• olio italia

    Nella campagna 2015/2016 la produzione mondiale di olio si stima attorno alle 3.242.000 tonnellate, con un aumento del 33% rispetto all’anno scorso. 

    A riferirlo è la Commissione europea all’interno del gruppo di dialogo civile sull’olio al quale ha partecipato anche Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari.
    olio italiaDopo alcune annate particolarmente difficili, con l’Italia sfortunata protagonista del virus Xyella, il settore olivicolo è dato in ripresa.
    Il primo produttore mondiale si conferma la Spagna con 1.395.000 tonnellate stimate (+66%), seguita dall’Italia con 472.000 tonnellate (+112%) e la Grecia con 320.000 (+7%). Il nostro Paese mostra, dunque, una crescita sostenuta rispetto all’anno scorso, dove l’epidemia della mosca olearia e della Xyella hanno costretto l’abbattimento di centinaia di ulivi soprattutto in Puglia.

    La campagna 2015/2016 dovrebbe portare a risultati diversi. Il principale partner commerciale dell’Europa e dell’Italia in materia di olio resta gli Stati Uniti, mentre in riferimento al commercio intra-europeo, il nostro Paese ha esportato oltre 43.000 tonnellate di olio all’interno dei confini continentali ed il 30% è finito in Germania.
    Per quanto riguarda, invece, i mercati emergenti, anche nel settore olivicolo la Cina si dimostra una meta attraente per i nostri produttori. Per la campagna 2015/2015 la Commissione europea stima una crescita del 36% delle vendite di olio europeo in Cina, mentre di converso è attesa una diminuzione delle esportazioni verso il Brasile (-47%) per effetto della crisi economica e monetaria che sta colpendo il paese sudamericano.


  • latte granarolo

    Giampiero Calzolari, presidente di Granarolo e coordinatore del settore latte dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, ha commentato su Il Sole 24 Ore la decisione del Governo di adottare un decreto interministeriale che renderà obbligatoria l’indicazione d’origine sull’etichetta dei prodotti lattiero-caseari. 

    Si tratta di un passo fondamentale per la tutela del latte italiano, fortemente voluto dal ministro Martina e dalle associazioni di categoria dei produttori.
    latte granaroloAnche Calzolari ed il gruppo Granarolo mostrano soddisfazione per l’etichetta obbligatoria, palesando, però, alcune riserve: “L’etichetta aiuterà molto, da tempo la chiedevamo perché riteniamo importante garantire la trasparenza ai consumatori. Ma siamo convinti che potrà essere efficace al 100% quando diventerà un provvedimento europeo“.
    Il punto è proprio questo. Bruxelles è storicamente restia a misure sull’indicazione d’origine dei prodotti, che si tratti del settore lattiero caseario o di quello ortofrutticolo.
    Provvedimenti di questo tipo vengono ritenuti lesivi della libera concorrenza. Anche la Francia, però, si è dotata di uno strumento di tutela del latte francese e la condivisione di questa battaglia con l’Italia potrebbe portare ad un cambiamento di rotta anche in sede europea.

    Una recente ricerca ha mostrato come gli italiani siano disposti a pagare dal 5 al 20% in più per un prodotto italiano certificato. Un provvedimento come l’etichetta obbligatoria potrà allora aiutare a far crescere il consumo di latte italiano, limitando l’importazione estera. Allo stato attuale, come ha reso noto ieri Coldiretti, sugli scaffali dei nostri supermercati tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro provengono dall’estero.
    Ecco perché è necessario intraprendere misure di tutela delle produzioni nazionali.
    Calzolari è convinto, però, che l’etichetta obbligatoria, per essere efficace, debba essere inserita all’interno di un complesso più ampio di norme a tutela degli allevatori. Da questo punto di vista viene valutata positivamente la campagna istituzionale #oradellatte a sostegno del latte fresco italiano ed il sistema di aiuti da 120 milioni di euro per i produttori italiani.
    Sarà fondamentale, però, secondo Calzolari ridurre la produzione per tornare a far crescere i prezzi: “Nell’attuale emergenza non può esserci un solo intervento risolutivo. Ma è necessario soprattutto garantire l’eticità del prezzo. Sono mesi – aggiunge Calzolari – che Granarolo lo ripete che per alleggerire le tensione del mercato e sostenere così i prezzi in caduta libera l’unica soluzione è quella di ridurre la produzione“.


