• Nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri, il premier Matteo Renzi ha annunciato lo stanziamento di 12 miliardi di euro per l’implementazione della banda ultra larga su tutto il territorio nazionale.

    renziIl piano “vale 12 miliardi, di cui 5 privati e 7 pubblici. Di questi ultimi 4,9 vengono da iniziative del governo e 2,1 dai Fondi strutturali Regionali” ha spiegato ai giornalisti il Primo Ministro, sottolineando come il Cipe abbia già deliberato lo stanziamento immediato di 2,2 miliardi di euro che consentiranno l’inizio dei lavori già in autunno.
    Vedremo, adesso, come risponderanno i grandi colossi nazionali della telefonia mobile. La fusione di Wind con 3 Italia ha creato un competitor più forte ed in grado di concorrere anche con Telecom Italia.
    Quest’ultima, dal canto suo, ha annunciato nei giorni scorsi un investimento da 750 milioni per le zone del centro sud che saranno dunque le prime a beneficiare della banda ultralarga.
    Nello specifico Telecom Italia si è aggiudicata tutti i bandi indetti dal Mise per l’implementazione della rete veloce in Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

    Dei circa 750 milioni di investimento previsti, 358 saranno erogati dallo Stato per la cosiddetta componente passiva, ovvero scavi e fibra spenta, mentre 394 milioni verranno immessi da Telecom.
    L’intervento dovrebbe riguardare 760 comuni italiani per una copertura che interesserà oltre 10 milioni di cittadini, 5.200 sedi della P.A., tra cui oltre 400 ospedali e strutture sanitarie e quasi 2.000 istituti scolastici.
    Il piano banda ultralarga dovrebbe portare nelle intenzioni del Governo il nostro paese ad essere tra i leader in Europa in tema di connettività veloce, quando allo stato attuale l’Italia è addirittura ultima tra i paesi europei con 14 Mps (dati Ookla).
    “Oggi siamo l’ultima ruota del carro” ha annunciato il premier Renzi “nel giro di un triennio saremo leader in Europa”. 



  • È ufficiale la fusione tra Wind e 3 Italia. Dopo le voci dei giorni scorsi oggi è arrivata la conferma ufficiale per bocca di Jean Yves Charlie, amministratore delegato di Vimpelcom controllante russa di Wind.

    cookie lawVerrà costituita una join venture che si chiamerà Hutchison 3G Italy Investments e sarà formata per il 50% dalle quote azionarie di Vimpelcom e per il 50% dalla cinese Ck Hutchinson Holding, controllante di 3 Italia.
    La direzione della nuova società verrà assunta da Maximo Ibarra, attuale Ceo di Wind, mentre Vincenzo Novari, attuale a.d di 3 Italia, sarà il consulente senior per l’Italia di CK Hutchison.
    Si tratta di una novità molto importante per il mercato della telefonia italiana. Wind e 3 Italia, infatti, detengono quasi un terzo delle utenze nostrane ed intendono ampliare tale quota di mercato per contrastare in maniera effettiva i colossi Tim e Vodafone.
    «Con oltre 31 milioni di clienti di telefonia mobile» spiegano in una nota congiunta le due società «e 2,8 milioni di clienti di rete fissa (di cui 2,2 milioni sono fissati clienti a banda larga), l’attività combinata dovrebbe generare significativi benefici Capex e Opex con un valore attuale netto, al netto dei costi di integrazione, di oltre 5 miliardi di euro. Le entrate congiunte di entrambe le aziende nel 2014 erano di 6,4 miliardi».
    La fusione di queste due società segue la tendenza all’aggregazione manifestatasi negli ultimi mesi in Italia ed in Europa nel mercato della telefonia mobile, che consente un netto abbattimento dei costi e l’ampliamento dei servizi offerti.
    A rimetterci, però, potrebbero essere i consumatori visto che con ogni probabilità finirà la “guerra delle tariffe agevolate” portata avanti soprattutto da 3 Italia da qualche anno a questa parte.



