• Un no forte e perentorio alle false cooperative e alla corruzione. La campagna di Confcooperative e Federsolidarietà contro la degenerazione dei valori cooperativi prosegue spedita.
    L’ultima tappa di questo percorso è Assisi, dove il 18 ed il 19 giugno si celebra il trentennale della prima convocazione dell’assemblea delle cooperative sociali di Confcooperative.
    È un momento di festa ma anche “un laboratorio di partecipazione e di rilancio motivazionale” come sottolinea Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà, nell’intervento di apertura dell’evento.
    La cooperazione rinnega le associate che sono state protagoniste dei recenti scandali giudiziari e anzi rilancia. Lo fa con delle proposte concrete, volte a rinnovare il settore, garantendone una maggiore trasparenza, e a migliorare il rapporto con le istituzioni e la pubblica amministrazione.

    carta di assisiPer questo motivo dopo aver lanciato la campagna stopallefalsecooperative e la consenguente proposta di legge per intensificare i controlli contabili verso le imprese sociali, i cooperatori presenti ad Assisi hanno firmato la “carta di Assisi”.
    Si tratta di un vero e proprio codice etico contro Mafia Capitale, nel quale vengono ribaditi i valori fondanti della cooperazione sociale e delineati i comportamenti che dovranno essere assunti in futuro nel rapporto con la base associativa.
    Viene innanzitutto ribadito il principio della partecipazione democratica dei soci. La forma giuridica cooperativa si base sull’uguaglianza, la solidarietà e la democrazia economica. Ecco perché gli associati hanno il diritto di essere coinvolti nelle scelte dell’impresa.

    La cooperazione deve, inoltre, valorizzare le persone ed il proprio territorio di riferimento. La mission sociale principale consiste proprio nel rispondere alle esigenze delle comunità locali, assicurando loro un futuro migliore in termini occupazionali e di servizi garantiti.
    Grande importanza viene riservata ovviamente al tema della trasparenza e dei controlli all’attività delle cooperative. Queste ultime hanno l’obbligo di adottare forme di rendicontazione sociale, indicando nel bilancio i compensi forniti ad amministratori, dirigenti e collaboratori. Viene disciplinato, infine, il principio della collaborazione tra cooperative per evitare di arrecare danno ad altre imprese sociali, distinguendosi così dalle aziende che perseguono logiche concorrenziali.
    L’impegno finale assunto dall’assemblea di Assisi è aprire un tavolo permanente con le istituzioni e la pubblica amministrazione per riformare il quadro normativo in materia di appalti e operare insieme per un’efficace riforma del Terzo Settore. Confcooperative e Federsolidarietà rappresentano senza dubbio un interlocutore imprescindibile, sia per il numero di associate, che per il tipo di contenuti riformatori proposti in questi mesi.



  • Un treno speciale da Roma Termini verso Assisi. Il mondo della cooperazione sociale si muove in massa per festeggiare il trentennale dalla prima assemblea delle imprese sociali di Confcooperative.
    Per l’occasione Federsolidarietà ha organizzato “Trent’anni nel futuro” un evento di due giorni (18-19 giugno) presso la città umbra, nel corso del quale si parlerà dell’eredità lasciata dalle cooperative sociali in questi anni e delle prospettive future dell’intero Terzo Settore italiano.
    I partecipanti avranno la possibilità di raggiungere Assisi attraverso il cosiddetto “treno della solidarietà”. Si tratta di un treno speciale messo a disposizione dall’organizzazione che ospiterà centinaia di cooperatori provenienti da tutta Italia e che partirà dalla stazione di Roma Termini alle 12:12. Sarà un’opportunità per rafforzare lo spirito cooperativo e conoscere altre realtà positive nel mondo della cooperazione sociale.

    trent'anni nel futuroL’evento affronterà diverse tematiche. Apriranno i lavori Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, e Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà. Seguiranno una serie di incontri su argomenti quali la riforma del Terzo Settore, il welfare, la legalità, il rapporto tra mondo del no-profit e del profit e lo sviluppo locale.
    Le cooperative sociali vogliono lanciare un messaggio forte. I recenti scandali che hanno gettato discredito verso le realtà cooperative non cancelleranno il patrimonio lasciato dalle imprese sociali nella società italiana.
    Per questo motivo Federsolidarietà intende guardare al futuro con lo stesso spirito che ha accompagnato i cooperatori riunitisi trent’anni fa. “Trent’anni nel futuro” vuole essere un momento per rinnovare la cooperazione sociale, mantenendo intatti i valori e l’identità storica.



