• Una risposta dura quella di Google nei confronti della Commissione Ue dopo che quest’ultima, lo scorso 15 aprile, aveva inviato al colosso americano una comunicazione riguardante presunti abusi di posizione dominante.

    googleSecondo la Commissione, Google privilegerebbe in maniera sistematica i propri prodotti nel proprio motore di ricerca. Annunci ed inserzioni sarebbero orientati a favorire i prodotti presenti in Google Shopping, comportando così una violazione della normativa europea in materia di anti-concorrenza.
    Da tanto tempo si discute ormai della presunta posizione dominante dell’azienda americana; un’accusa che evidentemente non è andata giù ai vertici dell’impresa che ha pubblicato un duro post sul proprio blog ufficiale.

    Secondo Google la comunicazione della Commissione è infondata dal punto di vista “dei fatti, legale ed economico“. L’intento di Google sarebbe quello di migliorare la qualità dei servizi offerti ai consumatori e agli inserzionisti. «È nel nostro interesse fornire risultati di alta qualità e annunci che conducano le persone a ciò che stanno cercando. Più pertinenti sono gli annunci, meglio collegano potenziali acquirenti a potenziali venditori, generando così più vantaggi per tutti».
    Nel comunicato ufficiale Google tira in mezzo anche Ebay ed Amazon. Secondo l’azienda americana, infatti, la comunicazione non prende in considerazione lo spazio posseduto in rete dai due leader del settore dell’e-commerce, i quali hanno senza dubbio maggiore rilevanza rispetto agli annunci di Google Shopping.
    Le analisi di traffico svolte da Google stessa mostrerebbero, inoltre, che il settore della ricerca dei prodotti online è stato altamente competitivo negli ultimi dieci anni.
    In questo modo cadrebbe l’accusa di abuso di posizione dominante. Google tiene a sottolineare come il servizio offerto sia particolarmente apprezzato da utenti ed inserzionisti perché opera ai fini del migliore incontro possibile tra domanda e offerta.
    Il contenzioso è destinato ad andare avanti a lungo, considerata la netta inconciliabilità delle due posizioni.

     

     

     



  • I numeri di Facebook sono sempre più importanti, ma il traguardo raggiunto lo scorso 24 agosto ha semplicemente dell’incredibile.
    In un solo giorno, infatti, è stata raggiunta la soglia di un miliardo di utenti connessi.

    A comunicarlo è stato lo stesso Mark Zuckerberg sulla sua pagina Facebook: «Abbiamo appena raggiunto un zuckerberg 1 billiontraguardo importantissimo. Per la prima volta un miliardo di persone hanno usato Facebook in un solo giorno.
    Lunedì scorso una persona su sette sulla Terra ha utilizzato Facebook per connettersi con la propria famiglia ed i propri amici».
    Si tratta di un risultato eccezionale che va ad unirsi ai numeri mensili sempre più rilevanti del social network creato dallo studente di Harvard.
    Nei giorni scorsi abbiamo riportato come Facebook sia di gran lunga il social più utilizzato con 1,5 miliardi di utenti mensili.
    L’altra grande applicazione social in forte ascesa, ovvero Whatsapp, per rendere l’idea, viene letteralmente doppiata con “soli” 800 milioni di utenti ogni mese.
    Il carattere personale e fortemente interattivo di Facebook lo rende la comunità virtuale per eccellenza, un luogo in cui è possibile connettersi con persone vicine e lontane senza percepire in maniera eccessiva la distanza fisica.
    Il traguardo raggiunto lo scorso 24 agosto è stato festeggiato da Facebook con un video celebrativo che mette in evidenza come un social di questo tipo possa connettere persone e culture diverse, sintetizzando in maniera esemplare le differenze linguistiche, etniche e religiose e abbattendo i chilometri di distanza.
    E questo è solo l’inizio, a detta dello stesso Zuckerberg. L’ambizioso obiettivo, infatti, è di connettere tutto il mondo creando un’unica comunità mondiale. E chissà che in un futuro prossimo non possa essere tagliato anche quest’altro incredibile traguardo!



  • Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presentato oggi in Consiglio dei Ministri la relazione su Mafia Capitale e sul conseguente procedimento di risanamento del Comune di Roma.

    alfanoNon ci sarà alcuno scioglimento né commissariamento, al contrario è stata demandata una stretta collaborazione tra il prefetto Gabrielli ed il sindaco Marino per risanare i settori più delicati.
    Nonostante, dunque, le numerose polemiche sull’amministrazione Marino e le richieste di dimissioni, arrivate da più parti, l’esecutivo non ha ritenuto ci fossero i presupposti per un commissariamento.
    «Intendo incaricare il prefetto di Roma – ha dichiarato Alfano nella conferenza di stampa successiva al Consiglio dei Ministri – di assicurare proposte e indicazioni per pianificare insieme al sindaco interventi di risanamento in otto ambiti, in particolare nei settori dell’amministrazione risultati più compromessi con Mafia Capitale: il verde pubblico e l’ambiente, l’emergenza abitativa, l’immigrazione, i campi nomadi».
    Il Governo ha stabilito anche lo scioglimento del comune di Ostia, chiesto maggiori ispezioni e controlli e deliberato la possibilità anche di trasferire dirigenti e dipendenti comunali con conseguente procedimento disciplinare come previsto dal comma 5 dell’articolo articolo 143 del Testo unico sull’ordinamento degli Enti locali.

    Gabrielli, oltre ad operare per il risanamento del Comune di Roma, dovrà anche seguire da vicino le gare ad evidenza pubblica per il Giubileo, il cui inizio è previsto per l’8 dicembre 2015.
    Si tratta di un appuntamento storico e prestigioso per la città di Roma, che lo vivrà, però, in una situazione disastrata a livello amministrativo, politico, finanziario e probabilmente anche morale.
    Il Ministero dell’Interno ha deliberato una riduzione dei tempi per le procedure ad evidenza pubblica, con il controllo sui lavori e sugli appalti che verrà effettuato dall’Autorità anti corruzione così come è avvenuto per l’Expo.
    Gabrielli avrà in sostanza gli stessi poteri posseduti dal prefetto di Milano per l’organizzazione della manifestazione internazionale in corso di svolgimento nel capoluogo lombardo. Il Governo, dunque, ha ritenuto opportuno un intervento statale per gestire la difficile situazione capitolina, senza però procedere con provvedimenti più forti come lo scioglimento o il commissariamento vero e proprio.



  • Buone notizie per il mercato immobiliare. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Abi, infatti, c’è una netta ripresa dei mutui erogati alle famiglie: nei primi sette mesi del 2015 c’è stata una crescita dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2014.

    riapertura borsa ateneSi tratta di un segnale importante per un settore che più di tutti gli altri ha patito gli effetti della crisi.
    L’indagine è stata svolta prendendo in considerazione 78 banche che rappresentano l’80% del mercato. Il campione, dunque, è estremamente significativo.
    Parlando in termini assoluti, sono stati erogati mutui alle famiglie per un ammontare di 26,6 miliardi di euro contro i 14,6 dei primi sette mesi del 2014.
    I dati di quest’anno rappresentano il miglior risultato del settore dopo il 2011, quando la cifra complessiva era stata di 26,9 miliardi di euro.
    Sono in netta crescita soprattutto i mutui a tasso fisso, i quali, solo nel Luglio 2015, hanno avuto un aumento del 60% rispetto all’anno precedente.
    Anche il numero di finanziamenti alle imprese è aumentato nei primi sette mesi di 2015, facendo registrare un +16% rispetto allo stesso periodo nel 2014.