  • Sarà un 2015 positivo per il settore vitivinicolo. Questo almeno è quanto emerge dalle previsioni del Centro Studi di Confagricoltura.
    La presenza di un inverno relativamente freddo e di un’estate con temperature torride dovrebbe portare ad un incremento delle uve prodotte rispetto all’anno precedente.

    cooperative vinoIl 2014 era stata un’annata particolarmente negativa per il settore vitivinicolo italiano: le cifre parlavano di 5,9 milioni di tonnellate di uve raccolte e di 44,7 milioni di ettolitri di vino prodotti, ben 5,3 milioni in meno rispetto al 2013.
    Numeri, dunque, che hanno messo in seria difficoltà i produttori considerata anche la concorrenza agguerrita che veniva non solo dalla Francia, ma anche da Spagna e dai paesi oltreoceano.
    Quest’anno, invece, dovrebbe esserci un’inversione di tendenza positiva. Le stime di Confagricoltura danno una crescita del +13% della quantità di uve raccolte.
    «Il 2015, con un quasi più 13% circa stimato di uve prodotte, in media, sul territorio nazionale» commenta Confagricoltura «dovrebbe consentirci di recuperare il calo produttivo della scorsa annata, molto penalizzante in termini quantitativi, anche se rimaniamo comunque al di sotto della produzione di due anni fa».
    Le temperature elevate di queste ultimi giorni hanno portato addirittura ad un anticipo della raccolta delle uve, tant’è vero che in alcune zone della Franciacorta sono stati raccolti i primi grappoli per la preparazione di spumanti.
    Ma il 2015 non si prospetta positivo solamente dal punto di vista della quantità, ma anche per la qualità del vino. Se da una parte il caldo, infatti, può stressare le uve, portandole ad una maturazione anticipata, dall’altra parte assicura un vino di qualità maggiore.



  • Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ricordare tre uomini dello Stato che sono scomparsi per combattere la mafia e l’illegalità.

    mattarella expo 2Oggi ricorre, infatti, il trentacinquesimo anniversario dalla morte del procuratore Gaetano Costa, ucciso in un attentato mafioso. Sempre il 6 agosto, ma di trent’anni fa, perdevano la vita allo stesso modo anche il vicequestore Antonino Cassarà e l’agente di Polizia Roberto Antiochia.
    Il Capo dello Stato ha parlato di loro come dei “servitori dello Stato che, consapevoli dell’altissimo rischio cui si esponevano, hanno tuttavia compiuto fino in fondo il loro dovere portando avanti un’intensa azione investigativa contro le cosche”.
    Sono tanti gli uomini e le donne che hanno fatto dell’anti-mafia una parte essenziale della loro attività pubblica, diventando un vero e proprio esempio per chi ogni giorno subisce soprusi ed appropriazioni di stampo mafioso.
    Anche Cooperative Italia si unisce alla commemorazione del presidente della Repubblica, condividendo in toto l’invito che Mattarella ha voluto comunicare ai cittadini italiani: «Nell’agire quotidiano ciascuno deve saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità, quale condizione essenziale per garantire la vita della nostra comunità e costruire un avvenire di libertà e di progresso».
    Il mondo delle cooperative può e deve essere un esempio di legalità, promuovendo il lavoro libero ed equo e rifiutando qualsiasi tipo di logica affarista. Proprio il carattere peculiare dello spirito cooperativistico, in quanto sintesi tra proprietà e lavoro, è la forza delle coop italiane chiamate a dare un segnale di civiltà e di reazione contro tutte le mafie.



  • Mentre Facebook ho sforato il muro degli 1,50 miliardi di utenti ed i servizi di messaggistica istantanea, come Whatsapp, Messenger e WeChat, continuano la loro crescita spedita, c’è un social che fatica a reggere la concorrenza: Twitter.

    Secondo i dati di gennaio 2015, Twitter si colloca addirittura al decimo posto tra i social media più utilizzati con 284 milioni di utenti, superato anche da Google+ ed Instagram.
    twitterDopo qualche mese Twitter è riuscito a superare la soglia dei 300 milioni di account attivi, ma è molto lontano rispetto all’obiettivo di 400 milioni di utenti fissato nel 2012.
    La realtà parla di un social che presenta caratteristiche diverse rispetto ai competitors. Twitter è una piattaforma meno personale rispetto a Facebook, Whatsapp ed Instagram: non riesce a fidelizzare gli utenti mancando gli strumenti per creare quel senso di comunità centrale sulle altre piattaforme.
    Per dare un’idea del target di Twitter, riportiamo come solo il 33% dei giovani di età compresa tra i 13 ed i 17 anni lo utilizza contro il 71% di Facebook ed il 52% di Instagram.
    Quello che era considerato il social media più importante è diventata un’area digitale per pochi eletti, per lo più vip o persone e aziende che hanno a che fare con il mondo del marketing.
    Le persone comuni preferiscono rifugiarsi nell’ambiente più familiare di Facebook o chattare in maniera semplice ed immediata su Whatsapp.

