• Il 15 settembre partirà Cultura Crea, il programma di incentivi di Invitalia per le iniziative imprenditoriali (anche non profit) nel settore dell’industria culturale-turistica delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

    Vengono stanziati complessivamente 107 milioni di euro, che verranno assegnati sotto forma di finanziamenti agevolati a tasso zero e contributi a fondo invitalia logoperduto attraverso la procedura a sportello. A partire dalle ore 12:00 del 15 settembre sarà possibile inviare le domande che verranno valutate in ordine di presentazione fino ad esaurimento delle risorse.
    Il bando si pone tre obiettivi:

    • supportare la nascita di nuove imprese nei settori “core” delle cosiddette industrie culturali, promuovendo processi di innovazione produttiva, di sviluppo tecnologico e di creatività;
    • consolidare e sostenere l’attività dei soggetti economici esistenti nella filiera culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tradizionali e tipici, promuovendo la realizzazione di prodotti e servizi finalizzati all’arricchimento, diversificazione e qualificazione dell’offerta turistico-culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori;
    • favorire la nascita e la qualificazione di servizi e attività connesse alla gestione degli attrattori e alla fruizione e valorizzazione culturale, realizzate da soggetti del terzo settore;

    Vengono messi a disposizione nello specifico 42 milioni per la nascita di nuove imprese (sono ammesse anche le aziende nate da non più di 36 mesi), 38 milioni per sviluppare aziende già esistenti (nate da più di 36 mesi) e 27 milioni per il Terzo Settore (Onlus e imprese sociali).
    Anche le cooperative possono partecipare all’iniziativa attraverso programmi di investimento fino a massimo 400.000 euro in uno dei seguenti ambiti:

    • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;
    • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;
    • attività di animazione e partecipazione culturale.

    I soggetti vincitori riceveranno un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa, elevabile al 90% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità.

    Per far conoscere al meglio il programma di incentivi, Invitalia a breve farà partire un road-show nelle principali città del Mezzogiorno che seguire il seguente calendario:

    • 19-20 settembre Taranto;
    • 26-27 settembre Reggio Calabria;
    • 10-11 ottobre Caserta;
    • 24-25 ottobre Siracusa;
    • 7-8 novembre Matera.

    Sono previsti anche dei webinar per spiegare al meglio come funziona l’iniziativa anche a a chi non può raggiungere fisicamente le città selezionate per il road-show.
    Qui trovate tutte le informazioni sul bando.


  • GDB2016

    Il 14-15 ottobre, a Bertinoro, si svolgerà la sedicesima edizione de Le Giornate di Bertinoro per l’economia civile, l’evento organizzato da Aiccon (Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit).

    Le Giornate di Bertinoro sono ormai un appuntamento imprescindibile per il mondo del Terzo Settore. Consentono, infatti, prima di tutto di fare rete e di creare una comunità composta da imprenditori sociali, economisti, giornalisti, esponenti del mondo delle istituzioni e cittadini che credono nel valore e nella forza del sociale.
    GDB2016I recenti cambiamenti economici impongono delle riflessioni di natura sistemica sulle modalità di produzione del valore e sulla gestione del potere. Si stanno affermando, infatti, modelli economici che prestano attenzione alle ricadute sociale dell’azione imprenditoriale e alla condivisione delle risorse. La diffusione della sharing economy e l’interesse per le tematiche dello sviluppo sostenibile, sia all’interno delle istituzioni che nelle imprese, confermano la necessità di riflettere sui cambiamenti in atto.
    Da 16 anni a questa parte le Giornate di Bertinoro offrono l’opportunità di confrontarsi con gli esponenti più autorevoli del mondo del Terzo Settore, dando ampio spazio anche ai cooperatori.

    Anche quest’anno la cooperazione sarà tra i protagonisti della due giorni con la presenza, ad esempio, di Rosario Altieri, presidente di Agci, e Mauro Lusetti, presidente di Legacoop. Interverranno anche Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel e Stefano Granata, presidente del Gruppo Cooperativo CGM-Confcooperative.
    Il tema di questa edizione sarà “Da spazi a luoghi. Proposte per una nuova ecologia dello sviluppo“. La società contemporanea ha bisogno di nuovi luoghi collaborativi, ovvero di un ecosistema dove le decisioni sulla riallocazione delle risorse non vengono prese solo dalle istituzioni ma dall’intera società civile.
    Le Giornate di Bertinoro intendono promuovere la cultura della collaborazione, favorendo la creazione di progetti che abbiano una governance non più verticale ma orizzontale.
    Di questo si parlerà nella sessione d’apertura (ore 9:30) dal titolo “Da Spazi a Luoghi. Nuove governance dello spazio pubblico”.  Ecco di seguito i nomi dei relatori e gli argomenti che affronteranno:

