• Passata la tempesta, il mercato dell’olio può tornare a respirare. Il 2014 è stato un anno estremamente negativo per le produzioni olivicole, con un calo addirittura del 60-65% rispetto alla media storica di produzione.
    Colpa delle perturbazioni che hanno colpito tutta l’Italia e dei virus Xylella fastidiosa e della mosca delle olive che hanno devastato le coltivazioni del Sud Italia.

    Il 2015, però, stando alle previsioni dell’Osservatorio Annuale Italia Oggi-Teatro Naturale, dovrebbe essere positivo o quantomeno nella media.
    Vengono stimate 330mila tonnellate di olio prodotto; saranno soprattutto le regioni del Sud a guidare il oliomercato italiano.
    La Puglia, in particolare, dopo un’annata terribile, con il virus Xilella che ha provocato danni agli agricoltori per svariati milioni di euro, vedrà la propria produzione attestarsi sulle 135 mila tonnellate.
    Non è tanto, però, la quantità a far sorridere i produttori pugliesi quanto la qualità dell’olio. La Xylella, infatti, sembra non aver intaccato le olive che avranno quest’anno un ottimo sapore.
    Un aspetto certamente positivo, ma che va a scontrarsi con i pregiudizi dei consumatori che temono di comprare un olio infettato o comunque di scarsa qualità.

    Per questo motivo gli agricoltori pugliesi stanno spingendo per avere una forte campagna pubblicitaria di promozione dell’olio pugliese, soprattutto da parte della Regione Puglia. Una richiesta, per ora, rimasta pressoché inascoltata.
    Tra le regioni d’Italia che avranno un raccolto positivo c’è anche la Calabria che vedrà la propria produzione attestarsi sulle 70.000 tonnellate ed una variazione positiva del 50% rispetto all’anno precedente.
    Non si può ancora parlare di un mercato stabilizzato dopo gli effetti devastanti dell’anno scorso (livelli produttivi ancora inferiori rispetto al 2013, prezzi più bassi e timori d’infezione delle piantagioni ancora esistenti), ma senza dubbio il 2015 potrà essere l’anno della ripartenza per l’intero settore olivicolo italiano.



  • I professori potranno spendere 500 euro nel corso di ogni anno scolastico per migliorare la propria formazione. In queste ore il premier Matteo Renzi ha firmato il decreto sulla carta elettronica del docente, uno strumento che consentirà ai 762mila professori italiani di acquistare libri (anche in formato elettronico), riviste, spettacoli teatrali, corsi di lingua straniera e qualsiasi altro prodotto utile per la propria formazione professionale.

    tweet renzi buona scuolaLa cosiddetta carta del docente sarà in realtà disponibile a partire dal prossimo anno scolastico. Non ci sono stati, infatti, i tempi tecnici necessari per effettuare un avviso pubblico di selezione dell’istituto finanziario che dovrà rendere disponibile questo strumento per i professori.
    La somma di 500 euro sarà però presente nella busta paga dei docenti già dal mese di ottobre. Questi ultimi dovranno conservare gli scontrini e presentarli al proprio istituto scolastico entro il 31 agosto 2016.
    Le risorse che non verranno spese si aggiungeranno a quelle per il prossimo anno scolastico, ma dovranno in ogni caso essere versate per l’acquisto di beni utili alla propria formazione professionale e non per altri fini.
    Il suddetto decreto rientra all’interno della tanto discussa riforma sulla “Buona Scuola” che ha scatenato mobilitazioni in tutta Italia. La carta elettronica del docente è uno dei pochi provvedimenti apprezzato dalla classe docente, tant’è che il Primo Ministro Matteo Renzi ha voluto pubblicizzare la firma del decreto postando la foto su Twitter.