    La funzione principale di Twitter è quella di essere un grande contenitore di news. In molti casi Twitter diventa la fonte primaria di notizie dell’ultima ora, un modo efficiente e d’impatto per riportare un evento appena accaduto o un contenuto da sviluppare successivamente.
    Il caso più emblematico è quello dell’annuncio dell’accordo tra i creditori internazionali e la Grecia arrivato proprio tramite Twitter. In generale il social americano è diventato una vera e propria finestra sul mondo, con le grandi testate giornalistiche ed i blog che stanno implementando in maniera massiccia la loro presenza in questo microcosmo virtuale.
    Non è un caso che Twitter stia cercando di puntare sempre di più sull’informazione, sviluppando la sezione notizie e lanciando Lightning, una piattaforma contenente tweet, foto e video sugli eventi in corso di svolgimento che dovrebbero debuttare a fine 2015.



  • Raffaele Cantone è intervenuto sul tema degli scandali nel mondo delle cooperative nel corso di una lunga intervista rilasciata al quotidiano Avvenire.

    Il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha esaminato soprattutto il contesto normativo che consente la diffusione di fenomeni di corruzione e di malaffare nelle coop.
    raffaele cantone cooperativeSecondo Cantone va riformata innanzitutto la normativa sugli appalti. Le cooperative di tipo B, in quanto soggetti che agiscono senza scopo di lucro, non devono partecipare ad alcuna gara di appalto.
    La normativa prevede per questo tipo di soggetti gli affidamenti diretti di lavori e servizi, favorendo così in alcuni casi, come avvenuto negli scandali Mafia Capitale e Cpl Concordia, le imprese sociali colluse con il mondo della politica e della pubblica amministrazione.
    «I meccanismi di affidamento devono avere regole di maggiore trasparenza ma anche un minimo di gara» spiega Cantone «Vogliamo affidare a una cooperativa di tipo B l’accoglienza degli immigrati? Va bene, ma facciamo un bando tra tutti quelli che hanno i requisiti, non affidiamola agli amici degli amici, magari inventandoci una cooperativa ad hoc». 

    Riformare la normativa sugli appalti diventa, dunque, una priorità per valorizzare sempre di più la parte sana della cooperazione. I dirigenti dell’Alleanza delle Cooperative stanno svolgendo in questo senso una campagna dura ed insistente contro le false cooperative.
    Hanno messo in campo tutte le forze della base associativa portando avanti una proposta di legge contro quelle cooperative che hanno diffamato secoli di storia e buone pratiche.
    Bisogna «recuperare lo spirito cooperativistico» sostiene Cantone «che è stato snaturato rispetto all’idea originaria».



  • Il Senato ha approvato nella giornata di ieri la riforma della Pubblica Amministrazione. Sono tante le novità introdotte dalla legge delega che dovranno trovare attuate attraverso l’emanazione di più di quindici decreti delegati.

    bilancioL’intento della riforma è di insistere sulla strada della maggiore efficienza, razionalizzazione e trasparenza della pubblica amministrazione. La P.A. si avvicina sempre di più al modello aziendale, come dimostra la normativa sui dirigenti, anch’essi sottoposti a controllo con possibilità di essere licenziati.
    Ma vediamo quali sono i criteri che hanno guidato la legge delega:

