• Il Gruppo Giovani Imprenditori del Sud ha indetto la prima edizione della Capri 2015 Startup Competition, il contest per le idee innovative nel campo dell’agroalimentare, del turismo e del digitale.
    L’iniziativa è aperta a persone fisiche, team di progetto, startup e imprese già avviate in forma societaria che avranno l’opportunità di presentare la propria idea d’impresa ad una platea di partner e possibili investitori.

    capri 2015Per poter inviare la propria candidatura è necessario iscriversi sul sito www.capri2015.splashthat.com e successivamente presentare il proprio progetto rispettando i seguenti requisiti:

    • Nome del progetto e nominativi del referente e dell’eventuale team;
    • Breve descrizione del progetto, nella quale dovrà essere effettuata:
    1. la descrizione del team e delle proprie risorse e competenze;
    2. la descrizione dell’applicazione/ servizio;
    3. la descrizione dei bisogni che si intende soddisfare;
    4. la descrizione del mercato target di riferimento;
    5. la descrizione della tecnologia sottostante;
    6. la descrizione dei risultati economici in termini di: fatturato, costi e investimenti (breve sintesi).

    La call per inviare i progetti sarà aperta dal 26 settembre 2015 al 7 ottobre 2015, mentre la comunicazione delle idee d’impresa vincitrici sarà il 12 ottobre.
    Il 17 ottobre i candidati risultati vincitori avranno la possibilità di presentare il proprio progetto di fronte ai partner e agli investitori; il team avrà a disposizione un massimo di tre minuti per effettuare il pitch mentre la commissione di valutazione avrà due minuti di tempo per porre delle domande sul progetto.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il regolamento.

     



  • Prende il via la terza edizione di “Già – Giovani InnovAzioni”, le scuole regionali di Libera che promuovono progetti nel campo dell’innovazione e della cooperazione sociale.
    L’intento dell’iniziativa è formare le giovani generazioni e creare rapporti di condivisione tra di esse per aumentare il livello di integrazione sociale e di sviluppo economico delle comunità locali.

    “Già – Giovani InnovAzioni” vuole stabilire anche veri e propri legami identitari tra i giovani abitanti delle regioni coinvolte.
    I concetti di legalità e solidarietà troppo spesso vengono dimenticati; il calcolo individualista, la corruzione e l’appropriazione sono sovente le regole base per eccellere.
    LOGO_LIBERA1Economia ed identità, secondo Libera, invece possono e devono convivere. Per questo motivo potranno partecipare ai camp quei progetti che riescano a coniugare un elevato grado di innovazione per il proprio territorio con la diffusione di valori di tipo cooperativo e solidale.
    La terza edizione di “Già – Giovani InnovAzioni” si svolgerà in sei diverse regioni: Puglia, Marche, Veneto, Campania, Sicilia e Calabria. Ciascun campo avrà un tema diversa sul quale dovranno concentrarsi gli aspiranti partecipanti nel presentare il proprio progetto.
    Ecco nel dettaglio le tematiche richieste nel bando di ciascuna regione ospitante:

    • Puglia: Idea di riutilizzo sociale di un bene confiscato alla mafia;
    • Marche: Riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia, con riferimento anche ai beni pubblici o di interesse pubblico;
    • Veneto: Predisposizione di un’idea o di una proposta di sviluppo (da sintetizzare e raccontare in una pagina) che metta al centro etica e responsabilità;
    • Campania: Libera il welfare: i beni confiscati per un nuovo modello di sviluppo;
    • Sicilia: Pratiche artistiche e creative partecipative che abbiano come punto di riferimento le comunità locali, le reti di capitale sociale relazionale, i beni confiscati ed i beni comuni (artistici, ambientali, culturali, ecc.) del territorio;
    • Calabria: la gestione, la prevenzione, il controllo del dissesto idrogeologico.

    Sul sito di Libera potete consultare i singoli bandi e presentare i vostri progetti in quelle regioni, come la Calabria, dove i camp non sono ancora iniziati.