  • Dopo una settimana nera, arriva finalmente un momento di respiro per la borsa cinese.
    Nella giornata di oggi, infatti, Shanghai ha chiuso con un +5,3%, accompagnata anche dall’ottimo rendimento di Shenzhen (+3,3%) e Hong Kong (+3,6%).

    euro greciaMa quali sono i motivi di questa improvvisa e momentanea (?) inversione di tendenza? Probabile che le motivazioni  vadano ricercate più in casa Stati Uniti che in Cina.
    Il mercato americano viene, infatti, da una giornata record: il Dow Jones ha chiuso al +3,9% ed il Nasdaq al +4,2%. Quello appena trascorso è stato addirittura il giorno migliore per la borsa americana dal novembre 2011.
    Impossibile, dunque, che numeri così positivi non abbiano influenzato anche gli altri mercati finanziari. Non è un caso che le borse europee abbiano aperto con dei segni positivi: Milano ha subito guadagnato il 2,15%, Londra il 2%, Parigi il 2,6% e Francoforte il 2,9%.
    C’è, dunque, un generale rialzo dei principali listini internazionali dovuto soprattutto alla decisione della Fed di rinviare l’aumento dei tassi d’interesse, forse addirittura all’anno prossimo. Una notizia che è stata accolta in maniera positiva prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo.
    Hanno avuto un impatto positivo anche le ulteriori misure adottate dal governo cinese per far ripartire il mercato azionaro. C’è stata, infatti, l’ennesima svalutazione dello yuan, arrivato adesso ai valori minimi nel rapporto con il dollaro da quattro anni a questa parte, oltre all’immissione di nuova liquidità sul mercato.
    Si parla addirittura di 400 miliardi di dollari stanziati per ridare fiducia agli investitori e frenare il clamoroso crollo dei listini avvenuto negli ultimi tre mesi.



  • Il Ministero del Lavoro ha corretto i dati, comunicati il 25 agosto, sul numero di nuovi contratti a tempo indeterminato nei primi sette mesi del 2015.
    L’errore commesso dal Ministero non è di lieve entità, visto che si tratta di oltre 300.000 posti fissi in meno rispetto a quanto annunciato non più tardi di due giorni fa.

    lavoroMa come è potuta avvenire una distrazione di questa portata? A spiegarlo è lo stesso Ministero del Lavoro attraverso una nota ufficiale: «È stata diffusa una tabella che dava conto delle attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro di tutti i settori di attività, escluso il lavoro domestico e la pubblica amministrazione, nei primi sette mesi del 2015 in confronto allo stesso periodo del 2014. Purtroppo, un errore nei calcoli relativi alle diverse componenti ha prodotto valori non esatti».
    In base alle stime riviste e corrette, nel confronto con i primi sette mesi del 2014 ci sono stati 327.758 nuovi contratti a tempo indeterminato, che derivano dalla somma tra attivazioni e cessazioni (+117.498) e stabilizzazioni (210.260).
    In un primo momento si parlava addirittura di una cifra superiore a 600mila nuovi posti fissi, un numero davvero elevato che avrebbe portato enorme soddisfazione tra la compagine governativa in merito agli effetti del Jobs Act e degli sgravi fiscali della Legge di Stabilità.
    Ed invece erano state sottostimate le cessazioni di rapporti lavorativi: si è passati, infatti, dai  2.622.171 iniziali e ai 4.014.367 effettivi. Se è vero, dunque, che il Jobs Act ha favorito le nuove assunzioni (+39,3% rispetto allo stesso periodo del 2014), è altrettanto vero che la maggiore flessibilità introdotta con la nuova riforma del mercato del lavoro ha portato con sé la perdita di numerosi posti fissi e non, mettendo dunque in discussione l’attuale efficacia dell’intero provvedimento.



