• festival dello sviluppo sostenibile

    Lunedì 22 maggio, a Napoli, ci sarà l’evento inaugurale del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile. 

    L’iniziativa si concluderà il 7 giugno dopo oltre 200 eventi organizzati in tutta Italia. L’obiettivo del Festival è sensibilizzare la società civile sulla necessità di ridurre la diseguaglianze e soprattutto di avviare un percorso di crescita che tenga conto dell’insostenibilità ambientale, economica e sociale del modello attuale.
    festival dello sviluppo sostenibileNel settembre del 2015 l’Onu, insieme a molte organizzazioni internazionali e associazioni di rappresentanza delle imprese, ha firmato l’Agenda 2030, un programma di azione attraverso il quale i soggetti coinvolti si impegnano a promuovere politiche e strategie per ridurre la povertà e le diseguaglianze entro il 2030.
    L’Agenda 2030 fissa, nello specifico, 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, tra i quali annoveriamo, ad esempio, il raggiungimento della fame zero, il miglioramento dell’istruzione, l’ottenimento della piena parità di genere, la possibilità di avere un lavoro dignitoso per tutti e la creazione di città e comunità sostenibili.
    Per raggiungere questi traguardi estremamente ambiziosi è imperativo mobilitare tutta la comunità internazionale attraverso azioni istituzionali e strategie imprenditoriali consapevoli e responsabili.

    Di questo e tanto altro si parlerà il 22 maggio a Napoli. L’evento si articolerà in quattro sessioni, ciascuna dedicata a un tema specifico: educazione e cultura; sviluppo e imprenditoria; alimentazione e salute; lavoro e welfare.
    Interverranno esponenti del mondo delle istituzioni, dell’università e della ricerca, delle imprese e del non profit. Sul sito ufficiale del Festival dello Sviluppo Sostenibile trovate il programma della giornata di Napoli e la mappa delle località che ospiteranno eventi collegati al Festival dal 22 maggio al 7 giugno.


  • le novità della legge sul dopo di noi

    Ha destato grande scalpore la pubblicazione di un’inchiesta del quotidiano La Stampa sulla legge sul Dopo di noi, ad un anno dalla sua approvazione. 

    Siamo gli unici genitori del mondo a sperare che i figli non ci sopravvivono“. Con queste parole si è raccontata Lucia Viggiano, una delle madri napoletane con una figlia disabile, protagonista dell’indagine di Andrea Malaguti.
    le novità della legge sul dopo di noiIl giornalista de La Stampa ha raccontato le tristi vicende personali di tante famiglie che vivono con angoscia il futuro dei propri figli e che non hanno visto alcun cambiamento positivo dopo il varo della legge sul Dopo di noi.
    Il provvedimento si basa sul principio dell’autodeterminazione di chi è affetto da disabilità, consentendo loro di scegliere il proprio progetto di vita dopo la morte dei genitori. Per permettere ai disabili di avere una vita dignitosa anche senza il sostegno familiare, la legge promuove programmi ed interventi innovativi in materia di residenzialità, la defiscalizzazione di polizze assicurative e la creazione da parte dei genitori di trust con vincoli di destinazione.

    L’anagrafe che non c’è 

    Le difficoltà, però, nell’attuazione del provvedimento sono molteplici. Come sottolineato dal presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nella sua audizione in Senato nell’aprile del 2016, ci sono innanzitutto dei problemi nell’identificazione dei beneficiari della legge. Manca, infatti, in Italia un’anagrafe delle disabilità che consenta di comprendere quante e quali persone sono affette da queste patologie. Avere un registro di questo tipo è fondamentale per gestire al meglio le risorse erogate per l’attuazione del Dopo di noi (90 milioni per il 2016) e per avere una maggiore contezza dei diversi bisogni dei beneficiari.
    Secondo l’Istat, inoltre, con il passare degli anni potrebbero diventare sempre di più i disabili che perdono i genitori, arrivando entro dieci anni a quota 160mila. E con l’aumento dei disabili potrebbe anche crescere il numero dei cosiddetti desaperesidos, ovvero quelle persone (circa 40mila allo stato attuale) che rimangono senza alcun sostegno dopo la morte dei genitori.

