• welfare-comunità

    Il modello di welfare italiano richiede un ripensamento a 360 gradi. Lo Stato non riesce più a sostenere i costi e la crescente domanda di servizi sociali.

    È necessario, allora, il coinvolgimento di soggetti privati, organizzazioni in grado di coniugare il profitto economico con l’impatto sociale.
    welfare-comunitàNegli ultimi anni sono aumentati in misura notevole i progetti di welfare di comunità, ovvero programmi che promuovono la qualità dei servizi, il rendimento economico, l’innovazione e una maggiore integrazione sociale.
    La società contemporanea ha sempre più bisogno di iniziative di questo tipo. Ecco perché la piattaforma IdeaTRE60, UBI Banca, Fondazione Accenture e Fondazione Bracco, grazie al contributo scientifico dei centri di ricerca AICCON e Tiresia, hanno promosso il bando “Welfare che impresa”.
    L’avviso intende premiare e supportare i migliori progetti di welfare di comunità promossi da startup sociali e in grado di produrre benefici in termini di sviluppo locale, nei seguenti settori:

    • agricoltura sociale: iniziative che coniugano l’utilizzo delle risorse agricole con finalità sociali, con l’obiettivo di:
      • generare benefici di inclusione, favorire percorsi terapeutici, riabilitativi e di cura;
      • favorire la coesione sociale
    • turismo sociale: forme di turismo che valorizzano il territorio o organizzato da soggetti che non perseguono scopi di lucro, ma vogliono garantire al maggior numero di persone l’accessibilità economica alla pratica turistica o il perseguimento di obiettivi di carattere educativo e sociale;
    • welfare culturale: il benessere economico e sociale generato dal consumo della cultura, che non deve più essere un’attività fine a se stessa, ma deve essere in grado di aumentare la qualità dei servizi sociali e l’integrazione sociale;
    • servizi alla persona, intesi come servizi di cura ed assistenza per il benessere della persona.

    Il bando è rivolto alle startup sociali (fondazioni, comitati, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, imprese sociali, associazioni non governative o di promozione sociale) che non siano state fondate da più di tre anni e comunque prima del 2 giugno 2016.
    La maggior parte dei componenti deve essere under 35; qualora, invece, la maggior parte di essi sia rappresentata da donne, queste ultime devono avere meno di 40 anni.
    Le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro e non oltre il 2 settembre 2016. Ad ottobre verranno proclamati i 12 finalisti che avranno l’opportunità di effettuare un workshop formativo di due giornate che si svolgerà a Milano e servirà a migliorare la propria idea d’impresa.
    Alla fine del workshop i partecipanti effettueranno un pitch difronte a possibili investitori ed esperti del settore che decreteranno i 6 finalisti definitivi, tra i quali verranno scelti i due vincitori.

    Le idee d’impresa selezionate si suddividono in due categorie in base alla provenienza geografica:

    • la migliore idea progettuale per la categoria “NORD e CENTRO ITALIA” riceverà:
      • € 20.000, al netto delle eventuali imposte previste dalla legge, messi a disposizione dalla Fondazione Italiana Accenture;
      • 4 mesi di incubazione presso Polihub, da concludersi entro fine maggio 2017;
      • Finanziamento a tasso 0% della linea UBI Comunità fino a € 50.000, durata massima di 60 mesi;
      • Supporto nella misurazione dell’impatto sociale a cura del Politecnico di Milano.
    • la migliore idea progettuale per la categoria “SUD ITALIA“, invece, riceverà:
      • € 20.000, al netto delle eventuali imposte previste dalla legge, messi a disposizione dalla Fondazione Bracco;
      • 4 mesi di incubazione presso Campus GOEL, da concludersi entro fine maggio 2017;
      • Finanziamento a tasso 0% della linea UBI Comunità fino a € 50.000, durata massima di 60 mesi;
      • Supporto nella misurazione dell’impatto sociale a cura del Politecnico di Milano.

    Per ulteriori informazioni potete consultare il regolamento del bando.

     


  • dati agricoltura 2015

    Qual è stato il rendimento dell’economia agricola italiana nel 2015 in termini di produzione di ricchezza, investimenti e numero di occupati?