  • Una sentenza del Tar del Lazio obbliga gli ordini professionali a rispettare i principi di trasparenza, anticorruzione e incompatibilità degli incarichi, come stabilito dalla legge.
    La pronuncia del tribunale amministrativo arriva in seguito al ricorso presentato dal Consiglio nazionale degli avvocati e dagli ordini territoriali contro l’Autorità anti-corruzione che ha obbligato gli ordini ad uniformarsi alla normativa sull’anticorruzione e l’incompatibilità degli incarichi.

    Secondo il Tar, gli ordini sono degli enti pubblici non economici ed in quanto tali, quindi, devono presentare un piano triennale anti corruzione, non possono conferire incarichi dirigenziali a chi ha ricevuto delle condanne per reati contro la P.A.
    Saranno vietati, inoltre, i doppi incarichi per i dirigenti e sarà obbligatorio, infine, lagiustiziaèamministratanelnomedelpopolo1rendere pubblici lo stato patrimoniale dell’ordine, gli stipendi e gli incarichi assunti dai vertici dell’ordine stesso.
    La querelle tra il Consiglio nazionale forense e l’Anac è durata parecchi mesi, con anche alcuni esponenti politici di rilievo coinvolti nella diatriba. Basti pensare che l’avvocato difensore del Consiglio nazionale forense è stato l’ex Ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Maria Flick.
    L’Autorità Anti corruzione ha fatto sapere che inizieranno subito i controlli all’interno degli ordini territoriali e chi non rispetta le delibere dell’Anac potrà ricevere una sanzione che va dai mille ai diecimila euro.
    Ovviamente tali obblighi non riguardano solamente gli ordini forensi, ma anche altre libere professioni, quali farmacisti, infermieri, medici, ecc. La levata di scudi attiene soprattutto al divieto di avere doppi incarichi, un norma che impedirebbe a tanti parlamentari di esercitare il doppio ruolo di deputato/senatore e di presidente del proprio ordine.
    La sentenza del Tar spazza via ogni dubbio e può essere considerata per certi aspetti rivoluzionaria, se consideriamo i tanti rappresentati degli ordini professionali presenti in Parlamento e gli obblighi di rendicontazione che questi ultimi saranno costretti a rispettare in quanto “enti pubblici non economici”.



  • Nei primi otto mesi del 2015 è aumentato in maniera esponenziale il numero di mutui consessi per l’acquisto di immobili.
    Secondo i dati dell’Abi (Associazione bancaria italiana) che prende in considerazione un campione di 78 banche, rappresentativo dell’80% del mercato, c’è stata una crescita dell’86,1% rispetto ai primi otto mesi del 2014.

    C’è un dato, soprattutto, che balza all’occhio: l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui da gennaio ad agosto 2015 supera addirittura quello dell’intero anno 2014.
    Nei primi otto mesi del 2015, infatti, sono stati erogati nuovi mutui per 28,920 miliardi di euro contro i 25,283 miliardi di euro di tutto l’anno precedente. Queste mutuielaborazioni dimostrano una tendenza in atto ormai da qualche mese, ovvero la lenta ripresa del mercato immobiliare che è stato il principale settore colpito dalla crisi, specie negli Stati Uniti.
    Sono in aumento soprattutto i mutui a tasso fisso, che ad agosto hanno superato la soglia del 60% dei mutui erogati, quando un anno fa rappresentavano solamente il 20% delle nuove erogazioni.
    Fanno registrare un sostanziale miglioramento anche i prestiti concessi alle imprese. Sappiamo quanti siano numerosi gli oneri burocratici e le garanzie richieste alle Pmi nel nostro paese.
    Sono vincoli pesanti per l’avvio di una nuova attività economica che spesso spingono gli investitori esteri a rinunciare ad effettuare qualsiasi tipo di investimento in Italia. Durante il periodo di recessione, sono aumentate le difficoltà per start up e piccole e medie imprese nel ricevere finanziamenti.
    I primi otto mesi del 2015, però, hanno fatto registrare una variazione positiva. Secondo i dati dell’Abi, infatti, c’è stata una crescita del 15,9% della quota di prestiti concessi alle imprese rispetto al periodo gennaio-agosto del 2014.
    Si tratta comunque di numeri piuttosto limitati che andranno incrementati attraverso un intensivo snellimento degli adempimenti burocratici ed un provvedimento ad hoc sugli istituti finanziari e sul loro rapporto di credito con le aziende.