    Chi conosce la legge sul Dopo di noi?

    La legge sul Dopo di noi è alle prese con una lunga fase di attuazione. Gli enti che dovrebbero indire i bandi sono le Regioni, ma, nonostante due terzi abbiano già ricevuto i fondi, ancora tutto tace. Un silenzio generalizzato, testimoniato anche dalla scarsa conoscenza da parte delle famiglie circa le opportunità offerte dal provvedimento. E pensare che la stessa legge prevedeva la realizzazione di campagne informative sulle novità del testo legislativo, ma anche in questo caso nessuno ha visto nulla.


  • rigenerazione-urbana

    L’Agenzia del Demanio, con la collaborazione del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) e del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit), metterà a disposizione del non profit più di 300 beni immobili nei prossimi tre anni, affinché vengano recuperati e utilizzati per attività turistiche.

    L’obiettivo del progetto, chiamato Cammini e Percorsi, è favorire lo sviluppo del cosiddetto turismo lento, ovvero trasformare questi beni in punti di ristoro e di rigenerazione-urbanainformazione per turisti, pedoni e ciclisti. Le strutture oggetto dei bandi sono collocate, per l’appunto, lungo percorsi ciclo-pedonali e storico religiosi.
    Sono otto, nello specifico, gli itinerari prescelti:

    Ciclopista del Sole32 immobili
    Il tracciato, lungo circa 3000 Km, attraversa da nord a sud 12 Regioni, interessando 414 Comuni, dal Brennero a Santa Teresa di Gallura.

    Via Francigena – 18 immobili
    La via percorsa dai pellegrini per raggiungere Roma dall’Europa del nord e imbarcarsi dalla Puglia verso la Terra Santa. Lungo quasi 4000 Km, il tracciato attraversa 10 Regioni e più di 240 Comuni.

    Ciclovia VenTo – 15 immobili
    Da Venezia a Torino in bicicletta sugli argini del Po, attraversando Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte e passando per 120 Comuni.

    Ciclovia Acqua11 immobili
    Circa 500 Km lungo il canale principale dell’Acquedotto Pugliese, su strade già percorribili attraverso Campania, Basilicata e Puglia. Interessa 68 Comuni.

    Via Appia – 9 immobili
    La storica via romana che conduce verso i porti pugliesi. Il tracciato è lungo quasi 600 Km e attraversa Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, passando per 39 Comuni.

    Cammino di Francesco – 3 immobili
    Itinerario culturale e spirituale legato al Santo di Assisi: oltre 450 Km attraverso la Toscana, l’Umbria e il Lazio, alla scoperta di eremi e santuari, passando per 36 Comuni.

    Cammino di San Benedetto – 1 immobile
    Dall’Umbria alla Campania sulle tracce di San Benedetto da Norcia in 20 tappe, camminando per circa 400 Km.

    Itinerari riconosciuti a livello locale – 14 immobili
    Tracciati di tipo storico-religioso e ciclopedonale, come il Cammino Celeste, il Cammino Micaelico, il Regio Tratturo Magno, il Regio Tratturo Pescasseroli – Candela, la Via Lauretana, l’Alpe Adria e l’Adriatica.

    Nei prossimi mesi uscirà il primo bando, al quale potranno partecipare  le imprese, le cooperative e le associazioni composte principalmente da under 40. Nel 2017 verrà assegnati 107 beni, di cui 43 di proprietà dello Stato, 50 degli enti territoriali e 10 dell’Anas.
    L’Agenzia del Demanio ha scelto di collaborare con imprese e cittadini per la scrittura dei bandi. Per questo motivo fino al 26 giugno sarà aperta sul sito dell’Agenzia una consultazione pubblica che raccoglierà idee e consigli sugli avvisi da pubblicare.
    Nei prossimi mesi, inoltre, saranno organizzati degli Open Day nelle località che ospitano i beni messi a disposizione del non profit.
    Per ulteriori informazioni potete consultare la pagina ufficiale del progetto.


