• In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, celebrata a Milano Expo 2015, sono intervenuti sul palco dell’Auditorium il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
    I due hanno affrontato tematiche chiave per il futuro del Pianeta come il diritto al cibo, la lotta agli sprechi, l’agricoltura e la protezione sociale.

    Oggi si celebra anche il settantesimo anniversario dalla nascita della Fao, rappresentata ad Expo dal suo direttore mattarella expogenerale Josè Graziano da Silva.
    La giornata odierna, dunque, è stato un momento importante di incontro e confronto su argomenti spesso assenti nell’agenda setting dei vertici istituzionali nazionali ed internazionali. Un silenzio che non può durare a lungo, se è vero che, con la sottoscrizione della Carta di Milano, i capi di Stato si sono impegnati a rendere il diritto al cibo una priorità per ciascun Paese.
    Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon è molto duro sull’argomento: «Le nostre risorse sono un valore e noi le sprechiamo, bisogna vergognarsi. – ha ammonito il segretario – Io chiedo ai leader come spiegano il fatto di avere tanti soldi per distruggere la gente, e uccidere invece di proteggere. Perché non investono in cibo e agricoltura?»

    Il Presidente Mattarella ha sottolineato come le sfide che attendono l’agricoltura e l’alimentare mondiale siano certamente difficili, ma non impossibili da sostenere: «Le difficoltà dell’impresa non devono scoraggiarci, il traguardo può essere raggiunto: il diritto al cibo e all’acqua può essere affermato in tutti i continenti, la cooperazione può prevalere sul conflitto, il dialogo sul fanatismo, la crescita delle opportunità può restringere la forbice delle diseguaglianze».
    Un messaggio di speranza, dunque, quello del Capo dello Stato italiano, che rilancia parlando di obiettivo Fame Zero, che è il traguardo posto anche dalle nazioni unite per il 2030.
    Si tratta di un obiettivo ambizioso, che può essere raggiunto solo attraverso un cambiamento delle priorità a livello istituzionale ed una maggiore discussione all’interno della società civile sulle tematiche del diritto al cibo e della lotta agli sprechi.
    Vi proponiamo il video dell’intervento del presidente Mattarella attraverso il canale ufficiale YouTube della Presidenza della Repubblica italiana.


  • mercuri fedagri

    Un passo in avanti deciso verso una maggiore tutela dei marchi ed un aumento delle esportazioni verso nuovi mercati.
    Il nuovo regolamento Ue sulla promozione dei prodotti agroalimentari è stato valutato positivamente dall’Alleanza delle Cooperative agroalimentari nel corso di un incontro informale con Diego Canga Fano, a capo della Direzione B Politica di Qualità e Accordi multilaterali della DG-AGRI della Commissione europea.

    «Il nuovo regolamento rappresenta, nel complesso, uno strumento soddisfacente”, ha dichiarato il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari mercuri fedagriGiorgio Mercuri. “Apprezziamo in particolare gli sforzi che sono stati fatti per renderlo più efficace e più adatto a rispondere alle sfide di un mercato globalizzato e incerto. Auspichiamo comunque che alcuni degli aspetti più rigidi della politica di promozione, come ad esempio la disciplina relativa all’uso dei marchi, si possano nei prossimi anni superare per rendere ancor più competitivo l’agroalimentare europeo».
    L’Italia ritiene il nuovo strumento di regolamentazione della promozione dell’agroalimentare particolarmente importante. Come ha sottolineato lo stesso Mercuri, nei primi sette mesi del 2015 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto quota 21 miliardi.
    Merito sicuramente delle strategie di internazionalizzazione portate avanti dalle coop e dalle aziende agricole italiane, ma anche dell’effetto benefico di Expo sull’immagine del Made in Italy.
    Per incrementare, però, la quantità di esportazioni è necessario un piano condiviso all’interno dell’Unione Europea che tuteli, ad esempio, il marchio Italia dalle contraffazioni alimentari.
    L’Alleanza delle Cooperative agroalimentari auspica una normativa europea coraggiosa anche sul tema delle indicazioni di provenienza dei prodotti, un aspetto fondamentale per valorizzare il Made in Italy ed aumentare il livello di esportazioni in paesi come la Cina e gli Stati Uniti, dove spopola il fenomeno dell’Italian Sounding. 



