• Le notizie della settimana di CoopTG: 

    • Terzo settore – Migranti: Ong sotto accusa. Denunciati rapporti illeciti con gli scafisti nel Mediterraneo.
    • Terzo settore – Quale fine per i fondi sul sociale? Associazioni dei disabili denunciano il mancato reintegro dei finanziamenti.
    • Informazione – Libertà di stampa: italia 52^. Reporters sans frontiers segnala le minacce subite dai giornalisti italiani.
    • Bandi – Parte il bando Funder 35: 2 milioni e 650 mila euro per le imprese culturali non profit.


  • Le notizie della settimana di CoopTG:

    • Agricoltura – Latte: parte etichettatura obbligatoria. Dovrà essere inserita sull’etichetta la provenienza delle materie prime su burro e mozzarelle.
    • Economia – L’Aci approva il Def. Gardini: positive le misure per le imprese ed il mancato aumento Iva.
    • Terzo settore – Usciti i dati sul 5 per mille. Per la prima volta calano le preferenze verso le onlus.
    • Bandi – Il servizio civile nelle zone del terremoto. Aperto il bando per 1.300 volontari, scadenza fissata il 15 maggio.


  • cooperative vino

    È in corso di svolgimento a Verona l’edizione numero 51 del Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati, diventato ormai un appuntamento imperdibile per le imprese e gli esperti del settore. 

    Il mondo della cooperazione è storicamente una colonna portante di tutto il comparto. Lo dicono i numeri e lo raccontano soprattutto le storie delle cantine cooperative. Le etichette cooperative sono la piena espressione del territorio d’appartenenza e delle persone che stanno dietro il prodotto finale.
    Sono in tutto 498 le cantine cooperative italiane con un giro d’affari di 4,3 miliardi, corrispondente al 40% del fatturato nazionale di settore. Quest’anno hanno partecipato al Vinitaly circa 200 cooperative vitivinicole, portando i loro prodotti e soprattutto le loro esperienze.
    L’universo cooperativo annovera tra le proprie fila alcune delle maggiori imprese del comparto. Parliamo, ad esempio, di Cantine Riunite &CIV, Caviro, Mezzacorona, Cavit, Soave, Gruppo Cevico, Collis Veneto Wine Group e La Marca, tutte imprese che superano i 100 milioni di fatturato e che producono valore e lavoro per il territorio.

    cooperative vinoIl vino cooperativo ha un ottimo rendimento sul mercato estero. Secondo l’Alleanza delle Cooperative il fatturato aggregato dell’export vitivinicolo cooperativo è di 1,8 miliardi, pari al 42% dell’intero fatturato delle cantine cooperative e ad un terzo del valore delle esportazioni di vino su scala nazionale.
    Oggi le cooperative rappresentano, inoltre, il 58% della produzione vinicola italiana e danno lavoro a 9.000 addetti.

    Questi numeri potrebbero subire un ridimensionamento con l’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, il quale ha più volte annunciato di volere portare avanti un politica fortemente protezionista. L’apposizione di dazi doganali al confine con gli Usa rischia di danneggiare il mercato vinicolo italiano.
    L’Italia, infatti, è il primo paese fornitore di vino negli Usa, sia in valore (1,6 miliardi di euro, + 6,1% rispetto al 2015, meglio anche della Francia, ferma a 1,4 mld), che in volume (3,2 milioni di ettolitri).
    I produttori nostrani, però, come mostra un’indagine dell’Alleanza delle Cooperative, non sembrano essere preoccupati dalle parole di Trump. La coordinatrice del settore vino dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Ruenza Santandrea, spiega il perché: “Non dimentichiamo infatti che gli Usa hanno anche un notevole peso come paese esportatore di vino, collocandosi al settimo posto nella graduatoria mondiale in volume e al quinto in valore. Se venissero messi dazi e barriere, tutti gli scambi commerciali subirebbero un contraccolpo e gli stessi produttori californiani finirebbero per essere penalizzati“.


