• Il futuro di Cascina Triulza, dopo Expo 2015, sarà sempre all’insegna del Terzo Settore e dell’innovazione sociale.
    Il padiglione della società civile si trasformerà, infatti, in un laboratorio ed incubatore per nuove imprese nel campo dell’innovazione sociale e della sostenibilità ambientale ed alimentare.
    Si continuerà, dunque, sulla strada tracciata da Expo, dove sono stati realizzati oltre 800 eventi con la partecipazione di 208 organizzazioni del Terzo Settore e oltre 60.000 persone coinvolte.

    Un successo straordinario, un patrimonio assoluto che va valorizzato. Fino a giugno 2016, Cascina Triulza continuerà ad ospitare eventi su queste tematiche, prima di diventare un centro di ricerca e formazione sull’innovazione sociale, un incubatore di imprese sociali, un’agenzia per lo sviluppo e la proiezione internazionale del Terzo Settore, per la promozione del modello cooperativo e per la realizzazione di progetti condivisi tra il non profit, le imprese e le istituzioni.
    Il padiglione della società civile sarà, dunque, il punto di riferimento dell’innovazione sociale italiana nell’intento di diffondere i valori cooperativistici e di sensibilizzare la cittadinanza su argomenti quali il diritto al cibo, la lotta agli sprechi alimentari, le biodiversità e la tutela del territorio.
    Verranno organizzati incontri formativi per i bambini, convegni di livello internazionale e soprattutto si cercherà di aiutare i giovani che intendono avviare nuove attività d’impresa per rispondere ai bisogni e ai problemi della collettività.
    «Con questo progetto – ha dichiarato Sergio Silvotti, Presidente di Fondazione Triulza – vogliamo, in definitiva, dare continuità alla partecipazione e al protagonismo dei cittadini, valorizzare il patrimonio di proposte e di relazioni costruito durante Expo e rappresentare una “responsabilità collettiva” per costruire un nuovo modello di sviluppo». 



  • È stata presentata, oggi, nel corso di un convegno organizzato da Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, una nuova piattaforma telematica per la contrattazione dei prodotti agricoli e agroalimentari basata sulle prassi del commercio internazionale e aperta agli scambi di tutti i Paesi del mondo.
    L’iniziativa si inserisce all’interno di un programma specifico del Mipaaf volto a favorire l’internazionalizzazione delle imprese agricole italiane e la loro presenza online.

    Per rendere realmente operativo questo strumento sarà, però, necessario portare avanti degli accordi di collaborazione tra le istituzioni italiane e quelle dei paesi extra-europei. L’obiettivo principale, infatti, è raggiungere i mercati oltreoceano, dove l’appeal del Made in Italy è in costante crescita, come dimostrano i dati sulle esportazioni negli Stati Uniti, in Giappone ed in Cina.
    Questi ultimi, però, sono anche i contesti dove è più diffuso il fenomeno dell’Italian Souding, ovvero la contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani.
    I canali di vendita online sono lo strumento più utilizzato per incentivare questo tipo di commercio illegale.
    La creazione di una piattaforma telematica regolamentata, grazie alla quale le imprese italiane possono vendere i propri prodotti in un contesto più sicuro e controllato, va nella stessa direzione degli accordi stipulati dal Mipaaf con eBay ed Alibaba per contrastare l’Italian Sounding.
    Un monitoraggio più efficace del web può consentire anche alle piccole imprese di accedere ai mercati esteri e di guardare al futuro del commercio internazionale, sempre più proiettato verso l’online.
    La nuova piattaforma permetterà, infine, di aumentare i vantaggi della Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI), ovvero il mercato telematico regolamentato dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari, ittici e dei servizi logistici italiani. In questo modo, infatti, sarà possibile estendere i benefici della borsa merci telematica in un contesto internazionale e difficilmente esplorabile senza un quadro regolativo chiaro.



  • Si terrà sabato 24 ottobre, in località Porto Cesareo (Lecce), la presentazione dell’iniziativa Pescato Jonico – Il Pesce a Miglio Zero.
    Si tratta di un sistema di incontro tra domanda e offerta, lanciato dalla cooperativa dei Pescatori dello Jonio, che consentirà ai consumatori di conoscere in tempo reale la quantità e la tipologia del pescato quotidiano attraverso un sms inviato sul proprio cellulare.

