• Si terrà il 17 Aprile a Contrada Ciparsia – Castrovillari (CS), presso la sede della cooperativa Osas – Campoverde, la conferenza stampa di presentazione dell’accordo tra Osas ed Agrintesa sulla valorizzazione della filiera del kiwi calabrese ed italiano.
    L’intesa, raggiunta qualche settimana fa, prevede un investimento di circa 40 milioni di euro e la riconversione di 700 errari di terreno per rilanciare il kiwi nell’area di Sibari – Castrovillari.
    Attraverso l’accordo con il colosso Agrintesa, la cooperativa calabrese intende effettuare un’operazione di diversificazione della propria produzione, che esuli, dunque, dalla coltivazione e della commercializzazione solamente di pesche, nettarine, clementine ed arance, veri e propri punti di riferimento dell’attività di Osas.
    Il rapporto instaurato con Agrintesa prevede, inoltre, un rafforzamento della presenza del kiwi e delle pesche calabresi nella grande distribuzione organizzata italiana; il tutto grazie all’accordo strategico stipulato con Alegra, braccio operativo di Agrintesa.
    In questo modo sarà possibile diminuire i rischi legati alla commercializzazione del prodotto e verrà estesa la presenza del kiwi e delle pesche calabresi all’interno del mercato italiano ed estero.

    osasAlla conferenza stampa di presentazione dell’accordo parteciperanno Giuseppe Nola, presidente del gruppo Osas – Campoverde, che modererà i lavori, interverranno inoltre Raffaele Drei (presidente di Agrintesa), Camillo Nola (presidente di Confcooperative Calabria), Maurizio Gardini (presidente di Confcooperative), Gerardo Mario Oliverio (presidente della Regione Calabria) e Maurizio Martina (ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali).
    Ha commentato con grande orgoglio l’intesa raggiunta Giusepe Nola, presidente di Osas-Campoverde: “L’accordo risponde innanzitutto ad un nostro programma di diversificazione varietale, che ci spinge verso le produzioni di kiwi. Le varietà coltivate dai produttori dell’area di Rosarno hanno dimostrato  di potere raggiungere ottimi livelli qualitativi e di essere ben valorizzate dal mercato.  L’accordo con Agrintesa ci permette di condividere una importante esperienza sul kiwi, favorendone il  rilancio.  Complessivamente, si tratta di un’azione che si inserisce nella crescita e specializzazione della filiera italiana del kiwi, produzione di punta della nostra ortofrutta”.

    L’incontro di venerdì prossimo sarà anche un’occasione importante per discutere con i vertici dell’agroalimentare italiano sulle prospettive del settore agricolo calabrese, in un momento storico di grande espansione del “made in Italy” in tutto il mondo. Da questo punto di vista Expo potrà essere una vetrina fondamentale per le aziende e le cooperative agricole italiane, un evento in cui il nostro agroalimentare può far sentire la propria voce e diffondere i valori del proprio sistema produttivo, incentrato sulla qualità e sulla genuinità delle materie prime.



  • Il 15 aprile sarà la data X per il 730 precompilato. Mercoledì prossimo, infatti, sarà possibile scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate il proprio 730, contenente tutte le informazioni che riguardano la propria situazione reddituale e patrimoniale.
    Solo a quel punto potremo sapere quanto è dettagliato il nuovo precompilato e quali sono le voci che devono essere integrate. Una, certamente, riguarda le spese sanitarie visto che saranno presenti solamente a partire dal 2016, generando così, quest’anno, non pochi problemi al momento della compilazione.

    modello_unico_2014Nel frattempo Il Sole 24 Ore ci fornisce alcuni dati molto interessanti in merito alle richieste di Pin pervenute all’Agenzia delle Entrate. Per poter scaricare il proprio 730, infatti, bisogna accedere alla piattaforma Fisconline, la quale rilascerà una password ed un pin necessari per poter usufruire dei servizi online dell’Agenzia delle Entrate.
    Allo stato attuale sono ben 7 milioni gli italiani che hanno richiesto il Pin e che, dunque, sono già pronti a scaricare il proprio 730 dopo il 15 aprile.
    Il precompilato riguarda lavoratori dipendenti e pensionati, per un totale di 20 milioni: allo stato attuale, dunque, circa un terzo dei contribuenti ne ha fatto richiesta.