    • Digitalizzazione: dopo l’avvento della fattura digitale e l’istituzione dei digital champions, il Governo insiste sulla strada della digitalizzazione della P.A.
      La scelta di dedicare il primo articolo della riforma alla “carta della cittadinanza digitale” è esemplificativa della volontà di insistere sul tema.
      Ogni amministrazione dovrà assicurare un livello minimo di servizi digitali: cittadini ed imprese potranno accedere online alle comunicazioni d’interesse ed in generale ad un vasto numero di atti della pubblica amministrazione.
      In questo modo vengono implementati i principi di trasparenza, partecipazione e semplificazione dell’attività amministrativa. Il cittadino potrà svolgere direttamente da casa una serie di pratiche burocratiche che allo stato attuale comportano lunghe ore di attesa davanti agli uffici pubblici.
      Spetterà ad un dirigente ad hoc, il “manager della transizione digitale”, assicurarsi del corretto sviluppo della carta della cittadinanza digitale.
    • Razionalizzazione: la spending review colpisce ancora una volta numerosi enti pubblici. In primis la Forestale che verrà accorpata ai Carabinieri e, esclusivamente per la sezione sulla gestione degli incendi, ai Vigili del Fuoco.
      Viene ridotto, inoltre, il numero delle partecipate, delle prefetture e delle camere di commercio, queste ultime passano da 105 a 60.
      Ci sarà, infine, un numero unico per le emergenze che sarà il 112; eliminati il 113, 115 e 118.
    • Concorsi pubblici: per entrare all’interno della P.A. sarà sempre necessario superare un concorso pubblico, ma è stato eliminato il voto minimo di laurea per potervi partecipare. Viene ampliata così la platea di candidati che può accedere alla pubblica amministrazione.
    • Responsabilità dirigenza: il modello aziendale viene esteso pure alla dirigenza pubblica.
      Anche i dirigenti, infatti, saranno sottoposti a valutazioni e potranno ricevere degli incentivi economici qualora dovessero dimostrare di avere un rendimento elevato.
      La valutazione negativa può portare anche al licenziamento oppure al demansionamento. Il dirigente, infatti, può decidere di non perdere il posto di lavoro accettando di essere demansionato.
      La riforma introduce la revoca e il divieto di incarico in settori a rischio corruzione per quei dirigenti che hanno ricevuto una condanna, anche non definitiva, per danni all’erario pubblico.
      In generale, a prescindere dalla mansione svolta, viene introdotto l’obbligo di portare a termine i procedimenti disciplinari anche quando questi ultimi dovessero causare un licenziamento.


  • Unipol Banca e la Banca Popolare dell’Emilia Romagna hanno messo a disposizione delle aziende agricole strumenti finanziari utili per migliorare la produttività ed il livello di innovazione.

    vigneto cinaIl mondo dell’agricoltura può offrire all’Italia importanti opportunità di crescita, come dimostrano i recenti dati sull’export dei prodotti agroalimentari. Questo è il momento giusto per investire e provare a sfruttare il traino fornito da una manifestazione internazionale come Expo.
    Gli agricoltori che vorranno fare un salto di qualità nei livelli produttivi potranno usufruire degli strumenti finanziari messi a disposizione da Unipol Banca e Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
    La prima fornisce agli agricoltori due conti correnti speciali più una serie di finanziamenti a tassi agevolati per quelle aziende che operano in settori di eccellenza del Made in Italy, come il vitivinicolo, l’olivicolo ed il lattiero caseario.

    L’accesso al credito riguarda sia l’acquisto di materiali utili per la fase di coltivazione che il miglioramento delle tecnologie, delle aree coltivate, delle varie fasi di lavorazione e di stoccaggio.
    Questa iniziativa è essere particolarmente lodevole considerate le difficoltà che hanno incontrato recentemente gli agricoltori nell’ottenere finanziamenti.
    Gli elevati tassi d’interesse e le lungaggini burocratiche hanno sconsigliato molti imprenditori dall’investire nel mercato agricolo ed in alcuni casi hanno portato anche alla chiusura di piccole aziende.
    La Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha firmato, invece, un accordo con Confagricoltura per velocizzare le pratiche burocratiche prima di ricevere un finanziamento. Viene predisposto inoltre un servizio di assistenza finanziaria a livello territoriale per aiutare le aziende nella fase di richiesta dell credito.


  • mercuri fedagri

    Il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Giorgio Mercuri, è intervenuto nel corso della trasmissione Unomattina su Rai Uno.
    Tanti gli argomenti affrontati, su tutti quello del caldo che sta danneggiando in questi ultimi giorni il settore ortofrutticolo.

    mercuri fedagriLe temperature elevate hanno portato, secondo le stime di Coldiretti, ad oltre 200 milioni di euro di danni per gli agricoltori. Ortaggi e frutta sono particolarmente penalizzate da questa situazione: maturano prima, costringendo i produttori a mettere sul mercato in anticipo una vasta gamma di prodotti.
    L’embargo russo, inoltre, contribuisce alla concentrazione dell’offerta in Italia ed in Europa con un conseguente ribasso dei prezzi, incapaci di remunerare in maniera equa il lavoro degli agricoltori.
    Secondo Mercuri, però, il caldo può portare anche a prodotti di maggiore qualità. È il caso delle uve, che accumulano zuccheri e porteranno ad un vino di “qualità eccezionale”. 
    Le elevate temperature hanno portato ad anticipare i tempi di raccolta: in Puglia, ad esempio, le operazioni di raccolta delle uve sono iniziate con circa venti giorni di anticipo.