  • C’è ancora spazio per le piccole e medie distribuzioni cooperative in un mercato sempre più dominato dalle multinazionali? Federconsumo proverà a rispondere a questa domanda il 26 giugno nel corso di un incontro organizzato a Cascina Triulza, il Padiglione della società civile ad Expo Milano 2015.
    Verranno presentate due esperienze molto interessanti; la prima è quella di Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi, che esporrà un’analisi dal titolo “Quali consumi ed in quale negozio: proiezioni nel futuro”; la seconda vede come protagonista Gabriele Tubertini della Direzione S.I. e Organizzazione di Coop Italia, il quale presenterà il lavoro ” Il Supermercato del Futuro: evoluzioni delle strutture e dei servizi”.

    expoLa forza del modello cooperativo è il rapporto stretto con il proprio territorio, aspetto che differenzia anche le piccole distribuzioni cooperative dalle big companies mondiali della distribuzione organizzata.
    Questo senso di comunità viene avvertito dal consumatore che apprezza sempre di più qualità dei prodotti cooperativi e la loro origine controllata.
    Il “supermercato del futuro” deve ripartire proprio da qui: da una collaborazione rafforzata con le comunità locali e dall’implementazione della tecnologia nei processi produttivi.
    La storia di Federconsumo e delle cooperative italiane è ricca di esperienze di questo tipo. L’evento del 26 giugno, su un palcoscenico internazionale come quello di Expo, deve fungere da veicolo promozionale per queste piccole realtà cooperative e spingere il “supermercato del futuro” verso modelli localistici, rispettosi dell’ambiente e solidali.

     



  • Tra le tante novità dei decreti attuativi del Jobs Act, ce n’è una che riguarda i controlli a distanza dell’attività dei lavoratori.
    Nello specifico d’ora in poi il datore di lavoro potrà controllare Pc, tablet, telefoni aziendali e strumenti per rilevare l’accesso come il badge, senza passare da un accordo sindacale o da un’autorizzazione ministeriale.
    Viene così modificato il comma due dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori che recita nel dettaglio:
    «Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali… In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianto».

    Jobs act via i Co.co.pro e modifiche alle Partite IvaLa nuova legislazione pone delle eccezioni al suddetto articolo per quanto riguarda «gli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e gli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze».
    I lavoratori saranno così sottoposti a controlli maggiori nello svolgimento della propria attività lavorativa. Il tutto, però, è subordinato alla consegna di un documento di policy, nel quale viene specificato che l’utilizzo di Pc, tablet, telefoni aziendali e badge sono sottoposti a controllo.
    Viene fatta, però, una distinzione ben precisa tra gli strumenti lavorativi e gli impianti di lavoro, come le telecamere di sicurezza. Per questi ultimi rimane in vigore in toto l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.
    Per essere installati rimarrà necessario quindi sottoscrivere un accordo sindacale o avere l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.
    L’intento della norma è adattare il quadro legislativo al mutato contesto lavorativo, dove le tecnologie sono diventate parte integrante dell’attività produttiva e quindi in quanto tali utilizzabili anche per controllare l’operato dei lavoratori.

     

     



  • Si terrà giovedì 18 giugno, presso l”auditorium di Cascina Triulza a Milano Expo, il convegno dal titolo “Editoria ed emittenza: tra innovazione, qualità e pluralismo”. L’iniziativa è organizzata dall’Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione, Federazione Italiana Liberi Editori e Federazione Italiana Settimanali Cattolici.
    Sarà un importante momento di discussione sulla riforma del settore editoriale, intrapresa qualche settimane fa dal sottosegretario con la delega all’editoria Luca Lotti.
    Il mondo dell’informazione sta subendo dei profondi cambiamenti. Si tratta di una realtà sempre più proiettata verso il web ed il 2.0, con un’espansione enorme delle fonti di informazione e degli strumenti di comunicazione.
    Anche per questo motivo è necessario un cambiamento della regolamentazione in modo da rendere realmente effettivo il pluralismo dell’informazione.