    Il rapporto dell’Istat ci fornisce un quadro completo della situazione, effettuando anche una comparazione con gli altri paesi europei.
    Dal 2010 ad oggi il settore agroalimentare ha vissuto un andamento estremamente altalenante. Il 2015, stando ai dati Istat, può essere considerato però un punto di svolta, anche se siamo distanti dal rendimento pre-crisi.
    Secondo l’istituto di statistica nel 2015 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha generato un valore aggiunto di 33.095 milioni di euro, pari al 2,3% del valore aggiunto nazionale. Se si considera anche il comparto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, che con 25,4 miliardi di valore aggiunto pesa l’1,7% sul totale, il comparto agroalimentare rappresenta il 4,0% del valore aggiunto complessivo.
    Se andiamo ad analizzare le altre componenti del valore aggiunto italiano (industria in senso stretto, costruzioni e servizi), agricoltura, silvicoltura e pesca sono i comparti che mostrano una crescita più sostenuta.

    Un ottimo rendimento che è confermato dai dati relativi ad altre variabili come quelle della produzione, degli occupati e degli investimenti.
    Nel 2015 la produzione di beni e servizi dell’agricoltura è cresciuta del 2,2%. Bene soprattutto le coltivazioni legnose (+12,3% in volume), trainate dalle produzioni olivicole (+51,9%), vitivinicole (+9,2%) e frutticole (+6,2%); al contrario mostrano delle contrazioni le coltivazioni foraggere (-4,3%) ed erbacee (-2,8%).
    Per quanto riguarda, invece, gli allevamenti zootecnici, è da registrare una crescita in volume dello 0,8%, per effetto di un aumento dele produzioni suine (+2,9%), del pollame (+4,1%) e delle uova (+2,7%) e del perdurare della crisi nella produzione di carni bovine (-3,0%) e di conigli, selvaggina e minori (-3,9%); in leggera ripresa la produzione di latte (+0,3%).
    Tra gli aspetti maggiormente negativi, invece, del report dell’Istat c’è il calo delle attività secondarie delle aziende agricole (-0,6% in volume), che rappresentano l’8,1% della produzione del comparto e riguardano: energie rinnovabili (in particolare fotovoltaico e biomasse), fattorie didattiche, attività ricreative, agricoltura sociale, vendite dirette, produzione di mangimi, sistemazione di parchi e giardini oltre a agriturismo e attività di trasformazione.

    Mostra un ottimo andamento, invece, il mercato del lavoro. Gli occupati nel comparto agricolo aumentano, infatti, del 2,2% per via di una crescita delle unità di lavoro dipendenti (+2,8%) ed indipendenti (+1,9%). Sono in tutto 1,2 milioni i lavoratori nel comparto agricolo che corrispondono al 5,1% del totale nazionale.
    Per quanto riguarda, infine, i redditi e gli investimenti, i dati dell’Istat ci segnalano che nel 2015 i redditi da lavoro dipendente risultano in aumento (+5,7%) ed ammontano a 21,8 mila euro annui contro i 40,0 mila euro dell’intero sistema economico. Gli investimenti nel comparto mostrano segnali di recupero (+0,6%) dopo il forte calo del 2014 (-6,1%).
    Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda il confronto con gli altri Paesi europei. La maggior parte degli stati appartenenti all’Unione Europea segna il passo in termini di produzione, valore aggiunto, prezzi e reddito. L’indicatore di reddito agricolo presenta delle variazioni negative più consistenti in Germania (-37,6%), Danimarca (-19,7%), Regno Unito (-19,3%), Romania (-17,8%), Polonia (-8,9%) e Paesi Bassi (-0,8%), mentre è da registrare una crescita sostenuta in Grecia (+11,7%), Francia (+8,7%), Italia (+6,2%) e Spagna (+3,3%).


  • sanità italia

    Sono 11 milioni gli italiani (+2 milioni rispetto al 2012) che nel 2016 hanno deciso di rinviare o addirittura rinunciare alle prestazioni medico-sanitarie. 

    A riportalo è la ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentata oggi a Roma nell’ambito del VI ‘Welfare Day’. Negli ultimi due anni il Sistema sanitario nazionale è peggiorato a detta della maggior parte dei cittadini, costringendo quelli più facoltosi a rivolgersi a strutture private, mentre altri hanno scelto sanità italiaaddirittura di fare a meno delle cure mediche.
    Si tratta per lo più di anziani e di giovani under 35, ovvero persone che possiedono un reddito piuttosto basso a causa dello scarso livello delle pensioni o delle difficoltà a trovare lavoro.
    Come riporta lo studio del Censis sono rispettivamente 2,4 milioni e 2,2 milioni gli anziani e i giovani che hanno deciso di rinunciare alle prestazioni sanitarie.