  • twitter foto

    Doing more with 140 characters. Con questo titolo ad un post sul proprio blog Twitter ufficializza alcune novità che erano nell’aria già da qualche giorno e che vi avevamo anticipato qui. 
    Gli utenti potranno andare oltre i canonici 140 caratteri per effettuare alcune operazioni come inserire foto, sondaggi o rispondere a tweet di altri utenti. 

    Da mesi si rincorrono le voci circa la volontà del social di San Francisco di fornire agli utenti la possibilità di effettuare tweet più lunghi. Alcuni avevano twitter fotoaddirittura paventato l’ipotesi che potesse essere drasticamente eliminato il limite dei 140 caratteri per contrastare il vero grande competitor, ovvero Facebook.
    Ma realizzare un’operazione di questo tipo avrebbe snaturato completamente il celebre social network. Twitter è a tutti gli effetti il social dei 140 caratteri, che fa dell’immediatezza del messaggio il proprio carattere distintivo.
    Per aumentare, però, le possibilità espressive degli utenti, il team guidato da Jack Dorsey ha scelto altre strade, meno rivoluzionarie ma estremamente funzionali alle esigenze di chi su Twitter opera quotidianamente.
    Vediamo nel dettaglio, allora, le quattro funzioni che nei prossimi mesi cambieranno la vita dei cinguettii:

    • Possibilità di inserire foto, sondaggi, video, gif e tweet di altri utenti oltre i 140 caratteri: al momento incorporare una foto all’interno di un tweet “costa” 24 caratteri. A breve questo non accadrà più: sarà possibile infatti inserire dei contenuti extra-testuali senza che questi vengano conteggiati nel limite dei 140 caratteri.
      Che Twitter stesse andando verso questa direzione era facilmente intuibile. Non più tardi di qualche mese fa, è stata implementata una funzione che consente agli utenti di scegliere una gif attraverso un motore di ricerca interno.
      Più spazio, dunque, alle immagini e ai video e con l’esclusione dei contenuti extra-testuali dal limite dei 140 caratteri la rivoluzione sarà più completa;
    • Nome degli utenti: quante volte vi è capitato di partecipare ad una conversazione su Twitter con più utenti coinvolti e di esaurire quasi subito i caratteri a vostra disposizione? Tutto questo perché menzionare un altro account significa perdere dei caratteri e ridurre così lo spazio di interazione.
      Twitter elimina anche questa problematica. Tra qualche mese, infatti, la dizione @utente non verrà più conteggiata e sarà possibile dialogare con più persone senza doversi preoccupare di sintetizzare in maniera estrema i propri concetti o di effettuare abbreviazioni che in alcuni casi diventano eccessive.
    • Retweetare un proprio tweet: un’altra novità introdotta riguarda la possibilità di retweetare un proprio tweet, andando magari a pescare dal nostro archivio personale di cinguettii, inserendo anche un commento che completa il nostro messaggio.
    • Addio alla formula .@: uno degli aspetti più “fastidiosi” di Twitter è l’impossibilità di menzionare un utente all’inizio di un tweet facendo comparire la conversazione sulla timeline dei propri followers. Molti hanno ovviato a questa problematica inserendo un punto davanti al nome dell’utente.
      Nei live tweeting la formula .@utente è molto diffusa. Con le novità introdotte possiamo dire addio a questo espediente perché i tweet con le menzioni poste all’inizio del cinguettìo saranno visibili a tutti.

    I grandi esclusi dalle novità elaborate da Twitter sono i link, che allo stato attuale occupano 23 caratteri, indipendentemente dalla loro lunghezza. A tal proposito è stato deciso di non apportare alcuna variazione, quindi, a differenza delle foto e dei sondaggi, gli Url che rimandano ad un articolo faranno parte del limite dei 140 caratteri.


  • 730 precompilato spese mediche

    La scadenza fissata per la presentazione della dichiarazione dei redditi verrà spostata dal 7 al 22 luglio. 