    Il servizio è in forma totalmente gratuita. Basta iscriversi sul portale www.pescatojonico.it, inserendo all’interno i propri dati ed il numero di cellulare, e ogni giorno si pescato jonicopotranno avere informazioni sul pesce disponibile e sulle relative modalità d’acquisto.
    Il consumatore avrà così un contatto diretto con il produttore e potrà recarsi direttamente sul peschereccio per comprare il prodotto desiderato.
    L’iniziativa punta a dare maggiore forza contrattuale ai pescatori, spesso vittima delle richieste della grande distribuzione, che li porta a vendere il pescato ad un prezzo scarsamente remunerativo.
    Attraverso Pescato Jonico, invece, il produttore vede valorizzato il proprio lavoro e crea un rapporto di fiducia e confronto con l’acquirente.
    La cooperativa dei Pescatori dello Jonio agisce nel pieno spirito cooperativistico, incentivando le vendite a chilometro zero, valorizzando il territorio e remunerando al meglio il prodotto fornito dai soci. L’innovazione, in questo caso, abbraccia un settore tradizionale come quello della pesca e mostra come la creatività possa risolvere i bisogni sia dei produttori che dei consumatori.



  • Un atto di intimidazione, uno dei tanti, che non scalfisce e non fermerà chi da anni opera contro le mafie e l’illegalità.
    Una raffica di colpi d’arma da fuoco ha abbattuto la scritta “Bene riscattato alla camorra e restituito all’Italia”, posta nell’ex villa bunker del clan Graziano, a Quindici, paesino di circa duemila abitanti in provincia di Avellino.
    Oggi il bene risulta confiscato alla mafia ed è pronto a diventare un’impresa tessile.

    L’attentato è arrivato nella notte, alla vigilia dell’inaugurazione del “Maglificio100Quindici Passi“, alla quale sarà presente anche Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
    Il progetto per la costruzione dell’impresa è stato portato avanti dalla cooperativa sociale Oasiproject, associata di Confcooperative Avellino, e sostenuto da Fondazione Con Il Sud e da Libera stessa.
    quindici attentatoLa struttura, confiscata al clan Graziano, è stata ristrutturata e sarà adibita alla produzione di maglieria artigianale. Al suo interno nascerà una scuola di arti e di mestieri, dove si incontreranno tradizione ed innovazione e dove a breve inizieranno a lavorare sette giovani apprendisti.
    Il “Maglificio100Quindici Passi” è un esempio straordinario di come un bene appartenente alla mafia possa essere restituito alla collettività e riutilizzato per fini sociali.

    La mafia, in tutte le sue forme e denominazioni, arreca danni economici enormi alle comunità locali: ostacola la concorrenza, promuove il lavoro nero e l’illegalità, frena le attività commerciali e crea quel sentimento di paura e rassegnazione che impedisce lo sviluppo di una società realmente innovativa.
    Trasformare un bene di proprietà del potere mafioso in un’impresa, che recupera l’antica arte del lavorare a maglia, ha un sapore di speranza, che un attentato, come quello occorso la scorsa notte, non può in alcun modo cancellare.
    Quegli spari, al contrario, rafforzano il lavoro svolto dalla coop Oasiproject e da quanti, in Campania come nel resto d’Italia, stanno operando per restituire dignità a territori afflitti dalla violenza e guidati da pratiche antiche ed inefficienti.
    Maria Patrizia Stasi, presidente di Confcooperative Campania, ha espresso al meglio il sentimento ed il pensiero di tutto il mondo della cooperazione, al quale noi di Cooperative Italia ci uniamo, esprimendo la nostra solidarietà ad Oasiproject e a tutti quelli che stanno portando avanti questo progetto: «Ai nostri cooperatori dico: non arrendiamoci, e non pensiamo mai di essere dalla parte sbagliata». ha dichiarato Maria Patrizia Stasi «Le istituzioni e le comunità hanno il dovere di intervenire, di proteggere chi investe per il bene comune e per lo sviluppo dell’economia locale e regionale. Siamo vicini alla nostra cooperativa e a quanti si stanno impegnano per la legalità e l’occupazione». 