    Convegno-editoriaIl convegno si concentrerà in particolare sulla ricerca di strumenti giuridici per aumentare l’occupazione ed il grado di innovazione nel settore editoriale. Si parlerà, inoltre, della riforma della Rai, del sostegno al reddito e all’occupazione degli editori, della responsabilità sociale del settore e delle start up d’impresa che si occupano di comunicazione.
    Il mondo della cooperazione è molto sensibile su questa tematica. Sono oltre 130 le cooperative che sono state colpite dai tagli dei contributi sul bilanci dell’anno 2013: una situazione che, qualora si ripetesse per il 2014 ed il 2015, arrecherebbe un grave danno al pluralismo d’informazione.
    Fare impresa sociale significa anche mediare con il proprio territorio, informarlo sulle opportunità fornite dal contesto normativo e finanziario e diffondere i valori fondativi del modello cooperativo.
    Ecco perché l’Alleanza delle Cooperative italiane si farà sentire nelle sedi istituzionali, per garantire alle proprie associate e alle altre realtà no-profit la possibilità di realizzare un’informazione libera, plurale ed innovativa.



  • Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding per progetti innovativi sbarca finalmente in Italia.
    La notizia è delle più positive per i creativi italiani. Finora per ricevere finanziamenti attraverso Kickstarter era necessario scrivere i progetti in inglese, limitando così il bacino di utenza.
    Il suo arrivo in Italia cambia totalmente la prospettiva di fare impresa. Le idee ed i progetti innovativi potranno finalmente essere scritti in italiano, ricevere finanziamenti in euro e su conti correnti italiani.
    Kickstarter ha riconosciuto il grande appeal dei programmi innovativi italiani sul mercato mondiale. Non ci riferiamo solo al settore dell’hi-tech, ma anche a quello del cibo, della moda, della musica, del cinema e della letteratura.
    Gli italiani hanno sempre avuto una grande tradizione nel campo artistico e della creatività, il più delle volte frenata da un contesto normativo e burocratico non al passo con le esigenze attuali.

    kickstarterMa cos’è nello specifico Kickstarter e perché in concreto rivoluzionerà il settore delle start up e delle piccole e medie imprese innovative?
    Kickstarter è una piattaforma di crowdfunding che nasce negli Stati Uniti nel 2009. Consente, nello specifico, all’innovatore di presentare la propria idea innovativa online attraverso testi, video o immagini e di chiedere a chi è interessato di finanziare il proprio progetto.
    Ci sono, poi, diversi tipi di finanziatori: dai veri e propri sponsor fino ad arrivare ai semplici sostenitori. Grazie alla risorse raccolte in rete, il creativo può dare avvio alla propria attività d’impresa innovativa.
    Grazie a Kickstarter si viene ad instaurare un rapporto diretto tra produttore e consumatore, perché sarà quest’ultimo ad accertare la portata innovativa dell’idea e di conseguenza a finanziarla. Non è necessaria l’intermediazione di una banca o la partecipazione ad un bando per ottenere un finanziamento.
    Kickstarter offre a clienti ed innovatori un modo più immediato per rispondere ai bisogni degli utenti.
    È ovvio, inoltre, come una piattaforma di questo tipo sia particolarmente importante nel contesto italiano, dove l’accesso al credito risulta sempre più difficile e la via del successo per le piccole e medie imprese innovative il più delle volte risulta preclusa.

     



  • Sharing economy o semplice abbattimento dei costi? Amazon ha in mente un’innovazione che potrebbe stravolgere il mondo dell’e-commerce.
    Si chiama “On my way” ed è la nuova applicazione del gruppo americano che trasformerà normali cittadini in veri e propri fattorini porta a porta. Basterà intercettare il pacco attraverso l’applicazione e provvedere a consegnarlo direttamente al domicilio del destinatario.
    Il “fattorino” ovviamente riceverà un compenso, una sorta di rimborso spese. E c’è da credere che saranno in tanti ad utilizzare questo strumento.
    Lo spirito collaborativo ed il senso di comunità, veicolati, ad esempio, dagli esperimenti di sharing economy, trovano terreno fertile tra gli italiani. Questi valori, uniti alla possibilità di guadagno, rendono l’esperimento di Amazon un probabile successo.

