• bando welfare che impresa! 2017

    Dopo i risultati positivi dell’anno scorso, riparte il bando Welfare che impresa!. La call, promossa da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco, Fondazione Golinelli e UBI Banca, premia i migliori progetti di welfare comunitario realizzati da startup sociali, composte prevalentemente da giovani under 35.

    La social innovation e la digital social innovation sono state le due parole chiave della presentazione del bando, avvenuta nella giornata di ieri a Milano e che ha visto anche la presenza dei due vincitori della passata edizione: Bed&Care (piattaforma che offre servizi di assistenza alla persona e noleggio per il turismo accessibile) e Smart Donor (web app per i donatori di sangue).

    Il mondo del welfare ha bisogno di uno slancio innovativo che lo allontani bando welfare che impresa! 2017dalle logiche assistenziali e dai finanziamenti a pioggia, avvicinandolo altresì alle comunità locali e alle loro capacità di trovare risposte a bisogni nuovi.
    Il bando Welfare che impresa! intende sviluppare l’universo delle startup sociali, premiando le realtà che offrono al tempo stesso un alto livello di innovazione tecnologica e di impatto occupazionale e sociale sui territori.

    I progetti dovranno riguardare i seguenti ambiti:

    • Agricoltura sociale;
    • Valorizzazione del patrimonio culturale e conservazione del paesaggio;
    • Welfare culturale e inclusivo
    • Servizi alla persona e welfare comunitario

    Il bando Welfare che impresa! premia le tre migliori idee per le categorie Nord, Centro Italia e Sud.
    I vincitori riceveranno:

    • un premio in denaro di 20.000 euro messo a disposizione rispettivamente da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Golinelli e Fondazione Bracco;
    • un finanziamento fino a 50.000 euro, a tasso 0%, della linea UBI Comunità per soggetti non profit, insieme a un conto non profit online gratuito;
    • un percorso di incubazione o accelerazione della durata di 4 mesi, del valore di 5.000 euro, a cura rispettivamente di PoliHub, Social Fare e Campania NewSteel.

    I Promotori, inoltre, si riservano di premiare ulteriori idee progettuali oltre alle 3 sopra riportate per un monte premi complessivo del concorso fino a 300.000 euro.

    Il concorso offre a tutti i partecipanti la possibilità di migliorare le proprie competenze e sviluppare la propria idea d’impresa a prescindere dal risultato del bando attraverso un corso di e-learning sul welfare di comunità, la misurazione dell’impatto sociale e la digital social innovation. Verranno dati, inoltre, dei consigli pratici su come svolgere un elevator pitch e su come realizzare un buon business plan.

    I dodici finalisti, infine, potranno seguire un workshop formativo della durata di due giorni, al termine del quale saranno affiancati da un mentor che li aiuterà a realizzare il pitch finale.
    Le domande di partecipazione devono essere presentate entro le ore 12 del 15 settembre 2017. Per ulteriori informazioni sul bando potete consultare il regolamento.


  • e-commerce-italia

    Nel 2024 l’India diventerà lo Stato più popolato del mondo, sorpassando la Cina. 

    Lo rivela l’Onu nel suo rapporto annuale sulla popolazione mondiale. Il trend emerso negli ultimi anni, quindi, è confermato dalle rilevazioni delle Nazioni Unite. L’India è uno dei pochi paesi al mondo dove il tasso di fertilità è in aumento, il che la porterà a superare, tra sette anni, il numero di abitanti della Cina, al momento ferma a quota 1,4 miliardi di abitanti.
    I dati più importanti del rapporto dell’Onu, però, riguardano l’aumento della popolazione mondiale e degli over 60.

    I problemi di una società sempre più vecchia

    e-commerce-italiaPiù volte in questa sede abbiamo parlato della riduzione del tasso di fertilità e parallelamente dell’invecchiamento della popolazione e del loro possibile impatto sui sistema di welfare e sul mondo del lavoro.
    Una società sempre più vecchia rischia di mettere ulteriormente in difficoltà un apparato assistenziale che, al momento, sembra incapace di rispondere alle mutate esigenze dei cittadini e a costi sempre più ingenti.
    Un problema che rischia di diventare irrisolvibile tra qualche anno, soprattutto se non verranno incentivate forme di turnover generazionale e rivoluzionati i modelli di welfare in un’ottica comunitaria e partecipata.