    Come accennato in precedenza, le ragioni sono principalmente di carattere economico. È aumentato, infatti, il ticket sanitario: il 45% degli italiani dichiara addirittura di avere pagato nel privato delle tariffe uguali o solo di poco superiori rispetto alle strutture pubbliche.
    Ecco perché aumenta il numero di cittadini che si rivolge a cliniche e studi privati, dove la qualità media è superiore e soprattutto si evitano le lunghissime liste di attesa tipiche degli ospedali.
    Il 72,6% dei cittadini dichiara, infatti, di essersi rivolto a istituti privati proprio perché estenuato dai ritardi e dall’attesa che contraddistinguono il servizio pubblico.
    Ad un aumento dei costi non corrisponde una crescita dell’efficienza e della qualità. Il 45% degli intervistati ritiene che il servizio sanitario della propria regione sia peggiorato negli ultimi due anni, per il 41%, invece, è rimasto invariato mentre solo per il 13,5% è migliorato.
    Tra i fattori che portano gli italiani a scegliere il privato c’è anche la possibilità di effettuare visite mediche e controlli specialistici in orari serali e nei weekend, un aspetto che sappiamo benissimo quanto sia importante con gli attuali ritmi lavorativi.
    Alla luce di questi dati emerge con maggior forza la necessità di decentralizzare il sistema sanitario, creando un modello sempre più misto. Le cooperative di tipo sanitario sono da questo punto di vista tra i principali artefici di cambiamento e potrebbero rappresentare un’ottima soluzione ai problemi dell’intero sistema, offrendo un buon compromesso tra prezzo ragionevole e qualità dei servizi.


  • fondazione-cariplo-bando

    Fondazione Cariplo ha lanciato la terza edizione del progetto iC-innovazioneCulturale.
    L’iniziativa si pone come obiettivo quello di promuovere l’innovazione nella filiera della produzione e della valorizzazione della cultura, 
    attivando processi di collaborazione tra istituzioni culturali e soggetti esterni.

    Nelle prime due edizioni sono state create 24 imprese culturali. Un risultato importante che Fondazione Cariplo intende replicare di qui ai prossimi anni.
    Il progetto si divide in tre fasi:

    • La fase 1 consiste nel lancio del bando per la raccolta d’idee d’innovazione culturale e la selezione di quelle che saranno considerate più interessanti. Le idee verranno valutate in base al loro potenziale impatto culturale, la fondazione-cariplo-bandoreplicabilità su scala nazionale ed internazionale, la corretta rilevazione delle criticità, le competenze dei proponenti, la solidità dell’idea e la sua declinazione in prodotti e servizi da erogare.
    • La fase 2 è riservata ai soggetti selezionati al termine della fase 1 e consiste in un percorso di accompagnamento che avrà luogo a Milano. Il percorso avrà inizio a ottobre 2016 e si compone di:
      • una prima parte obbligatoria di due settimane di formazione intensiva per la definizione del progetto d’impresa (ottobre);
      • un evento intermedio di presentazione di fronte ad una giuria (novembre);
      • una seconda parte personalizzata e variabile (nei primi mesi 2017) dedicata alla pianificazione e validazione del progetto d’impresa attraverso workshop e esperienze collettive, lavoro con tutor, test, esperienze nel proprio contesto di provenienza e momenti di incontro con mentori e istituzioni culturali. Il calendario preciso sarà comunicato dopo la chiusura del bando. Il percorso si concluderà con un evento pubblico di presentazione delle nuove imprese di innovazione culturale.
    • La fase 3 è riservata ai soggetti che – dopo aver partecipato alla fase 2 – avranno costituito un’organizzazione ammissibile ai contributi della Fondazione Cariplo, con sede legale in Lombardia o in provincia di Novara e VCO e il cui progetto di sviluppo imprenditoriale sarà da essa considerato coerente e convincente.

    La domanda di partecipazione dovrà essere presentata online attraverso il sito www.fondazionecariplo.it/innovazioneculturale/ entro e non oltre il 30 giugno 2016. Il processo di selezione avverrà tra luglio e settembre 2016: inizialmente saranno scelte le migliori 60 idee tra tutte le candidature ammissibili. I team proponenti saranno sottoposti ad un colloquio motivazionale e di approfondimento delle loro idee di innovazione; da qui usciranno i 30 team che parteciperanno alle fasi successive del percorso.