    Stefano Zamagni, Università di Bologna
    “I Luoghi dell’Economia Civile per lo sviluppo sostenibile”

    Enrico Giovannini, Università di Roma Tor Vergata e Portavoce ASviS
    “Le sfide dell’Italia per lo sviluppo sostenibile”

    Aldo Bonomi, Direttore Aaster
    “Da Spazi a Luoghi. Le nuove geografie dello sviluppo locale”

    Matteo Ricci, Vice-Presidente ANCI e Sindaco di Pesaro
    “Le città come Luoghi di sviluppo inclusivo”.

    Nel pomeriggio verrà trattato nello specifico il tema del welfare, un argomento ormai all’ordine del giorno vista la crisi dei tradizionali metodi di erogazione dei servizi di natura statale ed il rinnovato protagonismo del Terzo Settore in questo ambito.
    Interverranno:

    Ketty Vaccaro, Responsabile Area Welfare e Salute, Fondazione Censis
    Ivana Pais, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
    Emmanuele Massagli, Presidente ADAPT
    Stefano Granata, Presidente Gruppo Cooperativo CGM – Confcooperative.

    A chiudere la prima giornata ci sarà il racconto dei luoghi del cooperare, ovvero esperienze concrete di inclusione sociale. Verranno raccontate le storie del Festival Wikimania, del gruppo cooperativo Goel e della Casa del volontariato di Gela.
    Il 15 ottobre l’evento si concluderà con un panel sulla riforma del Terzo Settore.
    Ci saranno le seguenti relazioni:

    Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata
    “Le città del Ben-Vivere. Dieci proposte per lo sviluppo locale”

    Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
    “Il contributo della riforma del Terzo settore all’innovazione sociale”

    Alessandro Rosina, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
    “Il valore aggiunto delle nuove generazioni nella demografia dello sviluppo”

    Mauro Lusetti, Presidente Legacoop
    “Il ruolo peculiare della cooperazione per l’equità e la crescita”

    Marco Frey, Presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola e Presidente Cittadinanzattiva
    “Il ruolo delle imprese coesive nell’ecologia dello sviluppo”

    Conclusioni:
    Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

    Cooperative Italia è tra i media partner de Le Giornate di Bertinoro. Vi racconteremo passo dopo passo l’evento attraverso i nostri social e attraverso delle interviste ai protagonisti, cercando di contribuire in maniera attiva ad una nuova proposta di economia collaborativa.
    Per tutte le altre informazioni sui relatori e sulle modalità di partecipazione potete consultare il sito de Le Giornate di Bertinoro.


  • macfrut

    Dal 14 al 16 settembre a Cesena si svolgerà la 33° edizione di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta. Centinaia di aziende provenienti da tutto il mondo arriveranno in Italia per esporre i propri prodotti. 

    Vediamo insieme tutti i numeri strabilianti di questo appuntamento che si preannuncia da record e che rappresenta ormai uno snodo cruciale per il settore agroalimentare e ortofrutticolo italiano:

    • 7 i padiglioni che ospiteranno gli espositori e che si estenderanno lungo 40mila metri quadrati (+20% rispetto alla superficie dell’anno scorso).
    • 8 miliardi il valore dell’export ortofrutticolo in Italia (prima voce dell’export agroalimentare italiano), con una crescita del 60% negli ultimi dieci anni e del 7,9% nel 2015.
    • macfrut1.000 gli espositori provenienti da tutto il mondo, 139 i nuovi espositori.
    • 16 le aziende del Peru, Paese Partner di Macfrut 2016, presenti all’esposizione. Nell’ultimo decennio il paese sudamericano ha fatto registrare una crescita del Pil del 6,1%.
    • 2 le serre presenti da 100 metri quadrati l’una; ci sarà anche un vero e proprio campo sul quale voleranno diversi droni che mostreranno le opportunità offerte da queste nuove tecnologie nel settore agroalimentare.
    • 35 le novità che verranno presentate e che riguarderanno tutti i comparti della filiera ortofrutticola.
    • 50 i workshop ed i meeting in programma.
    • 14 settembre la data di svolgimento del workshop sul ruolo dell’ortofrutta per lo sviluppo dell’Africa sub-sahariana.
    • 22% la percentuale di espositori che verrà dall’estero.
    • 1 la Regione partner, prima volta assoluta. Questa volta toccherà alla Sicilia, ovvero la regione leader nel campo ortofrutticolo grazie al 24,2% di ortive protette, al 46,9% di agrumi e al 24,4% di frutta a guscio.
    • 9:30-18:00 l’orario di apertura della fiera.

