Categoria: News


  • Tra le questioni più spinose della nuova Legge di Stabilità, c’è sicuramente quella riguardante il capitolo tasse. L’Imu è stata oggetto di un lungo e serrato dibattito in seguito alla sua introduzione avvenuta durante il Governo Monti. É stata più volte rivista e corretta, ma la polemicha sulla tassazione degli immobili rimane sempre viva.

    spese condominialiNon è esente dalla questione anche l’esecutivo Renzi. Nel mese di Dicembre, gli italiani hanno dovuto versare nelle casse dello Stato, ingenti quote di denaro, la maggior parte delle quali dovute all’erogazione dei servizi locali e al possesso delle proprie abitazioni. Ecco perchè l’argomento Tasi ed Imu è sempre all’ordine del giorno, a maggior ragione se viene paventata l’ipotesi di un aumento delle suddette imposte.
    Il rischio era alto, ma questa volta è stato sventato. La nuova Legge di Stabilità conferma le aliquote massime del 2014 e soprattutto non vi è traccia della cosiddetta Local Tax, ovvero un’unica imposta sui servizi locali.
    Su questo punto il Governo non ha voluto forzare la mano: la presenza di una nuova tassa avrebbe certamente alimentato nuovi malumori.
    I cittadini italiani possono, dunque, tirare un sospiro di sollievo. Le scadenze per l’Imu e per la Tasi rimarranno inalterate (il 16 giugno per l’acconto ed il 16 dicembre per il saldo), così come rimarranno uguali i tetti d’imposta. Per la Tasi sulla prima casa, ad esempio, ci sarà sempre un tetto massimo del 2,5 per mille.

    Una delle più grandi novità del Ddl Stabilità riguarda, invece, il Tfr. A partire da Marzo 2015 fino al 30 Giugno 2018, sarà possibile ricevere la somma relativa al Trattamento di Fine Rapporto direttamente in busta paga. Questa misura interessa i lavoratori dipendenti del settore privato che siano occupati da almeno sei mesi con lo stesso datore di lavoro.
    Si tratta di un provvedimento che agisce nella stessa direzione di molti altri approvati all’interno della Legge di Stabilità. L’obiettivo comune è, infatti, rilanciare i consumi aumentando la liquidità disponibile per i cittadini. Dunque, chi vorrà avere maggiori risorse nell’immediato potrà richiedere tale somma.
    L’inserimento del Tfr in busta paga presenta, però, alcune criticità. La suddetta cifra farà parte dello stipendio mensile, ma sarà sottoposto a tassazione ordinaria. Non ci saranno, dunque, agevolazioni fiscali per chi deciderà di  ricevere il trattamento di fine rapporto subito.
    Una scelta, quindi, che può avere dei vantaggi nel breve periodo, ma che a lungo andare porterà i lavoratori dipendenti a perdere denaro maturato nel corso di anni di lavoro.



  • Le rilevazioni dell’Istituto Demos sul grado di fiducia degli italiani verso le istituzioni rappresentano un ottimo barometro per analizzare lo stato di salute della nostra democrazia.
    Il quadro che emerge è sempre più preoccupante. Dal 2010 ad oggi, i cittadini italiani mostrano un livello di fiducia decrescente verso qualsiasi tipo di istituzione politica.
    Non solo, dunque, i partiti, ma anche realtà istituzionali come il Presidente della Repubblica e la Magistratura, spesso considerati come poteri equilibrati ed imparziali.
    I dati recenti mostrano un’inversione di tendenza notevole. Un esempio emblematico è fornito dal grado di fiducia verso il Presidente della Repubblica: mentre nel 2010 il 71% degli intervistati mostrava fiducia verso la figura di Giorgio Napolitano, adesso questa cifra si è ridotta ad un misero 44%, con una decrescita del 27%. Numeri impressionanti che raccontano la sofferenza con la quale gli italiani hanno vissuto la rielezione di Napolitano e la discussione odierna su un suo prossimo successore.
    Non convince a pieno anche l’operato del Capo dello Stato, accusato da più parti di aver sponsorizzato gli ultimi tre Presidenti del Consiglio, venendo meno così al suo ruolo di arbitro e garante della Costituzione.

    ermellini3Sorprendono anche i dati sulla magistratura. Solo il 33% degli italiani dichiara di avere molta o moltissima fiducia verso i magistrati. Un vero e proprio crollo di consensi, se pensiamo che solo nel 2010 il 50% dei cittadini del nostro paese esprimeva sentimenti di fiducia verso l’operato della magistratura.
    Evidentemente gli italiani non hanno gradito l’eccessiva “politicizzazione” del potere giudiziario, che ha portato spesso alcune toghe a ricoprire incarichi istituzionali a livello locale e nazionale.

