nascita ogni anno di startup innovative; l‘organizzazione di eventi, iniziative e incontri di business che possano coinvolgere tutti gli operatori della filiera dell’innovazione del territorio.



  • È stato inaugurato nella giornata di ieri, a Bolzano, il decimo centro CoopUp.
    Si tratta di un progetto di incubazione e co-working per startup cooperative portato avanti da Confcooperative. Dopo aver toccato città come Firenze, Torino e Rovigo, CoopUp arriva anche a Bolzano attraverso il progetto CooperAttiva 2.0.

    Sono molti i servizi che CoopUp offre ad un giovane che vuole avviare un’attività d’impresa e sceglie la forma cooperativa. La startup viene seguita in tutta la fase coopupiniziale, aiutandola ad accedere ai finanziamenti e a svolgere tutti gli adempimenti burocratici.
    Oltre ai servizi di consulenza, CoopUp permette al giovane cooperatore di formarsi, organizzando una serie di incontri con esperti del settore dell’innovazione e professionisti che gli consentiranno di affrontare il mercato con maggiore consapevolezza.
    La nuova CooperAttiva 2.0 non sarà, però, solo il luogo in cui le startup cooperative possono sviluppare il proprio progetto; il circuito CoopUp è, infatti, anche co-working.
    Diventa, dunque, un contesto aperto ad imprese e professionisti, una realtà in cui è possibile scambiare idee, conoscenze e competenze, il tutto in pieno spirito cooperativistico.
    L’iniziativa rientra all’interno di una serie di misure messe in atto da Confcooperative per sviluppare l’auto-impiego giovanile ed i processi di innovazione. Oltre a CoopUp, la centrale di rappresentanza ha creato anche Coop4Job, il portale per gli iscritti a Garanzia Giovani che effettua il matching tra domanda ed offerta di lavoro.
    Grazie all’attività di Coop4Job migliaia di ragazzi hanno avviato un tirocinio presso le cooperative associate a Confcooperative.