  • Google Plus Logo

    Lo scorso 30 Agosto Danielle Buckley, il project manager di Google, ha annunciato alcune importanti novità riguardanti Google+. 

    In questi anni si sono sprecati i commenti negativi sulsocial di Mountain View soprattutto per la scarsa possibilità di interazione. Fin dall’inizio gli esperti del Google Plus Logosettore si sono dimostrati scettici circa il possibile successo di Google nel campo dei social media. Uno scetticismo che è stato confermato alla prova dei fatti.
    Inizialmente era possibile creare un profilo Google+ solo su invito, una scelta paradossale nell’era della comunicazione digitale che difatti è stata subito rinnegata eliminando questo vincolo all’entrata.
    In questi anni Google+ è stato sempre un passo indietro rispetto ai competitors ed il riferimento non è solo a Facebook ma anche a Twitter, Instagram e LinkedIn.

    Grazie alla crescita dei dispositivi Android, però, Google+ è riuscito a trovare un posto, seppur ancora di secondo piano, nel mondo social. Nel novembre 2015 ha presentato un nuovo layout per la versione web, un cambiamento che ha contribuito all’aumento degli utenti.
    Restano, però, alcune modifiche da apportare per arricchirlo delle stesse funzionalità di Facebook e Twitter. Con colpevole ritardo, ad esempio, è stata annunciata due giorni fa la possibilità di inserire immagini e link nei commenti ai post, consentendo così una maggiore interazione.
    Viene inserito anche il cosiddetto “Approve Button” all’interno delle “Community“, i gruppi per gli utenti di Google+. I moderatori e gli admin dei gruppi potranno così controllare i post che vengono pubblicati e decidere se approvarli o meno.
    C’è poi un ultima novità, forse quella più interessante per le aziende. Google+ diventerà parte integrante di Google for Work per consentire una migliore comunicazione all’interno dell’azienda sul modello di Slack. Google fa sapere che si cercherà di rendere disponibile Google for Work per un numero maggiore di organizzazioni.


  • credito-d'imposta-mezzogiorno

    Nel mese di luglio, per la prima volta negli ultimi quattro mesi, cala la stima degli occupati, presentando una variazione negativa dello 0,3% rispetto a giugno (-63mila unità). 

    Ad incidere su tale andamento dell’occupazione è soprattutto il numero di lavoratori indipendenti, diminuito di 68mila unità rispetto al mese precedente. Più credito-d'imposta-mezzogiornoa volte abbiamo affrontato la questione delle partite Iva e dei freelance, due categorie fortemente penalizzate dal nuovo regime dei minimi.
    Non è un caso, dunque, che negli ultimi due anni sia letteralmente crollato il numero di lavoratori indipendenti, mentre sia cresciuto quello dei dipendenti, i quali hanno beneficiato delle decontribuzione sui contratti a tempo indeterminato.
    Nel mese di luglio vengono registrati oltre 17 milioni di lavoratori dipendenti, pressochè stabili nel confronto con giugno ed in aumento dell’1,7% su base annua. Un rendimento positivo che riguarda anche i nuovi contratti stabili, che aumentano 244mila unità rispetto all’anno precedente.

    Si tratta, dunque, di risultati ambivalenti. Desta qualche preoccupazione la diminuzione del numero degli occupati ed il contemporaneo aumento del numero di inattivi. Negli ultimi quattro mesi è diminuita costantemente la quantità di “scoraggiati”, prima dell’inversione di tendenza avvenuta a luglio, quando in un solo mese la stima degli inattivi è aumentata di ben 53mila unità.
    Sono, quindi, dati su cui riflettere, sebbene siano da collocare in un contesto di miglioramento del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, ad esempio, si attesta sull’11,4%, con una variazione negativa dello 0,1% su base mensile e dell’1,2% su base annua.
    Sarà fondamentale valutare le scelte del Governo nella prossima Legge di Stabilità. Tanti saranno i nodi da sciogliere: su tutti quelli sugli sgravi contributivi per i nuovi contratti a tempo indeterminato e sulla tassazione alle imprese. Sarà necessario un intervento di tipo strutturale per evitare che le variazioni degli indicatori sul mercato del lavoro siano eccessivamente legati a fattori congiunturali.