    C’è in generale grande curiosità per capire se la novità introdotta dal governo possa effettivamente semplificare la vita dei cittadini o se invece, come si teme, siano maggiori le incombenze rispetto ai vantaggi.
    L’esecutivo dovrà affrontare, ad ogni modo, la questione relativa alle responsabilità pendenti sui Caf e sui professionisti per eventuali dichiarazioni dei redditi errate. Il contribuente, infatti, potrà decidere se correggere il proprio precompilato da sè oppure se rivolgersi a dei professionisti.
    Molto probabilmente la maggior parte dei cittadini deciderà di interpellare i Caf, previa il pagamento di una cifra prestabilita. Graveranno proprio su questi ultimi le responsabilità per ogni dichiarazione erronea: i professionisti saranno così costretti a pagare multe salatissime, mettendo a serio rischio il proseguimento dell’attività svolta da parte dei propri centri di assistenza fiscale o dei propri studi professionali.
    Per questo motivo, come riporta Il Sole 24 Ore, il Consiglio nazionale dei Commercialisti sta cercando di chiudere in fretta degli accordi con alcune assicurazioni, per garantire i propri associati difronte ad eventuali e probabili sanzioni.


  • latte granarolo

    L’agroalimentare è sempre stato un settore faro dell’economia italiana. Lo è stato ancora di più durante il periodo di recessione, quando cioè la produzione industriale e i servizi hanno pagato lo scotto di una domanda interna sempre più bassa e di una pressione fiscale insostenibile per molte aziende.
    L’agroalimentare, al contrario, ha saputo difendersi, sfruttando soprattutto la grande richiesta di prodotti italiani sui mercati esteri. Il “made in Italy” ha mantenuto il proprio fascino inalterato anche durante la crisi, riuscendo così a compensare la diminuzione dei consumi riscontrata sul nostro territorio.

    latte_fresco_La trasmissione Easy Driver, andata in onda su Rai Uno sabato pomeriggio, ha fatto il punto sulle evoluzioni del settore, dando spazio ad una realtà che rappresenta il vero e proprio volano dell’agroalimentare italiano: il mondo delle cooperative agricole.
    In rappresentanza delle coop è intervenuto Giorgio Mercuri, presidente di Fedagri/Confcooperative. “L’agricoltura non più solo ed esclusivamente come produzione” dice Mercuri “ma l’agricoltura come occasione di lavoro”.
    È questo l’aspetto centrale della riflessione sull’agroalimentare italiano. Sono tanti i giovani e non che decidono di investire nell’agricoltura, consapevoli che nell’attuale tessuto economico nostrano essa rappresenta un’importante fonte di ricchezza.
    Di qui si spiega il ritorno dei giovani nei campi, ragazzi under 35 che decidono di formare nuove imprese nel settore e di mettere a disposizione il loro know-how ed il loro spirito imprenditoriale. Anche perchè, come sottolinea Mercuri, “fare l’agricoltore è un vero modo per potersi esprimere, poter partire dal seme per poi arrivare ad un prodotto finito, poter impegnare il proprio tempo non solo nella fase produttiva, ma anche nella fase di trasformazione”.

    Come emerge nel corso del servizio di Easy Driver, l’agroalimentare ha tratto beneficio anche dall’espansione di un comparto nello specifico: il biologico. Si tratta di un ambito dal valore di 3 miliardi di euro e che rappresenta a pieno titolo il simbolo dell’alta qualità dei prodotti italiani.
    Le cooperative da anni veicolano questo modello produttivo, incentrato sull’innovazione, sul valore del capitale umano e sulla genuinità delle materie prime. Ecco perchè in questo momento storico la cooperazione sta raccogliendo i frutti del lavoro svolto e grazie ad Expo potrà ampliare ulteriormente il proprio bacino d’utenza facendo conoscere in tutto il mondo la bontà del “made in Italy”.  



  • Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, cerca di mantenere il contatto con la realtà. Il caso Xyelella è un’emergenza seria e reale per la regione Puglia ed in quanto tale va affrontata con tutte le premure del caso.
    L’invito di Martina, però, è ad evitare la mistificazione della realtà, attenendosi esclusivamente ai fatti.
    Il riferimento è alle notizie comparse in questi giorni che parlano addirittura di milioni di ulivi da eradicare a causa della diffusione del virus.
    Nulla di più falso, secondo Martina e secondo il governatore della regione Puglia, Nichi Vendola: “Saranno 35mila al massimo e non milioni gli ulivi da estirpare” dichiara il ministro nel corso della sua visita in Puglia, effettuata nella giornata di ieri “Anzi, secondo le stime, non si supererà il tetto dei 15mila”.

    martinaNonostante la situazione non sia così grave come alcuni organi di stampa hanno descritto, bisognerà comunque prendere delle decisioni molto delicate, perchè il rischio propagazione del virus rimane elevato, specie per i prossimi giorni quando il caldo comincerà a farsi sentire.
    Per non parlare dei danni economici che colpiranno i produttori locali: la decisione della Francia di interrompere le importazioni provenienti dalle regioni interessate dal virus rischia di innescare un effetto a catena tra gli altri paesi membri dell’Unione Europea, provando perdite rilevantissime agli agricoltori della zona.
    Il Governo è pronto ad affrontare l’emergenza e, come annunciato dal ministro Martina, subito dopo il varo del Def si studierà una misura per aiutare i produttori.
    Non è ancora chiaro se si tratterà di un decreto legge oppure no, l’intenzione del ministro è varare una norma derogatoria che dia la possibilità di accedere al Fondo nazionale di solidarietà per le calamità naturali.
    Allo stato attuale, infatti, non è possibile dichiarare lo stato di calamità naturale per emergenze fitosanitarie. La Puglia, però, ha bisogno di risorse per affrontare una situazione delicata, soprattutto considerata la momentanea indifferenza delle istituzioni europee.
    Per il 27 aprile, annuncia Martina, è previsto un tavolo tecnico a Bruxelles. In quell’occasione l’Italia chiederà un intervento dell’Europa come è avvenuto in altre situazioni simili. Fino a quella data, però, dovranno essere messe in atto tutte le misure preventive per evitare la propagazione del batterio.



  • Un evento per discutere sul presente del mondo delle cooperative e valutare opportunità future per la crescita delle imprese sociali.
    Si terrà a Parigi, il 23 aprile, l’assemblea generale di Cooperatives Europe. L’iniziativa, però, non sarà circoscritta all’assemblea, ci saranno, infatti, anche una serie di incontri, tavole rotonde e workshop che coinvolgeranno cooperative provenienti da tutta Europa.
    Uno spazio rilevante verrà riservato inoltre ai giovani cooperatori attraverso il Young European Co-operators Network: si tratta di un workshop aperto agli under 35 e che fungerà da antipasto dell’assemblea generale. È previsto, infatti, per il 22 aprile e sarà una straordinaria occasione per dare nuova linfa alla cooperazione europea attraverso un processo di contaminazione e di scambio di idee tra giovani cooperatori.
    I partecipanti potranno presentare l’attività della propria impresa sociale, svolgendo così una compagna promozionale del proprio operato e diffondendo su scala continentale i valori che li hanno spinti a fondare la propria cooperativa.