    amazonA diffondere la notizia è stato il Wall Street Journal, secondo il quale lo sviluppo dell’applicazione sarebbe in stato avanzato e dovrebbe essere disponibile a breve. In tanti hanno subito paragonato “On my way” ad Uber e altre iniziative di sharing economy.
    Qui l’obiettivo primario sembra essere un altro. Nel 2014 l’azienda Amazon ha dovuto fronteggiare un aumento dei costi del 31%.
    Si è resa necessaria, dunque, la ricerca di nuove soluzioni per ridurre le spese. Di qui nasce l’idea di sostituire, in parte, le società specializzate nella consegna a domicilio con dei comuni cittadini.
    Il tutto potrebbe provocare dei danni economici enormi per queste realtà, tenendo conto che Amazon intende estendere l’esperimento a tutta la gamma di prodotti. L’iniziativa dell’azienda americana potrebbe inoltre essere seguita da altri colossi dall’e-commerce, rivoluzionando così l’intero sistema del commercio online.
    In questo caso la sharing economy, dunque, sembra essere un mero strumento per raggiungere un modello di business più efficiente. E non sarebbe nemmeno la prima volta.


  • Gardini Confcooperative

    Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, è intervenuto nel corso dell’assemblea di Confcooperative Forlì Cesena. Nel suo discorso odierno c’è un messaggio forte, rivolto soprattutto alla cooperazione sana e onesta.
    Le imprese sociali hanno alle spalle secoli di storia: è proprio in un momento come questo che vanno riconosciuti gli anni di attività a servizio delle comunità locali e dei soggetti svantaggiati.
    Perché la cooperazione non può farsi coinvolgere dalla degenerazione delle pratiche e dei valori: «Dobbiamo rispondere alla chiamata di un patto intergenerazionale» ha detto Gardini «dobbiamo saper fornire un supplemento di impegno per continuare a individuare proposte per il futuro Paese, per riuscire a caricarci sulle spalle i suoi bisogni offrendo opportunità diverse e innovative. Questo é il nostro compito, non solo fare lobby, ma dare risposte a bisogni e con la magistratura fare piazza pulita. Le cooperative non nascono per remunerare il capitale ma per rispondere a bisogni». 

    Gardini_Confcooperative_MicrocreditoIl modello imprenditoriale cooperativo non nasce per esigenze di tipo individuale, ma per interessi collettivi. Il profitto è un semplice strumento per la remunerazione dei soci e la valorizzazione del territorio.
    Da questi valori il mondo della cooperazione deve ripartire, proponendo nuovi strumenti per combattere chi rinnega questi ideali ed infanga secoli di tradizione cooperativa.
    Per questo motivo l’Alleanza delle Cooperative, l’ente di rappresentanza che unisce Confcooperative, Legacoop e Agci ha lanciato la campagna Stop Alle False Cooperative.
    Si tratta di una vera e propria opera di sensibilizzazione contro le cooperative spurie che culmina in una proposta di legge. Sono già migliaia gli imprenditori, gli attori istituzionali, i cittadini che hanno firmato la proposta.
    Sono persone che credono nello spirito di solidarietà e di eguaglianza economica che ha sempre contraddistinto il mondo cooperativo.
    Non a caso è stata proprio la cooperazione a muoversi in prima persona sul tema, promuovendo una legge che aumenti i controlli contabili nelle imprese sociali ed attui un maggiore coordinamento tra gli enti di rappresentanza e le istituzioni in materia di vigilanza e lotta alle false cooperative.
    Sul sito ufficiale dell’iniziativa potete trovare ulteriori informazioni sui contenuti del provvedimento e su come sta procedendo la campagna di raccolta firme.



  • È prevista per oggi alla Camera la conversione del decreto legge sulla Xylella. Superato lo scoglio di Montecitorio, il provvedimento passerà al Senato per l’approvazione definitiva.
    L’intento del Dl è supportare finanziariamente i produttori olivicoli della regione Puglia colpiti dal batterio Xylella fastidiosa. Per loro verrà stanziata una somma di 21 milioni di euro, 1 milione per il 2015 e 20 per il 2016.
    Per la prima volta viene concesso l’accesso al Fondo di Solidarietà per le azienda colpite da batteri. Tale strumento era sempre stato utilizzato per calamità naturali come terremoti ed alluvioni, ma mai per emergenze fito-sanitarie.