  • popolazione-europa

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato nel tardo pomeriggio di ieri il Documento di Economia e Finanza (Def), il Programma Nazionale delle Riforme e la cosiddetta “manovrina” correttiva da 3,4 miliardi di euro, richiesta dall’Unione europea per evitare che l’Italia incorra in una procedura d’infrazione per il mancato rispetto dei parametri Ue sui conti pubblici. 

    Nel Def sono contenute, innanzitutto, le stime di crescita dell’Italia. Vengono riviste al rialzo le stime del Pil, portate dal da 1% al 1,1%. Più caute, invece, le previsioni per il 2018 ed il 2019: il Governo stima una crescita dell’1% per entrambi gli anni. Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato invece di una crescita più sostenuta per il 2020.
    Oltre alle precisazioni sugli indicatori economici, nel Documento di Economia e Finanza c’è spazio anche per la misura di contrasto alla povertà e per una serie di azioni sul welfare che dovrebbero – quantomeno nelle intenzioni dell’esecutivo – migliorare le prestazioni assistenziali.
    Viene confermato il Reddito di inclusione attiva (Rei), lo strumento di lotta alla povertà che è stato approvato nei mesi scorsi dal Parlamento attraverso una legge delega e che dovrà essere regolamentato nel dettaglio dal Governo.
    Per attuare questa misura l’esecutivo ha stanziato 2 miliardi euro solo per il 2017. L’Alleanza contro la povertà ha però calcolato che saranno necessari più di 7,5 miliardi di euro per aiutare tutti gli italiani che si trovano in stato di povertà assoluta.

    popolazione-europaAl momento, come riporta l’Istat, sono 4 milioni e 598mila i soggetti che non dispongono di un reddito sufficiente per acquistare cibo, vestiti, pagare le bollette ed usufruire dei servizi base.
    L’Italia è al momento l’unico paese europeo, insieme alla Grecia, a non possedere nel proprio ordinamento una misura universale di sostegno contro la povertà.
    Il Rei dovrebbe colmare questa lacuna. Si tratta di un assegno da 480 euro al mese per le famiglie povere con minori a carico.
    L’intento del Governo, però, è di estendere gradualmente lo strumento fino a renderlo universale per tutti gli individui che vivono in condizioni di povertà.
    L’assegno mensile dovrà essere accompagnanto da un percorso di inserimento lavorativo, pena l’esclusione dal sussidio.

    Nel Def c’è spazio, infine, anche per il welfare. Sono previsti, ad esempio, altri interventi per incentivare il welfare aziendale e la contrattazione di secondo livello; ci sarà pure un rafforzamento delle politiche attive con piani specifici per migliorare le competenze di chi non ha un lavoro e verranno introdotte delle misure di sostegno per il welfare familiare.
    Verrà effettuato, inoltre, un riordino delle prestazioni in materia di servizi sociali in modo da garantire una maggiore uniformità dei servizi su tutto il territorio nazionale.
    Per la prima volta, infine, viene inserito nel Def il Bes, l’indice del Benessere equo e sostenibile. Si tratta di un indicatore che misura il benessere di un Paese attraverso parametri non strettamente economici come l’ambiente e la qualità dei servizi sociali.
    Siamo ancora lontani dal vedere uno strumento come il Bes sullo stesso livello del Pil nelle analisi sulla ricchezza di una nazione europea, ma il fatto di dare spazio ad indicatori di questo tipo in un documento come il Def è sicuramente un passo importante verso un cambiamento del modo di intendere l’economia e di misurare la felicità di un popolo.


  • e-commerce credito d'imposta

    Ismea promuove il ricambio generazionale in agricoltura attraverso il bando “Primo Insediamento Ismea”. 