  • bando-disabili-sport

    Inizia oggi e si concluderà domenica 14 maggio il Festival del Volontariato, organizzato dal Centro nazionale del volontariato e dalla Fondazione volontariato e partecipazione.

    L’evento, che come ogni anno si svolge a Lucca, è diventato ormai uno degli appuntamenti imperdibili per il mondo del non profit. Basti pensare che negli ultimi quattro anni l’iniziativa ha fatto registrare oltre 100mila presenze.
    bando-disabili-sportL’obiettivo del Festival di quest’anno, come ha dichiarato Edoardo Patriarca, presidente del Centro nazionale del volontariato, è provare a ricostruire l’anima solidale ed accogliente dell’Italia in un periodo storico in cui prevalgono sentimenti di chiusura e diffidenza.
    Da Lucca nel prossimo fine settimana – ha dichiarato Patriarca – partirà il forte appello alla ricostruzione dell’anima solidale e accogliente dell’Italia. Quell’anima che le crisi che viviamo e le reazioni di chiusura e sfiducia stanno minando. Ma noi non ci arrendiamo alla sfiducia e alla paura e vogliamo ribadire che un Paese migliore esiste e cresce ogni giorno. Al Festival lo racconteremo. Voglio ringraziare le istituzioni e il volontariato lucchesi: senza di loro tutto questo non sarebbe possibile“.

    Tra i protagonisti dell’evento ci saranno anche il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, il capo della polizia Franco Gabrielli ed il sottosegretario al lavoro Luigi Bobba.
    Si parlerà di non profit e della riforma del Terzo Settore e si cercherà soprattutto di coinvolgere i giovani, sia quelli delle scuole superiori che i ragazzi che svolgono il servizio civile, nelle attività organizzate durante la tre giorni lucchese.
    Solo attraverso la presenza delle nuove generazioni sarà possibile, infatti, attivare la ricostruzione della cultura del dono e del volontariato.


  • ministro del lavoro giuliano poletti

    Il Consiglio dei Ministri ha dato oggi il via libera agli ultimi tre decreti attuativi della riforma del Terzo Settore. Lo ha annunciato questa mattina il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso di una conferenza stampa

    Si completa così il quadro legislativo che andrà a cambiare in maniera profonda il mondo del non profit, rafforzando due istituti come il 5 per mille ed il servizio ministro del lavoro giuliano poletticivile e soprattutto incentivando la nascita di nuove imprese sociali.
    Nei mesi scorsi sono stati approvati i decreti sul Servizio civile Universale e sulla Fondazione Italia Sociale; oggi tocca agli ultimi tre decreti, quelli sull’impresa sociale, il 5 per mille ed il Codice del Terzo Settore.
    I tre testi passeranno adesso all’esame delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni, prima di tornare in Consiglio dei Ministri entro i prossimi 45 giorni per l’ok definitivo.

    Il Codice del Terzo Settore ricomprenderà in unico testo di 103 articoli tutte le norme sul non profit, effettuando così una grande operazione di razionalizzazione che interesseerà organizzazioni di volontariato, fondazioni, associazioni di promozione sociale, reti associative, società di mutuo soccorso e cooperative.
    Il nuovo Codice contiene le norme sui principi e sui campi di azione degli enti non profit, stabilisce le modalità di raccolta fondi e istituisce il Registro Unico del Terzo settore. Si dà inoltre la possibilità agli istituti bancari di emettere dei titoli che abbiano come finalità quella di aiutare il Terzo settore.
    Come ha sottolineato il Ministro Poletti, il Codice intende definire con chiarezza sia i diritti che gli obblighi degli enti non profit. Per questo motivo sono state inserite anche norme sul fisco e la contabilità di queste realtà con l’obiettivo di aumentare il loro livello di trasparenza.