  • roaming-agcom

    Il roaming è un vero e proprio incubo per gli italiani che vanno all’estero per le vacanze o per motivi di lavoro. Utilizzare una scheda italiana in altri paesi europei e non significa spendere cifre enormi per una semplice telefonata o per l’utilizzo della propria connessione dati.

    Una situazione che ha portato l’Agcom ad intervenire duramente, sanzionando, ad esempio, Tim e Wind per aver imposto ai propri clienti delle tariffe contrarie ai roaming-agcomregolamenti europei 2120/2015 e 531/2012.
    La tariffa di Tim “Europa Daily Basic” ha un costo di 3 euro al giorno per 100 minuti di chiamate in entrata, 100 minuti di chiamate in uscita e 100 sms, più altri tre euro al giorno per il traffico dati utilizzato fino ad un massimo di 300 mega giornalieri.
    Wind, invece, propone 15 minuti di chiamate in entrata, 15 di chiamata in uscita, 15 messaggi e 50 mega al giorno per un costo giornaliero di 2 euro.
    L’Agcom ha diffidato le due compagnie telefoniche e ha rilanciato inserendo una tariffa paracadute per gli italiani all’estero.
    Ciascuno avrà un surplus rispetto ai costi della propria tariffa, che sarà di 5 centesimi al minuto per le chiamate, di 2 centesimi per singolo sms e di 5 centesimi per ogni megabyte di navigazione Internet. Ed in generale la spesa massima, tra costo della propria tariffa e surplus, non potrà oltrepassare i 19 centesimi al minuto per le telefonate, i 6 centesimi per gli sms e i 20 centesimi per ogni megabyte di connessione dati utilizzato.



  • La Commissione Europea ha lanciato la call “Reduction of youth unemployment and the setup of co-operatives” mettendo a disposizione fino a 450.000 euro per i progetti che promuovono il modello cooperativo nelle scuole.

    L’obiettivo del programma è ridurre la disoccupazione giovanile che allo stato attuale supera il 20% e rappresenta una delle questioni economiche e sociali più impellenti da affrontare nell’Unione Europea. La cooperazione viene considerata come uno strumento flessibile, capace di generare lavoro e benefici sul cooperative-scuoleterritorio con investimenti relativamente limitati e di coinvolgere le giovani generazioni.
    Sono ancora poche, però, soprattutto in Italia, le startup a matrice cooperativa. Un fenomeno che trova una delle sue cause nello scarso interesse di scuola ed università verso le cooperative.
    Sono pochi, infatti, i corsi che propongono il modello cooperativo come una via sostenibile, socialmente responsabile ed efficiente. I ragazzi spesso e volentieri non conoscono le cooperative ed i relativi vantaggi che comporta scegliere le coop come abito giuridico per la propria azienda.

    La Call lanciata dalla Commissione Europea intende proprio agire su questo aspetto, finanziando quei progetti che prevedono:

    • Lo sviluppo di corsi dedicati, dove gli studenti possano sviluppare delle competenze tecniche specifiche, anche tramite la creazione di microimprese che permettano di sperimentare delle situazioni reali di apprendimento attivo;
    • Il sostegno agli studenti durante il periodo di tirocinio, svolto nel corso dei loro studi. Le cooperative possono facilitare i momenti di alternanza tra scuola e lavoro tramite una formazione on-the-job;
    • La promozione delle “Junior Enterprise” che consentano l’acquisizione di competenze necessarie nella gestione di un’impresa, fornendo servizi finanziari di base per il risparmio e il micro-credito insieme a una alfabetizzazione finanziaria e allo sviluppo di una  cultura imprenditoriale.

    Possono partecipare all’iniziativa enti operanti nei paesi membri dell’Unione Europea; nel caso in cui i partecipanti siano consorzi i membri devono provenire da almeno tre paesi diversi dell’Ue.
    Verranno premiati in tutto due progetti che riceveranno fino ad un massimo di 225.000 euro a copertura del 70% delle spese per la realizzazione del programma.
    Il progetto presentato dovrà durare non più di 12 mesi. La scadenza per le candidature è fissata per le ore 17:00 del 30 giugno 2016.
    Tutte le informazioni sulla call le trovate qui.