  • Si svolgerà alla Fiera di Rimini dal 23 al 25 settembre la 32a edizione del Macfrut, l’esposizione internazionale del settore ortofrutticolo. Quest’anno per la prima volta la fiera sarà ospitata da Rimini che darà vita ad un’edizione record dell’evento.
    Sono previsti, infatti, oltre 1000 espositori provenienti da cinque continenti diversi ed una superficie che ospiterà sei padiglioni (4 post-raccolta e due pre-raccolta) e si estenderà per oltre 33.000 metri quadri (l’anno scorso erano 20.000).

    Sarà, dunque, una vera e propria festa dell’ortofrutta, caratterizzata quest’anno più che mai da una vocazione internazionale. Un espositore su cinque, infatti, viene dall’estero con paesi quali l’Iran, la Repubblica Dominicana, l’Ecuador o il Messico che saranno tra i protagonisti dell’evento e cercheranno nel nostro Paese idee e progetti per sperimentare tecnologie innovative all’interno dei propri sistemi produttivi.
    frutta embargo russiaIl Macfrut è, infatti, anche un’importante opportunità di business: vengono ospitati 350 buyers internazionali che possono così conoscere realtà italiane ed estere, dalla piccola azienda agricola produttrice di pesche alla grande impresa internazionale.
    Ci sono, dunque, tutti gli ingredienti per assistere ad un evento di portata mondiale. Per la tre giorni in terra romagnola sono previsti circa 35mila persone che accorreranno a Rimini per assaggiare le specialità più esotiche ed apprezzare la tradizione ortofrutticola italiana.
    L’ortofrutta rappresenta per l’agricoltura nostrana uno straordinario volano. Basti pensare che nonostante l’embargo russo ed iraniano, il settore ortofrutticolo rimane ancora la seconda voce dell’export agroalimentare italiano con un valore di 4,1 miliardi di euro.

    La trentaduesima edizione del Macfrut ospiterà in tutto 53 eventi tra convegni, workshop, meeting e convention ai quali parteciperanno aziende prestigiose come  la neozelandese Zespri, l’americana Sun World, Coop Italia, Jingold, Terremerse, Apofruit, Besana –Vitroplant.
    Due protagonisti dell’evento saranno anche l’innovazione e la cucina. All’interno dei due paglioni sulla pre-raccolta ci saranno esposizioni di tecnologie innovative per le aziende ortofrutticole, aspetto nel quale l’Italia è leader mondiale, con uno spazio particolare anche per le tecniche automatizzate di confezionamento ed imballaggio.
    Per quanto riguarda la cucina, infine, saranno ospiti anche gli chef del Gambero Rosso che effettueranno delle vere e proprie lezioni di cucina su come utilizzare al meglio ed in maniera creativa i prodotti ortofrutticoli. Il tutto sarà trasmesso in diretta su Gambero Channel sulla piattaforma Sky e su Gambero Rosso web.

     



  • Si chiama Appathon ed è il contest organizzato da Unicredit per la creazione di App che semplifichino il rapporto tra banche e clienti.
    La gara si svolgerà nelle sedi di Unicredit di Milano, Vienna e Monaco il 7 e l’8 Novembre e vedrà la partecipazione di 75 team di developer, designer e marketing specialist. Ogni squadra sarà accompagnata da un dipendente di Unicredit, esperto o semplicemente appassionato di innovazione digitale, che potrà fare loro da mentore.

    strategia aziendaleCiascun concorrente dovrà concentrasi su due tematiche in base al Paese nel quale si svolge la gara: in Italia la sfida riguarderà i social media customer services e i servizi a valore aggiunto; in Austria il tema principale sarà l’advisory ed il wealth planning; in Germania, infine, verranno sviluppate applicazioni innovative sulle tematiche del wearables & mobile banking, digital private banking ed i servizi premium.
    I vincitori riceveranno un premio di 50.000 euro oltre alla possibilità di svolgere corsi in digital innovation, stage e di avere in forma gratuita licenze software.
    Il contest giunge alla sua seconda edizione dopo che l’anno scorso Unicredit aveva svolto la gara solo su scala locale in Italia ed Austria. L’intento dell’istituto bancario è stare al passo con la concorrenza e con le esigenze di un mercato che richiede servizi sempre più vicini ai bisogni del cliente.
    Per questo motivo Unicredit ha scelto di stimolare i concorrenti attorno a temi e funzioni estremamente moderne come quelle del mobile e del digital private banking e dei social customer services.
    Per partecipare al contest è possibile iscriversi sul sito www.appathon.eu.