  • La Legge di Stabilità 2016 dovrebbe contenere una serie di interventi fiscali sulla prima e sulla seconda casa.
    A dichiararlo è stato il Primo Ministro Matteo Renzi, che ha parlato dell’eliminazione immediata della Tasi e dell’Imu sui terreni agricoli più una serie di interventi che dovrebbero portare di qui ai prossimi anni ad un importante sgravio fiscale sugli immobili e sul lavoro.

    spese condominialiIl Governo dovrà però impegnarsi a trovare le risorse: i vincoli di bilancio imposti dall’Ue rimangono pressanti nonostante la maggiore flessibilità concessa dalla Commissione al nostro Paese.
    Renzi, però, è consapevole della necessità di una manovra di questo tipo, anche in termini di consenso elettorale. Lo spettro delle elezioni anticipate, infatti, non è poi così lontano e presentarsi all’appuntamento elettorale con l’abolizione della Tasi potrebbe essere un buon biglietto da visita per l’attuale segretario del Partito Democratico.
    Nei programmi dell’esecutivo c’è, dunque, un profondo cambiamento della tassazione sugli immobili.
    Il primo provvedimento contenuto nella prossima Legge di Stabilità dovrebbe riguardare proprio l’eliminazione della Tassa sui servizi indivisibili (Tasi) per tutti i possessori di una prima casa. Una manovra di questo tipo verrebbe a costare alle casse dello Stato circa 3,5 miliardi di euro, una cifra che il Governo conta di recuperare attraverso la spending review.
    L’accorpamento delle prefetture, i tagli sulle partecipate ed i risparmi derivanti dalla riforma del Senato vengono indicati tra le fonti delle risorse necessarie per l’eliminazione della Tasi.

    Nelle intenzioni del Governo c’è, però, anche di intervenire sull’Imu. Innanzitutto verrà abolita la tanto discussa Imu sui terreni agricoli, con un costo secondo il Corriere della Sera che varia dai 260 ai 820 milioni di euro, e quella sui macchinari industriali fissi (costo di 500 milioni di euro).
    Non sarà possibile, invece, abolire l’Imu su tutte le seconde case visto gli enormi costi che una manovra di questo tipo comporterebbe. Il Governo sta pensando allora ad eliminare l’imposta per i possessori di abitazioni di lusso, considerando che l’impatto sulle casse dello Stato non sarebbe eccessivo (100 milioni).
    Verrà, infine, rinnovato per tutto il 2016 il bonus Irpef del 50% per chi decide di ristrutturare i propri immobili e che viene applicato sull’acquisto di nuovi arredi e grandi elettrodomestici fino ad un massimo di 10.000 euro.
    La detrazione, introdotta dal Governo Letta, nel 2013, ha permesso a molte aziende immobiliari di salvare posti di lavoro nonostante il periodo difficile per l’intero mercato. Ecco perché l’esecutivo sta pensando di riconfermare il bonus insieme a quello per le spese delle ristrutturazioni edilizie fino ad un massimo di 96.000 euro e per il risparmio energetico (ecobonus).



  • Nella prossima Legge di Stabilità potrebbero esserci novità molto importanti per il mondo dell’agricoltura.
    A comunicarlo è stato il Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, intervenuto ieri Meeting di Cl a Rimini.

    martina false cooperativeMartina ha annunciato l’abolizione della tanto discussa Imu sui terreni agricoli e soprattutto l’eliminazione con un anno di anticipo dell’Irap agricola. Qualora entrambi i provvedimenti dovessero essere portati a termine, saremmo di fronte ad un rilancio effettivo del settore primario.
    La manovra, infatti, vale circa 500 milioni e consentirebbe agli imprenditori agricoli di tornare ad investire e soprattutto di recuperare le risorse non ottenute dagli sgravi fiscali sulle nuove assunzioni contenuti nella scorsa Legge di Stabilità.
    Effettuare uno sgravio fiscale per favorire il settore agricolo rappresenta una scelta lungimirante. I dati recenti sull’agricoltura e l’agroalimentare italiano, del resto, parlano chiaro.
    Come riportato dall’Istat le esportazioni di prodotti agroalimentari sono cresciute del 7% nel solo mese di Maggio rispetto ad un anno fa, con mercati quali la Cina, l’India e soprattutto gli Stati Uniti che sono tra i protagonisti assoluti di questo cambiamento.
    Ma cresce anche l’interesse dei giovani under 35 verso il settore agricolo, come testimoniato dall’aumento delle iscrizioni ai corsi di studio in agraria e delle start up agricole.
    Investire nell’agroalimentare significa anche sfruttare il veicolo promozionale fornito da Expo e diffondere nel mondo l’immagine di un Made in Italy più forte che mai, espressione pura della qualità dei nostri prodotti agricoli.