    L’avviso mette a disposizione 65 milioni di euro attraverso mutui a tasso agevolato per i giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni che si insediano in agricoltura e che intendono acquistare un’azienda agricola. Tra queste risorse sono previsti anche 5 milioni di euro per i comuni colpiti dal terremoto nel 2016.
    Il contributo è di massimo 70.000 euro, erogabile per il 60% all’inizio del periodo di ammortamento e per il 40% al momento della corretta attuazione del piano aziendale.
    Possono partecipare al bando giovani che intendono insediarsi per la prima volta a capo di un’azienda agricola e che presentano i seguenti requisiti:

    1. età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non ancora compiuti;
    2. cittadinanza in uno degli Stati membri dell’Unione Europea;
    3. residenza nel territorio della Repubblica Italiana;
    4. possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, attestate da almeno uno dei seguenti documenti: titolo di studio di livello universitario di indirizzo agrario; titolo di studio di scuola media superiore in campo agrario; esperienza lavorativa, dopo aver assolto l’obbligo scolastico, di almeno due anni in qualità di coadiuvante familiare ovvero di lavoratore agricolo, documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale; attestato di frequenza con profitto ad idonei corsi di formazione professionale.

    e-commerce credito d'impostaSono esclusi, invece, i soggetti che vengono considerati già insediati ovvero colore che sono iscritti al regime previdenziale agricolo e alla CCIAA nell’apposita sezione riservata alle imprese agricola, possiedono una partiva IVA nel settore agricolo e sono responsabili civilmente e fiscalmente della gestione dell’azienda agricola.

    Le operazioni fondiarie per la richiesta delle agevolazioni possono avere diverse soglie finanziarie. In caso di operazione fondiaria compresa tra 250mila euro e 2 milioni di euro è previsto l’acquisto a cancello aperto (con esclusione quindi delle scorte vive e morte) della struttura fondiaria agricola e la sua successiva vendita, con patto di riservato dominio.
    Sono consentite anche operazioni superiori a 2 milioni di euro: in questo caso ci sarà la concessione di un mutuo ipotecario di 2.000.000 di euro a garanzia del quale ISMEA acquisisce ipoteca di primo grado sul terreno oggetto dell’operazione per un valore pari al 120% del mutuo e, ove necessario, su altri beni fino a concorrenza del valore richiesto.
    Il bando prevede, infine, operazioni comprese tra 100mila e 250mila euro, qualora si inseriscano in un contesto di arrotondamento fondiario.

    La domanda di partecipazione può essere presentata in forma telematica entro le ore 12:00 del 12 maggio 2017. Nella valutazione delle domande non si considererà solo il rispetto dei requisiti, ma anche l’ordine cronologico di invio della richiesta di contributo (click day).


  • legge-di-stabilita-imprese

    Nel mese di febbraio 2017 diminuisce ancora il tasso di disoccupazione giovanile. Secondo la nota mensile dell’Istat sugli occupati ed i disoccupati nel mercato del lavoro italiano, la disoccupazione giovanile è scesa fino al 35,2%, arrivando così ai livelli minimi dal 2012. 

    Si conferma così la tendenza emersa negli ultimi mesi che ha visto un netto calo del numero dei disoccupati di età compresa tra i 15 ed i 24 anni. In generale legge-di-stabilita-impresel’ultima rilevazione dell’Istat fornisce buone notizie per il mercato del lavoro italiano.
    Nell’ultimo anno il numero degli occupati è aumentato di 294mila unità (+1,3%). La crescita – sottolinea l’Istat – riguarda sia i lavoratori dipendenti (+280 mila, di cui +178 mila a termine e +102 mila permanenti) sia in misura più contenuta gli indipendenti (+14 mila).
    Si conferma, inoltre, la dinamica evidenziata nei mesi precedenti, ovvero l’incidenza maggiore degli occupati ultra-cinquantenni. L’aumento dell’età pensionabile e l’invecchiamento progressivo della popolazione hanno provocato uno scarso ricambio generazionale nel mercato del lavoro italiano. Basti pensare che nell’ultimo anno il numero di occupati over 50 è cresciuto addirittura di 400mila unità, a fronte di un aumento più contenuto (+15mila unità) fatto registrare dalla classe di età 15-24 anni.