     



  • Domani alle ore 11:00 presso il Palazzo della Cooperazione, a Roma, verrà presentato Coop4Job il portale di Confcooperative che avvicina la domanda e l’offerta di lavoro.
    Con questa iniziativa Confcooperative intende dare il proprio contributo al programma nazionale di politiche attive per il lavoro Garanzia Giovani, mettendo in contatto gli aspiranti lavoratori e le cooperative associate.

    Durante la presentazione interverranno Andrea Fora, presidente Fon.Coop e coordinatore delle Politiche del Lavoro per Federsolidarietà Confcooperative e Claudia Fiaschi, vicepresidente di Confcooperative, che parlerà di CoopUp, il progetto di start up giovanile e femminile in cooperativa.
    CoopUp è uno dei tanti programmi portati avanti da Confcooperative per creare posti di lavoro, anche attraverso forme di autoimpiego. Nello specifico con l’apertura di coop4jobdiversi centri CoopUp in tutta Italia, si vuole incentivare la creazione e lo sviluppo di start up di tipo cooperativo a composizione giovanile (under 35) e femminile.
    La cooperazione intende mettere al centro della propria attività il mondo giovanile e femminile e vuole farlo attraverso iniziative concrete di inserimento lavorativo e di promozione di nuove realtà imprenditoriali.

    Coop4Job rappresenta un’opportunità sia per i giovani che per le imprese. I primi possono essere inseriti nel circuito occupazionale attraverso attività di stage, tirocini, apprendistato oppure sviluppando una nuova idea d’impresa.
    Le cooperative aderenti al programma Garanzia Giovani, invece, possono rinnovare le proprie competenze all’interno dell’impresa ed implementare progetti innovativi.
    Coop4Job facilita il matching tra queste due realtà ed i risultati fin qui raggiunti parlano a suo favore: più di 13.000 giovani avviati al servizio civile, oltre 4.000 matching realizzati, più di 19.000 cooperative aderenti e 543.000 occupati dal sistema.
    Numeri, dunque, davvero importanti che dimostrano con quale impegno ed efficacia Confcooperative si stia attivando per dare un futuro migliore alle proprie associate e ai giovani lavoratori.

    L’evento di presentazione di Coop4Job sarà concluso da una tavola rotonda dal titolo “Il lavoro, i giovani e le imprese: quali opportunità in cooperativa”, alla quale parteciperanno il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ed il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.



  • Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno indetto il bando “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile”.
    L’avviso pubblico è rivolto agli enti e le organizzazioni del Terzo Settore che intendono aumentare il livello di inclusione sociale dei giovani attraverso azioni innovative di contrasto ai disagi tipici delle giovani generazioni.

    Gli obiettivi del bando sono nello specifico di :

    1. contrastare l’esclusione e la diffusione di comportamenti a rischio, con riferimento all’individuazione e al reinserimento dei giovani NEET;
    2. prevenire ogni forma di incidentalità stradale causata dalla guida in stato di alterazione psicofisica per l’uso di alcol-droga correlati;
    3. sensibilizzare i minori per favorire un uso controllato e responsabile del web, evitando il loro accesso a siti pericolosi in quanto luoghi di reperimento di sostanze psicoattive dannose per la salute.

    logo presidenza consiglio dei ministriI soggetti beneficiari del bando devono essere state costituiti, in forma di atto pubblico o di scrittura privata registrata, da almeno 5 anni per l’ambito di intervento 1 e da almeno 3 anni per gli ambiti 2 e 3, e devono appartenere ad una delle seguenti categorie:

    • Associazioni di promozione sociale (di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383);
    • Cooperative sociali (di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381);
    • Organizzazioni di volontariato (di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266);
    • Fondazioni;
    • Enti morali, Enti ecclesiastici e Associazioni la cui ordinaria attività e le cui finalità istituzionali non siano incompatibili con le finalità dell’avviso pubblico.