  • bcc riforma

    Ci sono state tante polemiche in merito alla riforma del credito cooperativo. Il timore del mondo della cooperazione era che il meccanismo della way-out portasse diverse Bcc ad uscire dal sistema. In realtà sono stati solamente tre gli istituti bancari che hanno deciso di trasformarsi in Spa: Banca di Cambiano, Chianti Banca e Cassa Padana. 

    Tutte le altre hanno scelto di aderire alla holding unica. Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha espresso tutta la sua soddisfazione sull’Huffington Post: “La riforma delle Banche di Credito Cooperativo, grazie al lavoro svolto con il governo e il parlamento, non è “solo” la riforma delle Bcc. bcc riformaÈ un più ampio progetto di riordino del sistema. La novità più forte è che non può esistere più la Bcc solitaria, senza le altre Bcc e fuori da un’organizzazione comune. La controprova del successo – prosegue Gardini – è che la way-out, un rischio che abbiamo contenuto, ma che non si poteva eliminare, è stato utilizzato solo da tre Bcc, che erano di fatto, in varie forme, già fuori o ai confini del movimento. La Brexit cooperativa, infatti, non c’è stata. Oltre il 99% delle Bcc ha scelto di restare sulla strada maestra della cooperazione a cui riaffida il futuro della propria banca. Chi aveva paura di un’emorragia inarrestabile deve imparare una lezione di realismo e forse anche di maggiore rispetto del movimento cooperativo“.

    Si tratta di un risultato di assoluto rilievo per l’universo del credito cooperativo che a lungo ha temuto che la riforma richiesta da Bruxelles al Governo italiano potesse sgretolare secoli di storia e di attività finanziaria a servizio delle comunità rurali e delle piccole imprese. Ci sono stati anche momenti di aspra polemica causati dalla previsione iniziale del meccanismo della way-out che consentiva alle Bcc con un patrimonio netto superiore ai 200 milioni di euro di uscire dal sistema del credito cooperativo e trasformarsi in Spa, portando con sé le risorse indivisibili accumulate in anni di attività e di sgravi fiscali.
    L’esecutivo ha in seguito modificato il meccanismo di uscita, obbligando le Bcc che non partecipano alla holding unica a trasferire l’attività bancaria ad un’altra società che prenderà le vesti di una Spa. L’istituto di credito cooperativo che decide di utilizzare la way-out rimarrà così una semplice cooperativa con la possibilità di partecipare al capitale della nuova società per azioni.

    In realtà, come accennato in precedenza, solo tre Bcc tra le dodici che possedevano i requisiti hanno optato per questa soluzione. Il successo della riforma del credito cooperativo rappresenta, secondo Gardini, un modello di riferimento per un più ampio riordino dell’intero sistema bancario, basato sulla speculazione e poco connesso alle esigenze dei territori.
    Per quanto riguarda il futuro del sistema delle Bcc rimane da definire la governance. I vertici di Confcooperative e Federcasse spingono per un gruppo unico che sarebbe “il terzo gruppo in Italia e il primo a capitale e a controllo interamente italiano“.
    All’interno della federazione delle Bcc c’è però anche chi vorrebbe costituire più capi-gruppo, dando così maggiore autonomia decisionale ad alcuni territori e a determinate banche cooperative che temono un’eccessiva centralizzazione del potere.
    Gardini, però, mantiene in maniera decisa la sua linea: “Ho espresso la preferenza di Confcooperative per il gruppo unico dall’inizio, pubblicamente, ripetutamente. Ho il dovere di ribadire questa convinzione, mia e di Confcooperative. Non c’è spazio per tanti movimenti cooperativi in Italia. Le prospettive che sono difficili per uno potrebbero diventare proibitive per più di uno“.


  • bando isi agricoltura 2016

    È attivo il bando Isi-Agricoltura, l’iniziativa attraverso la quale l’Inail stanzia 46 milioni di euro per migliorare la sicurezza nelle micro e piccole imprese del comparto agricolo.