    Fanno riflettere, inoltre, le rilevazioni sulla valutazione del regime democratico nel suo complesso. Probabilmente è quest’ultimo il dato più preoccupante. Solo il 66% pensa che la democrazia sia preferibile a qualsiasi altra forma di governo. Una percentuale che presa singolarmente non esprime a pieno il sentore anti-democratico esistente.
    Una valutazione comparata ci permette, al contrario, di avere l’esatta percezione della situazione. Dal 2004 in poi, infatti, è lentamente diminuito il numero di persone che ritiene la democrazia la migliore forma di governo possibile. Siamo passati dal 74% del 2004 al 66%.
    Sono numeri inequivocabili che si aggiungono al minimo storico di fiducia raccolto dalle istituzioni politiche e di governo (21%) e alla percentuale di cittadini che pensa che la democrazia possa funzionare senza partiti politici (50%).
    La democrazia italiana possiede, dunque, un vero e proprio deficit di legittimità. Gli atteggiamenti anti-politici ed anti-democratici dei cittadini nostrani non vanno sottovalutati. Ci vuole una rivoluzione politica e culturale per riacquistare la fiducia verso le istituzioni e cancellare qualsiasi tipo di sentimento eversivo.



  • Uno degli obiettivi del Governo Renzi è il rilancio dei consumi. In tempo di recessione è necessario ridare fiducia ai consumatori, dando così nuovo slancio all’economia.
    Per raggiungere tale traguardo risulta imprescindibile fornire risorse ai cittadini, sia attraverso lo sgravio fiscale che attraverso l’incremento dei redditi. Le misure adottate dall’esecutivo italiano all’interno della Legge di Stabilità sembrano voler agire in tal senso.
    Bonus alle famiglie e ai lavoratori dipendenti per riattivare la catena consumi-investimenti, fondamentale per ogni sistema economico.

    renziUno dei primi provvedimenti del Governo Renzi è stato il bonus di 80 euro, presente in busta paga per tutti i lavoratori dipendenti con un reddito che va dagli 8.145 euro ai 24.000 euro. La somma decresce, invece, per chi percepisce dai 24 ai 26mila euro annui.
    La misura sembrava potesse essere transitoria, in realtà l’esecutivo ha deciso di confermarla e anzi di renderla strutturale. Su tale bonus, c’è stato un dibattito molto acceso, soprattutto di carattere politico.
    Al di là dell’efficacia del provvedimento, che può essere quanto meno discutibile, la scelta adottata da Renzi è un segnale chiaro lanciato ai consumatori, un vero e proprio invito alla spesa, rilanciato attraverso ulteriori misure.

    Una di queste interessa le famiglie. Verrà erogato, infatti, un assegno di 960 euro annui per tutte quelle famiglie che concepiranno o adotteranno un bambino tra l’1 gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017. Il bonus spetterà, però, solo a quei nuclei familiari che avranno un reddito complessivo non superiore ai 25mila euro annui e verrà mantenuto per i primi tre anni di presenza del bambino all’interno della famiglia.
    L’assegno verrà raddoppiato per chi possiede un reddito inferiore ai 7.000 euro. Il provvedimento esclude molte famiglie, soprattutto quelle con un Isee “medio”, ma sembra coprire la stessa categoria di individui interessate al bonus degli 80 euro. Trattasi, dunque, di una scelta abbastanza coerente con l’impianto complessivo.

    Sempre per le famiglie meno abbienti, aumentano i fondi per la cosiddetta Social Card, quella carta che tramite lo stanziamento di 40 euro mensili consente ai cittadini più poveri di acquistare cibo e pagare le bollette di luce e gas. Verranno stanziati circa 250 milioni di euro in più all’anno per finanziare tale fondo.
    Si tratta di una misura di carattere assistenziale. Tuttavia nel settore del welfare il Governo dovrà e potrà fare di più, Bruxelles permettendo.



  • Si prospetta un 2015 all’insegna della semplificazione e della digitalizzazione. Sono queste le linee guide espresse dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal vertice della Commissione Europea, Jean Claude Juncker. Un piano di modernizzazione che attraversa più settori.
    Dall’economia alla giustizia, passando per le nuove tecnologie e l’e-commerce, il prossimo anno presenterà numerose novità in tal senso.
    Alcune sono presenti nella Legge di Stabilità, altre verranno discusse nei primi mesi del 2015 in sede parlamentare italiana ed europea, ma sembrano essere già realtà concrete.

