Parte la quinta edizione del Master in Nuovi orizzonti di cooperazione e diritto internazionale, organizzato da Focsiv – Volontari nel Mondo e Pontificia Università Lateranense.
Il corso intende formare figure professionali nel campo della cooperazione allo sviluppo e della co-progettazione tra profit, non profit e istituzioni al fine di valorizzare il principio della sostenibilità sociale ed ambientale. Può iscriversi al master chi è in possesso di titolo di laurea triennale, magistrale o vecchio ordinamento ed è interessato a lavorare nelle organizzazioni internazionali, nelle ONG o in aziende e cooperative che promuovono azioni di internazionalizzazione nel pieno rispetto dei diritti umani, della sostenibilità ambientale, del lavoro e della cultura dei paesi coinvolti.
Il master si articolerà in diverse fasi: 300 ore di didattica frontale, 150 ore di project work, 400 ore di studio individuale, 500 ore di stage, 150 ore di elaborazione e discussione tesi conclusiva. L’offerta formativa prevede quattro moduli:
- cooperazione internazionale;
- diritto internazionale e diritti umani;
- economia della cooperazione internazionale;
- responsabilità sociale nell’internazionalizzazione dell’impresa.
Le lezioni si concentreranno sulle tematiche emergenti della cooperazione allo sviluppo ponendo particolare attenzione alla questione della co-progettazione tra profit, non profit e istituzioni, aspetto di grande interesse anche alla luce della riforma del Terzo Settore che porterà le organizzazioni non profit ad essere sempre più coinvolte nell’elaborazione di politiche per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio. Con il nuovo quadro normativo, infatti, gli enti del terzo settore non saranno solo erogatori di servizi, ma veri e propri attori delle politiche pubbliche.
Il master si svolgerà presso l’Università Lateranense in piazza S. Giovanni in Laterano, 4 a Roma, dal 23 gennaio al 21 giugno 2018 nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, dalle 15:00 alle 19:00. Terminate le ore di didattica frontale gli studenti effettueranno un lavoro di gruppo sulla programmazione di politiche e la progettazione di interventi dall’alto valore sociale, prima di concludere il corso con uno stage della durata di 500 ore da effettuare in Italia o all’estero in organizzazioni internazionali, ONG, istituzioni o associazioni.
Il costo del Master è di 2.500 euro. C’è, però, la possibilità di ottenere due borse di studio a copertura totale indette da Focsiv con il contributo di Ubi Banca e una a copertura parziale con il contributo di Human Foundation.
Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre il 30 novembre 2017. Qui trovate tutti i link per scaricare il bando ed il modulo d’iscrizione ed avere le informazioni necessarie per accedere alle borse di studio.


Proprio questi temi sono stati al centro del dibattito assembleare. Per far crescere l’impresa cooperativa è necessario, infatti, rafforzare e ripulire l’immagine del mondo della cooperazione e saperla comunicare al meglio. Oggi le cooperative possono essere uno strumento importante per uscire dalla crisi, generare valore economico e sociale ed aumentare i livelli di giustizia all’interno della società.
Coopstartup FVG offre ai vincitori una serie di strumenti fondamentali per sviluppare al meglio la propria impresa cooperativa. I partecipanti, infatti, potranno seguire dei corsi, sia online che offline, per comprendere come redarre un business plan e saranno protagonisti di programmi di veri e propri programmi di accelerazione per startup.
In questa fase storica vengono rilevati tassi di mortalità e di natalità più alti rispetto al mondo delle imprese. Le realtà che hanno chiuso la propria attività (oltre 62mila) hanno delle caratteristiche ben definite: sono in genere imprese di piccola dimensione e poco strutturate che utilizzano forme di lavoro flessibili. Dall’altra parte, invece, ci sono molti enti non profit che sono addirittura riusciti ad aumentare i posti di lavoro (+4% nel periodo preso in considerazione dall’Istat) grazie ad un miglior radicamento sul territorio, a maggiori risorse umane ed economiche e ad un’offerta di servizi più ampia. È evidente, dunque, come le imprese sociali siano chiamate oggi a fare un salto di qualità dal punto di vista organizzativo, incentivando forme di aggregazione e di collaborazione che permettano loro di variare l’offerta e di aumentare le competenze interne.
gestione. Il 17 ottobre si parlerà di comunicazione. Avrà ovviamente grande spazio il digitale: verrà spiegato, infatti, come può essere raccontata l’attività di una cooperativa attraverso il web marketing ed i social media.
cooperazione si sta facendo trovare pronto alla nuova sfida. Proprio in occasione dell’Innovation Week l’Alleanza ha presentato tre progetti altamente innovativi: un sistema che consente la diagnostica preventiva delle malattie della terza età, un sistema gestionale per migliorare i processi produttivi nella filiera del Grana Padano ed una piattaforma che gestisce ed eroga i servizi di materia di arte e spettacolo.
Il provvedimento agisce su due piani. Da una parte, infatti, si cerca di favorire gli investimenti privati attraverso fondi specifici, dall’altra è previsto l’intervento diretto dello Stato per lo sviluppo delle infrastrutture. Uno degli aspetti più importanti della legge è l’istituzione di un Fondo da 100 milioni di euro per gli investimenti nei piccoli comuni. Per il primo anno sono stati già garantiti 10 milioni che consentiranno alle imprese di avviare attività commerciali abbassando il rischio imprenditoriale.
imprenditori si chiederanno a questo se le visione dei programmi Rai in streaming obblighi comunque al pagamento del cosiddetto Canone speciale.
diffusione della violenza sul web. Ciascun istituto scolastico, infatti, dovrà formare il proprio personale su questo tema e dovrà nominare un proprio referente interno che avrà il compito di coordinare le attività di prevenzione e contrasto al cyberbullismo.
dell’Alleanza nell’Intenational Cooperative Alliance – Youth, lavorerà a stretto contatto con i referenti di Agci, Confcooperative e Legacoop per la creazione di un’unica squadra cooperativa che superi le divisioni dettate dalle sigle diverse, portando allo stesso tempo le istanze italiane anche nelle organizzazioni di rappresentanza europee. «Sono felice di questa elezione – ha detto il neo coordinatore a margine dell’Assemblea – che arriva da un percorso condiviso dai tre gruppi che hanno ragionato su un modello di governance snello, operativo e nuovo che vede un coordinatore terzo rispetto ai ruoli apicali delle rispettive organizzazioni giovanili. Rappresentanza, comunicazione e formazione, territori e valori, i temi sui quali lavoreremo e con i quali andremo a promuovere la buona cooperazione”. 


femminile, e un approccio inclusivo, attento alle persone svantaggiate”.