    Il decreto sul 5 per mille, invece, oltre a definire i criteri per l’assegnazione delle risorse, accelera la procedura di riparto e stabilisce il divieto di utilizzare i fondi ricevuti per la promozione pubblicitaria.
    L’ultimo decreto è quello sull’impresa sociale. Il provvedimento definisce in maniera analitica questa forma d’impresa e introduce delle misure fiscali per incentivare la nascita di nuove imprese sociali.



  • Le notizie della settimana di CoopTG: 

     


  • le novità della legge sul lavoro autonomo

    La legge sul lavoro autonomo è stata (finalmente) approvata in Senato con 158 voti favorevoli, 9 contrari e 45 astenuti. Il provvedimento, che aveva ricevuto il primo via libera in Consiglio dei Ministri addirittura 15 mesi fa, è stato definito come lo Statuto dei lavoratori autonomi.

    Le nuove disposizioni rafforzano, infatti, le tutele di chi possiede una partita Iva ma non svolge un’attività di impresa. Parliamo di oltre 2 milioni di persone (ingegneri, architetti ma anche le nuove professioni digitali) che lavorano per un committente. L’obiettivo del provvedimento è equiparare i loro diritti a quelli dei lavoratori subordinati, rafforzando la posizione contrattuale nel rapporto con il committente.
    La legge interviene anche sul lavoro agile, meglio noto come smart working, ovvero quella prestazione lavorativa che grazie alle nuove tecnologie viene svolta direttamente da casa. Vengono definiti i contorni generali dello smart working che si configurerà non come una nuova forma contrattuale, bensì come una “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato”.
    Ma andiamo con ordine e cerchiamo di fare chiarezza sulle principali novità della legge.

    Tutele per i ritardi nei pagamenti

    Come detto, il provvedimento sul lavoro autonomo cerca di fornire ai professionisti che lavorano per un committente le stesse tutele che possiede il lavoratore le novità della legge sul lavoro autonomosubordinato. La prima forma di garanzia riguarda il pagamento della prestazione lavorativa. Viene, infatti, inserito l’obbligo per il committente di pagare la fattura entro 60 giorni dalla sua emissione. Per ogni giorno di ritardo il professionista potrà ottenere un risarcimento superiore alla cifra spettante e avrà la possibilità di dedurre al 100% le spese sostenute per ottenere il proprio compenso.
    La legge stabilisce inoltre l’obbligo di stipulare contratti in forma scritta e il divieto di modificare unilateralmente il contratto e di inserire clausole che consentono il pagamento della fattura oltre il termine dei 60 giorni, pena la nullità del contratto stesso.
    Viene modificata anche la normativa sui rimborsi spese per vitto, alloggio e carburante che, se sostenute dal committente, rappresenteranno un onere deducibile per quest’ultimo.

    Deducibilità spese per la formazione

    Un’altra importante novità del provvedimento riguarda le spese sostenute dal lavoratore per la propria formazione. Potranno essere dedotte al 100% le spese per la partecipazione a master, corsi di formazione e aggiornamento fino ad un massimo di 10mila euro; è di 5mila euro, invece, il limite di deducibilità delle spese sostenute per l’orientamento, l’accesso al lavoro e la certificazione delle competenze. Per quanto riguarda, inoltre, le politiche attive si stabilisce l’obbligo di aprire nei centri per l’impiego uno sportello dedicato solo ai professionisti.

    Indennità di disoccupazione

    Viene resa strutturale la Dis-Col, ovvero l’indennità di disoccupazione per i professionisti che lavorano con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, inserita in via sperimentale nel 2015. L’indennità di disoccupazione sarà estesa anche a dottorandi e assegnisti di ricerca.
    La legge dà inoltre la possibilità alle casse di previdenza di fornire prestazioni sociali ai propri associati in difficoltà che si vanno ad aggiungere a quelle già previste dalla legge.