    parisIl main-event sarà concentrato nella giornata del 23 aprile. Nel corso della mattinata si svolgeranno due incontri: uno riguardante le politiche pubbliche a supporto dell’attività delle coop; un altro, invece, riguarderà ancora una volta i giovani cooperatori, a dimostrazione delle grande attenzione che verrà riservata loro in questa occasione.
    L’assemblea generale si terrà, invece, nel pomeriggio del 23.
    L’ultimo giorno, infine, sarà dedicato alla condivisione e all’interazione. Sono in programma, infatti, per la mattina del 24 aprile ben 8 workshop su tematiche differenti: si passa dai problemi delle coop agricole, al ruolo dei soci, passando per il tema della governance cooperativa e dell’immagine che hanno le coop in tutto il mondo.
    Questa serie di incontri vedrà come protagoniste anche due realtà italiane: la prima è Condiviso, che terrà un workshop dal titolo “The tree and the forest: how to deal with cooperatives public image and communication”; ci sarà poi l’Alleanza delle Cooperative italiane che avrà il compito di “trasportare” i cooperatori presenti al 2020, presentando le sfide e le opportunità che offrirà il prossimo futuro per il mondo delle coop.
    Per avere ulteriori informazioni sull’evento consultare il sito di Paris2015.



  • Mentre si fa a gara a condannare ed etichettare il mondo delle cooperative come una realtà corrotta e collusa, dai vertici fino alla base, la Guardia di Finanza apre gli occhi ai più miopi e ci mostra il reale specchio della nostra società.
    Sì perché la corruzione è evidentemente un fenomeno che non riguarda solo le coop, ma tutti i settori della realtà sociale italiana: dalla politica alla pubblica amministrazione, passando per le imprese e persino la magistratura.
    Il quadro, dunque, è più preoccupante di quanto si possa e si voglia credere. Basta guardare i numeri del 2014 per capire l’entità del fenomeno corruttivo in Italia.

    justice is servedUn dato su tutti è abbastanza eloquente e riguarda gli appalti. Le modalità di assegnazione di lavori, appalti e servizi hanno fatto discutere in questi giorni.
    Le inchieste giudiziarie hanno svelato un modus operandi di tipo particolarista che esula, dunque, dai criteri di trasparenza, efficienza e efficacia secondi i quali dovrebbe operare la P.A.
    Il rapporto della Guardia di Finanza ci fornisce un’ulteriore conferma di questa tendenza: circa un terzo degli appalti pubblici effettuati nel 2014 sarebbero irregolari, per un totale di 1,8 miliardi sui 4,6 totali, con circa mille persone denunciate e 44 arrestate.
    È evidente, dunque, che siamo di fronte ad un sistema logoro, con delle regole che non riescono a garantire la legalità. La normativa sugli appalti necessita di una riforma di natura sistemica, che ormai non può più aspettare.

    Colpiscono in egual modo i dati sui reati contro la pubblica amministrazione ed in generale la quantità di denaro sottratto alle casse dello Stato attraverso frodi ed evasioni di vario genere.
    Secondo la Guardia di Finanza nel solo 2014 ci sono stati sottrazioni ai danni dello Stato per un ammontare di 4 miliardi di euro!
    Nello specifico sono state concluse 1.079 indagini concluse da parte della Guardia di Finanza per reati contro la Pubblica Amministrazione, con 3.745 persone denunciate, di cui 1.031 per peculato, 932 per corruzione, 136 per concussione e 1606 per abuso d’ufficio. Solo per questo tipo di reati sono stati sottratti allo Stato 460 milioni di euro.
    A questi vanno aggiunti quelli derivanti da truffe nel settore previdenziale e nel sistema sanitario, nonché quelli relativi alle evasioni fiscali.
    Nel solo 2014 sono stati circa ottomila gli evasori scoperti, con 146 persone arrestate e beni sequestrati per un valore di un miliardo e 200 milioni di euro.
    Si tratta, in via definitiva, di numeri inquietanti che dovrebbero far interrogare amministratori e cittadini su quale sia il concetto di legalità nel nostro paese e se non sia il caso di effettuare una propaganda culturale davvero incisiva per provare a cambiare questo modus operandi ormai ancestrale.