    La decisione dovrebbe diventare ufficiale nel tardo pomeriggio quando il Consiglio dei Ministri si riunirà e delibererà in materia di adempimenti fiscali. La richiesta di effettuare una proroga della scadenza del 730 è stata effettuata dalla Commissione Finanze della Camera, al quale ha fatto seguito anche l’istanza della Consulta dei Caf.
    730 precompilato spese medicheGià l’anno scorso il termine era stato spostato di quindici giorni e quest’anno l’esecutivo ha deciso di percorrere la stessa strada.
    A beneficare della proroga saranno i lavoratori dipendenti e i pensionati che si rivolgeranno ai Caf e ai professionisti per presentare la propria dichiarazione dei redditi. Viene posta, però, una clausola.
    I Caf e i professionisti abilitati, per poter usufruire della nuova data di scadenza, dovranno però avere già inoltrato al fisco almeno l’80% delle certificazioni prese in carico dai propri clienti.

    Non è ancora chiaro se la proroga sarà valida anche per i dipendenti e pensionati che non si rivolgono ad alcun professionista e decidono di presentare il 730 in maniera autonoma. Stasera ne sapremo di più, ma è probabile che, come avvenuto già l’anno scorso, la nuova data di scadenza possa essere valida anche per loro.
    Se volete conoscere tutti i dati della vostra dichiarazione dei redditi, attraverso questo link potete accedere alla vostra area riservata con la password di Fisconline.
    Ricordiamo, inoltre, che quest’anno nel nuovo precompilato debuttano una serie di deduzioni, con il ritorno, tra le altre cose, delle detrazioni per le spese medico-sanitarie.
    Qui l’elenco di tutte le detrazioni del 730 precompilato 2016.


  • latte prezzo

    Il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha parlato al quotidiano La Repubblica, analizzando la situazione del comparto lattiero caseario. 

    Proprio oggi Martina ha partecipato insieme al premier Matteo Renzi al milk day, la giornata nazionale per la difesa del latte italiano organizzata da Coldiretti.
    I problemi delle stalle italiane, secondo il ministro, non derivano solo dalla fine delle quote latte, che ha generato un’improvvisa liberalizzazione del comparto ed latte prezzouna corsa sfrenata verso il ribasso dei al prezzi.
    Il settore lattiero-caseario italiano presenta anche delle carenze strutturali che lo hanno fatto trovare impreparato di fronte alla decisione dell’Unione Europea di avviare la stagione della liberalizzazione.
    “La filiera del latte – ha dichiarato Martina – si deve organizzare di più. Oggi come oggi nel settore c’è ancora troppa frammentazione. Va superata questa debolezza strutturale. Servono più organizzazioni di produttori, più cooperative. Dove esistono consorzi come il Grana Padano ed il Parmigiano Reggiano il sistema funziona meglio e si autoregola. La madre di tutte le questioni è aiutare a lavorare insieme quel 40% di latte italiano che non va in formaggi Dop“.
    Il mondo della cooperazione rappresenta il 70% del latte italiano grazie all’attività di oltre 800 coop che generano un fatturato di 7 miliardi di euro, circa la metà del fatturato dell’intero settore caseario. Proprio l’aggregazione rappresenta l’elemento vincente delle cooperative, un aspetto che consente anche ai piccoli produttori di accedere ai mercati esteri e di ricevere un giusto prezzo di vendita alla stalla.


  • culturability-vincitori

    È stato pubblicato l’elenco dei 15 progetti finalisti della terza edizione del bando “Culturability – rigenerare spazi da condividere”, lanciato dalla fondazione Unipolis. 

    La call intende sostenere progetti culturali innovativi ad alto impatto sociale, che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati.
    I 15 vincitori potranno seguire un percorso di formazione e di mentoring attraverso workshop mirati al miglioramento della propria idea d’impresa.
    culturability-vincitoriNel mese di settembre, invece, la commissione selezionerà i cinque progetti vincitori che riceveranno 50.000 euro ciascuno per portare a termine il programma presentato.
    Ecco di seguito l’elenco dei 15 progetti ammessi alla seconda fase:

    Cascina Marsiglia – una Rivolta AgriCulturale!  – Rivolta d’Adda (Cremona) | Account Facebook

    CasciNet: rigenerare terra, persone, territori  –  Milano | www.cascinet.it

    Caserma Archeologica + Art Sweet Art  – San Sepolcro (Arezzo) | www.artsweetart.net

    CulturACT3: Acceleratore Culturale Territoriale  –  Reggio Calabria | Account Facebook