    I partecipanti dovranno presentare un solo progetto su uno dei tre ambiti sopra riportati e saranno valutati in base alla qualità tecnica della proposta progettuale, alle caratteristiche del soggetto proponente, alla risorse umane coinvolte e all’economicità del progetto stesso.
    Per la valutazione delle proposte verrà nominata un’apposita commissione e potranno essere formate anche delle sottocommissioni qualora vengano presentati più di 200 progetti.
    Il bando mette a disposizione in tutto 8.500.000 euro; ogni richiesta di finanziamento pubblico per ciascun progetto presentato non può essere inferiore 50.000,00 euro e superiore a 100.000,00 euro.
    I vincitori riceveranno un finanziamento che servirà a coprire il 75% delle spese sostenute, mentre l’ente o l’organizzazione del Terzo Settore dovrà provvedere ad effettuare un cofinanziamento pari al 25%.
    Le domande possono essere presentate a partire dal 21 settembre ed entro le ore 18:00 del 16 novembre.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il bando.



  • Parte oggi ufficialmente la procedura di selezione per il bando Voucher per l’internazionalizzazione. A partire dalle ore 10.00, infatti, e fino alle 17.00 del 2 ottobre le imprese candidate potranno inviare la propria domanda firmata digitalmente.
    Il Ministero dello Sviluppo Economico raccomanda ai candidati di adempiere a tutte le procedure preliminari (compilazione, firma digitale, caricamento sulla piattaforma) prima di inviare la propria istanza; la domanda potrà essere salvata come bozza in ogni momento, ma una volta effettuato il salvataggio definitivo non potrà più essere modificata.

    Il Bando “Voucher per l’internazionalizzazione” si rivolge a tutte le micro, piccole e medie imprese, anche in forma cooperativa, e alle reti di imprese che exportintendono implementare le proprie strategie di internazionalizzazione.
    Per poter partecipare al bando le aziende proponenti devono aver conseguito un fatturato minimo di 500mila euro in almeno uno degli esercizi dell’ultimo triennio. Tale vincolo, però, non sussiste nel caso di start up iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese.
    Il Mise fornirà loro un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher da suddividere in due rate: la prima è di 10.000 euro e riguarda l’acquisto di servizi per l’internazionalizzazione per almeno sei mesi; la seconda è di 8.000-10.000 euro e deve far seguito ad un investimento da parte dell’impresa di almeno 3.000-5.000 euro.
    Tale risorse dovranno essere impiegate per l’assunzione di un Temporary Export Manager, ovvero un figura professionale capace di studiare, progettare ed implementare servizi e strategie di internazionalizzazione per la propria impresa.
    Il Ministero comunica che al momento sono oltre 5.000 le imprese accreditate online sul sito del Mise.
    Vi proponiamo il manuale utente fornito dal Ministero per una corretta compilazione ed invio della domanda.

    Aggiornamento – ORE 10.00 – Primi (soliti) problemi con il click day
    problemi voucher per l'internazionalizzazioneA pochi minuti dall’inizio del click day, si segnalano subito i primi problemi riscontrati da chi ha provato ad inviare la propria domanda di accesso ai voucher. Un blackout di sistema, dovuto probabilmente ad un sovraccarico del server, sta rallentando la procedura di invio delle richieste.
    La speranza è che questa disfunzione venga risolta in maniera celere altrimenti molte aziende rischiano di perdere il contributo. Ricordiamo, infatti, che i fondi verranno assegnati fino ad esaurimento delle risorse, quindi è consigliato inviare la candidatura il prima possibile per non rischiare di perdere la posizione.