    Il rapporto dell’Onu

    Secondo i dati dell’Onu, la popolazione mondiale continuerà ad aumentare sfiorando i 10 miliardi di abitanti nel 2050. I ritmi di crescita sono, però, molto più lenti rispetto al passato per via della diminuzione del tasso di fertilità.
    Come riportato dalle Nazioni Unite, più della metà dell’aumento della popolazione interesserà solo nove paesi, ovvero India, Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Pakistan, Etiopia, Tanzania, Stati Uniti, Uganda e Indonesia.
    La Nigeria diventerà, addirittura, il terzo paese più affollato del mondo, superando gli Stati Uniti.

    Preoccupa, inoltre, come accennato in precedenza, l’invecchiamento della popolazione, un fenomeno che abbiamo più volte analizzato in relazione all’Italia, ma che interessa gran parte delle nazioni mondiali.
    Secondo il rapporto dell’Onu, il numero degli over 60 crescerà a ritmi molto sostenuti, passando dai 962 milioni attuali a 2,1 miliardi nel 2050. Una cifra più che doppia rispetto ai giorni nostri e che deve per forza di cose spingere le istituzioni, le imprese tradizionali ed il terzo settore ad interrogarsi per trovare nuove soluzioni in materia di lavoro per i giovani e di welfare per una società sempre più vecchia.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Attualità – Legge sullo ius soli torna in Parlamento. Provvedimento estende cittadinanza ai figli di migranti residenti in italia da 5 anni.
    • Agroalimentare – Il vero latte è animale. Una sentenza della Corte Ue vieta la denominazione latte per la soia e il riso.
    • Fare impresa – Un fondo per le imprese colpite dal sisma. Prestiti fino a 30mila euro per i costi di ricostruzione e per la liquidità.
    • Cooperative – Parte il premio Legacoop Estense: 10mila euro per la migliore startup cooperativa di Modena e Ferrara.


  • Le notizie della settimana di CoopTG: 

    • Cooperative – Confcooperative lancia Work in class. Parte il progetto di alternanza scuola-lavoro per diffondere i valori cooperativi.
    • Welfare -Aumentano gli italiani senza cure mediche. Sono 12 milioni i cittadini che rinunciano ai trattamenti sanitari per motivi economici.
    • Ambiente – Terminato il festival dello sviluppo sostenibile. L’Asvis propone di inserire in costituzione il principio della sostenibilità.
    • Sanità – In vigore il decreto sui vaccini sanzioni: da 500 a 7.500 euro per chi non rispetta gli obblighi imposti dalla legge.


  • Le notizie della settimana di CoopTG:
    • Economia – Approvata la manovra correttiva: istituito un fondo per le mense biologiche, inseriti incentivi per l’editoria.
    • Lavoro – Disoccupazione ai minimi dal 2012. Aumentano gli occupati, soprattutto tra gli ultracinquantenni.
    • Cooperative – Riapre l’ostello Locride. Il gruppo cooperativo Goel risponde agli attentati ristrutturando bene confiscato.
    • Non profit – Nel 2016 scomparsi 6.500 minori stranieri: la maggior parte dei bambini viene dall’Egitto.


  • Secondo l’ultima rilevazione dell’Istat, nel mese di aprile 2017 l’Italia fa registrare un netto calo del tasso di disoccupazione e del numero di disoccupati. I dati dell’istituto di statistica segnalano un tasso di disoccupazione dell’11,1% (dato minimo dal settembre 2012), con una variazione negativa dello 0,4% su base mensile e dello 0,6% su base annua. 

    Cala anche il numero di persone in cerca di lavoro. Rispetto a marzo, infatti, ci sono 105mila disoccupati in meno (-3,5%), mentre nel confronto con l’anno precedente si registra una riduzione di ben 146mila unità.
    I dati sono senza dubbio positivi e sono confermati dalle rilevazioni sul numero di occupati. In Italia, secondo l’Istat, nel mese di aprile 2017 la stima degli occupati è salita dello 0,4% su base congiunturale (+94 mila unità); rispetto ad un anno fa, invece, gli occupati sono aumentati di 277mila unità.
    La crescita interessa soprattutto i lavoratori dipendenti (+380mila), mentre diminuisce il numero di indipendenti (-103mila).