    Il finanziamento riguarderà nello specifico gli investimenti per l’acquisto o il noleggio di macchine e trattori caratterizzati da soluzioni innovative bando isi agricoltura 2016per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore e il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende.
    Possono partecipare al bando solamente le imprese individuali, le società agricole e le società cooperative operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli. Ciascun progetto finanziato prevedere l’acquisto o il noleggio con patto d’acquisto di massimo due beni così suddivisi:

    • un trattore agricolo o forestale più una macchina agricola o forestale dotata o meno di motore proprio;
    • una macchina agricola o forestale dotata di motore proprio più una macchina agricola o forestale non dotata di motore proprio;
    • due macchine agricole o forestali non dotate di motore proprio.

    Il bando si svolge con la procedura a sportello. Le domande, infatti, verranno valutate in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse. I partecipanti sono chiamati a compilare la domanda specificando tutte le caratteristiche dell’azienda e del progetto da finanziare. Per poter beneficiare del finanziamento dovranno ottenere un punteggio di minimo di 100 punti.
    Solo chi avrà raggiunto questa soglia potrà inviare la domanda attraverso lo sportello informatico.

    Il bando prevede tempi diversi di realizzazione del finanziamento in base al tipo di progetto: 180 giorni nel caso di acquisto diretto dei mezzi agricoli o forestali, 365 nel caso di noleggio con patto di acquisto.
    Il contributo, invece, varia in base alla composizione dell’impresa richiedente. Per le aziende composte prevalentemente da giovani, infatti, il finanziamento coprirà il 50% delle spese ammissibili sostenute e documentate dalle imprese, mentre coprirà il 40% per tutte le altre aziende.
    I progetti da finanziare dovranno avere inoltre una spesa minima di 1.000 euro ed una massima di 60.000 euro.
    La domanda potrà essere inserita online dal 10 novembre 2016 ed entro e non oltre le ore 18.00 del 20 gennaio 2017. Per tutte le altre informazioni potete consultare il bando.


  • agricoltura fondi

    Il 2015 ha visto una crescita dell’1% del Pil del Mezzogiorno contro il +0,7% della media nazionale. È questo uno dei dati più importanti delle anticipazioni sul rapporto Svimez. 

    Stupisce, dunque, che per una volta il Sud abbia fatto registrare una crescita più sostenuta rispetto al resto d’Italia. Lo Svimez, però, ci mette in guardia.
    agricoltura fondiIl risultato particolarmente positivo potrebbe derivare da fattori contingenti e non è un caso che le previsioni per il 2016 e per il 2017 diano il Prodotto Interno Lordo delle regioni meridionali in aumento, ma sotto le medie nazionali.
    Bisognerà, dunque, essere bravi a sfruttare l’ondata favorevole per rendere il Sud il vero e proprio volano dell’economia nazionale.

    Uno dei principali fattori positivi dell’anno 2015 è stato il rendimento dell’agricoltura che mostra una variazione positiva del 5,5%. A beneficiare del rinnovato splendore dell’economia agricola sono soprattutto Calabria e Sicilia, il cui Pil aumenta rispettivamente di 1,1 e 1,5 punti percentuali.
    E pensare che ci sono ancora enormi margini di miglioramento per l’agricoltura meridionale, soprattutto a causa delle piccole dimensioni delle aziende agricole che impediscono il più delle volte alle realtà meridionali di soddisfare le numerose richieste provenienti dall’estero (export comunque in aumento del 4% nel 2015).
    Accedere a nuovi mercati rappresenterebbe un’enorme conquista commerciale, soprattutto in un momento di grave crisi della domanda interna. Ci sono, dunque, i margini per migliorare ancora il rendimento dell’economia agricola meridionale, a patto che vengano effettuate scelte lungimiranti in materia di internazionalizzazione e aggregazione.

    Particolarmente positivo, secondo lo Svimez, è anche il rendimento del settore turistico. È proprio in questo comparto che il Sud mostra la crescita maggiore, con una variazione positiva dell’8,6%. Lo Svimez spiega anche come questo dato dipenda in parte dalla crisi nord-africana e dall’allarme terrorismo, fattori che hanno portato diversi turisti sulle coste e nei luoghi culturali meridionali.
    Un altro elemento contingente che avrebbe contribuito alla crescita del Mezzogiorno è l’avvento dell’ultimo anno della programmazione europea che ha spinto le regioni meridionali a velocizzare il processo di spesa dei fondi strutturali continentali per evitare che le risorse tornassero a Bruxelles.