    DLF: cantieri interculturali per una città inclusiva  –  Pisa | www.pisafolk.org (sito capofila)

    expostModerno  –  Bari | www.pophub.it

    Hostello delle idee  – Terni | Account Facebook

    LAB+: Piazza Gasparotto Urban Living Lab  –  Padova | www.copiu.it/lab

    Mana Grika – Hub Culturale della Grecìa Salentina  –  Calimera (Lecce) | www.managrika.it

    MUFANT, MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino  –  Torino | www.mufant.it

    Piazza dei Colori, il giro del mondo in una piazza! – Bologna | Account Facebook

    Rinasce Pozzo Sella  – Iglesias | www.associazionepozzosella.it/rinascepozzosella

    Stazione Chiaravalle Project  –  Milano | www.terzopaesaggio.org

    Terzo Paesaggio  –  Roma | www.cooperativapassepartout.it (sito capofila)

    viadellafucina16 –  Torino |www.kaninchenhaus.org (sito capofila)


  • disoccupati-aprile

    Nel mese di aprile 2016 torna ad aumentare il tasso di disoccupazione che si attesta ora all’11,7% con una variazione positiva dello 0,1% rispetto a marzo. 

    La rilevazione mensile dell’Istat sul mercato del lavoro italiano sembra portare, dunque, cattive notizie all’Italia. Anche la stima dei disoccupati, infatti, aumenta e disoccupati-aprilesale dell’1,7% (+50 mila), tornando al livello di febbraio. L’aumento è attribuibile alle donne (+4,2%), mentre si registra un lieve calo per gli uomini (-0,4%).
    C’è, però, una spiegazione alla tendenze negative della disoccupazione ed è da ricondurre al tasso di inattività. L’Istat calcola la disoccupazione in base al rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro.
    Ed è proprio l’aumento del numero di persone in cerca di lavoro ad influenzare negativamente l’andamento della disoccupazione.

    Secondo l’istituto di statistica, infatti, ad aprile si osserva un forte calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -113 mila). La diminuzione riguarda uomini e donne e si distribuisce tra tutte le classi d’età. Il tasso di inattività scende al 35,4% (-0,3 punti percentuali).
    C’è, dunque, una maggiore partecipazione al mercato del lavoro con sempre più persone che provano attivamente a cercare un’attività lavorativa. Questa è senza dubbio una buona notizia, se pensiamo che negli ultimi mesi era cresciuto a dismisura il numero di italiani “scoraggiati”.
    L’altro aspetto positivo della rilevazione dell’Istat riguarda gli occupati. La stima degli occupati ad aprile – sottolinea l’istituto di statistica – sale dello 0,2% (+51 mila persone). L’aumento riguarda sia i dipendenti (+35 mila i permanenti, stabili quelli a termine) sia gli indipendenti (+16 mila). La crescita dell’occupazione coinvolge uomini e donne e riguarda tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,9%, aumenta di 0,2 punti percentuali sul mese precedente.


  • latte etichetta

    Si svolgerà oggi a Milano, presso la Fiera Milano Congressi, la Giornata nazionale del latte italiano organizzata da Coldiretti. 

    Parteciperanno all’evento anche il primo ministro Matteo Renzi, il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ed il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.
    latte etichettaL’intento dell’iniziativa è difendere le stalle italiane. Dopo la fine delle quote latte, infatti, sancita nel mese di marzo 2015, gli allevatori italiani hanno dovuto assistere ad un netto crollo del prezzo di vendita alla stalla e ad un aumento indiscriminato della produzione.
    Il prezzo di conferimento è passato dai 0,44 centesimi del mese di marzo 2014 ai 0,32 centesimi di marzo 2016, mentre il numero delle stalle, come riporta Coldiretti, si è letteralmente dimezzato negli ultimi dieci anni raggiungendo il minimo storico di 33mila allevamenti.
    Tra i paesi maggiormente penalizzati dalla fine delle quote latte c’è proprio l’Italia che produce latte di alta qualità e fatica a competere all’interno di un sistema basato sul ribasso dei prezzi.