  • Il vino è sempre più biologico. Secondo le elaborazioni di Ismea, le vendite di vino bio nella grande distribuzione organizzata sono aumentate del 91% nei primi sei mesi del 2015.
    Questi dati dimostrano come stia crescendo in maniera visibile la sensibilità dei consumatori e dei venditori stessi verso questo tipo di produzioni.

    Lo abbiamo detto: il 2015 può essere l’anno del vino italiano. Le stime della stessa Ismea vedono una produzione annuale di 47 milioni di ettolitri, il che farebbe cooperative vinodiventare il nostro paese il primo produttore mondiale di vino, al netto delle piccole difficoltà affrontate da Francia e Spagna.
    Ma evidentemente la stagione fortunata interessa a 360 gradi anche il versante biologico della produzione vitivinicola.
    Basti pensare che la percentuale di consumatori che dichiara di avere assaggiato almeno una volta l’anno un vino biologico è passata dal 2% del 2015 al 16,8% del 2015.
    Tale crescita è riscontrabile anche nel numero di ettari coltivati; secondo Silvio Zucconi, coordinatore di agricoltura ed industria alimentare di Nomisma, intervistato da Il Sole 24 Ore, la superficie italiana destinata al vino biologico è di 73mila ettari, in crescita del 7% rispetto al 2013 e addirittura del 114% in dieci anni.
    Numeri, dunque, davvero importanti che si accompagno ad una più generale crescita del biologico in tutti i settori dall’agroalimentare, se è vero che nel nostro Paese sono 55.433 gli operatori certificati che rendono l’Italia la prima nazione in Europa per addetti operanti nel settore biologico.



  • Si terrà a Roma, dal 22 al 27 settembre, “Restart”, il primo festival della creatività antimafia e dei diritti organizzato dall’associazione daSud.
    Saranno sei giorni intensi tra seminari, giochi, mostre, premiazioni e concerti con protagonisti personalità che hanno dedicato la propria vita alla lotta contro le mafie.
    L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare anche la creatività artistica su questo argomento, perché rappresentare in maniera corretta la mafia e l’antimafia è un compito civico di estrema importanza.

    Restart avrà luogo in diverse sedi della capitale. I protagonisti saranno innanzitutto i bambini delle scuole della periferia romana attraverso il progetto Restart Scuola. Dal 22 al 25 settembre, infatti, ci saranno una serie di iniziative volte a sensibilizzare i più piccoli su tematiche quali il rispetto dell’ambiente, il gioco d’azzardo e restart dasudl’antimafia.
    Verranno proposti giochi, spettacoli teatrali e anche dei seminari di approfondimento sui temi sopra citati.
    A proposito di creatività, il 22 settembre ci sarà l’inaugurazione di “Mc Mafia”: la prima mostra su mafia, camorra e ‘ndrangheta nella storia del fumetto che si svolgerà nel Museo di Roma in Trastevere.
    Saranno esposte 90 opere originali realizzate da 40 autori diversi nelle quali sono rappresentate la criminalità organizzata e gli eroi antimafia.