    Se analizziamo, infine, gli altri indicatori macroeconomici, notiamo come il numero di occupati sia cresciuto dell’1,6%, corrispondente a +94mila unità contro il +91mila del Centro-Nord. Nonostante gli sgravi fiscali inseriti nella Legge di Stabilità cercassero di favorire le assunzioni a tempo indeterminato, al Sud prevalgono ancora le forme contrattuali a termine. Sono aumentati, infatti, di 56mila unità i contratti a tempo determinato, mentre i rapporti stabili sono cresciuti di 37 mila unità.
    Per quanto riguarda, invece, le singole realtà territoriali, la regione che presenta la crescita più sostenuta è la Basilicata (+5,5%), mentre Campania, Puglia e Sardegna crescono solo dello 0,2%, a causa soprattutto dello scarso rendimento del settore manifatturiero (-1,6%).
    Il Sud, dunque, dimostra di essere un territorio estremamente dipendente dal comparto agricolo: la debolezza delle industria rimane un problema strutturale non di poco conto che neanche il 2015 particolarmente positivo è riuscito a lenire.



  • Qual è il grado di conoscenza dell’impresa cooperativa tra i giovani delle scuole secondarie? Ci sentiamo di dire sia piuttosto basso. 
    A scuola, così come nelle università, viene studiato principalmente il modello delle società a responsabilità limitata o delle società per azioni. 

    Di qui l’idea delle centrali di rappresentanza delle coop di rafforzare il proprio ruolo nel mondo scolastico ed accademico. Proprio ieri Confcooperative ha rinnovato con il Miur il protocollo d’intesa “Rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro”.
    bando scuola wi-fiIl decreto La buona scuola, al di là delle polemiche che l’hanno contraddistinto in questi mesi, intende valorizzare l’alternanza scuola-lavoro per rendere i giovani più pronti ad entrare nel circuito occupazionale.
    Anche il mondo della cooperazione sarà tra le protagoniste e lo farà con una serie di percorsi didattici e formativi nelle scuole “Abbiamo creduto nei valori dell’impresa cooperativa,  la democrazia, il lavoro imprenditoriale e la collaborazione, dando ai nostri ragazzi la possibilità di conoscere da vicino i principali strumenti della gestione d’impresa attraverso percorsi didattici, educativi, formativi e sperimentali“.
    Queste le parole del sottosegretario Gabriele Toccafondi al quale fa eco Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative: “L’alternanza scuola lavoro rappresenta un’occasione per avvicinare ulteriormente i giovani al mondo del lavoro in cooperativa, rendendoli protagonisti di esperienze concrete nei tanti ambiti di operatività delle nostre imprese. L’accordo rientra nell’attività di Confcooperative che da sempre svolge nelle scuole per fare da ponte tra formazione e promozione dell’impresa cooperativa”.
    Verranno portate avanti delle partnership con cooperative e consorzi associati a Confcooperative che consentiranno uno scambio di competenze ancora più efficace, facendo conoscere da vicino agli studenti cosa vuol dire lavorare all’interno di una cooperativa e quali sono le peculiarità delle coop rispetto alle forme d’impresa capitaliste.



  • L’Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative e Legacoop) ha siglato un accordo con Cgil, Cisl e Uil sulla detassazione dei salari per la produttività e i contratti di apprendistato. 

    Con la firma dell’intesa con i sindacati, anche il mondo della cooperazione applica la detassazione dei premi di produttività, disciplinata nella Legge di Stabilità logo alleanza2016. Il nuovo quadro normativo amplia il novero di soggetti che potranno usufruire della detassazione, alzando rispetto al precedente impianto legislativo il tetto salariale a 50mila euro annui.
    In questo modo anche i quadri ed i dirigenti potranno usufruisce della defiscalizzazione.
    L’Alleanza delle Cooperative fa sapere che l’accordo stipulato con Cgil, Cisl e Uil prevede delle intese territoriali applicabili anche a quelle imprese con una rappresentanza sindacale diversa e con forme di contrattazione specifiche.