    21102014Una delle misure più reclamizzate dal Governo italiano è l’istituzione del 730 precompilato. La preparazione della dichiarazione dei redditi spetterà all’Agenzia delle Entrate e dovrà essere fornita ai contribuenti entro il 15 Aprile. I soggetti interessati saranno circa 20 milioni di individui tra pensionati e lavoratori dipendenti, i quali potranno accedervi tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate o attraverso i Caf.
    Non sarà però l’unica novità all’insegna della digitalizzazione: tante riguarderanno, ad esempio, il mondo dell’e-commerce. Una su tutte interessa l’Iva sull’acquisto degli e-book. La tassazione sui libri digitali passerà, infatti, dal 22% al 4%; una misura che però non riguarderà i quotidiani digitali.
    Sempre in riferimento agli acquisti online, a partire da Marzo 2015, sarà possibile utilizzare anche il Bancomat per comprare un prodotto in rete: basterà richiedere l’attivazione del suddetto servizio alla propria banca.
    Ci sarà, inoltre, un nuovo regime di tassazione per gli acquisti in rete. L’Iva non verrà più applicata al paese del fornitore, bensì a quella dell’acquirente. Un cambiamento del quale dovrà tenere conto chi opera nel settore delle vendite online, poichè non sarà più possibile usufruire delle tariffe agevolate presenti in determinati paesi.

    Il modello della semplificazione viene seguito anche nell’ambito della giustizia. A partire dal giugno 2015, infatti, gli avvocati nel settore civile dovranno depositare online tutti i documenti processuali, anche quelli riferiti ai processi in Corte d’Appello.
    Tra le novità più rilevanti, segnaliamo anche la fibra ottica obbligatoria per tutti i nuovi edifici e l’addio definitivo ai costi di roaming sulle chiamate e sul traffico dati effettuato all’interno di paesi membri dell’Unione Europea. La misura è ancora oggetto di discussione e rimodulazione, ma risulta essere uno dei punti chiave del programma di Juncker come presidente della Commissione Europea.



  • Ve ne abbiamo parlato ieri. La polemica sulle partite Iva e sui freelance, in seguito al varo della Legge di Stabilità, diventa sempre più fitta. Tant’è vero che oggi, il premier Matteo Renzi, è dovuto intervenire sulla questione. Il Presidente del Consiglio ha parlato ai microfoni di Rtl 102.5, commentando le principali misure della Legge di Stabilità e riservando una rassicurazione alle categorie maggiormente penalizzate dal DDl: “Sul tema delle partite Iva ci sono dei passi importanti, soprattutto per gli artigiani ed i commerciati, sui giovani professionisti c’è ancora da lavorare e ci lavoreremo nei prossimi mesi perchè io sono il primo a non essere profondamente soddisfatto di come è uscito il testo”.

    orlandoUn impegno importante ed una dichiarazione di insoddisfazione quella espressa da Renzi. Il popolo delle partite Iva è stato uno dei più grandi sostenitori del Renzi della prima ora. Si tratta di giovani tra i 30 ed i 40 anni voglioso di rinnovare questo Paese e di farlo attraverso le proprie capacità professionali.
    Le aspettative di questa categoria erano elevate. Adesso, invece, partite Iva e freelance si dichiarano profondamente delusi dal Jobs Act e sono in rivolta per l’aumento della tassazione che li colpirà dal 2015 in poi.
    Più contributi previdenziali, più tasse ed un regime dei minimi rivoluzionato. Una manovra che rischia di far collassare il sistema dei giovani liberi professionisti. Renzi, questa volta, ha compreso che non può rimanere indifferente di fronte alla protesta che monta. Ne va della sua credibilità politica.

    Il giovane avvocato, l’architetto o il giornalista freelance hanno aspettato per anni una rivoluzione liberale. Matteo Renzi si era presentato con l’identikit giusto: ecco perchè, adesso, la delusione è ancora più profonda ed il risentimento difficile da sopprimere.
    Meno rappresentanza (i freelance sono tra le categorie meno rappresentate dai sindacati), meno diritti e più tasse. No, questo il popolo delle Partite Iva non può accettarlo.
    Il premier dichiara di assumersi personalmente la responsabilità di un provvedimento ad hoc per i giovani liberi professionisti. Su questo punto si gioca tanto, probabilmente anche la sua prossima riconferma a Palazzo Chigi.


  • latte granarolo

    Il processo di lavorazione del latte fresco pastorizzato di Alta Qualità è estremamente accurato in tutte le sue fasi. Una sequenza rigorosa che porta sulle nostre tavole un prodotto dall’elevato valore biologico e dal sapore fresco e genuino.

    latte_fresco_Questo tipo di latte può essere prodotto solo da aziende con determinati requisiti disciplinati dalla legge n. 169 del 3/5/1989. Tra le caratteristiche più importanti rientra il tipo di mungitura, lo stato di salute dei bovini e le condizioni igieniche delle stalle. Tutti elementi imprescindibili per avere un alimento di Alta Qualità.