    Ad aggravare la situazione per i produttori italiani ci pensa anche l’invasione del latte proveniente dall’estero e la diffusione del fenomeno dell’Italian Sounding. Come sottolinea un’indagine di Coldiretti, oggi tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono di derivazione estera; stesso discorso per i derivati, con il 50% delle mozzarelle realizzate con latte proveniente da paesi come la Lituania.
    Sono sempre più diffusi, inoltre, i prodotti lattiero caseari italiani contraffatti e quelli che ricordano le specialità italiane come il Parmesan, venduto soprattutto negli Stati Uniti.
    Per questo motivo, nel corso del milk day, il premier Matteo Renzi ed il ministro Martina dovrebbero annunciare una proposta per salvare il latte italiano, che prevede l’indicazione obbligatoria dell’origine delle materie prime sull’etichetta dei prodotti lattiero caseari.
    Il provvedimento dovrebbe essere un decreto interministeriale che coinvolge i Ministeri delle Politiche Agricole, della Salute e dello Sviluppo Economico e, secondo le indiscrezioni riportate dai principali quotidiani nazionali, sarebbe già stato inviato a Bruxelles per essere esaminato e per valutare eventuali violazioni del principio della libera concorrenza.
    Qualora la misura dovesse essere approvata, sull’etichetta andrà indicato il Paese dove viene munto il latte, quello dove viene trasformato e confezionato.



  • Sono attivi i bandi del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome, per la selezione di 35.203 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile nazionale in Italia e all’estero.

    Per poter partecipare è necessario, innanzitutto, selezionare il progetto tra quelli accreditati dal Dipartimento. Qui potete trovare il motore di ricerca che vi agricoltura socialepermetterà di filtrare i diversi progetti e sceglierli in base alla regione, comune e settore che preferite. I bandi sono su base nazionale e regionale, ma c’è la possibilità di partecipare anche a programmi di volontariato realizzati all’estero
    La domanda, è bene sottolinearlo, va presentata sul sito dell’ente non profit promotore. Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale fornisce solamente l’elenco dei progetti di SCN approvati e gli allegati delle varie domande e certificazioni da presentare.
    In questa sezione trovate tutte le informazioni utili ed i moduli da scaricare. La domanda dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 14:00 del 30 giugno 2016.

    Come accennato in precedenza, quest’anno i posti messi a disposizione dai bandi del Servizio Civile Nazionale saranno poco più di 35mila. L’anno prossimo, qualora i decreti attuativi della riforma del Terzo Settore dovessero essere approvati in tempi brevi (il Governo ha assicurato che verranno portati a termine entro la fine del 2016), i giovani che potranno effettuare il servizio civile saranno 100.000.
    Per questo nel testo della legge delega sul Terzo Settore non si parla più di Servizio Civile Nazionale ma di Servizio Civile Universale, perché viene ampliata la platea di soggetti che potranno svolgere attività di volontariato. Tra questi vanno inseriti anche gli stranieri che vivono in Italia da più di 5 anni.


  • vino coop

    È stato lanciato oggi, a Shanghai, il primo flagship del vino italiano su Tmall di Alibaba. Questo speciale primato spetta alla cantina cooperativa Mezzacorona, che si trova al terzo posto nella classifica dell’aziende vitivinicole italiane con il maggior fatturato (175 milioni di euro nel 2015). 

    Non poteva che essere la coop trentina la prima ad arrivare su Alibaba con l’obiettivo dichiarato di aggredire il mercato cinese. Mezzacorona, infatti, realizza l’80% dei propri ricavi grazie alle vendite all’estero.
    vino coopIl flagship aprirà ufficialmente i battenti l’1 giugno con una vasta gamma di vini appartenenti al gruppo cooperativo. Tra i prodotti più conosciuti annoveriamo il Pinot grigio, molto venduto soprattutto negli Stati Uniti, e lo spumante ottenuto secondo il metodo Rotari Trento Doc.
    “Questa giornata cinese ha dato la dimostrazione del grande lavoro svolto dal Gruppo Mezzacorona in questi anni per arrivare a questo traguardo così importante e del prestigio raggiunto dai nostri marchi a livello internazionale, un fatto che ci dà soddisfazione e ci sprona a fare sempre meglio in futuro” ha commentato a caldo il Presidente Luca Rigotti. “Vogliamo essere protagonisti del successo del vino italiano in Cina, come lo è già oggi giustamente su tanti mercati mondiali; crediamo che Alibaba possa darci un notevole aiuto per moltiplicare l’effetto Italia in un Paese immenso come la Cina così affascinato dal made in Italy.”
    Insieme insieme a quello di Mezzacorona sono stati lanciati oggi anche i flagships di Maserati, Pirelli e Tod’s.