    Dal 25 al 27 settembre Restart si sposta nella Casa del Jazz dove verranno premiate alcune personalità che si sono distinte in tema di creatività della legalità. In particolare la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, premierà per la sezione cultura il regista Matteo Garrone; l’attore, regista e direttore del teatro stabile Vittorio Emanuele, Ninni Bruschetta; lo sceneggiatore Stefano Bises e la sceneggiatrice Monica Zapelli.
    Per quella sociale verranno premiati Giuseppe Lavorato, ex sindaco antimafia di Rosarno; Lella Palladino, presidente di “Casa Lorena, Casa di accoglienza per donne maltrattate” di Casal di Principe (CE); Loris Antonelli per Officina culturale Via Libera di Roma; Francesco Rigitano per Associazione don Milani Gioiosa Ionica (RC) che sarà premiato dal direttore della Fondazione Roma Solidale, Maurizio Saggion.
    Il 26 settembre ci sarà Restart Futuro, la cerimonia di premiazione dei nove vincitori del contest di scrittura nazionale per le scuole Le mafie sulla mia città, organizzato in collaborazione con Repubblica.it, il Miur e l’Assessorato alla Scuola di Roma Capitale.
    L’evento conclusivo sarà il 27 settembre e prende il titolo di Restart Talk: è un vero e proprio talkshow con 50 personaggi, tra esponenti delle istituzioni e della società civile, che hanno operano per la legalità e la lotta contro tutte le mafie.
    Tra gli ospiti c’è anche il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. A seguire è previsto il concerto di Dario Brunori, Colapesce, Marina Rei, Peppe Voltarelli, Tete de Bois, Carmine Torchia, Roberta Cartisano.



  • Il 2015 dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare si prospetta particolarmente positivo. A rivelarlo sono le previsioni di Ismea ed Unioncamere per la fine dell’anno.
    La crisi permane, specie in alcuni settori come il lattiero caseario dove la fine delle quote latte ha causato un netto ribasso dei prezzi e la difficoltà per i produttori nostrani a coprire i costi produzione.
    Ci sono, però, dei dati che parlano di una netta ripresa del settore primario, soprattutto rispetto ad un 2014 particolarmente negativo.

    Consumi, produzione, occupazione ed export, tutti questi indicatori fanno registrare un segno positivo nel confronto con l’anno precedente.
    Ma è soprattutto il livello delle esportazioni a trainare il settore. Secondo le previsioni di Ismea, alla fine del 2015 il valore dell’export dovrebbe raggiungere la agricoltura 2015cifra record di 37 miliardi di euro (era 34,5 miliardi nel 2014).
    Merito di un Made in Italy sempre più apprezzato soprattutto negli Stati Uniti, paese nel quale a partire dal 12 ottobre, giorno del Columbus Day, partirà una campagna contro il fenomeno dell’Italian Souding.
    Per far crescere ulteriormente l’appeal dei prodotti dell’agroalimentare italiano è necessario, infatti, intraprendere azioni forti di contrasto alla contraffazione dei marchi italiani. Nei mesi scorsi il Mipaaf ha stipulato due accordi con le piattaforme di vendite online Ebay e Alibaba per bloccare la commercializzazione di prodotti venduti come italiani, senza essere realmente prodotti nel nostro Paese.
    L’azione del Governo ha iniziato a dare i suoi frutti, con il livello delle esportazioni che è aumentato dell’8% nei primi sei mesi del 2015 ed è destinato ancora a crescere entro la fine dell’anno.

    L’export, però, è solo uno dei tanti indicatori positivi. Stupisce, ad esempio, il dato sull’occupazione del settore agricolo nel Mezzogiorno, dove secondo le stime di Ismea la variazione annua dovrebbe essere del +8,4%, mentre al Centro e al Nord dovrebbero esserci delle lievi contrazioni livelli occupazionali.
    Bene anche i dati sulla produzione: quella agricola dovrebbe far registrare un aumento del +3-3,5% a fine anno, mentre la produzione alimentare e bevande dovrebbe crescere dello 0,3%.
    I problemi principali del settore sono stati quelli relativi agli scarsi consumi interni e al ribasso dei prezzi. Dal punto di vista della domanda, l’Italia è riuscita a sopperire alla crisi dei consumi con una forte richiesta dei nostri prodotti all’estero.
    Il 2015, però, dovrebbe essere un anno parzialmente positivo anche per quanto riguarda i consumi interni con le previsioni Ismea che danno una variazione positiva su base annua del +0,3%.
    Migliora, infine, anche il livello dei prezzi, dato in crescita del +3,3% rispetto all’anno precedente grazie all’aumento dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli.