    Il latte fresco pastorizzato di Alta Qualità deve, innanzitutto, arrivare crudo nella fabbrica di lavorazione ed essere trattato non oltre 48 ore dalla mungitura. A differenza del latte pastorizzato, esso subisce un solo trattamento termico di pastorizzazione con l’obiettivo di ridurre al minimo la perdita di sostanze proteiche e di mantenere intatta la freschezza tipica di questo prodotto.

    Il procedimento di pastorizzazione consiste in un trattamento del latte ad una temperatura di 72° per circa 15 secondi. Questo tipo di lavorazione consente l’eliminazione di alcune sostanze come la flora microbica, presente, invece, in un tutti i tipi di latte crudi.

    Una volta pastorizzato, si procede con il confezionamento che può avvenire in bottiglie di vetro, di plastica o in un buste di Tetra-Pak. Risulta molto importante per il latte fresco pastorizzato di Alta Qualità il processo di etichettatura. La legge n.204 del 3/08/2004 stabilisce, infatti, che possano essere etichettati come tipi di latte fresco solo quei prodotti che rispettano i requisiti disciplinati dalla legge n. 169 del 3/5/1989. In base alla normativa vigente l’etichettatura deve riportare la data di scadenza del latte che non può essere superiore a sei giorni dal momento della pastorizzazione.

    La legge stabilisce, inoltre, l’obbligo di indicare la stalla di provenienza del latte. In questo modo si favorisce la tracciabilità del prodotto e viene data la certezza al consumatore che il latte provenga da aziende certificate e che, dunque, si tratti a tutti gli effetti di un alimento di Alta Qualità.

     

     



  • Sono state dieci le cooperative, sparse in tutta Italia, ad occuparsi delle mense nelle carceri, dal 2004 ad oggi. Dall’Ecosol a Torino, passando per il Campo dei miracoli a Trani all’Arcolaio di Siracusa, il servizio offerto dalle coop è stato di assoluta qualità.
    Lo dimostra il parere estremamente positivo offerto dai direttori dalle carceri e dallo stesso Ministero delle Giustizia. I detenuti hanno svolto un vero e proprio percorso professionale che li ha portati a percepire un regolare stipendio e a guardare il proprio futuro con maggiore fiducia. Ne ha giovato anche il sistema carcerario italiano, noto alle cronache per i suoi standard non all’altezza, tanto da ricevere dure reprimende da parte dell’Unione Europea.
    Il servizio erogato dalle cooperative è stato una delle poche luci in un mondo con tante ombre. Innovazione e rieducazione al servizio della comunità.

    orlandoLa notizia di questi giorni, però, è che l’accordo tra Dap e coop non verrà rinnovato. Sull’argomento è intervenuto anche il Ministro delle Giustizia, Andrea Orlando, con delle parole che faranno certamente discutere: “Quella sperimentazione, gestita dalla Cassa Ammende, la considero conclusa e l’ho fatto comunicare alle cooperative interessate fin dal Marzo scorso” le dichiarazioni di Orlando riportate da La Stampa “Non c’entra le cronaca recente. Il servizio di mensa deve tornare alla gestione diretta del carcere come è in quasi tutte le città”.
    Il motivo di questa scelta sarebbe riconducibile alla stessa Cassa Ammende che finanzia tale attività.
    Si tratta di una cassa, per l’appunto, alimentata dalle multe pagate dai condannati nei rispettivi processi e recentemente oggetto di revisione da parte del Ministero della Giustizia.

    Nonostante le dichiarazioni ufficiali, risulta comunque un minimo contraddittoria la scelta del Governo. Lo stesso Orlando sostiene a gran voce: “Daremo lavoro a chi tra i detenuti vorrà lavorare“. Il tutto tramite la ristrutturazione delle carceri, la quale darebbe una mansione a chi vive quotidianamente negli istituti carcerari.
    Certamente una cosa non escluderebbe l’altra: ammodernare le carceri è compatibile con la gestione delle mense affidata alle cooperative più innovative. Magari il Ministro ci ripenserà ed in questo senso il tavolo di concertazione tra il Dap e le coop, previsto per il 30 Dicembre, potrà rivelare sviluppi diversi rispetto a quelli paventati fino a questo momento.