  • società benefit

    Non ci siamo dimenticati della riforma del Terzo Settore, anzi…

    Abbiamo deciso di spiegarvela in maniera più diretta ed informale con un video di approfondimento sulle principali società benefitnovità del provvedimento che rivoluzionerà tutto il mondo del non profit.
    Il nostro quotidiano Notiziario della Cooperazione lascia per una volta il posto ad un contenuto video con un format diverso, che speriamo possa piacervi e che intendiamo riproporre nel breve periodo.

    La riforma del Terzo Settore cambia profondamente i connotati di un comparto che coinvolge più di 300mila organizzazioni non profit, di cui 11mila cooperative sociali. Oggi il Terzo Settore è un polmone dell’Italia, un universo innovativo che produce valore, fornisce servizi alle persone svantaggiate ed interviene laddove lo Stato non riesce ad operare.
    Sono diverse le novità apportate dalla legge delega approvata in via definitiva mercoledì sera alla Camera.
    C’è innanzitutto un riconoscimento giuridico del Terzo Settore, con una razionalizzazione e semplificazione delle norme che ne regolano il perimetro di attività.
    Vengono, inoltre, estesi i settori di intervento ed il novero di soggetti che possono essere considerati come imprese sociali.
    L’istituzione del servizio civile universale, la riforma dei Csv e dell’impianto fiscale per il non profit, la formazione di un fondo per il Terzo Settore e l’istituzione della Fondazione Italia sociale sono alcune delle novità presenti nella legge delega che proviamo a spiegarvi nel nostro video…

    Buona visione!

     


  • professioni agricoltura

    Il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ed il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, hanno firmato il protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

    L’intesa è stata siglata anche dai governatori delle regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, nonché da Cgil, Cisl e Uil e dalle associazioni del mondo agricolo e Cna.
    Si tratta di un passo importante nella lotta al caporalato perché coinvolte tutti gli attori: dalle istituzioni alle pubbliche amministrazioni, passando per i sindacati e le organizzazioni di rappresentanza delle imprese.
    professioni agricolturaPer contrastare un fenomeno che ogni anno colpisce migliaia di lavoratori stranieri che arrivano in Italia in corrispondenza del periodo della grande raccolta, ci vuole un azione di coordinamento sui territori ed il coinvolgimento di tutti gli attori della società civile.
    Spetterà alla prefetture sui territori coordinare le diverse parti attraverso l’attivazione di Tavoli permanenti; il ministero delle politiche agricole avrà, invece, il compito di coordinare le operazioni di controllo del territorio del Corpo forestale dello Stato che affiancano l’Ispettorato nazionale del lavoro.

    In questi mesi il Governo ha provato a mettere sul campo diverse azioni per combattere il caporalato ed il lavoro nero con risultati alterni. Tra le misure più importanti c’è sicuramente la Rete del Lavoro agricolo di qualità, che aggrega tutte le aziende agricole che somministrano regolari contratti di lavoro ai propri addetti e che applicano i giusti prezzi ai propri prodotti.
    Il funzionamento della Rete, però, si è rivelato fin qui problematico con diverse aziende che segnalano ritardi e continue impellenze di carattere burocratico per entrare a far parte del sistema delle imprese regolari.
    Il protocollo d’intesa rappresenta una buona notizia purché venga intensificato il sistema dei controlli, valutando anche l’operato della grande distribuzione, che spesso e volentieri sceglie fornitori che applicano prezzi estremamente bassi, prezzi che sono la diretta conseguenza dello sfruttamento dei lavoratori.

    Anche l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari ha firmato il protocollo. Il presidente dell’Alleanza, Giorgio Mercuri, commenta positivamente la firma dell’intesa: “L’auspicio è che i progetti che saranno realizzati sui territori, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni e le parti sociali firmatarie del protocollo, andranno progressivamente ad eliminare le diffuse situazioni di disagio e di emarginazione dei lavoratori immigrati, che sono state spesso terreno fertile per forme di criminalità organizzata e di sfruttamento”.