  • La cooperazione agricola in Trentino Alto Adige può vantare 18 coop attive nel settore vitivinicolo, 32 nell’ortofrutticolo, 18 nel lattiero caseario, 2 nel comparto zootecnico, 16 operanti come cooperative di servizio. 

    Sono questi alcuni dati emersi nel corso del convegno “Evoluzione del settore agricolo nel corso della crisi: il contributo della cooperazione” , svoltosi a Trento venerdì 3 giugno 2016.
    Il Trentino rappresenta una delle regioni cardine dell’intero movimento cooperativo, specie per il comparto agroalimentare. Non a caso nel 2015 la cooperazione agricola trentina ha fatto registrare un fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) di 995 milioni di euro, con una variazione negative del 3,9% rispetto al 2014 ed investimenti netti di 722 milioni di euro.
    Sono due, in particolare, i prodotti di riferimento della regione: le mele ed il vino. Il comparto ortofrutticolo rappresenta circa un terzo dell’intero fatturato dell’agroalimentare cooperativo in Trentino (383 milioni di euro), grazie all’attività di 6.991 soci e 1.589 collaboratori.
    Il 2015, però, non è stato un anno particolarmente positivo per i soci conferitori di mele, ai quali è stato liquidato un prezzo medio di 0,295 al kg contro lo 0,390 euro al kg del 2014. Il ribasso del prezzo è da attribuire ad un’impennata della produzione che nell’ultimo anno ha raggiunto livelli record per la regione.

    Un altro settore particolarmente attivo in Trentino è quello vitivinicolo, che genera un fatturato consolidato di 467 milioni di euro (stabile rispetto al 2014). I soci viticoltori sono 6.765, mentre l’uva conferita ammonta ad un 1 milione e 30 mila quintali con una variazione negativa del 13% rispetto al 2014.
    Nel 2015 sono stati liquidati ai soci 95,33 euro a quintale di uva conferita (+10% rispetto agli 86,59 euro del 2014). Da segnalare, però, un peggioramento della resa a ettaro, che risulta essere diminuita del 13,4% pari a un valore medio di 11.111 euro rispetto ai 12.828 euro dell’anno precedente.


  • frutta dati

    Segnali di ripresa per il comparto della frutta. Dopo anni particolarmente negativi, caratterizzati soprattutto dall’embargo verso la Russia, tornano ad aumentare i consumi ortofrutticoli. 

    Nel primo trimestre 2016, infatti, c’è stata una crescita del 3%, proseguendo sulla strada della ripresa già tracciata nel 2015, quando il comparto aveva chiuso con una variazione positiva dei consumi del 3% su base annua.
    A rivelarlo è il Macfrut consumer’s trend, l’osservatorio sul mercato della frutta di Macfrut e Cso.
    frutta datiA trainare il settore ci pensa nello specifico la frutta che fa registrare una crescita del 4,7%. Spiccano, in particolare, i dati delle clementine (+11,4%), delle pere (+9,8%), delle mele (+4,4%) e delle arance (+2%).
    Per quanto riguarda, invece, gli ortaggi, nel primo trimestre del 2016 c’è stata una crescita meno sostenuta (+1,4%), per effetto soprattutto dell’ottimo rendimento di radicchi (+16%), pomodori (+6,1%), cipolle (+8%) e patate (+2,2%).
    “Sembra proprio possibile affermare che il peggio è passato – ha dichiarato Paolo Bruni, presidente del Cso, nel corso della presentazione dell’analisi di Macfrut consumer’s trend – torniamo sui livelli delle 8 milioni di tonnellate consumate, un dato certamente positivo. A contribuire sempre di più nel cambio di tendenza sono i prodotti della quarta gamma, il settore del biologico e le nuove novità in prodotti come la fragola e l’albicocco. Ciò sta a significare come il nostro settore abbiamo raccolto la sfida di innovazione, alla ricerca di nuove varietà per soddisfare le esigenze dei consumatori”.
    In tema di frutta e di ripresa del settore ortofrutticolo, gli organizzatori del Macfrut 2016, la fiera dell’ortofrutta in programma a Rimini Fiera dal 14 al 16 settembre prossimo, hanno reso noto come sia già stato venduto il 90% degli spazi espositivi disponibili, con oltre 100 nuove aziende ortofrutticole che parteciperanno all’evento.