    Uno degli aspetti più importanti della rilevazione Istat riguarda la componente anagrafica. I dati di aprile confermano una tendenza emersa negli ultimi mesi. A trainare il mercato del lavoro italiano e la sua ripresa sono soprattutto gli over 50. Come evidenzia l’Istat, infatti, la crescita degli occupati è particolarmente accentuata tra gli ultracinquantenni (+362 mila) e più contenuta tra i 15-34enni (+37 mila), mentre calano i 35-49enni (-122 mila).
    L’innalzamento dell’età pensionabile ed il generale invecchiamento della popolazione italiana iniziano, dunque, a modificare in maniera strutturale il mercato del lavoro nostrano. La conferma viene anche dati sulla disoccupazione giovanile, rimasta stabile al 34% rispetto al mese precedente e diminuita di 3 punti percentuali nel confronto con aprile 2016.
    Il prospetto dell’Istat offre, in via definitiva, dei motivi per essere ottimisti, soprattutto per via del costante aumento del numero di lavoratori dipendenti, assunti sia con contratti a termine che a tempo indeterminato. Bisognerà, però, invertire la tendenza della componente anagrafica, provando ad incentivare in maniera decisa il turnover generazionale e ridando fiducia a quell’esercito di giovani che non lavora e non cerca lavoro.


  • rigenerazione-urbana

    Un emendamento alla Manovra correttiva 2017 (Decreto legge n.50 del 24 aprile 2017) ha inserito degli incentivi fiscali per le imprese ed i lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. 

    La misura è presente all’articolo 57 bis della suddetta Manovra correttiva ed intende favorire la crescita delle imprese attraverso l’utilizzo di strumenti pubblicitari, investendo allo stesso tempo nel settore dell’editoria.
    Il contributo sarà emesso sotto forma di credito d’imposta e sarà valido solo per gli investimenti il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.
    Nello specifico il credito d’imposta coprirà il 75% del valore incrementale delle spese effettuate l’anno precedente, mentre arriverà a coprire il 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative.

    rigenerazione-urbanaIl decreto specifica che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento saranno rese note le modalità ed i criteri di attuazione degli incentivi, con particolare riferimento agli investimenti che danno accesso al beneficio, ai casi di esclusione, alle procedure di concessione e di utilizzo del beneficio, alla documentazione richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa, stabilito annualmente con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    L’articolo 57 bis della Manovra correttiva stabilisce, inoltre, che ogni anno verrà indetto un bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione, con l’obiettivo di stimolare la nascita di progetti innovativi in questo settore e avere una maggiore diffusione delle tecnologie digitali.
    Per ulteriori informazioni sugli incentivi fiscali per le campagne pubblicitarie e sulle altre misure contenute nella Manovra qui trovate il testo completo con i relativi emendamenti.



  • Le notizie della settimana di CoopTG: 


  • sprar-migranti

    Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome, ha pubblicato il bando per la selezione di 47.529 volontari per il Servizio Civile Nazionale. 

    Sono 4.794 i progetti approvati, di cui 1.887 inseriti nell’Albo Nazionale e 2.907 negli Albi delle Regioni e Province autonome. I ragazzi, dunque, avranno un’ampia possibilità di scelta. Ci sarà, inoltre, l’opportunità di svolgere il Servizio civile all’estero, con ben 94 progetti da realizzare fuori dai confini italiani.
    Possono partecipare al bando i ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 28 anni che sono cittadini italiani, di Paesi appartenenti all’Unione europea oppure non comunitari, ma regolarmente soggiornanti in Italia e che sono interessati a svolgere attività nel settori dell’assistenza sociale, della protezione del patrimonio culturale, ambientale e civile, dell’agricoltura sociale, ecc. Sono esclusi, invece, i ragazzi che hanno già partecipato al Servizio civile o che abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

    sprar-migrantiI partecipanti possono presentare domanda per un solo progetto di Servizio civile tra quelli iscritti all’Albo Nazionale e agli Albi delle Regioni e Province autonome, pena l’esclusione dalla selezione.
    La domanda dovrà essere inoltrata direttamente all’ente che realizza il progetto scelto. Lo stesso ente dovrà poi procedere alla selezione dei candidati attraverso un colloquio e caricare la graduatoria dei ragazzi selezionati nel sistema informatico “UNICO – Helios” entro e non oltre il 31 ottobre 2017, pena la non attivazione del progetto.