  • agrinsieme

    Le misure della Legge di Stabilità 2016 sull’agricoltura non terminano con l’abolizione dell’Imu e dell’Irap agricola.
    Ci sono anche altri provvedimenti che proseguono sulla strada della spending review e della razionalizzazione degli enti ministeriali.
    Anche il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali è interessato da questo processo attraverso l’accorpamento dell’Istituto sviluppo agroalimentare (Isa) e la Società gestione fondi per l’agroalimentare (Sgfa) nell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea).

    agrinsiemeAgrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, valuta positivamente la misura di razionalizzazione degli enti del Mipaaf. «La riforma degli enti agricoli è un obiettivo prioritario per il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari – spiega Dino Scanavino, coordinatore nazionale di Agrinsieme  – già evidenziato da Agrinsieme nella sua prima Conferenza economica, meno di un anno fa, in cui calcolammo il loro costo in 140 milioni di euro per il personale e 243 milioni per le spese di funzionamento. Riordinare, secondo Agrinsieme, vuol dire recuperare efficienza. Vuol dire andare in direzione di una maggiore semplificazione amministrativa. A tutto vantaggio delle imprese agricole. Ora però – conclude Scanavino – ci auguriamo tempi celeri per la nomina del nuovo commissario».

    Anche il ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, in occasione del suo intervento di fronte ai Giovani Imprenditori a Capri, ha commentato la scelta di accorpare l’Isa e la Sgfa all’interno di Ismea: «Proseguiamo un riassetto che ha già visto l’abolizione dell’ex Agensud e l’accorpamento di Cra ed Inea nel nuovo Crea, il consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. Con l’operazione Ismea inserita nella Legge di Stabilità pensiamo di aumentare l’efficienza generale del sistema e di agevolare l’accesso al credito delle imprese».
    Rendere più facili le condizioni di accesso al credito per le piccole imprese diventa fondamentale in un momento in cui il settore primario ha un grande appeal verso le giovani generazioni. È in netta crescita , infatti, il numero di startup agricole e di giovani che vogliono creare una propria azienda nel campo dell’agroalimentare.
    La presenza, però, di barriere burocratiche e finanziarie diventa spesso un freno alla nuova imprenditorialità, un aspetto che ci auguriamo possa essere migliorato di qui ai prossimi mesi.

     

     



  • Il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali mette a disposizione un credito d’imposta del 40% per la creazione di nuove reti d’impresa o per lo svolgimento di nuove attività da parte di reti d’impresa già esistenti.
    Le domande potranno essere inviate dal 20 al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti. La richiesta deve essere presentata dal capofila della rete all’indirizzo Pec saq@pec.politicheagricole.gov.it.

    La misura rientra all’interno del decreto legge sulla competitività che prevede una serie di azioni su giovani, lavoro e rendimento delle aziende nostrane.
    caldo coltivazioniCome indicato dall’articolo 3 del decreto, le spese ammissibili devono essere relative all’attività di consulenza e assistenza tecnico-specialistica prestata da soggetti esterni alla rete, alla costituzione della rete, alla realizzazione del programma di rete e sviluppo del progetto, ai costi in attivi materiali per la costruzione, acquisizione e miglioramento di beni immobili e per l’acquisto di materiali e attrezzature, ai costi per tecnologie e strumentazioni hardware e software funzionali al progetto di aggregazione in rete.
    Le reti d’impresa rappresentano una risorsa strategica importante per le piccole e medie aziende, un modo efficace di abbattere i costi e rispondere agli effetti recessivi della crisi. Le forme di aggregazione e collaborazione si sono rivelate una scelta vincente per tante realtà che hanno così potuto affrontare al meglio la sfida della globalizzazione.
    Il credito d’imposta fornito dal Governo può essere, dunque, una motivazione aggiuntiva per cercare di essere maggiormente competitivi sui mercati esteri e dare maggiore forza economica alla propria impresa.



  • Valorizzazione del marchio, e-commerce, aggregazioni e lotta contro l’Italian sounding per accrescere la quota di vendite sui mercati esteri.
    Sono alcuni dei temi affrontati da Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia, nel corso dell’intervista rilasciata a Corriere Imprese.
    Il gruppo emiliano è il primo consorzio cooperativo italiano, un vero e proprio colosso nel mercato della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, che può annoverare tra le proprie fila marchi storici come Cirio, Yoga e Valfrutta.