    La nota mensile dell’Istat mostra dei segnali positivi anche sul fronte disoccupazione. Nel mese di febbraio, infatti, il tasso di disoccupazione si attesta all’11,5%, in calo dello 0,3% su base mensile e dello 0,2% su base annua. Come detto, diminuisce anche il tasso di disoccupazione giovanile che nel mese di febbraio arriva al 35,2%, in calo di 1,7 punti percentuali rispetto al mese precedente.
    Più controverso, infine, il dato sugli inattivi. Rispetto al mese precedente, infatti, il numero di inattivi aumenta dello 0,4%, mentre su base annua c’è addirittura una riduzione di 380mila unità della quantità di persone che non lavorano e non cercano lavoro.



  • Le notizie della settimana di CoopTG: 



  • La segretaria cittadina della Lega Nord di Orzinuovi, Federica Epis, è stata condannata per condotta discriminatoria dal tribunale di Brescia. In un post su Facebook dello scorso 12 giugno, Epis aveva accusato tre organizzazioni che si occupano di migranti di lucrare sul traffico di clandestini. 

    I soggetti coinvolti sono la cooperativa K-Pax di Breno, l’associazione Puerto Escondido di Calvagese della Riviera e l’Asgi, l’associazione studi giuridici sull’immigrazione. Tutte e tre hanno querelato l’esponente della Lega Nord vincendo il ricorso in tribunale. Secondo il giudice Lucia Cannella “il post ha valenza irridente e sbeffeggiante ove indica le associazioni che danno ospitalità al soggetto come di chi opera ‘con la faccetta misericordiosa’ di chi fa la beneficenza attributivo di un fine illecito”.

    Nel citato post su Facebook (eliminato una volta ricevuto il ricorso), infatti, Federica Epis riprendeva un articolo del quotidiano “Brescia Oggi” sul tema dell’immigrazione scrivendo “Questo è l’elenco di tutte le cooperative, fondazione e altri operatori che con la faccetta misericordiosa di chi fa beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini“.
    Il Tribunale ha definito il post denigratore e offensivo anche per l’utilizzo del termine “clandestini” in quanto degrada i richiedenti asilo “al rango di chi viola il Testo Unico sull’immigrazione“.
    La segretaria della Lega Nord di Orzinuovi è stata quindi condannata a risarcire K-Pax, Puerto Escondido e l’Asgi attraverso il pagamento delle spese processuali e della cifra di 2.000 euro ciascuno. Le tre organizzazioni hanno già fatto sapere che utilizzeranno le risorse per iniziative di carattere culturale a sostegno del Comune di Orzinuovi.

    Non è certo la prima volta (e probabilmente non sarà l’ultima) che cooperative, associazioni e fondazioni vengono screditate attraverso i social media per presunte attività illecite legate all’accoglienza dei migranti. Il sentiment nei confronti del mondo delle cooperative sociali probabilmente non è mai stato così negativo e questo porta alcune forze politiche a fare propaganda su questo tema, consapevoli che le aiuterà far crescere il proprio consenso elettorale.
    Sta adesso al mondo del non profit e, in alcuni casi, alle autorità giudiziarie ripristinare la legalità e creare un netto distinguo tra chi opera per l’inclusione sociale e chi, invece, sceglie la strada dell’affarismo.


  • aleppo

    Dopo essere stata approvata alla Camera, arriverà domani in Senato la legge sui minori stranieri non accompagnati. Il provvedimento va a colmare un vuoto normativo dell’ordinamento italiano.