  • La Corte di Giustizia Ue ha condannato l’Italia per aver concesso, nel lontano 1999, sgravi fiscali a cooperative ed imprese di Venezia e Chioggia.
    Secondo la Corte, queste forme di agevolazioni si configurano come veri e propri aiuti di Stato ed in quanto tali violano la normativa europea sulla libera concorrenza.

    La prima pronuncia contro il nostro Paese è arrivata addirittura nel 2009, ma da allora l’Italia non ha provveduto a pagare la cifra richiesta dall’autorità giudiziaria.
    sentenza ue spostamenti di lavoroSono solamente dieci le imprese che hanno versato per intero la somma dovuta, a fronte di oltre 400 provvedimenti emanati. La cifra da pagare, allo stato attuale, dovrebbe essere di circa dodici milioni di euro, più una quota giornaliero per ogni giorno di ritardo del pagamento.
    Le motivazioni addotte dallo Stato italiano per il mancato adempimento rimandano alle sentenze dei tribunali amministrativi italiani che avrebbero sospeso l’efficacia delle ingiunzioni di pagamento.
    L’Italia continua ad essere uno dei paesi con il più alto numero di procedure d’infrazione fra gli Stati membri dell’Unione Europea. Un modus operandi che è costato al nostro Paese una quantità elevatissima di risorse e che mina la nostra credibilità di fronte alle istituzioni europee.



  • È terminata da qualche minuto la conferenza stampa di presentazione della Legge di Stabilità 2016.
    Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno fornito un quadro riassuntivo dei principali punti presenti all’interno della manovra finanziaria.

    Prima di esporre nel dettaglio i contenuti, il premier ha sottolineato come attraverso questa Legge di Stabilità il rapporto debito pubblico/Pil cali per la prima volta dal slides legge di stabilità 20162007. Matteo Renzi ha poi coniato uno slogan per descrivere il provvedimento: ” Si scrive Legge di Stabilità, ma si pronuncia legge di fiducia” e ha lanciato l’hashtag #italiacolsegnopiù.
    Per presentare, poi, in maniera sintetica i contenuti della manovra, il Primo Ministro si è affidato, come spesso accade, a delle slides esplicative.
    Vi proponiamo di seguito il contenuto delle stesse:

    1. L’Italia col segno più l’Italia. Legge di Stabilità 2016 / #italiacolsegnopiù
    2. Più orgogliosa, più giusta, più forte, più semplice. Legge di Stabilità / #italiacolsegnopiù
    3. Via le tasse sulla prima casa. Dopo gli 80 euro e l’IRAP, un altro segno di fiducia per gli italiani. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    4. Intervento straordinario sulle case popolari. Ci preoccupiamo di chi arranca. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    5. SuperAmmortamenti: chi investe nell’azienda ammortizza al 140% anziché al 100%. Uno sconto per chi ci crede, da subito. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    6. Un Paese più semplice. Semplificare le misure per il contante, per le partite IVA, per i lavoratori autonomi. legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    7. Un Paese più giusto: pagare meno, pagare tutti. Lotta a evasione con digitalizzazione. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    8. Lotta all’evasione: pagare meno, pagare tutti. Canone RAI a 100 euro. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    9. Un Paese più orgoglioso. 1000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali, 500 assunzioni nella cultura. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    10. tasi legge di stabilitàUn Paese più autorevole. Crescono i fondi per la cooperazione internazionale, specie in Africa. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    11. Taglio IRES dal 2017 al 24%. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    12. Comuni liberi di spendere i soldi in cassa per strade, scuole, marciapiedi, giardini. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    13. Risposte per il Sud, non proclami: 450 milioni per chiudere la ferita della Terra dei Fuochi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    14. Risposte per il Sud, non proclami: stanziamento finale per la Salerno-Reggio Calabria. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    15. Risposte per il Sud, non proclami: fondo di garanzia per ILVA per superare la crisi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    16. Tornare alla Terra! Via IMU agricola, via IRAP agricola, semplificazione burocratiche. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    17. Più sociale. 400 milioni su fondo, legge per il dopo di noi, aumenta il servizio civile. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    18. Prima misura organica contro la povertà, soprattutto per i minori. Con comuni, terzo settore e fondazioni, insieme. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    19. Fondo Sanità: 109 miliardi un anno fa, 110 oggi. Saranno 111 nel 2016. Più soldi, ma spendiamoli meglio! Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    20. Costi standard per tutti. Trasparenza totale sui prezzi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    21. eliminazione imu agricolaLo statuto dei lavoratori autonomi. Finalmente una misura organica: fisco e nuove tutele. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    22. Pensioni. Prime misure di sostegno: no tax area, opzione donne, salvaguardia, part-time. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    23. Spese informatiche. Comprare meno prodotti, usare meglio i dati. Rivoluzione digitale fa risparmiare. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    24. Partecipate. Da ottomila a mille, tetto ai dirigenti, riduzione poltrone, trasparenza dei dati. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    25. Personale PA. Qualità e trasparenza nella selezione. Premiare efficienza e merito. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    26. Comuni hanno più soldi per investimenti, più costi standard. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    27. Città metropolitane, nessun taglio. Province, prosegue taglio, ma salve strade e scuole. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    28. Clausole salvaguardia azzerate nel 2016, no aumento IVA, no aumento accise. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    29. Più soldi a chi contratta su produttività e welfare aziendale. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    30. Piccole imprese: giù l’Irap, anticipo rimborso IVA per crediti non riscossi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    31. Ancora sgravi per chi assume, meno di prima però, affrettarsi prego. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    32. 500 nuovi professori selezionati fra i cervelli all’estero o intrappolati in Italia. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù

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  • Il Primo Ministro Matteo Renzi ed il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan hanno presentato la Legge di Stabilità 2016.
    Adesso il provvedimento dovrà superare l’esame dell’Unione Europea, prima di arrivare in Parlamento dove verrà approvata entro fine anno.

    La manovra dovrebbe valere circa 27 miliardi; verrà chiesto, inoltre, all’Ue di far valere una clausola di flessibilità sugli eventi eccezionali, come l’immigrazione, per la quale l’Italia spende circa 3 miliardi di euro (0,2% del Pil).
    renzi padoan legge di stabilitàQualora questa clausola venisse accettata dalle istituzioni europee, le risorse per l’immigrazione verrebbero dirottate sulla riduzione dell’IRES, già prevista per il 2017, e su interventi per l’edilizia scolastica. In questo caso l’entità della manovra sarebbe di circa 30 miliardi di euro.
    Vediamo, però, nel dettaglio quali sono i punti salienti della Legge di Stabilità, molti dei quali li abbiamo anticipati in questa sede nei giorni scorsi:

    • Abolizione delle tasse sulla prima casa: via dunque Tasi ed Imu. Confermati gli eco-bonus e quelli sulla ristrutturazione edilizia. La speranza del Governo, espressa dal premier Renzi, è che l’eliminazione delle imposte sulla prima casa possa portare ad un ritorno agli investimenti nel mercato immobiliare.
    • Intervento straordinario sulle case popolari (770 mln) per un loro ammodernamento ed una migliore efficienza energetica.
    • Super-ammortamenti: chi investe nella propria azienda, acquistando, ad esempio, macchinari, ammortizza al 140% anzichè al 100%. Questa legge sarà valida fino da subito e non dal primo gennaio.
    • Innalzamento limite di utilizzo del contante, da 1.000 euro a 3.000 euro. Semplificazione per partite Iva e lavoratori autonomi.
    • Riduzione progressiva del Canone Rai, 100 euro nel 2016 e 96 euro nel 2017.
    • Nuove assunzioni nella cultura: 1000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali e 500 assunzioni nella cultura (investimento per 100 mln).
    • Aumento fondi per la cooperazione internazionale (circa 120 mln), soprattutto per chi opera in Africa e 400 mln per il servizio civile.
    • Abolizione Imu agricola ed Irap per i produttori agricoli.
    • 600 mln per la povertà con interventi incrociati tra Comuni, Terzo Settore e fondazioni bancarie
    • Taglio IRES al 24% a partire dal 2017. Tale misura sarà valida da subito se la Commissione accetterà la clausola di flessibilità proposta.
    • Rinvio intervento sui pensionamenti anticipati al 2016, ma vengono varate misure sul part-time, no tax area, opzione donna e salvaguardia per gli esodati.
    • Stanziamento di fondi per Ilva, Salerno-Reggio Calabria e Terra dei Fuochi.
    • Riduzione partecipate (da 8000 a 1000); tetto stipendi dirigenti e riapertura fase contrattuale con la PA (stanziati 300 mln per il rinnovo dei contratti).
    • Mezzo miliardo sulla contrattazione di secondo livello.
    • Nessun taglio alle città metropolitane, proseguono i tagli alle province, ma non su sanità e scuola.
    • Azzerate le clausole di salvaguardia (no aumento Iva).
    • riduzione IRAP per le piccole imprese.
    • Mantenuti gli sgravi contributi per le imprese che assumono attraverso contratti a tempo indeterminato; dal 2016, però, le detassazione passerà al 40% e diminuirà ancora nel 2017.
    • Tra le copertura finanziarie comunicate ci sono quelle riguardanti i tagli alla spesa (spending review) che vengono soprattutto dai tagli ai singoli ministeri (3%), dall’introduzione dei costi standard per le spese degli enti locali e dalla riduzione del numero dei dirigenti della PA che consentono di far rimanere inalterato il numero del personale.