  • Si chiama “Ready, Steady, Coop” ed è una guida offerta da Cooperatives Europe per le startup di tipo cooperativo, che fornisce loro una serie di servizi di mentoring e supporto tecnico per avviare una nuova impresa.
    L’iniziativa rientra all’interno di CoopStarter, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di far conoscere il modello di business cooperativo alle giovani generazioni.

    Per formare una startup non è solo importante avere l’idea giusta, ma ricevere anche i consigli migliori per raggiungere gli obiettivi proposti dal business plan. Per ready steady coopquesto motivo Cooperatives Europe ha deciso di fornire agli aspiranti imprenditori uno strumento di carattere tecnico che li possa aiutare nel momento in cui dovranno prendere delle scelte strategiche fondamentali per il futuro dell’azienda.
    La guida mostra ai giovani cooperatori una serie di best practices e di dati sui singoli paesi che aiutano a capire il contesto economico nel quale gli startupper faranno impresa.
    Ma gli aspetti centrali della guida di Coops Europe sono l’analisi della figura del mentor e l’enunciazione di alcuni consigli per redigere un ottimo business plan.
    Il mentor è un esperto in materia di startup che deve essere necessariamente consultato dall’azienda nascente per svolgere i primi passi. Aiuta i giovani imprenditori a sviluppare la propria idea d’impresa, a ricevere l’adeguato supporto finanziario e a superare tutti gli ostacoli di carattere burocratico.
    La guida di Cooperatives Europe risponde, infine, ai quesiti più diffusi tra gli startupper su come elaborare un business plan che possa portare nel lungo periodo al raggiungimento degli obiettivi prefissati, evitando che anche l’idea più originale possa scontrarsi con l’inadeguatezza della gestione aziendale.
    Per avere ulteriori informazioni potete consultare la guida a questo link.



  • Un altro scandalo colpisce il mondo delle cooperative e la gestione dell’accoglienza dei migranti. La Procura di Cosenza ha chiuso il Centro d’Accoglienza situato in contrada Spineto, nel comune di Aprigliano, e gestito dalla cooperativa Sant’Anna.
    Secondo le accuse della Procura i migranti ospitati nella struttura venivano trattati in condizioni disumane ed erano costretti a vivere in un edificio totalmente fatiscente ed inagibile.

    La struttura in questione è l’ex ristorante “Il Capriolo”, all’interno del quale oltre 60 migranti vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie. Nel registro degli 14112014indagati sono stati iscritti Santo Muraca, proprietario dell’edifico e Carmelo Rota,  presidente della cooperativa Sant’Anna e assessore del Pd nel Comune di Pedace. L’accusa è di concorso in abuso edilizio per aver modificato “abusivamente l’originaria destinazione d’uso dell’edificio, ospitando i migranti senza essersi previamente dotati di un nuovo ‘permesso di costruire’, così da porre in essere l’attività di accoglienza in luogo privo del necessario certificato di agibilità”.
    Purtroppo non è il primo episodio che colpisce le cooperative di tipo B. Lo scandalo Mafia Capitale, per fare un esempio, è solo la punta di un iceberg di un sistema che ha mostrato tutta la sua debolezza e ha consentito ad amministratori pubblici e dirigenti cooperativi di utilizzare la forma giuridica della cooperative per perseguire fini di carattere personale.
    Rinnoviamo ancora una volta l’invito a firmare la proposta di legge dell’Alleanza delle Cooperative contro le false cooperative che stabilisce un rafforzamento dei controlli interni e la cancellazione immediata dall’Albo delle cooperative per chi non si sottopone alle ispezioni delle centrali di rappresentanza e del Mise.
    Potete trovare i banchetti dell’Alleanza in tutta Italia fino al 4 ottobre, termine ultimo per raccogliere le firme e presentare la legge in Parlamento.
    Sul sito stopallefalsecooperative  troverete ulteriori informazioni sull’iniziativa.