    Hanno partecipato all’incontro tra gli altri anche il presidente dell’Alleanza Rosario Altieri, i co-presidenti Maurizio Gardini e Mauro Lusetti e, per le parti sindacali, i segretari generali Susanna Camusso (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil).
    Nell’occasione è stato firmato anche un accordo sul contratto intersettoriale di apprendistato.
    A settembre le parti si rincontreranno per discutere del futuro della rappresentanza e delle relazioni industriali con la formazione dell’Alleanza delle Cooperative. Sul tavolo delle trattative ci saranno in particolare il nuovo modello di contrattazione collettiva, che dovrà in qualche modo far emergere il carattere distintivo della forma cooperativa, ed il sistema previdenziale cooperativo con l’unificazione dei tre Fondi pensione.



  • Nel mese di luglio torna a crescere la fiducia dei consumatori dopo tre cali mensili consecutivi. A riportarlo è l’Istat che ha effettuato la propria rilevazione nei primi dodici giorni di luglio, ovvero dopo il referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e prima però dell’ondata terroristica che ha colpito Francia e Germania e che contribuirà certamente a far diminuire la fiducia dei cittadini italiani. 

    Le rilevazioni dell’Istituto di statistica hanno sorpreso molti addetti ai lavori che prevedano un altro calo dell’indice di fiducia proprio per effetto della Brexit. In dati consumi italiarealtà c’è stata una crescita dai 110,2 punti di giugno ai 111,3 di luglio. Se analizziamo nel dettaglio questi dati circoscrivendoli al livello di fiducia delle famiglie, notiamo come ci sia un miglioramento che riguarda soprattutto la situazione personale dei nuclei familiari, che vedono maggiori opportunità di risparmio sia presenti che future; al contrario persiste il pessimismo sulla situazione economica del Paese. La componente economica, infatti, fa registrare una flessione (da 131,7 a 130,1), così come, per il terzo mese consecutivo, peggiorano i giudizi sulla situazione economica dell’Italia.

    Migliora anche il clima di fiducia tra le imprese che sale a 103,3 da 101,2. Le variazioni positive riguardano tutti i settori, con un aumento più rilevente nelle costruzioni (a 126,2 da 121,6) e nei servizi di mercato (a 108,6 da 105,1) e più lieve nella manifattura (a 103,1 da 102,9) e nel commercio al dettaglio (a 101,3 da 99,3).
    Per quanto riguarda il settore manifatturiero migliorano le attese di produzione, mentre rimangono stabili i giudizi sugli ordini e quelli sulle scorte di magazzino. Sale soprattutto il clima di fiducia nei beni di consumo (da 101,1 a 102,2).
    Le notizie positive vengono soprattutto dal comparto dei servizi di mercato, dove migliorano tutte le componenti. Crescono, infatti, sia i giudizi sugli ordini, che le attese sugli ordini e quelle sull’economia.



  • A partire dalle ore 12:00 del 15 settembre 2016 sarà possibile inviare online le domande per Cultura Crea, il programma di incentivi di Invitalia per la creazione e lo sviluppo di imprese culturali e turistiche in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. 

    I finanziamenti verranno erogati secondo la procedura a sportello. Ciascun progetto, infatti, sarà valutato in ordine cronologico entro 60 giorni dalla invitalia logopresentazione della domanda, verificando sia il rispetto dei requisiti formali che il merito del progetto.
    L’obiettivo del bando è innanzitutto promuovere la nascita di nuove imprese attive nel settore dell’industria culturale e artistica, ma anche consolidare e sostenere l’attività dei soggetti economici già esistenti nella filiera culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tradizionali e tipici.
    Si cercherà, inoltre, di promuovere la nascita di enti del Terzo Settore operanti nella filiera culturale.

    Sono stati stanziati in tutto 107 milioni così suddivisi:

    • 42 milioni per la nascita di nuove imprese. Nello specifico questo tipo di agevolazioni sono rivolte a
      • team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.
      • le imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative.
    • 38 milioni per il sostegno alle imprese già attive ovvero ad imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative.
    • 27 milioni per le ONLUS e le imprese sociali.

    Il bando presenta diverse forme di agevolazioni e contributi per i partecipanti. Per la nascita di nuove imprese sono previsti finanziamenti a tasso zero fino al 40% delle spese più un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese.
    Per le aziende già esistenti, invece, viene erogato un finanziamento a tasso zero fino al 60% delle spese più un contributo a fondo perduto fino al 20% delle spese.
    Per gli enti del Terzo Settore, infine, è previsto un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese.
    Qui trovate tutte le informazioni sull’iniziativa.