  • È scomparso in data odierna, all’età di 63 anni, Giuseppe Maldini, storico presidente della cooperativa Orogel. Viene a mancare una figura di rilievo dell’imprenditoria italiana, un uomo che ha saputo dare lustro alla sua azienda nei suoi oltre dieci anni di presidenza.
    Il settore ortofrutticolo rappresenta senza dubbio uno dei punti di riferimento dell’alimentare italiano e Maldini è stato in grado di interpretare al meglio le esigenze del comparto, anche durante il periodo di crisi.

    logo alleanzaIl suo operato ha avuto una grande rilevanza anche per la cooperazione agroalimentare italiana, di cui Orogel Fresco fa parte a pieno titolo. Per questo motivo Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari italiane, ha voluto esprimere il cordoglio dell’Alleanza per la sua scomparsa: “Con Giuseppe Maldini scompare un grande amico e uno dei più validi protagonisti della cooperazione agricola nazionale, un ottimo dirigente stimato da tutti, che ha saputo guidare con lungimiranza e passione una delle più grandi realtà produttive a livello nazionale del nostro made in Italy”. 

    Il Gruppo Orogel è cresciuto in maniera imponente durante la gestione Maldini, iniziata nel 2003, riuscendo a confrontarsi in maniera vincente con i maggiori competitors a livello internazionale. La produzione ortofrutticola della cooperativa cesenate si distingue per la sua alta qualità e per l’implementazione di sistemi produttivi biologici; un metodo produttivo che veicola il rispetto dell’ambiente e dei consumatori cui è destinato il prodotto.
    Un lavoro, quello di Maldini, che ha portato risultati rilevanti anche al di fuori della propria azienda, grazie agli incarichi di rappresentanza ricoperti all’interno del mondo cooperativo.
    Mercuri esprime tutto il suo ringraziamento per quello che il leader di Orogel ha saputo dare alla realtà cooperativa in tutti questi anni: “Maldini ha rivestito nel corso degli anni diversi incarichi nel movimento cooperativo, a livello regionale, nazionale e comunitario – dichiara Mercuri – ed ha sempre lavorato con determinazione competenza per rafforzare la competitività delle aziende che operano nel settore ortofrutticolo”.
    La cooperazione perde dunque una personalità dalla grande sensibilità, un uomo che ha saputo incarnare i valori mutualistici e democratici che da decenni contraddistinguono il mondo delle imprese sociali italiane.
    Anche Cooperativeitalia si unisce al ricordo dell’Alleanza ed esprime tutto il proprio cordoglio alla famiglia.



  • Il tema delle false cooperative è una questione all’ordine del giorno nel dibattito pubblico italiano degli ultimi mesi.
    I recenti scandali giudiziari hanno messo in evidenza come siano moltissime in Italia le coop che non rispettano la legge e riescono abilmente ad eludere i controlli. Il tutto a discapito delle cooperative sane, arrecando loro non solo un evidente danno d’immagine, ma anche delle perdite rilevanti dal punto di vista economico.

    La piaga delle false cooperative viene combattuta aspramente da Confcooperative, che per bocca del suo presidente Maurizio Gardini, invoca da tempo un quadro legislativo in grado di contrastare in maniera efficace questo fenomeno.
    Nel corso di un’intervista al Tg5, Gardini ha affrontato la questione, parlando anche del tipo di danno che viene arrecato alle imprese sociali che rispettano le regole.
    Le nostre cooperative sono parte lesa in questo processo che noi abbiamo più volte denunciato.” dice il vertice di Confcooperative “La lotta alla cooperazione spuria è la nostra battaglia”. 