    Conserve Italia è anche una delle poche imprese che è riuscita a mantenere elevati i livelli di produzione e di vendita durante la fase di recessione, raggiungendo nuovi mercati ed implementando strategie di innovazione.
    ConserveItaliaUn aspetto primario per la crescita aziendale è, secondo Gardini, la valorizzazione del marchio. Per questo motivo uno dei progetti della cooperative emiliana è la realizzazione della “casa del prodotto italiano“, un vero e proprio museo sui marchi storici di Conserve Italia con tutte le tappe che hanno contraddistinto l’azienda in decenni di storia.
    Il brand aziendale, però, deve essere affiancato dal brand Italia, simbolo di qualità ed eccellenza in tutto il mondo. Expo, da questo punto di vista, è stata una vetrina importante per il Made in Italy agroalimentare, un’occasione che andrà sfruttata nei prossimi anni per incrementare le vendite all’estero.
    Conserve Italia ha da tempo intrapreso la strada dell’internazionalizzazione, arrivando in mercati come quello giapponese, americano, cinese e australiano.
    «L’altra leva che ci ha dato una forte spinta – ha spiegato Gardini – è stata l’internazionalizzazione: 25 anni fa i mercati di riferimento erano Francia, Germania, Regno Unito. Oggi sono Usa, Giappone, Australia, Cina e Sudafrica: questo ha implicato una risposta al cambiamento, oggi esportiamo in oltre 60 paesi. Vogliamo crescere di due cifre all’estero e stiamo guardando ad acquisizioni e a quella fetta di mercato affascinata dall’Italian Sounding: pesa 60 miliardi, di cui 36 sono per la vendita di prodotti. C’è spazio per crescere».

    La via scelta da Conserve Italia per aumentare le vendite all’estero è quella dell’aggregazione e della collaborazione. Qualche mese fa, la cooperativa emiliana ha firmato un accordo con Colavita, leader per vendita di olio extravergine italiano negli Stati Uniti, con l’intento di sfruttare la catena distributiva dell’azienda olivicola negli Usa ed incrementare l’export sul mercato americano.
    Recentemente, infine, Conserve Italia si è affacciata anche nel mondo dell’e-commerce, attraverso il canale di vendite di Amazon. Un’esperienza che Gardini definisce estremamente promettente.
    Innovazione, aggregazione e valorizzazione del marchio sono, dunque, le strade tracciate dalla coop emiliana per superare la fase di recessione e rendere maggiormente remunerativo il prodotto fornito dai soci.



  • Il premier Matteo Renzi l’ha chiamata “Tornare alla terra”: si tratta della sezione della Legge di Stabilità dedicata all’agricoltura.
    L’entità della manovra è di circa 800 milioni, con sgravi fiscali sui fattori produttivi che dovrebbero portare, nelle intenzioni del Governo, ad un aumento degli investimenti nel settore.
    Il ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, ha definito questa Legge di Stabilità come “una delle azioni più forti che siano mai state fatte negli anni a sostegno del settore primario“.

    L’intervento principale riguarda l’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli che varrà 400 milioni di euro. Vengono eliminati i tanto discussi criteri di classificazione dell’Istat:  in questo modo anche i produttori che possiedono terreni in aree di pianura non pagheranno l’Imu, come già avviene per le aziende agricole situate in aree montane o svantaggiate.
    Vale, invece, 200 milioni di euro l’abolizione dell’Irap agricola. L’abbattimento delle imposte sui fattori di produzione costerà alle tasse dello Stato circa 600 milioni di euro con copertura finanziarie derivanti da altri settori.
    Non ci saranno, quindi, nuove tasse sul settore agricolo. L’intento dell’esecutivo è aiutare comparti in difficoltà, come quello zootecnico, in modo da consentire agli imprenditori agricoli di tornare ad investire.
    Proprio in questa direzione va l’istituzione di un Fondo per l’acquisto e la rottamazione di trattori e macchinari agricoli. In tutto verranno destinati 45 milioni, ai quali andranno aggiunte le risorse per i cosiddetti super-ammortamenti che permetteranno agli imprenditori che investono nella propria azienda di ammortizzare al 140% anziché al 100%.

    La Legge di Stabilità aiuta anche un altro settore particolarmente in difficoltà, come quello lattiero caseario. I produttori di latte alta qualità potranno beneficiare dell’aumento della compensazione Iva dall’8,8% al 10%.
    Attraverso questo provvedimento, dal valore di 32 milioni di euro, ogni produttore guadagnerà 0,5 centesimi in più per ogni litro di latte venduto.
    Il Governo, infine, ha previsto anche lo stanziamento di 140 milioni di euro in due anni per il programma assicurativo contro le calamità naturali. Tali risorse serviranno a coprire parte delle polizze assicurative sottoscritte dagli agricoltori e serviranno a limitare i danni inflitti dalle emergenze fito-sanitaria come il virus Xylella.
    Sono già arrivate le prime reazioni da parte delle associazioni di categoria. «Questi provvedimenti – ha commentato Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari – consentiranno alle imprese agricole di ripartire con nuovi investimenti nella direzione dello sviluppo e di una maggiore competitività del settore»