  • Mancano ormai pochi giorni alla fine della raccolta firme per la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative.
    Una campagna portata avanti dall’Alleanza delle Cooperative e che sembra aver raggiunto risultati importanti.
    In base alle indiscrezioni provenienti dall’Alleanza, siamo vicini a quota 80mila firme, quindi ben oltre le 50mila sottoscrizioni necessarie per presentare la proposta di legge in Parlamento.
    Qualora questi dati dovessero essere confermati, si tratterebbe di un vero e proprio successo per il mondo della cooperazione e la dimostrazione di come sia forte ed unito il fronte contro l’illegalità.

    Rimangono ancora una decina di giorni per completare la raccolta firme in tutte le regioni, ma secondo le prime elaborazioni dovrebbe essere l’Emilia Romagna raccolta firme false cooperativequella con il numero maggiore di sottoscrizioni.
    Il contesto emiliano può vantare una tradizione cooperativa decennale, soprattutto nel campo dell’agroalimentare. I dati emersi fin qui confermano come, nonostante i recenti scandali che hanno colpito anche la cooperazione emiliana, quest’ultima possa e debba essere un punto di riferimento importante per tutto il mondo cooperativo, sia dal punto di vista numerico che per la qualità dell’attività svolta.
    Al secondo posto troviamo la Lombardia, seguita da Toscana, Piemonte e Lazio.
    L’Alleanza delle Cooperative lascia trapelare grande soddisfazione per il traguardo fin qui raggiunto e spera che il cammino intrapreso possa concludersi in maniera positiva nelle sedi istituzionali, rafforzando così la collaborazione con il Mise e con il Ministero del Lavoro in materia di contrasto alle false cooperative e di controllo delle forme di lavoro illegali.



  • Si svolgerà a Cosenza, presso il Castello Svevo, Ide(a)ntity, l’evento sulle identità innovative per lo sviluppo del territorio.
    L’iniziativa si articolerà in tre giornate (15-17 ottobre), nel corso delle quali interverranno una serie di ospiti su tematiche legate all’identità digitale e all’appartenenza territoriale.
    Ci sarà spazio anche per food, wine e design attraverso vere e proprie lezioni di cucina e viaggi culinari alla scoperta dei prodotti tipici calabresi ed esposizioni di abiti di Alta Moda.

    ide(a)ntityGiovedì 15 ottobre, alle ore 18:30, si terrà il convegno “Marketing Identity e Culturale Heritage“, dove interverranno imprenditori calabresi ed esponenti della società civile affrontando il tema della valorizzazione dell’identità regionale per la costruzione di progetti di place branding.
    Venerdì 16 ottobre, sempre alle ore 18:30, ci sarà il workshop “Food Identity & Food Safety“. Si parlerà di innovazione ed agroalimentare e di come questi due ambiti possano convergere per aumentare il livello di sviluppo di una regione in difficoltà come la Calabria.
    Anche il mondo della cooperazione sarà protagonista dell’iniziativa con l’intervento di Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabria e di ASSO.LA.C, la cooperativa agricola che raccogliere i maggiori produttori di latte calabresi.
    La tre giorni di Ide(a)ntity si concluderà sabato 17 ottobre alle 18:30 con il workshop “Creatività ed innovazione“, dove verranno affrontate le tematiche dell’internazionalizzazione delle imprese e dell’innovazione tecnologica legata soprattutto al design del prodotto.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il programma disponibile sulla pagina Facebook dell’evento.