    Le richieste di partecipazione dovranno essere inviate solo via Posta Elettronica Certificata (PEC), a mezzo raccomandata “A/R” o consegnate a mano.
    I volontari che svolgono il Servizio Civile in Italia riceveranno una retribuzione mensile di 433,80 euro.
    Le domande di partecipazione devono essere inviate entro le ore 14 del 26 giugno 2017. Per ulteriori informazioni potete consultare il bando .



  • Nasce Cooperjob, la piattaforma per la ricerca del lavoro “con valore sociale” creata dal gruppo cooperativo CGM.

    Il progetto si inserisce all’interno di un mondo, quello delle agenzie di somministrazione, con molte lacune. L’obiettivo di CGM è sopperire ad alcune di esse, creando una piattaforma radicata sul territorio, open data e capace di creare un rapporto diretto tra domanda e offerta di lavoro.
    Il progetto è nato attraverso un autofinanziamento di 40mila euro e con una quota del 20% del fatturato di CGM destinato alla creazione della piattaforma. L’ambizione di Cooperjob, però, è diventare una public company partecipata attraverso un azionarato su base nazionale.
    Tra giugno e luglio, hanno annunciato i vertici del gruppo cooperativo, saranno emesse le prime azioni da 100 euro, senza ulteriori costi di transazione per chi le acquisisce.

    Il progetto

    Cooperjob, come detto, favorisce la disintermediazione. Per questo motivo, sia le aziende che i lavoratori possono trovare in maniera autonoma il candidato o l’offerta di lavoro che fa per loro. Le imprese dispongono di una piattaforma professionale di Hr, con disponibilità di anagrafica dettagliata, ricerca libera, pubblicazione di vacancies e connessione con i propri social media aziendali.
    I lavoratori, invece, possiedono un browser attraverso il quale filtrare le offerte di lavoro ed inviare la propria candidatura. Uno degli aspetti più innovativi di Cooperjob è la possibilità di effettuare dei video di presentazione attraverso i quali descrivere le proprie competenze o la propria attività. All’interno della piattaforma, infatti, è presente anche una web TV dove saranno raccontate le storie delle aziende e dei lavoratori e soprattutto si cercherà di raccontare l’Italia del lavoro, con i suoi successi, i suoi fallimenti e le sue prospettive.
    La web TV presenta anche una sezione news, dove vengono pubblicate informazioni sulle ultime novità legate al mondo del lavoro e forniti consigli in merito a possibili investimenti da effettuare.



  • Le notizie della settimana di CoopTG: 


  • internet-italia

    La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva e quasi all’unanimità (432 voti favorevoli ed un solo astenuto) la legge sulla tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. 

    Il provvedimento è stato protagonista di un iter parlamentare di quasi due anni, dal momento che era stato approvato in prima lettura al Senato addirittura il 20 maggio 2015. Oggi, dopo le accuse di voler limitare la libertà di espressione, arrivate dopo la prima approvazione alla Camera, abbiamo (finalmente) una legge contro il cyberbullismo.
    Nel testo approvato non c’è alcun riferimento alla categoria del bullismo e ai maggiorenni come vittima di molestie sul web. Si è scelto, invece, di legiferare su un fenomeno specifico che colpisce soprattutto i minori, cercando di attivare delle azioni di prevenzione e di informazione sui rischi del web che dovrebbero essere operative già dal prossimo anno scolastico.

    Definizione di cyberbullismo

    Il nuovo testo definisce, innanzitutto, la categoria giuridica di cyberbullismo come “ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, internet-italiadenigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo“.
    Il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbulismo può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in Rete. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono comunque esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.

    Il ruolo della scuola

    Come accennato, in precedenza, la legge contro il cyberbullismo assegna un ruolo primario alle scuole. Ogni istituto scolastico dovrà, infatti, individuare un professore che fungerà da referente per le questioni legate al cyberbullismo, collaborando con le autorità e le associazioni che si occupano di questo fenomeno.
    Spetterà, invece, al preside informare le famiglie dei minori coinvolti in atti di cyberbullismo ed attivare le conseguenti azioni educative.
    Il Miur, da parte sua, investirà 200 milioni di euro per la formazione del personale scolastico e per avviare azioni di prevenzione contro le minacce online e per favorire un uso consapevole di internet.
    La legge prevede, infine, l’ ammonimento del questore al cyberbullo fino a quando non è presente una denuncia o una querela e fino al compimento della maggiore età.