  • Il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, è tornato ad affrontare il tema della corruzione nel nostro Paese, analizzando la questione dal punto di vista normativo e culturale.
    Lo ha fatto a Pescara, nel corso dell’appuntamento della Repubblica delle Idee dedicato alla corruzione.
    Per limitare questo fenomeno, è necessario, secondo Cantone, effettuare delle scelte politiche coraggiose e determinare soprattutto un cambiamento culturale all’interno delle istituzioni e della società civile.

    La corruzione è un aspetto quasi endemico nel nostro Paese e che, dopo Tangentopoli, non è affatto diminuito. Al contrario, in base alle parole del presidente raffaele cantone cooperativedell’Anac, c’è stato un effetto quasi darwiniano, che ha visto sopravvivere solo i più bravi nella poco nobile “arte del corrompere e dell’essere corrotti”.
    Nonostante gli scandali si susseguano quasi quotidianamente, non ultimo quello relativo all’Atac, Cantone ha ben chiaro il processo da seguire per combattere ed abbattere la corruzione nel nostro Paese: «La chiave è dimostrare ai cittadini che la corruzione è sconveniente. Serve un cambiamento culturale come per la mafia, dove tutti si sono resi conto che rappresenta un danno per il Paese. Un’impresa che utilizza la corruzione non farà mai innovazione, per esempio. E non a caso i Paesi con più alta corruzione sono quelli con basso tasso di ricerca».

    Uno degli elementi che determinato il mancato sviluppo dei paesi dell’Europa mediterranea, del Sud America e dell’Africa è proprio l’elevato livello di corruzione. Quest’ultima rappresenta una forma di potere tradizionale, basata su scambi di favore di tipo privatistico, che danno uno scarso apporto al benessere collettivo.
    Ne risentono le prestazioni fornite ai cittadini, la libera concorrenza e, come sottolinea lo stesso Cantone, il livello di innovazione.
    Per ottenere un determinato appalto, ad esempio, non è necessario offrire servizi e prodotti migliori e maggiormente innovativi; basta, al contrario, disporre di una rete di conoscenze capillare all’interno della macchina burocratica e della sfera istituzionale.
    Un Paese legato a rapporti di tipo particolarista, in via definitiva, non può crescere e redistribuire la ricchezza. Ecco perché il cambiamento culturale è il primo passo da effettuare per sradicare le pratiche corruttive, in Italia come nel resto del mondo.



  • L’Ufficio centrale di Statistica di Pechino ha fornito i dati sulla crescita del Pil nel terzo trimestre del 2015.
    Nel periodo luglio-agosto-settembre il Prodotto Interno Lordo è aumentato del 6,9%. Si tratta del livello di crescita più basso dal 2009 ed in ribasso rispetto alle attese dell’esecutivo, che si era dato come obiettivo per il 2015 una crescita del 7%.
    Al momento la media dei primi nove mesi è del 6,96%.

    Sarà difficile, dunque, entro la fine dell’anno raggiungere il traguardo prefissato, anche se i dati del terzo trimestre sono comunque superiori rispetto alle stime degli economisti che prevedevano una crescita del +6,7%.
    crescita cinaIl 26 ottobre inizierà il Plenum del Comitato centrale comunista che sarà chiamato a fissare gli obiettivi di crescita fino al 2020. In base all’attuale congiuntura economica, l’esecutivo potrebbe rivedere al ribasso gli obiettivi, puntando su un aumento medio del Pil del 6%.
    Si tratta comunque di lievi flessioni fisiologiche, se pensiamo che il Prodotto Interno Lordo cinese è di 10,3 trilioni di dollari ed è dunque estremamente difficile mantenere questo ritmo di crescita.
    Per aumentare in maniera più sostenuta il Pil, Il Governo pare intenzionato ad abbassare ulteriormente i tassi d’interesse procedendo con le politiche espansive già attuate negli scorsi.
    Il 2015 è stato sicuramente un anno molto difficile per l’economia cinese, soprattutto per la crisi dei mercati che ha avuto effetti negativi anche sull’economia reale. Tra i settori ad averne risentito maggiormente c’è quello manifatturiero: quest’anno la produzione industriale, infatti, ha fatto registrare una variazione positiva del +5,7%, contro la stima del 5,9%.
    Al di là delle flessioni, quelli cinesi sono comunque dati notevoli, soprattutto in un periodo di recessione mondiale. Come ha sottolineato recentemente il premier Li Keqiang la Cina rappresenta il 30% della crescita globale; presentare simili livelli espansivi, inoltre, è senza dubbio un elemento positivo per l’economia della Repubblica popolare e per le imprese europee che possono beneficiare dell’alto grado di consumi ed implementare le strategie di internazionalizzazione verso il mercato asiatico.