    Giorgio Mercuri hanno analizzato anche la situazione di altri settore chiave dell’agroalimentare nostrano. Uno di questi è certamente il lattiero caseario.
    Negli ultimi giorni si è parlato molto della richiesta dell’Unione Europea all’Italia di abolire una legge del 1977 che vieta la produzione di formaggi con latte in polvere. Secondo il numero uno dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari, una simile decisione andrebbe contro i principi cooperativi penalizzando prima di tutto i consumatori: «Noi della cooperazione siamo convinti che questa norma deve mantenersi perché garantisce ai consumatori di mangiare un prodotto che viene da materia prima “latte”.
    Qualora questa legge venisse abrogata»
     continua Mercuri «ci creerebbe grosse difficoltà, il nostro non è un prodotto standard ma tipico e di qualità».

    Qualità e tipicità sono due caratteristiche essenziali del modello cooperativo. Ma Mercuri ci tiene a sottolineare anche la grande rilevanza dell’export per le coop agricole, in particolare nel settore ortofrutticolo.
    Le cooperative esportano il 60% della propria produzione e stanno implementando le strategie di internazionalizzazione per arrivare nel medio periodo ad intercettare nuovi mercati.
    Una chiosa finale sul rinnovato rapporto tra i giovani e l’agricoltura. Gli ultimi dati parlano di una crescita degli occupati under 35 nel settore agricolo, alla quale va aggiunto un aumento degli iscritti alle facoltà di agraria e di start up nel campo dell’agroalimentare.
    Numeri importanti che vanno ben sperare per il futuro dell’agricoltura italiana: «C‘è un ritorno dei giovani in agricoltura e non sono eredi delle aziende agricole» spiega Mercuri «Nella filiera c’è tanto spazio e tante opportunità per le nuove generazioni».



  • Conserve Italia è un’azienda agricola all’avanguardia sul piano dell’innovazione e della sperimentazione. È proprio verso questa direzione che si muove l’ultima idea della cooperativa emiliana: un nuovo packaging più leggero che emette il 19% in meno di CO2 rispetto al 2011.

    ConserveItaliaIl progetto parte a giugno 2013 quando Conserve Italia ha firmato un accordo con il Ministero dell’Ambiente per ridurre le emissioni di anidride carbonica su tre prodotti di punta dell’azienda.
    A poco più di due anni di distanza, la società cooperativa ha rispettato l’impegno preso, seguendo in pieno i valori che contraddistinguono lo spirito cooperativistico: rispetto dell’ambiente e valore sociale della produzione.
    Vedremo allora un packaging più leggero ed ecologico che riguarderà in primo luogo il marchio Valfrutta, leader in Europa per la produzione di succhi di frutta e passate di pomodoro.
    «Con l’intesa volontaria da noi siglata con il Ministero dell’Ambiente per la certificazione dell’impronta di carbonio su tre dei nostri prodotti di più largo consumo, ci eravamo impegnati – dichiara Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia – a ridurre in pochi anni le emissioni di Co2. Oggi siamo lieti di annunciare che abbiamo mantenuto l’impegno e siamo pronti ad introdurre sul mercato confezioni di Polpa di pomodoro Gran cubetti di giornata con un packaging completamente rinnovato». 

    Conserve Italia ha svolto un lavoro certosino sia sul packaging primario che su quello secondario. Per quanto il primo, ovvero la banda stagnata, negli ultimi anni c’è stato un maggiore utilizzo del materiale riciclato, mentre per il packaging secondario l’azienda emiliana ha implementato l’uso di monoprodotto (niente carta e plastica insieme), oltre ad inserire in etichetta informazioni sul riciclaggio della confezione.



  • Con 145 sì, 97 voti contrari e nessun astenuto è stata approvata in Senato la legge delega sulla Pubblica Amministrazione.
    Sono tante le novità che entreranno in vigore con questa riforma, che mira soprattutto ad una razionalizzazione degli enti pubblici ed un’ulteriore semplificazione dell’attività amministrativa.