  • Cesare Tavella, 50 anni, cooperante italiano presso la ong olandese Icco Cooperation, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nel quartiere diplomatico di Dacca, la capitale del Bangladesh.
    Secondo la direttrice del Site Intelligence Group, Rita Katz, lo Stato Islamico avrebbe rivendicato l’uccisione di Tavella. L’intelligence italiana sta indagando sui motivi che hanno portato all’omicidio del cooperante italiano; non è chiaro, infatti, se si tratti di un attentato legato alla provenienza occidentale di Tavella o ad altri motivi inerenti al lavoro svolto dall’uomo in Bangladesh.

    Cesare Tavella, infatti, era project manager del programma quadriennale di aiuti alimentari chiamato Proofs (Profitable Opportunities for Food agricoltura socialeSecurity). Proprio il settore della cooperazione allo sviluppo nel campo dell’alimentare era il suo ambito di riferimento e che lo ha portato, nel corso degli anni, a svolgere numerosi progetti di cooperazione allo sviluppo con molti paesi paesi del sud-est asiatico.
    Secondo il portavoce della polizia di Dacca l’uomo sarebbe stato raggiunto da tre uomini in sella una motocicletta, che lo avrebbero circondato ed ucciso a colpi d’arma da fuoco.
    Qualora dovesse essere accertata la responsabilità dell’Isis deve preoccupare la sua diffusione in tutto il mondo, specie in quei paesi a maggioranza islamica. Il processo di reclutamento del Daesh prosegue spedito e con esso aumentano i rischi per gli operatori occidentali in tutto il mondo.
    Cooperative Italia esprime il proprio cordoglio ai familiari della vittima, un uomo che ha fatto della cooperazione internazionale allo sviluppo la propria missione e dei principi cooperativi il proprio credo.



  • Sono gli Stati Uniti il paese migliore per le donne che fanno impresa. A stabilirlo è un’analisi  di ACG Inc, commissionata da Dell Inc., che prende in considerazione 21 indicatori riguardanti il contesto istituzionale ed economico di ciascun paese, il livello di accesso delle donne ai ruoli apicali e le caratteristiche individuali delle imprenditrici.
    In questo modo è possibile stabilire quale nazione offra il contesto regolativo e culturale migliore per consentire alle donne di diventare delle imprenditrici di successo, senza discriminazioni di genere.

    L’analisi è delimitata a 31 paesi (l’Italia è esclusa dall’indagine) e a guidare la classifica ci sono gli Stati Uniti d’America con 71 punti ottenuti; a seguire troviamo il Canada e l’Australia.
    donne imprenditriciIl primo paese europeo è la Svezia, che insieme a Gran Bretagna, Francia e Germania completa le prime sette posizioni della graduatoria.
    Gli Stati Uniti ottengono un punteggio particolarmente elevato in materia di Leadership and Rights, ovvero nella capacità di offrire ai propri cittadini uguali diritti, a prescindere dal genere, e di coinvolgere le donne nei processi di decision making.
    Il contesto regolativo americano, dunque, è particolarmente favorevole alle imprenditrici; ci sono, però, altri indicatori che vedono primeggiare paesi diversi.
    Il livello più elevato di Gender Access, ovvero il grado di accesso delle donne alle Pmi, ai servizi di educazione e formazione e alle nuove tecnologie, è posseduto dalla Gran Bretagna davanti a Svezia ed Australia; il contesto di business migliore, invece, a livello di assenza di corruzione, mercato libero da monopoli ed un alto livello di innovazione ed investimenti, lo troviamo in Svezia con gli Stati Uniti che però ottengono lo stesso punteggio.
    Gli Usa offrono, in conclusione, un tessuto economico e regolativo perfetto per le donne che vogliono fare impresa, anche se la percentuale di donne presente nei vertici delle start up è ancora piuttosto limitata (13%) e solo il 3% delle imprenditrici ha ricevuto finanziamenti venture capital.