    Negli ultimi anni è aumentato a dismisura il numero di minori stranieri non accompagnati arrivati nella nostra Penisola. Il 2016, infatti, è stato l’anno record da questo punto di vista, con 25.772 aleppoarrivi a fronte dei 12.300 dell’anno precedente.
    Per alcuni di loro l’Italia è solo un paese di passaggio prima di ricongiungimento con i propri parenti nel Nord Europa; per altri, invece, come nel caso dei minori provenienti dall’Egitto, il nostro Paese rappresenta un punto di arrivo.
    L’Italia, al momento, non è in grado di gestire un flusso di questo tipo soprattutto a causa dell’assenza di un quadro normativo specifico. Migliaia di minori arrivati sul territorio italiano diventano improvvisamente irreperibili sfuggendo al sistema di accoglienza per via dei lunghi tempi di attesa prima del riconoscimento dello stato di rifugiato. Accade così che tanti minori finiscano subito a lavorare, spesso sottopagati, per saldare i debiti contratti per venire in Italia.

    È positivo, dunque, che lo Stato italiano abbia deciso di regolamentare la loro situazione sotto la pressione anche di associazioni umanitarie e organizzazioni internazionali come Save the Children, Amnesty International Unicef.
    La legge, che dovrebbe essere approvata in via definitiva nella giornata di giovedì, afferma il divieto assoluto di respingimento alla frontiera dei minori non accompagnati. Oltre a sancire un principio fondamentale per il rispetto dei diritti dei minori, il Ddl interviene su una serie di altri aspetti.
    Uno dei problemi più grandi del sistema di accoglienza italiano è la lentezza dei processi di identificazione. Il provvedimento accelererà le suddette procedure e le uniformerà su tutto il territorio nazionale. Una volta arrivati in Italia i minori saranno accolti in centri specifici per la loro identificazione (al momento questa attività viene svolta negli hotspot e attraverso procedure mediche invasive) alla presenza di un mediatore culturale; successivamente potranno iniziare un percorso di inclusione sociale attraverso i progetti della rete SPRAR.
    Verrà costituito, infine, un albo dei tutori volontari ed incentivato l’affido in famiglia, istituto ancora poco diffuso nel nostro Paese.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 



  • Eliminato! Il 2 per mille per gli enti non profit impegnati nella valorizzazione e promozione della cultura è stato cancellato dopo solo un anno di attività. 

    A riportarlo è il portale Vita secondo il quale è stata presentata un’interrogazione parlamentare in merito. Lo ha Franco Panizza, senatore del Partito Autonomista Trentino Tirolese. Vedremo quale sarà la risposta del Governo.
    Appare comunque quantomeno bizzarro, se non incomprensibile, che il 2 per mille sulla cultura sia durato solo un anno.
    Era stato inserito, infatti, nella Legge di Stabilità 2016. Ciascun contribuente poteva decidere di donare il 2 per mille del proprio Irpef ad un ente impegnato nella valorizzazione e nella promozione della cultura. Bastava scrivere nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’ente beneficiario per completare la procedura.
    Il nuovo 2 per mille aveva riscosso anche un ottimo successo. Si sono accreditati, infatti, oltre 1.300 enti non profit, nella maggior parte dei casi si tratta di piccole associazioni che svolgono uno straordinario ruolo sociale sul territorio con risorse – il più delle volte – molto limitate.

    Fornire a questa realtà degli strumenti economici per operare al meglio significa assegnare alla cultura e all’associazionismo un ruolo centrale nello sviluppo economico e sociale del Paese. Creare il 2 per mille per le associazioni culturali era stato un piccolo passo verso l’affermazione di un modello di economia diverso.
    Un piccolo passo seguito, però, da una retromarcia repentina e dolorosa.
    A questo punto ci chiediamo quali siano le reali intenzioni di questo esecutivo che da una parte sembra volere dare maggiore spazio al sociale e alla cultura, come dimostrano la Legge sul Dopo di Noi, la riforma del Terzo settore e, appunto, il 2 per mille sulla cultura, e dall’altra si impegna a rinnegare le proprie scelte.
    Il dietrofront sul 2 per mille è, con ogni probabilità, l’emblema di una situazione ai limiti del paradossale.