    Maternità e malattia

    Le lavoratrici autonome in maternità potranno ricevere l’indennità di maternità anche se continuano a lavorare. Viene quindi eliminato l’obbligo di astensione dal lavoro. La legge porta inoltre da 3 a 6 mesi, come già accade per i lavoratori subordinati, il periodo di congedo parentale che potrà essere fruito dal lavoratore nei primi tre anni di vita del bambino.
    Per quanto riguarda, infine, la gravidanza, la malattia e l’infortunio, il professionista potrà chiedere la sospensione del rapporto di lavoro per un periodo non superiore a 150 giorni nell’anno solare. Ci sarà poi la possibilità di sospendere il versamento dei contributi se il periodo di malattia o la gravidanza è superiore a 60 giorni.

    Smart working

    L’ultima novità del provvedimento riguarda il cosiddetto “smart working” o lavoro agile. Come detto, non viene considerato come una nuova forma contrattuale, ma come una particolare “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato” che viene “stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro”, e con “il possibile utilizzo di strumenti tecnologici”.
    La legge sullo smart working obbliga ad inserire nel contratto il “diritto alla disconnessione”, ovvero il diritto del lavoratore ad avere una pausa e a disconnettersi dallo strumento tecnologico utilizzato per svolgere la prestazione lavorativa. Si stabilisce, inoltre, il diritto alla parità di trattamento economico con il lavoratore che svolge la stessa mansione nella sede dell’azienda.


  • bando welfare in azione 2017

    È partita la quarta edizione di Welfare in Azione, la call for ideas di Fondazione Cariplo che investe 7,5 milioni di euro per i progetti capaci di innovare i servizi, i processi e la governance del sistema di welfare italiano.

    Come abbiamo più volte sottolineato in questa sede, i mutamenti della società impongono un ripensamento del welfare in un’ottica maggiormente comunitaria.
    L’emersione di nuove povertà, l’invecchiamento generale della popolazione e l’indebolimento dei legami sociali generano nuovi bisogni ed ampliano la platea di soggetti che necessitano di prestazioni sociali e assistenziali. Il lento sgretolamento del Welfare State e dell’ideologia che ha portato alla sua affermazione nel Secondo Dopoguerra apre le porte a nuove esperienze di welfare che partono dal basso e coinvolgono più attori, con il mondo del non profit a svolgere un ruolo di primo piano.

    bando welfare in azione 2017Il bando Welfare in Azione si muove in questa direzione stimolando progetti innovativi nel campo welfare comunitario e dell’innovazione sociale e soprattutto cercando di potenziare quei progetti che rischiano di perdersi nella frammentazione locale.
    Fondazione Cariplo investe in questa iniziativa 7,5 milioni di euro accompagnando i vincitori nella fase di realizzazione del progetto. Questi ultimi firmeranno una convenzione annuale che consentirà di rinegoziare l’importo di anno in anno in base a quanto già realizzato e quanto ancora da realizzare. La durata dell’iniziativa è di tre anni.
    Sono ammissibili solo i progetti che:

    • si svolgono all’interno delle Province della Regione Lombardia, Novara e Verbano Cusio Ossola;
    • vengono presentati entro la data di scadenza (30 giugno 2017);
    • sono proposti da un capofila ammissibile e da una rete territoriale rappresentativa di soggetti pubblici e privati.

    La dimensione economica minima dell’intervento è di 1 milione di euro con Fondazione Cariplo a coprire fino al 60% dei costi complessivi.
    Il bando si svolgerà in tre fasi. Alla Call for ideas che si concluderà il 30 ottobre con la selezione delle idee migliori faranno seguito gli studi di fattibilità e la realizzazione del progetto che, come accennato in precedenza, sarà finanziato in tre anni attraverso anche la promozione di un piano di fundraising di comunità.