     



  • L’Alleanza contro la povertà in Italia lancia una proposta per combattere il fenomeno dell’indigenza, una piaga sempre più diffusa nel nostro paese.
    L’idea dell’Alleanza prevede la nascita dell’istituto del Reddito di Inclusione Sociale, uno strumento che mira a reinserire in maniera attiva all’interno delle società chi vive ai margini.
    Nelle intenzioni dell’Alleanza il Reis non deve essere un meccanismo assistenzialista, ma il punto di partenza per nuovo modello di welfare maggiormente inclusivo ed in grado di coinvolgere anche il Terzo Settore.

    Tra i soggetti fondatori dell’Alleanza contro la povertà in Italia ci sono Acli, Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, alleanza contro la povertàComunità di Sant’Egidio, Confcooperative, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano – ONLUS, Fio.PSD, Fondazione Banco Alimentare ONLUS, Forum Nazionale del Terzo Settore, Jesuit Social Network, Legautonomie, Save the Children, Umanità Nuova-Movimento Dei Focolari.
    Si tratta di un vero e proprio coordinamento della società civile italiana, che decide di portare in sede istituzionale le istanze di tanta gente che non riesce ad arrivare a fine mese e si trova in condizioni di povertà assoluta.
    «Il Reis rappresenti un reale reinserimento nell’economia e nella società delle persone che vivono ai margini. – ha commentato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – Non siamo interessati a interventi assistenzialistici, non darebbero soluzione, occorre dare una risposta concreta e sarebbe importante che i provvedimenti che emergeranno dalla Legge di Stabilità costituiscano il primo passo concreto per riorganizzare i modelli di welfare del nostro paese. Occorre avviare una strategia strutturata che punti sulla partecipazione delle persone che oggi vivono ai margini e che devono essere protagoniste attive del loro sviluppo e di quello della società».



  • La vendemmia 2015 porterà ad una crescita dell’8% della produzione di vino nelle cantine cooperative.
    È questo quanto emerso dalla riunione del coordinamento del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative.
    In tutto sono 494 le imprese del vino associate all’Alleanza che rappresentano il 58% della produzione nazionale.
    Stiamo parlando, dunque, di una realtà di primo livello nel settore del vino, dove, non a caso, le coop ed i consorzi sono ai vertici per fatturato e quantità di vino prodotto.

    L’incremento della produzione è legato soprattutto a fattori meteo, che ha portato dei netti miglioramenti della produzione soprattutto in determinate regioni.
    vino cooperativeLe coop vitivinicole del Friuli Venezia Giulia, ad esempio, fanno registrare una crescita del 23% rispetto al 2014; anche l’Umbria ed il Trentino mostrano segnali positivi, con un aumento della produzione rispettivamente del +20% e del +10%.
    Altre regioni simbolo della produzione vitivinicola italiano vivranno, invece, un’annata più difficile: la Toscana, ad esempio, vede la propria quantità di vino diminuire del 9%, stesso discorso per il Piemonte dato in calo del 5%.
    Nel complesso, però, ogni regione avrà un vino di altissima qualità che con ogni probabilità farà aumentare le vendite sui mercati esteri.
    Il 2015 sarà ad ogni modo un anno da record per il settore vitivinicolo italiano in quanto anno del sorpasso sulla Francia per quantità di vino prodotto.
    Secondo le stime dell’Unione Europea, infatti, l’Italia con 48,8 milioni di ettolitri di vino sarà il primo produttore mondiale di vino, soffiando così al paese transalpino uno storico primato.
    Si tratta di un risultato straordinario, che vede la cooperazione come protagonista assoluta con 494 coop coinvolte nel settore, 179.000 soci, 8.540 occupati, 4,2 miliardi di euro di fatturato e 1,8 miliardi di euro di valore del prodotto esportato.



  • Venerdì 16 ottobre ci sarà l’inaugurazione del centro di Open Innovation della città di Torino.
    Si tratta di un’area vastissima, di circa 1.400 mq, dedicata all’imprenditoria e all’innovazione.
    La giornata di apertura sarà dedicata alla visita degli spazi e alla presentazione dell’attività del Centro che si svolgerà in due momenti del pomeriggio: dalle 14:30 alle 16 e dalle 17:00 alle 18:30 per dare la possibilità al più ampio numero di persone di poter conoscere questa splendida realtà.
    L’ingresso è gratuito e può avvenire solo previa prenotazione sulla piattaforma Eventbrite.