    Il decreto legge prevede anche una serie di «misure per il rilancio dei settori agricoli in crisi», con particolare riferimento al settore olivicolo e quello lattiero-caseario.
    olioIl primo ha avuto un’annata di raccolto estremamente negativa, dovuta anche a batteri quali Xylella, per l’appunto, e la cosiddetta mosca olearia. Il Governo ha deciso allora di stanziare delle risorse per il «recupero del potenziale produttivo del settore olivicolo-oleario» che ammontano a 4 milioni nel 2015 e 8 milioni per il 2016 ed il 2017.
    È la prima volta che viene presentato un piano olivicolo nazionale: l’intento dell’esecutivo è aumentare la produzione del settore del 25% nei prossimi cinque anni, raggiungendo la quota di 650mila tonnellate di olio prodotto in Italia.
    Un altro settore agro-alimentare particolarmente in crisi è quello lattiero-caseario. In questo caso la causa principale è la fine della quote latte.
    L’improvvisa liberalizzazione di un settore che per decenni è stato sotto una rigida regolamentazione dei prezzi e delle produzioni, ha portato gravi scompensi nel nostro paese. Il latte ed i derivati italiani, infatti, vengono venduti a prezzi più alti rispetto ai concorrenti europei.
    Il Governo è intervenuto, concedendo, ad esempio, ai produttori di rateizzare in tre anni le multe da pagare per il regime delle quote latte, rafforzando i controlli e le norme anti-concorrenza e prevedendo l’istituzione di un unico organo inter-professionale che prenda le decisioni sui regimi di produzione, i contratti e la commercializzazione del prodotto.



  • La battaglia delle istituzioni ed imprese italiane contro l’Italian Sounding procede spedita. Solamente nella prima settimana di collaborazione tra il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali e la piattaforma di vendite online Alibaba, è stata bloccata la vendita di cinquemila tonnellate di falso Parmigiano Reggiano.
    Ed in questi giorni sono in corso delle verifiche relative anche alla commercializzazione del falso Prosecco e del faso aceto balsamico di Modena.
    Il fenomeno della contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani è sempre più diffuso. Secondo i dati del Ministero delle Politiche Agricole, solamente nel 2014 sono state rilevate 359 notizie di reato, 4.276 contestazioni amministrative e 581 sequestri, per un valore complessivo di 42,8 milioni di euro.
    Se a questi numeri aggiungiamo le frodi che non vengono scoperte, ci rendiamo perfettamente conto dell’entità di un fenomeno che danneggia in maniera grave le esportazioni italiane.
    L’obiettivo del Ministro Martina è ridurre in maniera netta la quota di contraffazioni, consentendo così ai prodotti del Made in Italy di ampliare le proprie vendite nei mercati esteri.

    mipaafLe destinazioni principali delle specialità contraffatte sono principalmente il mercato asiatico e quello statunitense. Mete strategicamente essenziali per i nostri prodotti.
    Negli Stati Uniti, ad esempio, la crescita dei consumi ed il cambio favorevole nel rapporto tra euro e dollaro può portare ad un notevole aumento delle esportazioni dall’Italia verso gli Usa, cosa parzialmente avvenuta negli ultimi mesi.
    La Cina ed il mercato asiatico rappresentano, invece, un ambito geografico per certi aspetti ancora inesplorato dalle nostre aziende agroalimentari. Le cause vanno ricercate soprattutto nella scarsa conoscenza dei consumatori asiatici dei prodotti del Made in Italy e nelle difficoltà relative alla barriere non tariffarie.
    La diffusione di prodotti tipici italiani contraffatti non fa altro che diminuire ulteriormente la nostra presenza in questo mercato.
    Per questo motivo il Ministero delle Politiche Agricole ha stipulato due accordi con alcune delle maggiori piattaforme di vendite online. Il primo ha interessato Ebay, grazie al quale sono stati bloccati circa 200 venditori di falsi prodotti italiani.
    Il secondo accordo, invece, ha riguardato per l’appunto la piattaforma Alibaba che, come accennato in precedenza, ha portato a risultati rilevanti dopo solo una settimana di lavoro.
    Il Ministro Martina, in occasione di un convegno sulle indicazioni geografiche ad Expo, ha definito il nostro sistema di controlli come il «migliore del mondo» e ha aggiunto: «Abbiamo allestito un meccanismo che viene studiato anche fuori confine, siamo gli unici al mondo ad avere organizzato il contrasto delle imitazioni e dei falsi sul web». 