    confcooperativeLe cosiddette coop “fantasma” riescono a ridurre in maniera esponenziale il proprio costo del lavoro, aggirando il contratti collettivi ed assumendo così un enorme vantaggio competitivo rispetto alle altre imprese.
    Nel servizio del Tg5 vengono mostrati i dati sulle retribuzioni dei lavoratori nelle cooperative, nonché il costo medio di un dipendente per le imprese. Secondo Confcooperative lo stipendio medio di un lavoratore coop si aggira attorno ai 1.200 euro, fino ad arrivare ad un tetto massimo di 1.900 euro.
    Di converso le false cooperative offrono ai propri dipendente contratti da 500 euro mensili, il che consente loro di risparmiare enormemente sul costo del lavoro e di avere una posizione competitiva vantaggiosa nel momento in cui presentano un’offerta nelle gare d’appalto.
    Ecco perché molte coop sono costrette a chiudere i battenti, annientate da un quadro legislativo e fiscale per nulla favorevole.
    Gardini espone, a tal proposito, un dato esemplificativo: “Un lavoratore che viene retribuito 1.000 euro al mese ha un costo aziendale di oltre 25.000 euro. È una sproporzione che ci mette fuori mercato con il resto dell’Europa”.
    Una riduzione della pressione fiscale, ottenuta magari attraverso un’efficace operazione di lotta alla corruzione e ai fenomeni elusivi, rappresenterebbe certamente una boccata d’ossigeno per il mondo della cooperazione, considerato in tutto il mondo come il marchio doc del “made in Italy” e dell’industria di qualità italiana.

     

     



  • Il mondo delle start up è una realtà in fermento. L’Italia deve ancora apprendere molto dagli Stati Uniti e dall’Europa del Nord, territori estremamente fertili per le Pmi e le imprese innovative, a differenza di un paese, il nostro, in cui è difficile ottenere un finanziamento e dove l’apparato burocratico è estremamente farraginoso.
    Non mancano, però, idee ed intraprendenza ai giovani startupper italiani. Un tale potenziale creativo non può essere sprecato, perchè è proprio dall’innovazione, attraverso un processo bottom-up, che l’Italia può riprendere la strada della crescita.
    Per questo motivo vi offriamo un quadro dei principali bandi e concorsi attualmente in vigore per poter avviare una start up e ricevere dei finanziamenti.

    Uno dei concorsi più importanti è Call for Ideas di Wcap, l’acceleratore di Tim. Verranno selezionati i migliori 40 progetti che presentano idee d’impresa nell’area del digitale.
    Tra questi verranno prese in considerazione, ad esempio, start up nel campo della smart city, data analysis, social network, mobile e tanti altri micro-settori digitali.
    I vincitori riceveranno un finanziamento di 25.000 euro e potranno avere accesso ad uno dei quattro acceleratori Tim presenti a Milano, Bologna, Roma e Catania. Ci sarà tempo fino all’11 maggio per presentare la propria candidatura.

    startIl bando Speed MI Up, invece, non si rivolge solamente a start up nel campo delle nuove tecnologie, ma mira a formare management competente in qualsiasi settore dell’attività d’impresa. Verranno scelte trenta start up che potranno seguire un percorso di formazione tenuto dai professori dell’Università Bocconi, del SDA Bocconi School of Management e da professionisti di Formaper.
    La domanda in questo caso dovrà essere inviata entro il 16 aprile.

    È giunto, invece, alla settima edizione Enlabs, il programma di accelerazione che fornisce 60.000 euro di finanziamento alle start up innovative vincitrici ed un percorso di 5 mesi presso l’acceleratore di Enlabs che ha a sede a Roma.
    Durante questi cinque mesi le imprese riceveranno istruzioni operative su come avviare la propria azienda e come collocarsi sul mercato, attraverso un programma intenso basato sulla formazione ed mentoring del management. Le domande d’iscrizione dovranno essere presentate entro il 5 maggio.
    È dedicato, infine, esclusivamente alle start del Sud Italia, il concorso Think4South, organizzato da Groupama Assicurazione. L’intento dell’iniziativa è investire sui progetti di sviluppo in territori dall’alto tasso di disoccupazione e dal tessuto industriale piuttosto debole.
    Le idee migliori verranno premiate con un finanziamento di 15.000 euro e riceveranno il supporto tecnico adeguato per poterle realizzate. In questo caso c’è tempo fino al 15 maggio per presentare la propria candidatura.