     



  • Il terremoto che ha devastato nei mesi scorsi il Centro Italia ha creato enormi danni anche al mondo cooperativo. 

    Centinaia di allevatori hanno visto distrutte le proprie stalle e i propri macchinari, mentre diversi cooperatori sociali si trovano oggi senza una struttura dove poter operare e offrire i propri servizi ai soggetti svantaggiati.
    Per dare una mano ai cooperatori colpiti dal sisma Legacoop ha istituito un fondo da 10 milioni di euro attraverso il quale verranno forniti contributi agli imprenditori in difficoltà.
    In questi giorni il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, è stato nelle zone coinvolte nello sciame sismico e ha incontrato, tra gli altri, i sindaci di Norcia ed Amatrice e i rappresentanti della Cooperativa Zootecnica Grisciano e la Cooperativa Rinascita 78, entrambe operanti ad Accumoli (Lazio) ed attive nel settore dell’allevamento e della produzione di formaggi e carne.
    Legacoop ha fornito alle due coop un contributo di 50mila euro che la Cooperativa Zootecnica Grisciano impiegherà per l’acquisto di un trattore, mentre la Cooperativa Rinascita 78 lo utilizzerà per riparare la struttura gravemente danneggiata in seguito al terremoto.

    Vogliamo essere vicini ai nostri soci – ha dichiarato Lusetti – e ridare una certezza di sviluppo alle cooperative attraverso il sostegno economico e morale: questa è la nostra missione e questo il nostro obiettivo”. In questi mesi sia Legacoop che Confcooperative hanno partecipato attivamente al processo di ricostruzione, raccogliendo fondi poi utilizzati per la distribuzione degli alimenti alle persone sfollate e per la costruzione di ludoteche, biblioteche e scuole.
    Un contributo, dunque, quello del mondo cooperativo che non si ferma alle associate delle organizzazioni di rappresentanza, ma si estende al contrario a tutta la comunità.


  • servizio civile

    Nella giornata di ieri il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, ha presentato il decreto interministeriale che mette a disposizione 200 milioni di euro per le imprese sociali. 

    L’intervento completa il quadro delineato dal Governo con la riforma del Terzo settore il cui obiettivo principale è proprio quello di rafforzare l’istituto dell’impresa sociale, provando così a rompere il classico binomio profit/non profit.
    Per raggiungere questo obiettivo il Ministero del Lavoro ha destinato ad imprese e cooperative sociali il 60% delle risorse del Fondo Rotativo (Fri) per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca. A questi fondi vanno aggiunti ulteriori 23 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero dell’Economia.

    servizio civileIl provvedimento introduce finanziamenti a tasso agevolato per programmi di investimento, operativi in qualsiasi settore, che prevedono spese comprese tra 200mila e 10 milioni di euro. Il finanziamento fornito dal Ministero copre il 70% della spesa complessiva e presenta un tasso di interesse dello 0,50% con restituzione della somma in 15 anni; il restante 30% deve essere associato ad un finanziamento bancario a tasso di mercato.

    Nella scelta delle imprese beneficiarie si privilegerà quei progetti ad alto impatto sociale e ambientale, prestando particolare attenzione all’incremento occupazionale di categorie svantaggiate, l’inclusione sociale di soggetti vulnerabili e il raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e alla valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali.
    I soggetti beneficiari sono le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, le imprese sociali e le società cooperative aventi qualifica di ONLUS.
    Il decreto interviene in un settore, quello dell’economia sociale, in continua espansione sia in Italia che in Europa. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, nel nostro Paese ci sono 15 mila imprese e cooperative sociali che danno lavoro a 540mila persone e rappresentano il 10% del Pil italiano.


  • imprese-femminili

    Da domani le mamme che hanno partorito o adottato un minore nel 2017 potranno richiedere all’Inps il cosiddetto “bonus mamma”.