  • B&B Like your home è un progetto innovativo di autoimpiego rivolto a persone con disabilità (fisiche, intellettive e sensoriali) o con esigenze speciali (allergici, celiaci, anziani). Il settore di riferimento è quello dei servizi turistici.
    I soggetti interessati, infatti, avranno la possibilità di aprire e gestire un B&B, ovviando così alle difficoltà che sono soliti incontrare quando intraprendono un’attività imprenditoriale.
    Il progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato presentato nei giorni scorsi a Napoli e darà, in questa prima fase di sperimentazione, la possibilità a 15 soggetti residenti nelle province di Napoli e Salerno di seguire un corso di formazione sull’argomento e poi di avviare l’impresa.
    L’obiettivo di B&B Like your home è trasformare i concetti stessi di welfare e di inclusione sociale, facendoli diventare da pratiche assistenziali a strumenti di investimento e di imprenditorialità. Il progetto rientra nella categoria concettuale e pratica di welfare generativo (veicolato dalla Fondazione Zancan), ovvero un sistema assistenziale che investe nei servizi pubblici aspettandosi da essi un ritorno in termini economici.

    b&bB&B Like Your Home è un progetto di Fondazione CasAmica e di Rete Solidale, un insieme di cooperative che opera nel settore sociale. L’iniziativa fornisce un’opportunità importante sia al disabile o all’anziano che può intraprendere un’attività lavorativa senza spostarsi da casa, che al soggetto che usufruisce del servizio turistico.
    Vengono create, infatti, delle strutture realmente accessibili a prezzi contenuti; l’ospite, inoltre, può sfruttare la conoscenza del territorio da parte dell’imprenditore, il quale può rivelare informazioni utili su ristoranti e luoghi adatti alle esigenze speciali dell’ospite stesso.
    I 15 soggetti interessati potranno seguire anche un percorso di formazione prima di avviare l’attività di B&B. Sono previsti, nello specifico, un corso di formazione turistica e dei servizi di preparazione all’avvio dell’impresa, come la consulenza fiscale, le pratiche burocratiche per la costituzione di una start up e la promozione e la commercializzazione sul territorio della nuova azienda.



  • Il 18 ed il 19 giugno Federsolidarietà celebrerà ad Assisi il trentennale della prima assemblea delle cooperative sociali di Confcooperative. Sarà un’occasione per trarre un bilancio del lavoro svolto in questi trent’anni di storia e per porre le basi verso un futuro solidale e cooperativo.
    Il titolo di quell’Assemblea “Solidarietà e cooperazione: da un’utopia possibile una prospettiva sociale” si è rivelato premonitore. In questo periodo di tempo le cooperative sociali hanno creato un modello d’impresa vincente, capace di coniugare efficienza ed inclusione sociale, innovazione e spirito mutualistico.
    Il sistema cooperativo ha rinnovato l’intero terzo settore, spingendo moltissimi cittadini a scegliere la forma giuridica della cooperativa per prestare attività di servizio per le comunità locali.
    «Le cooperative sociali» ha dichiarato Giuseppe Guerini, presidente di Confcooperative Federsolidarietà «sono passate dall’essere un’esperienza pionieristica di circa 650 imprese nel 1985 ad oltre 12.000 oggi attive, proponendosi come una forza sociale, economica ed occupazionale importante e consolidata».

    trent'anni nel futuroNumeri importanti che certificano l’ottimo lavoro svolto in questi anni. Il delicato contesto economico e sociale impone, però, al mondo della cooperazione di accettare nuove sfide e mettersi in discussione.
    L’evento di Assisi nasce proprio con questo obiettivo: guardare al passato cercando nuove prospettive per il futuro.
    Per questo motivo il 18 ed il 19 giugno ci saranno una serie di incontri utili a ridefinire i valori fondativi e ad adattarli alle esigenze del presente. Particolare attenzione verrà riservata al tema del welfare, oggetto costante di ridiscussione e di tagli.
    L’obiettivo dell’Assemblea è trovare nuove soluzioni che riescano ad assicurare ai cittadini i servizi essenziali mantenendo dei costi sostenibili per le casse dello Stato. Il mondo della cooperazione è un punto di riferimento importante in materia di assistenza agli anziani, ai migranti, ai malati e ai detenuti.
    La discussione sulla riforma del Welfare e dell’intero Terzo Settore, dunque, non può che avere le cooperative ed i propri enti di rappresentanza come degli interlocutori privilegiati.
    Il programma prevede, inoltre, dei seminari sul tema della legalità, della collaborazione tra imprese no-profit e imprese profit e sullo sviluppo locale.