  • Sono usciti i bandi per il Servizio Civile Nazionale indetti dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e che coinvolgeranno 35.203 volontari. 

    Migliaia di giovani, dunque, avranno la possibilità di svolgere attività di volontariato negli enti accreditati. Tra questi ci sono anche diverse cooperative sociali, da sempre un vero e proprio polmone del mondo del non profit.
    condivisioneSono in tutto 176 i progetti promossi dalle coop aderenti a Federsolidarietà-Confcooperative e Legacoop per un totale di 1.617 volontari coinvolti.
    Per accedere al bando è possibile effettuare una sola domanda di partecipazione pena l’esclusione.
    Ricordiamo, inoltre, che la richiesta di ammissione dovrà essere presentata direttamente all’ente accreditato. Gli aspiranti volontari avranno, dunque, il compito di valutare i progetti accreditati e scegliere quello più adatto alle proprie esigenze e/o interessi.

    Attraverso un motore di ricerca il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale consente di filtrare i progetti per regione, provincia, comune, settore, area e titolo del progetto.
    Se volete svolgere la vostra attività di servizio civile in una cooperative sociale, vi proponiamo, invece, l’elenco dei progetti accreditati delle coop associate a Confcooperative e Legacoop.
    Sul portale serviziocivile.coop trovate tutte le informazioni utili sulle cooperative aderenti a Federsolidarietà-Confcooperative che partecipano ai bandi del servizio civile nazionale, con la lista dei progetti accreditati.
    Stesso discorso per le coop aderenti a Legacoop, qui trovate un apposito motore di ricerca per cercare tutti i programmi accreditati.
    La domanda di iscrizione dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 14:00 del 30 giugno 2016.


  • elezioni 2016

    Il primo turno delle elezioni amministrative 2016 ha fornito alcuni verdetti inoppugnabili. 

    Il primo: il Movimento 5 Stelle è in fortissima ascesa e con Virginia Raggi potrebbe guidare la prima grande città italiana.
    A Roma, infatti, quando sono state scrutinate 2.428 sezioni su 2.600, la candidata pentastellata ha ottenuto il 35,3% dei voti, staccando nettamente i suoi rivali.
    elezioni 2016La Raggi dovrebbe andare al ballottaggio con il candidato Pd Roberto Giachetti, dato al momento al 24,8%, una percentuale che lo colloca davanti a Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia (20,6%).

    Si tratta di un risultato estremamente deludente per il Partito Democratico. Ed è proprio questo il secondo verdetto delle amministrative 2016, che interessano da vicino anche il premier Renzi che tanto si era speso per sostenere la campagna di Giachetti, provando ad arginare il sentiment anti-establishment sempre più dilagante nella capitale. Aldilà dei punti di distanza da Virginia Raggi, che difficilmente saranno colmabili al secondo turno, stupisce la scarsa distanza tra Giachetti e Giorgia Meloni.
    A Roma il centro-destra si è presentato diviso, con il candidato di Forza Italia, Alfio Marchini, che ha ottenuto più del 10% dei consensi, il che lascia pensare ad un’occasione persa per tutto il centro-destra, che avrebbe potuto aspirare al ballottaggio qualora si fosse presentato unito all’appuntamento elettorale.

    E proprio laddove ha portato un candidato unico è riuscito ad andare al secondo turno. A Milano, infatti, Stefano Parisi è protagonista di un testa a testa con il favorito della vigilia, ovvero l’ex commissario unico di Expo e candidato del Partito Democratico, Beppe Sala.
    Quest’ultimo, con sole sei sezioni da scrutinare, viaggia al 41,7% contro il 40,7% di Parisi.
    Il ballottaggio si prospetta, dunque, come una lotta serrata tra i due contendenti, una battaglia sul filo dei voti che a questo punto diventa decisiva per il Pd che deve fare i conti con un altro risultato negativo in un’altra grande città italiana.