  • Sono stati definiti i criteri di selezione relativi al bando sul Piano nazionale per le periferie.
    L’avviso pubblico mette a disposizione 200 milioni di euro, di cui 50 nel 2015 e 75 per il 2016 ed il 2017, per diminuire lo stato di degrado delle periferie ed il livello di emarginazione sociale dei suoi abitanti.

    Cooperative EdiliI progetti presentati da ciascun Comune saranno valutati in base ai seguenti requisiti:

    • riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale;
    • miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive;
    • tempestiva esecutività degli interventi;
    • capacità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati.

    Le proposte saranno valutate da un’apposita commissione e successivamente alla fase di valutazione verranno stipulate le convenzioni e gli accordi di programma fra lo Stato ed i Comuni che stabiliranno le modalità di finanziamento, i tempi d’intervento ed i criteri in base ai quali sarà possibile revocare il finanziamento per inerzia dell’ente locale coinvolto.
    Il termine ultimo per presentare la domanda è il 30 novembre 2015; i Comuni dovranno allegare al progetto anche una relazione tecnica nella quale vengono descritti i dettagli dell’intervento ed una vera e propria scaletta temporale che scandisca le varie fasi del programma di riqualificazione urbana.



  • Una fusione attesa e finalmente compiuta. Le catene di consumo Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest danno vita ad un unico soggetto: Coop Alleanza 3.0.
    Si tratta della più grande cooperativa di consumo italiana, un vero e proprio colosso da 5 miliardi di fatturato, 2,7 milioni di soci, 22.ooo dipendenti, 419 punti vendita, di cui 56 ipermercati.

    La fusione verrà ratificata dall’assemblea generale del 3 ottobre dopo i via libera ottenuti dalle assemblea territoriali.
    Coop Alleanza 3.0 rappresenta l’ennesima dimostrazione di come l’aggregazione sia la strada che molte aziende stanno percorrendo, anche grandi imprese come Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest.
    coop alleanza 3.0La nascita di questo soggetto dà vita ad una delle coop della grande distribuzione più importanti d’Europa. Del resto per essere sempre più competitivi sul mercato, specie in periodo di recessione, è necessario effettuare scelte strategiche di questo tipo.
    Lo abbiamo visto nel campo dell’agroalimentare, dove fusioni ed accordi di collaborazioni tra cooperative agricole, anche operanti in comparti diversi, sono all’ordine del giorno e determinano il futuro prossimo del settore.
    Anche le cooperative di consumo hanno accettato, dunque, la sfida dell’internazionalizzazione; l’operazione compiuta da Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest, nello specifico, era attesa da circa trent’anni.
    A gestire questa nuova fase sarà Adriano Turrini, nuovo presidente di Coop Alleanza 3.0. La sede operativa sarà a Bologna, mentre a Modena e Reggio Emilia andranno le sedi secondarie.
    Nell’operazione rientra anche lo spostamento delle quote degli azionisti, tra i quali spicca Unipol con una partecipazione del 17%.



  • Il Ministero dell’Istruzione ha indetto un bando per l’implementazione delle strutture wi-fi all’interno degli istituti scolastici di primo e secondo grado.
    Le risorse messe a disposizione sono complessivamente 90 milioni di euro; ciascun richiedente avrà tempo fino al 9 ottobre per presentare la domanda.