  • Quanti sono i lavoratori in nero e quanto incidono sulla ricchezza del nostro Paese?
    La Fondazione studi dei consulenti del lavoro ha provato a rispondere a questa domanda effettuando un’analisi sulle circa 7 milioni di aziende italiane in base ai risultati delle ispezioni svolte da Inps, Inail e Ministero del Lavoro per tutto il 2014 e nei primi sei mesi del 2015.

    disoccupazione istatAll’interno delle 221.476 aziende ispezionate nel 2014 sono stati individuati 77.387 (34,94%) rapporti di lavoro in nero. Poco meglio nel 2015 con una percentuale di lavoratori in nero che scende al 29,38% dopo il 34,94% dell’anno precedente.
    Il fenomeno del lavoro sommerso continua ad essere, dunque, un problema grave per l’Italia. Se consideriamo, infatti, che circa un lavoratore su tre non è registrato, scopriamo che sono due milioni gli addetti che lavorano in nero nel nostro Paese.

    Si tratta di una cifra enorme che pone questioni non solo in termini di legalità in sé, ma anche di costi che tale problema comporta per le casse dello Stato.
    In base all’analisi della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, infatti, il lavoro nero sottrarrebbe all’erario pubblico circa 25 miliardi di euro e 1,5 punti percentuali in termini di Prodotto Interno Lordo.
    La questione del sommerso riguarda a stretto giro anche il mondo delle cooperative, con particolare riferimento alle cosiddette cooperative spurie.
    Si tratta di imprese sociali che abbattono i costi non regolarizzando contratti dei propri lavoratoti ed adottando così un tipo di concorrenza sleale nei confronti delle altre cooperative e delle altre aziende.
    L’Alleanza delle Cooperative intende porre rimedio a questa situazione degenerativa portando avanti una legge di inizia popolare contro le false cooperative e contro il lavoro nero.
    I dettagli dell’iniziativa sono disponibili sul sito stopfalsecooperative.it.

     

     



  • Continua il periodo negativo per le borse internazionali. Il crollo del mercato asiatico ha avuto effetti negativi sulla finanza europea ed americana, portando ai minimi storici la fiducia degli investitori.

    borsa cineseMa il ribasso della borsa asiatica non è l’unica causa scatenante: l’incertezza sulle misure della Federal Reserve, le imminenti elezioni anticipate in Grecia ed il crollo del prezzo del prezzo del petrolio fanno temere una nuova settimana nera per i mercati.
    I numeri dei listini sono eloquenti. Shanghai ha chiuso perdendo 8,49 punti percentuali, che risulta essere la peggior seduta dal febbraio 2007.
    Non è andata molto meglio a Shenzhen che ha fatto registrare un -7,83%. Gli ultimi tre mesi della borsa cinese sono stati semplicemente da incubo.
    Del resto era nell’aria che prima o poi sarebbe scoppiata una bolla di questo tipo dopo che milioni di cinesi hanno deciso di investire in borsa i propri risparmi sfruttando condizioni persino troppo favorevoli.
    Le misure adottate dal governo nazionale sono risultate fin qui inefficaci. Nei giorni scorsi è stato permesso ai fondi pensione degli enti locali di agire sul mercato azionario ed è stata avviata una procedura di svalutazione dello yuan.