    A Napoli, infatti, primeggia nettamente il sindaco uscente Luigi De Magistris (42,5%), una percentuale, però, che non è sufficiente per vincere al primo turno. Al ballottaggio dovrà sfidare il candidato del centro-destra Gianni Lettieri (24%) che precede Valeria Valente del Partito Democratico.
    Sarà ballottaggio anche a Torino, dove il sindaco uscente e candidato Pd, Piero Fassino, ottiene il 41,9% dei voti e se la vedrà al secondo turno con Chiara Appendino (30,8%) del Movimento 5 Stelle, e a Bologna, dove Virginio Merola del Pd (39,5%) sfiderà la leghista Lucia Borgonzoni (22,2%).
    Gli unici due buoni risultati del Pd sono quelli fatti a registrare a Cagliari e Salerno. Nel primo caso Massimo Zedda rischia di vincere al primo turno grazie al 50,9% dei voti ottenuti quando sono state scrutinate 156 sezioni su 174.
    A Salerno, invece, exploit del vice di De Luca, Vincenzo Napoli, che viene eletto grazie ad oltre il 70% dei consensi.



  • Non solo i partiti politici, anche le associazioni culturali potranno beneficiare del 2 per mille. 

    È questa, insieme alla riforma del Terzo Settore approvata la settimana scorsa, una delle novità principali apportate dal Governo in materia di non profit.
    A partire da quest’anno, quindi, i lavoratori dipendenti e i pensionati potranno destinare il 2 per mille del proprio Irpef alle organizzazioni impegnate nella valorizzazione e nella pacchetto culturapromozione della cultura.
    Si tratta di un importante strumento di sostegno verso quelle associazioni culturali che fin qui potevano beneficare solamente della risorse del 5 per mille, condividendole con migliaia di altri enti.
    Oggi, invece, viene creata un’opportunità specifica per chi si occupa di cultura con i contribuenti che avranno la possibilità di scegliere una specifica associazione culturale.
    È bene specificare che non si tratta di uno strumento alternativo al 5 per mille, ma complementare.

    Sono oltre 1.300 gli enti non profit che sono stati accreditati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e che potranno partecipare al riparto delle risorse del 2 per mille, che è stato fissato in 100 milioni di euro. Tra gli enti accreditati sono state escluse le fondazioni; si tratta, quindi, per lo più di realtà di piccola-media dimensione che operano a livello locale.
    I termini per presentare la richiesta di adesione erano stati fissati per l’11 Aprile 2016. Successivamente il Ministero ha pubblicato l’elenco delle associazioni culturali ammesse.
    Vi invitiamo a consultarlo perché per destinare il 2 per mille all’ente prescelto è fondamentale conoscere il suo codice fiscale.
    Ecco di seguito la lista di tutti gli enti accreditati, con l’indicazione, per l’appunto, del codice fiscale, la denominazione dell’associazione, l’indirizzo della sede legale, il Comune, il Cap e la Provincia.

    Aggiornamento 2021: il Governo ha deciso di re-introdurre il 2 per mille. Vi proponiamo l’elenco delle associazioni culturali iscritte al contributo per l’anno 2021.



  • L’Economic Outlook dell’Ocse ha effettuato alcune previsioni sull’andamento dell’economia italiana nei prossimi anni.

    Secondo l’organizzazione internazionale l’Italia continuerà a perseguire la strada della crescita. Le stime dell’Ocse danno il Pil in crescita dell1% per il 2016 e dell’1,4% per il 2017.
    “Dopo un rallentamento a fine 2015 – spiega l’Ocse – la ripresa dovrebbe ritrovare forza, trainata dai consumi privati e, in modo minore, da una moderata lavoro italiaripresa degli investimenti, la produzione industriale sta avanzando, con i recenti aumenti attribuibili per la gran parte a capitale e beni durevoli“.
    I segnali positivi vengono anche dal mercato del lavoro. Nella giornata di ieri l’Istat ha pubblicato i dati sulla disoccupazione, che si attesta ad aprile 2016 all’11,7%, in aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente per effetto soprattutto della riduzione del numero di inattivi.

    Secondo l’Ocse i prossimi due anni, però, vedranno una costante riduzione del tasso di disoccupazione che passerà dall’11,9% del 2015 all’11,3% del 2016 e al 10,8% del 2017.
    Sono attesi, dunque, dei miglioramenti nel breve periodo, anche se l’Ocse invita l’Italia ad aumentare la produttività e l’inclusione sociale.
    Proprio la diffusione del fenomeno della povertà e l’arretramento del ceto medio sono due dei problemi più gravi dell’Italia. Da questo punto di vista ancora poco è stato fatto.
    Il Governo ha lanciato misure come il bonus Irpef (80 euro), il bonus bebè e il pacchetto da 800 milioni sulla povertà, ma non esistono ancora strumenti adeguati di sostegno nei confronti delle persone in condizioni di bisogno.