    Per accedere a tali finanziamenti dovrà essere presentato un progetto dettagliato, da approvare prima nel Collegio dei Docenti e poi nel Consiglio d’Istituto, e che bando scuola wi-ficontempli un finanziamento minimo di 7.500 euro e massimo di 18.500 euro in base al tipo di intervento che va effettuato all’interno della scuola e alla grandezza della stessa.
    Nello specifico le operazioni ammesse dall’avviso pubblico riguardano:

    • la trasformazione di aree e ambienti didattici in aree e ambienti didattici dotati di connessioni rete LAN/WLAN;
    • la dotazione della connettività senza fili in aree interne agli edifici scolastici per la fruizione di contenuti digitali;
    • la possibilità per studenti e docenti di fruire di risorse digitali nella didattica in classe.

    I progetti presentati devono contenere in maniera puntuale gli obiettivi del programma, devono essere coerenti con il Piano dell’offerta formativa della scuola (POF) e specificare il livello di copertura LAN/WLAN che si vuole raggiungere, sfruttando ove possibile le infrastrutture comunali.
    L’avviso pubblico rientra nel più ampio piano di digitalizzazione delle scuole italiane, un aspetto che vede ancora i nostri istituti presentare gravi ritardi nel confronto con i pari livello europei.
    La scuola, del resto, è spesso specchio dell’intera società e non è un caso che l’Italia si trovi agli ultimi posti a livello europeo in materia di banda larga e di servizi online offerti dalle P.A. ai propri cittadini.

     



  • Si svolgerà domani a Expo Milano 2015, presso il padiglione Cascina Triulza, l’evento dal titolo “RESTART Cooperazione e/è antimafia”.
    Si tratta di un’iniziativa organizzata da Fedagri – Confcooperative in collaborazione con l’associazione Da Sud e che proporrà una serie di laboratori, giochi e spettacoli sul tema dell’antimafia nel settore dell’agroalimentare.

    “Anche una scelta del cibo può diventare una scelta antimafia”: è questo il claim dell’evento incentrato sulla creatività dell’antimafia e della lotta alla criminalità organizzata; per sconfiggere la mafia è necessaria, infatti, anche una corretta rappresentazione delle associazioni a delinquere ed un’efficace raffigurazione degli eroi antimafia.
    È anche il primo evento che Fedagri organizza all’interno di Cascina Triulza e non è un caso che il tema scelto sia proprio questo. Siamo di fronte, infatti, ad un expoperiodo complesso per il mondo delle cooperative, anche per quelle agricole: il caporalato, il lavoro nero, la corruzione e le false cooperative sono tutte questioni che toccano da vicino la cooperazione italiana e le sue organizzazioni di rappresentanza.
    Confcooperative sta svolgendo una campagna di affermazione dei veri valori cooperativi, realizzata per l’appunto sui principi della legalità e della giustizia sociale. Sarà lungo queste tematiche che si muoverà RESTART.

    La giornata vivrà una serie di iniziative gioiose e condivise, con il coinvolgimento di 70 studenti delle scuole medie: vedremo, ad esempio, un social game in piazza dal titolo “MAMMAMAFIA”, attraverso il quale si vuole raccontare il controllo pervasivo del territorio esercitato dalla mafia, che va dalla gestione del traffico di droga, passando per il controllo dei servizi e del welfare e finendo con il consenso politico.
    L’evento culminante della giornata sarà la presentazione dello spettacolo teatrale Panenostro di Rosario Mastrota, con Ernesto Orrico, che vedrà la partecipazione straordinaria di Domenico Diele, giovane attore che ha recitato nella serie tv 1992 e nel film Acab di Stefano Sollima e L’attesa di Piero Messina, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.
    I due spettacoli saranno presentati dal presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.
    Agroalimentare ed antimafia si fondono, dunque, per mandare all’opinione pubblica un messaggio di riappropriazione del valore sociale della terra e dell’integrità morale delle persone, aspetti che negli ultimi anni sono spesso venuti a mancare.