    Di seguito riportiamo i link dei bandi appena elencati, in modo da consentirvi di reperire ulteriori e più dettagliate informazioni:

    Call for Idea di WCap

    Speed MI Up

    Enlabs

    Think4South

     

     

     



  • Tanto, troppo fango sul mondo delle cooperative e allora Legacoop sceglie la linea dura. Come annunciato da Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, la centrale di rappresentata denuncerà il vice presidente della Camera dei Deputati, il grillino Luigi Di Maio.
    L’esponente del Movimento 5 Stelle ha usato in questi giorni delle espressioni molto pesanti nei confronti delle coop, alludendo ad una collusione tra il mondo delle imprese sociali e la criminalità organizzata.

    legacoopAffermazioni molto gravi arrivate dopo l’arresto di alcuni dirigenti della Cpd Concordia. Si tratta di un altro scandalo che svela il malaffare presente nel mondo dell’imprenditoria sociale e che arriva solo a qualche mese di distanza dalle vicende romane di Mafia Capitale.
    La corruzione è un male tipicamente italiano ed affligge tutti i settori della società: politica, pubblica amministrazione ed imprese. Le cooperative non sono certamente esenti, ma alludere alle coop come ad un mondo totalmente corrotto, significa gettare al vento anni di storia, valori e lavoro.
    Di Maio ha insistito più volte nel denunciare la realtà, a suo avviso marcia, che circonda le imprese sociali. Nella giornata di ieri il deputato grillino lanciava il suo monito su Facebook: “Per fermare l’ennesima tangentopoli italiana bisogna mettere le mani nelle cooperative”.
    Una denuncia continuata oggi, quando Di Maio si è recato alla procura di Napoli ed ha incontrato i procuratori aggiunti Alfonso D’Avino e Luigi Frunzio. Un incontro nel quale il grillino ha chiesto di indagare sui rapporti tra le cooperative e le associazioni criminali.

    Le parole di Di Maio non sono piaciute ai vertici di Legacoop, che attraverso le dichiarazioni del presidente Lusetti ha sferrato un duro attacco nei confronti del vice presidente della Camera: “ Di Maio continua a farneticare su questioni che non conosce e delle quali dovrà rendere conto. Spero che almeno abbia il coraggio di non trincerarsi dietro l’immunità parlamentare…Anche per il suo ruolo istituzionale, dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare di noi”.
    E con queste dure parole rende noto che verrà presentata una denuncia contro Di Maio, con la quale intende tutelare l’immagine delle cooperative, un’immagine vilipesa dal comportamento di alcuni associati e dal pressapochismo di chi cerca di cavalcare l’onda dell’opinione pubblica per raggiungere obiettivi particolaristici.



  • Formare le cooperative sulle opportunità che il mercato internazionale offre loro. È questo l’obiettivo di Internazionalizzazione Start Up, il programma dedicato alle imprese italiane con l’obiettivo di favorire la loro internazionalizzazione e di promuovere l’immagine del “made in Italy” in tutto il mondo.
    Conosciamo benissimo l’importanza dell’export per il nostro tessuto economico, soprattutto in un periodo di grave recessione. La svalutazione dell’Euro rendono i nostri prodotti maggiormente appetibili sul mercato internazionale: questo momento storico rappresenta, dunque, un’opportunità che le nostre aziende innovative non possono lasciarsi sfuggire.
    Per cogliere al meglio le occasioni offerte dai contesti esteri, bisogna, però, conoscere a fondo il quadro legale, fiscale ed economico delle realtà di riferimento; senza una conoscenza adeguata dei territori nei quali si andrà ad investire non sarà possibile effettuare una reale internazionalizzazione delle nostre imprese.