    I principi di efficacia, efficienza e di economicità sono ormai i criteri guida del legislatore quanto si accinge a modificare una materia complessa come la Pubblica Amministrazione.
    Anche il Ministro Madia è intervenuto cercando di seguire tali linee guida.
    businessIl primo aspetto essenziale della riforma è la razionalizzazione degli enti pubblici attraverso un’opera massiccia di taglio ed accorpamento. Un’importante novità in tal senso riguarda l’eliminazione del Corpo Forestale dello Stato che dovrebbe confluire in un altra forza di polizia, probabilmente i Carabinieri.
    I corpi vengono così ridotti da cinque a quattro, attuando un’importanza operazione di riduzione dei costi che ha scatenato non poche polemiche all’interno dell’opposizione.
    Sempre nell’ambito della riforma delle forze di polizia agisce anche la previsione di un unico numero europeo, il 112, per tutte le emergenze.
    Vengono aboliti così il 113, il 115 ed il 118 seguendo le direttive europee.
    La razionalizzazione riguarda anche altri enti dello Stato come le prefetture: anche in questo caso ci saranno accorpamenti con fenomeni di mobilità dei dipendenti pubblici verso altre amministrazioni.
    La scure si abbatte inoltre sulle tanto discusse partecipate che verranno ridotte in maniera sostanziosa.

    Si parla di razionalizzazione ma si punta anche ad una maggior efficienza della PA. Per questo motivo ci saranno maggiori controlli per i dirigenti, con stipendi legati al loro rendimento ed addirittura la possibilità di licenziamento in casi specifici disciplinati dalla legge.
    Il dirigente potrà, però, chiedere di essere demansionato per evitare di perdere il posto di lavoro.
    Quanto, invece, alla semplificazione all’interno del pacchetto di riforma è prevista una norma sul silenzio assenso che rende operativo il via libera ad un procedimento amministrativo in casa di mancata risposta dell’amministrazione in un periodo compreso tra un minimo di 30 giorni ed un massimo di 90 giorni.



  • Il Decreto Agricoltura è stato convertito in legge con l’approvazione definitiva avvenuta ieri in Senaro.
    L’intento del provvedimento è rilanciare due settori in crisi come quello lattiero caseario ed olivicolo ed aiutare le aziende agricole in difficoltà in seguito ai danni provocati da eventi di carattere eccezionali (alluvioni e virus Xylella).

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    Vediamo nel dettaglio quali sono le misure che interessano il settore del latte.
    La fine delle quote latte ha portato gravi scompensi agli oltre 35mila allevatori italiani, costretti ad operare in un mercato orientato sempre più verso la competitività dei prezzi piuttosto che verso la qualità dei prodotti.
    I costi di produzione sono diventati così insostenibili ed in alcuni casi sono aggravati dal pagamento delle multe per l’ultima campagna di quote latte.
    Il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali è intervenuto allora cercando di sostenere il reddito degli allevatori e di razionalizzare l’intero settore.
    Sono cinque i punti chiave del Decreto Agricoltura che interessano il settore lattiero caseario:

    • Rateizzazione senza interessi delle multe per l’ultima campagna di quote latte:
      Il Ministero fornisce ai produttori l’opportunità di rateizzare per i prossimi tre anni senza interessi le multe derivata dagli eccessi di produzione dell’ultima campagna di quota latte.
      Gli allevatori interessati potranno presentare domanda all’Agea entro il 31 agosto 2015 ed effettuare il pagamento attraverso fideiussione bancaria o assicurativa.
    • Compensazione quote ultima campagna:
      Viene ampliata fino al 6% la possibilità di compensare i produttori che hanno superato le quote. La precedente normativa vedeva scattare la sanzione sull’intera percentuale di splafonamento oltre il 6%.
    • Contratti di vendita:
      Viene disciplinato l’obbligo di redigere contratti scritti della durata minima di un anno. All’interno di essi devono essere esplicati i prezzi di vendita alla consegna che possono essere fissi o variare in base alla quantità di latte fornito, alla qualità del latte crudo o a particolari indicatori di mercato.
    • Creazione interprofessione del latte:
      Viene creata l’organizzazione interprofessionale del latte sul modello francese. Potrà prendere decisioni valide per tutti i produttori e riguardanti le regole di produzione, la commercializzazione, la promozione, i contratti tipo, la tutela ambientale e la ricerca.
      L’obiettivo di questa misura è rafforzare la filiera e favorire l’aggregazione, permettendo agli allevatori di essere maggiormente competitivi sul mercato internazionale.
    • Lotta contro le pratiche sleali di concorrenza:
      Il Ministero intende combattere la concorrenza sleale e per questo motivo intensifica il proprio rapporto di collaborazione con l’Antitrust. Ci sarà un monitoraggio costante da parte di Ismea sui costi medi di produzione che verranno comunicati mensilmente all’Antitrust.
      In questo modo ci sarà un benchmark di riferimento e per ogni violazione dei contratti tipo potranno essere erogate sanzioni fino al 10% del valore del contratto stesso.