  • L’Istat ha fornito i dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese nel mese di settembre. In base alle elaborazioni dell’istituto di statistica troviamo che l’indice del clima di fiducia dei consumatori è migliorato passando da 109,3 di agosto a 112,7 di settembre.
    Questo dato è anche il più alto degli ultimi tredici anni; l’ultima volta, infatti, che la fiducia dei consumatori ha presentato livelli simili era il marzo 2002, quando si attestava sui 114,4 punti.

    C’è in generale, quindi, una percezione migliore dell’attuale situazione economica, testimoniata anche dal miglioramento di tutte le componenti del clima di fiducia dei euro greciaconsumatori: quella economica passa a 143,2 da 133,1, quella personale a 103,6 da 101,4, quella corrente a 108,0 da 104,0 e quella futura a 122,0 da 117,7.
    È aumentata anche la quota di intervistati che ritiene migliorata la situazione economica (19,2% dopo il 15,5% di agosto) e la contemporanea diminuzione di quelli che ritengono sia “peggiorata” e “molto peggiorata”, passati rispettivamente dal 23,5% al 20,3% e dal 24,6% al 20,9%.
    Migliorano anche i giudizi e le attese sulla disoccupazione per effetto della diminuzione della percentuale di intervistati che si attende un aumento “lieve” e “consistente” del numero di disoccupati ((all’8,9% dal 10,7% e al 22,1% dal 28,5%).
    Il quadro positivo si riflette anche sul clima di fiducia delle imprese passato dal 103,9 di agosto al 106,2 di settembre.
    Anche in questo caso migliorano tutte le singole componenti: il clima di fiducia del settore manifatturiero va da 102,7 a 104,2, quello delle costruzioni da 119,5 a 123,3, quello dei servizi di mercato da 110,0 a 112,2 e quello del commercio al dettaglio da 107,8 a 108,8.



  • Il Presidente di Confcooperative ha ribadito ancora una volta la sua dura posizione nei confronti delle cooperative che rinnegano anni di storia e buone pratiche, portando avanti comportamenti illeciti di corruzione ed evasione.
    Lo ha fatto nel corso di #ReStartTalk, il dibattito organizzato dall’associazione anti mafia Da Sud a conclusione di una settimana intensa di lavori ed iniziative, tutte all’insegna della lotta alla illegalità e alla criminalità organizzata.

    «All’Anac e alle istituzioni – ha dichiarato Gardini – rinnoviamo la totale collaborazione sia per fare piazza pulita delle false cooperative che con sigle sindacali minori applicano contratti pirata che sfruttano e umiliano i lavoratori, sia per mettere fuori quelle cooperative che hanno smarrito la strada. Non può e non deve esserci collateralismo con la politica. Basta finanziamenti finalizzati ad accaparrarsi appalti. Le cooperative nascono per rispondere a bisogni, se perdono la rotta diventano altro»
    gardini false cooperativeUn monito di estrema attualità anche alla luce della trasmissione Presa Diretta, andata in onda ieri sera su Rai Tre, che ha messo in luce le relazioni poco limpide esistenti tra il mondo delle coop e la politica.
    Non parliamo solo delle cosiddette false cooperative, ovvero le imprese “fantasma” che sfruttano la forma giuridica cooperativa per perseguire interessi di carattere personale; esistono, infatti, anche grandi cooperative che operano sul mercato da tanti anni sfruttando relazioni di tipo particolarista con i politici locali per ottenere appalti pubblici, ricevere consulenze e progettazioni, in cambio di consenso elettorale o di posti di lavoro a gente vicina all’amministratore di turno.

    Il no secco ai finanziamenti alla politica significa un rifiutare questo modus operandi portato che nel lungo periodo ha finito col corrompere un mondo costituito da valori sani e da persone oneste che lavorano a servizio della comunità.
    È proprio in difesa di questi uomini e donne della cooperazione che si è lanciato Gardini: «Non possiamo quantificare le mele marce, ma possiamo dire che tantissime sono sane. Parliamo di milioni di cooperatori – sottolinea il presidente di Confcooperative – che ogni mattina si alzano per dare risposte nel welfare, nel credito, nell’abitazione, nell’agroalimentare»