    Interventi che non sono serviti a ridare fiducia agli investitori. Il sentimento negativo si è diffuso al contrario in Europa e negli Stati Uniti e ha coinvolto anche le aziende che fanno dell’export con la Cina una delle loro principali attività commerciali.
    Oggi Milano ha aperto perdendo 4 punti percentuali, per poi recuperare parzialmente (-2,3%). Stesso andamento anche per Londra e Parigi (-2,6%) e Francoforte (-2,9%).
    Sul mercato europeo pesa inoltre l’incertezza sulla questione greca, con le imminenti elezioni anticipate che potrebbero mettere in discussione l’accordo trovato tra Atene e Bruxelles.
    È critica anche la situazione negli Stati Uniti. La scarsa fiducia degli investitori ha portato la Federal Reserve ad un ripensamento in merito all’innalzamento dei tassi d’interesse. Per la giornata odierna sono attese nuove perdite per i principali listini che già nei giorni precedenti hanno vissuto la peggiore settimana dal 2011 perdendo circa 10 punti percentuali.



  • Il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale ha indetto un avviso pubblico per la selezione del direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

    Tale figura, oltre a rappresentare e dirigere l’Agenzia, redige i regolamenti interni di organizzazione e contabilità, assicura la coerenza dell’attività con la legislazione vigente, predispone il bilancio preventivo ed il conto consuntivo, cura le relazioni sindacali e la gestione del personale.
    ministero degli esteriPer potersi candidare il Ministero stabilisce dei requisiti minimi che sono il possesso di una laurea specialistica o magistrale, la conoscenza di livello C1 della lingua inglese e di una a scelta tra francese, spagnolo, portoghese e arabo e una comprovata esperienza lavorativa post laurea di almeno 10 anni, di cui tre nel settore della cooperazione allo sviluppo e cinque  di copertura di funzioni dirigenziali o manageriali con diretta responsabilità di gestione di risorse umane e finanziarie.
    La domanda di partecipazione alla selezione pubblica deve essere inviata entro e non oltre le ore 12:00 del 14 settembre 2015 all’indirizzo di posta elettronica certificata dgcs.segreteria@cert.esteri.it.
    I candidati, una volta accertata la loro idoneità, dovranno sostenere un colloquio nel quale saranno chiamati a presentare le linee programmatiche da presentare anche attraverso un testo scritto.
    Una seconda parte del colloquio sarà in lingua inglese e nella lingua scelta dal candidato.
    Un’apposita commissione nominata dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale allo sviluppo formulerà al Ministro una motivata proposta con almeno tre e non oltre cinque nominativi, indicando le caratteristiche professionali salienti, accertate per ciascuno dei candidati al termine del colloquio.
    Per ulteriori informazioni consultare il bando.



  • Confcooperative Emilia Romagna con il supporto tecnico di IRECOOP ER attiva un percorso di alta formazione per dirigenti ed amministratori di tipo cooperativo.

    Per diventare un buon manager di un’impresa cooperativa non basta avere ottime competenze gestionali e conoscenza del contesto normativo ed economico.
    confcooperativeLa cooperativa è una forma giuridica particolare, che fa del profitto sociale, della solidarietà e dell’attività senza fini di lucro i propri principi fondativi.
    Per questo motivo Confcooperative Emilia Romagna offre ai partecipanti un percorso di apprendimento della storia e dei valori cooperativi.
    La diffusione di queste linee guida è particolarmente importante in un periodo storico di crisi identitaria delle coop, dove gli scandali giudiziari la fanno da padrone distruggendo l’immagine positiva costruita dalla cooperazione lungo secoli di storia.
    Verranno fornite, ovviamente, anche tutte le conoscenze pratiche per gestire una cooperativa e per operare in maniera efficiente rispettando esigenze del proprio territorio e dei propri associati.
    Il percorso formativo si svolgerà in 10 incontri di 4 ore ciascuno da realizzarsi a Bologna tra fine settembre 2015 e fine febbraio 2016 ed è rivolto ad un numero massimo di 25 partecipanti.
    Il costo per le cooperative non aderenti a Confcooperative è di €900,00 + Iva, mentre per quelle aderenti è di 400,00 euro + Iva.
    Il termine per le iscrizioni è il 14 settembre 2015.