    Il Centro Open Innovation nasce come spazio di innovazione aperto alla contaminazione di idee, progetti e discipline. Non è, infatti, un semplice acceleratore per centro di open innovation torinostartup, ma stimola la collaborazione e lo scambio tra saperi sociali, tecnologici e digitali.
    Funge da ponte tra domanda ed offerta, studiando i bisogni della collettività locale e proponendo soluzioni di carattere innovativi.
    Il Centro Open Innovation è l’agorà dell’innovazione e della ricerca piemontese ed internazionale.
    Sorge nell’area dell’ex Incet e rientra nel piano di riqualificazione urbana del comune di Torino. Il bando per la realizzazione della struttura è stato vinto dall’Associazione Temporanea di Imprese ATI, avente come capofila Fondazione Brodolini e costituita da: Consorzio Focus Piemonte, Associazione Make a Change, Consorzio Cooperativa Sociale Il Nodo, Associazione ItaliaCamp, Cooperativa Sociale Foorcoop.
    Ancora una volta, dunque, il Terzo Settore sarà protagonista di un progetto di innovazione, mostrando la propria vocazione creativa e l’apertura totale verso tematiche di questo tipo.



  • La Commissione europea ha deliberato lo stanziamento di 16 miliardi di euro in ricerca ed innovazione per il biennio 2016-2017.
    Il provvedimento rientra all’interno di Horizon 2020, il programma Ue che punta a far crescere il livello di innovazione degli stati membri.
    Aumento dell’occupazione, prevenzione per il cambiamento climatico, miglioramento delle infrastrutture e del sistema sanitario, studi e strategie per risolvere il problema dell’immigrazione. Sono queste le tematiche che saranno oggetti di bandi e progetti innovativi in tutta Europa.

    Ricerca ed innovazione sono considerati due asset essenziali per la crescita dell’Unione. Lo ha ribadito più volte il presidente della Commissione Jean-Claude horizon 2020Juncker.
    Lo stanziamento di 16 miliardi di euro rappresenta un’opportunità importante per chi fa innovazione.
    Sono addirittura più di 600 i temi che possono essere oggetto di progetti innovativi.
    Saranno effettuati dei grossi investimenti soprattutto per ammodernare l’industria continentale: è previsto uno stanziamento di 1 miliardo di euro per per l’ammodernamento dell’industria manifatturiera, 139 milioni per la digitalizzazione delle industrie Ue e ben 670 milioni per progetti di economia circolare, volti a sviluppare città ed economie più sostenibili.
    Non mancano, inoltre, le risorse per i programmi di smart city (232 milioni) e gli investimenti per prevenire le emergenze fitosanitarie. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto sono stati previsti 5 milioni di euro per combattere il virus Xyella che quest’anno ha devastato le colture olivicole pugliesi.



  • Durante la recessione non basta chiedere il sostegno finanziario delle banche.
    I prestiti ricevuti molte volte non sono sufficienti ed in altri casi mancano le garanzie bancarie necessarie per ottenere qualsiasi tipo di finanziamento.
    Accade, allora, che molti disoccupati e famiglie siano costretti a chiedere aiuto a parenti ed amici.
    Una ricerca di Bankitalia ha messo in luce che la quota di famiglie che ha chiesto prestiti a conoscenti è salita dal 3,9% al 4,5% durante la crisi.

    Una percentuale che diventa ancora più alta tra i disoccupati, dove uno su tre ha chiesto aiuto a parenti e amici, con una crescita del 50% rispetto al 2006-2008.
    disoccupati bankitaliaNon si tratta solo di giovani under 35 ad effettuare questo tipo di operazione, ma anche di capi famiglia, il che rende i consumi familiari inevitabilmente più bassi.
    Aumenta, dunque, il numero di persone che si affidano alla rete di sostegno informale, ma cresce anche la quantità di risorse erogate. Questo ha provocato, nel periodo di crisi, un aumento del valore complessivo del sostegno informale del +48%.
    Come sottolinea Bankitalia, tale meccanismo non può essere classificato come uno strumento di redistribuzione della ricchezza perché spesso parenti ed amici del soggetto richiedente versano in condizioni economiche non molto dissimili e le risorse ricevute non bastano neppure a coprire tutte le spese.
    Le famiglie, dunque, che entrano a far parte della rete di sostegno informale sono estremamente deboli e addirittura il 77% di esse non riesce ad arrivare a fine mese.
    Questa ricerca mostra in tutta la sua drammaticità quanto sia stato forte l’impatto della crisi sui consumi delle famiglie e quanto sia aumentato nel nostro paese il livello di povertà.