    umanitàIl Piano Internazionalizzazione Start Up intende perseguire questo obiettivo attraverso un cammino formativo che si concluderà poi con una missione finale in Serbia.
    Terminata la prima fase di formazione e di alfabetizzazione all’internazionalizzazione, si entra nel vivo con un Road Show che toccherà tutte le federazioni regionali italiane.
    Si tratta di una serie di incontri sui territori che mira ad espandere l’interesse e le conoscenze sul tema dell’esplorazione dei mercati esteri, nonché a raccogliere le adesioni in vista della missione in terra serba che si terrà nell’autunno del 2015.
    Il Road Show, iniziato il 27 marzo con un incontro ad Ancona che ha coinvolto le federazioni di Marche, Umbria ed Abruzzo, proseguirà nei prossimi giorni. Già domani a Firenze e a Palermo avremo la terza tappa, prima dell’approdo a Napoli il 22 aprile, quando verranno coinvolte le federazioni regionali di Campania, Lazio e Calabria.
    Sarà certamente un’opportunità formativa importante per tutte le cooperative: i prodotti ed i servizi di qualità delle coop italiane, infatti, possono trovare uno sbocco di rilievo sui mercati esteri.
    Ecco perchè Internazionalizzazione Start Up rappresenta il presente, ma soprattutto il futuro del mondo cooperativo.

    Le iniziative per favorire l’export nostrano, non si fermano, però, ad Internazionalizzazione Start Up.
    L’ICE,  Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha indetto, infatti, un percorso formativo denominato ICE Export Lab, destinato a 30 PMI manifatturiere e di servizi, start-up, Consorzi, Reti di impresa e Poli tecnologici delle regioni del Sud Italia.
    Il programma riguarda nella specifico Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Risulta quanto mai importante formare le imprese del Mezzogiorno per implementare lo sviluppo economico in regioni tradizionalmente arretrate rispetto alle altre zone d’Italia.
    Il programma si divide in tre fasi: formazione in aula, affiancamento in azienda e incubazione all’estero. L’ultima parte del progetto sarà certamente stimolante poiché consentirà alle imprese selezionate di sviluppare il proprio piano d’impresa nel territorio estero prescelto.
    Per effettuare questa operazione Ice fornirà alle aziende tutto il supporto tecnico e teorico necessario.



  • Un evento per dire il proprio “no” a tutte le mafie e lanciare proposte di sviluppo etico. Confcooperative Sicilia riunisce la forze sane della società civile per lanciare un messaggio forte e chiaro alle associazioni criminali e per dare speranza a chi crede in un progresso economico e morale anche nei territori colpiti dalla mafia.
    Nella giornata di domani 9 Aprile, presso il Centro Zò di Catania, si terrà l’evento “Insieme contro le mafie e la corruzione”, organizzato da Confcooperative Sicilia. Sarà un’occasione di confronto importante tra membri delle istituzioni ed esponenti di rilievo della società civile.

    confcoop siciliaSaranno presenti all’iniziativa, infatti, il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ed il procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi, oltre al presidente di Confcooperative Sicilia, Gaetano Mancini, ed i vice-presidenti di Confindustria e Libera, Ivan Lo Bello e Davide Pati.
    Modera l’incontro il giornalista Salvo Fallica; l’evento sarà concluso dall’intervento del presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini.
    Proprio il dialogo tra Stato e società civile sarà il tema centrale dell’iniziativa. Solo attraverso un’intensa collaborazione tra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini comuni è possibile, infatti, creare quel quadro legale e quella coscienza collettiva in grado di arginare la propagazione del fenomeno mafioso.

    Negli ultimi anni la mafia ha cambiato i proprio connotati: ha smesso di combattere lo Stato in maniera violenta attraverso l’uccisione di politici, giudici ed amministratori, cercando, invece, di controllare dall’interno le istituzioni.
    La mafia ha raggiunto l’obiettivo di sostituirsi allo Stato e lo ha fatto in maniera quasi in dolore. Il connubio tra politica, pubblica amministrazione ed associazioni a delinquere è quanto di più pericoloso possa esistere per lo sviluppo etico e meritocratico di una società,
    L’evento organizzato da Confcooperative Sicilia intende lanciare un messaggio di allarme che non sia però fine a sé stesso. All’interno di “Insieme contro le mafie e la corruzione”, infatti, saranno veicolate anche una serie di proposte operative per uno sviluppo sano, trasparente ed etico.
    La società civile deve e può reagire, perché la Sicilia e le altre terre oggetto dell’appropriazione violenta di stampo mafioso, hanno il diritto ed il dovere di credere ad un progresso meno egoistico e più cooperativo, meno corrotto e più etico.