  • La Legge di Stabilità 2016 conferma alcuni bonus e crediti d’imposta già presenti nella scorsa manovra finanziaria e aggiunge altre agevolazioni fiscali.
    Vengono mantenuti per un anno gli ecobonus, che saranno validi anche per le case popolari, ed il credito d’imposta per le ristrutturazioni edilizie.
    La bozza della finanziaria aumenta inoltre l’importo del cosiddetto bonus mobili per le giovani coppie che decidono di acquistare una casa.

    ecobonus legge di stabilitàLa principale novità in tema di agevolazioni per il mercato immobiliare sta proprio in quest’ultimo aspetto. Il Governo raddoppia da 10.000 a 20.000 euro il tetto di spesa agevolato ad aumenta da 5.000 a 10.000 euro il credito d’imposta per le coppie under 35. 
    Cambia anche il requisito necessario per usufruire dell’agevolazione: non sarà più necessario effettuare lavori di ristrutturazione, ma dovrà essere acquistata una casa.
    L’esecutivo ha messo al centro della Legge di Stabilità 2016 il mercato immobiliare. Con l’abolizione di Tasi ed Imu, la conferma ed in alcuni casi l’aumento dell’entità dei bonus edilizi, la speranza del Governo è che si torni ad investire nel settore che ha sentito maggiormente il peso della crisi.
    Come accennato in precedenza, viene mantenuto il credito d’imposta del 50% per le ristrutturazioni edilizie fino ad un massimo di 96.000 euro e quello del 50% per l’efficientamento energetico degli immobili.
    Dal 2016 gli ecobonus saranno validi anche per le case popolari, un intervento per il quale il Governo stanzierà circa 170 milioni di euro.
    Viene confermata, infine, l’agevolazione per chi decide di effettuare dei lavori di prevenzione antisismica e di abbattimento dell’amianto.



  • I risultati positivi della vendemmia 2015 dovrebbero portare il valore dell’export del vino italiano a 5,5 miliardi nel 2016.
    A riferirlo è Domenico Zonin, presidente dell’Unione Italiana Vini, secondo il quale l’obiettivo è “a portata di mano“, soprattutto alla luce dei recenti dati sulle esportazioni elaborati dall’Istat.

    Secondo l’istituto di statistica, infatti, nei primi sette mesi del 2015, le vendite all’estero sono aumentate del 6,1%, con le Dop che hanno fatto registrare anche punte dell’8%.
    italia primo produttore vinoRiuscire ad arrivare a quota 5,5 miliardi sarebbe un risultato molto importante per il settore vitivinicolo italiano, se pensiamo che l’intero agroalimentare italiano ha un valore dell’export di 37 miliardi. 
    Il vino rappresenterebbe così il 15% dell’agroalimentare nostrano.
    Sono soprattutto gli incrementi delle vendite in mercati rilevanti come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna ed il Giappone a sostenere la crescita dell’intero settore. Anche il mercato cinese ha mostrato segnali di miglioramento, anche per effetto di un calo delle vendite del vino francese.
    Ezio Castiglione, presidente di Ismea, ha spiegato le ragioni dell’alta remuneratività del vino prodotto nel nostro paese: «“La buona remunerazione all’export del nostro vino specie nel segmento Dop e Igp – dichiara Castiglione – conferma una strategia produttiva del “Sistema Paese” ormai orientata stabilmente sulla territorialità e quindi su prodotti ad elevato valore aggiunto».
    Valorizzazione del territorio, giusta remunerazione dei produttori ed internazionalizzazione sono principi che hanno guidato l’attività delle cooperative negli ultimi anni. Non è un caso che proprio le cantine cooperative siano i leader del settore, con il 58% di vino prodotto in Italia, e siano un punto di riferimento mondiale per il vino di qualità a marchio italiano.