    Si tratta di un assegno da 800 euro, introdotto dal Governo nella Legge di Stabilità 2017, che viene erogato in un’unica soluzione dall’Inps in base a ogni figlio nato, adottato o affidato a partire dal 1° gennaio 2017.
    imprese-femminiliIl bonus viene assegnato alle famiglie indipendentemente dal livello di reddito e riguarda il singolo evento (nascita, adozione o affidamento): se nel corso del 2017, ad esempio, una famiglia ha avuto due figli avrà diritto a 1.600 euro.
    Possono presentare la richiesta tutte le mamme che hanno partorito nel 2017 e quelle che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza. La domanda deve comunque essere presentata entro un anno dalla nascita/adozione/affidamento del minore.
    Per gli eventi verificatisi dal 1 gennaio al 4 maggio, il termine di un anno per la presentazione della richiesta slitta al 4 maggio.

    Attraverso una circolare l’Inps ha reso note tutte le istruzioni sui soggetti beneficiari e su come compilare la domanda.
    Nella fase di compilazione deve essere specificato l’evento per il quale si richiedere il bonus ovvero:

    • compimento del settimo mese di gravidanza;
    • nascita, anche se antecedente all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza;
    • adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva;
    • affidamento pre-adottivo nazionale disposto con ordinanza o affidamento pre-adottivo internazionale.

    La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente online attraverso il portale dell’Inps oppure rivolgendosi ad un patronato o chiamando gratuitamente al Contact Center Integrato al numero 803164 oppure al numero 06164164 per le chiamate da cellulare con tariffazione a carico dell’utente.



  • È partita l’edizione 2017 di Funder 35, il bando per le imprese culturali non profit  lanciato da diciotto fondazioni attive nel campo della cultura e del sociale. 

    L’avviso mette a disposizione 2 milioni e 650mila euro per quelle organizzazioni culturali senza scopo di lucro come cooperative e imprese sociali, associazioni culturali e fondazioni, che sono attive da almeno due anni e sono composte prevalentemente da under 35.
    L’obiettivo di Funder 35 è intervenire per sanare le lacune principali del settore culturale, ovvero la scarsa capacità organizzativa e la volatilità. Il comparto della cultura necessita al contrario di forti competenze, programmazione e capacità imprenditoriali.
    Attraverso Funder 35 si intende fornire alle organizzazioni culturali maggiore stabilità accompagnandole nel loro cammino verso la sostenibilità.

    Per questo motivo i vincitori del bando potranno usufruire di contributi a fondo perduto e di un percorso di accompagnamento della durata massima di 3 anni che consentirà loro di essere maggiormente competitivi sul mercato e di rafforzare la propria struttura organizzativa.
    Possono partecipare al bando le imprese attive nel campo della produzione artistica/creativa in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle di ultima generazione o nell’ambito dei servizi di supporto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla tutela, alla protezione, alla circolazione dei beni e delle attività culturali.

    Sono ammessi i progetti che mirano a rendere sostenibili nel tempo le imprese proponenti e le loro attività attraverso:

    • azioni mirate al miglioramento/ripensamento della struttura organizzativa (come ad esempio nuovi modelli operativi e strumenti gestionali, iniziative di qualificazione del personale non artistico e dei servizi interni di supporto tramite percorsi di formazione e innesto di competenze manageriali);
    • azioni finalizzate al rinnovamento, anche attraverso l’uso di tecnologie innovative, dei processi e degli strumenti di produzione (funzionali al rafforzamento, all’estensione, alla differenziazione dell’offerta);
    • azioni finalizzate all’introduzione sul mercato di prodotti o servizi di carattere innovativo, in grado di favorire il posizionamento strategico dell’organizzazione;
    • azioni orientate all’attivazione di collaborazioni stabili e aggregazioni/fusioni con altri soggetti del settore nella prospettiva di realizzare economie di scopo e/o di scala.

    Le domande di partecipazione vanno presentate online effettuando il login nell’apposita area riservata entro il 23 giugno 2017.