  • La Calabria ha un suo piccolo oro bianco, il latte fresco, materia pregiata di cui Asso.La.C. tratta oltre 40 milioni di litri all’anno, coinvolgendo in questo processo produttori di tutte le province calabresi, coprendo quasi il 75% del territorio e raccogliendo il 70% del latte prodotto in Calabria.

    Latte che con una filiera corta e sicura diventa il latte fresco che troviamo nel banco frigo dei nostri supermercati e dei piccoli negozi di alimentari e gastronomie. Dunque, consumare latte fresco, oltre a far bene a noi stessi, poiché al sapore fresco e delicato, aggiunge una serie di sostanze nutrienti importanti per il nostro organismo, che lo speciale procedimento di pastorizzazione e di lavorazione consente, di mantenere del tutto intatte. Tanto che nel latte fresco è possibile trovare Sieroproteine solubili: ± 15,5 (% proteine totali), Proteine totali (g/100ml) ± 3,2, Grasso (g/100g) ± 3,5 e Carboidrati Lattosio (g/100ml): ± 4,8. Come emerge da questi dati, una delle caratteristiche principali del latte fresco pastorizzato di Alta Qualità è la perdita minima del numero di proteine (32 gr di proteine/litro sono quelle che troviamo nel latte appena munto,  29 gr di quello fresco pastorizzato), per via del particolare processo termico al quale è sottoposto. Per questo motivo risulta essere il latte dal più alto valore organolettico.

    Come si diceva in precedenza, per la Calabria il latte fresco oltre alle proprie qualità alimentari e nutritive, ha una grande valenza economica, visto il numero di produttori e la distribuzione degli stessi sul territorio regionale, consumare latte fresco calabrese aiuta l’economia ed è un supporto fondamentale in questo momento di crisi per il mondo agroalimentare.



  • L’approvazione della Legge di Stabilità in Senato ha portato con sè anche una serie di polemiche. Una delle più importanti riguarda i liberi professionisti.
    Inizialmente il Governo aveva parlato di una detassazione che avrebbe riguardato anche loro. In realtà, in base al testo approvato, sembra non ci sia alcuna agevolazione per questa categoria. Aveva fatto molto discutere la scelta del Governo Monti di innalzare i contributi per quei soggetti appartenenti alla gestione separata dell’Inps.
    Un aumento che non è stato bloccato, come sembrava in un primo momento. A partire dal 2015, dunque, ci sarà una lenta crescita dei contributi, che andrà dal 27,7% attuale fino ad arrivare ad oltre il 33% di anno in anno.
    Cambia anche il regime dei minimi: si passerà da una tassazione del 5% per chi percepisce meno di 30.000 euro, ad un prelievo del 15% per i giovani profennisti con un reddito inferiore a 15.000 euro.

    22102014La scelta del Governo penalizza fortemente partite Iva e freelance, ovvero tutti quei liberi professionisti che decidono di svolgere in maniera autonoma un’attività di tipo scientifico, professionale, finanziario o tecnico. Si tratta di un aumento notevole della tassazione che colpisce una categoria in espansione e che potrebbe avere delle conseguenze da non sottovalutare. Come riporta il Corriere della Sera, potrebbero esserci delle categorie come quelle degli avvocati e degli architetti che decideranno di abbandonare la gestione separata dell’Inps ed “emigrare” verso le rispettive Casse professionali.
    Il provvedimento colpisce soprattutto la categoria dei freelance, molto diffusa soprattutto nel settore giornalistico. La rivoluzione avvenuta nel regime dei minimi, con annesso aumento dell’imposizione fiscale, rischia di vedere crollare il numero di giovani freelance che decidono di intraprendere la strada del libero professionismo, senza essere iscritti ad alcun tipo di albo professionale. Una via certamente impervia e rischiosa, ma che premia lo spirito d’iniziativa e la qualità dei servizi offerti.



  • La nuova Legge di Stabilità ha passato il primo step con l’approvazione al Senato. In questi giorni è prevista la discussione alla Camera, dove il Governo non dovrebbe avere problemi vista l’ampia maggioranza.
    Gli emendamenti considerati ammissibili dalla Commissione Bilancio sono una cinquantina, dunque il Ddl non dovrebbe subire sostanziali modifiche. Il dibattito si sposta adesso sulle misure adottate e suoi loro possibili effetti all’interno del mercato del lavoro.

    caschetto lavoroUno dei provvedimenti più apprezzati riguarda la detassazione dei contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli a tempo determinato o a termine. La nuova Legge di Stabilità prevede, infatti, delle agevolazioni fiscali a carico delle imprese per tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato stipulati dal 1 Gennaio 2015 al 31 Dicembre 2015. Si tratta di detassazioni valide per i prossimi tre anni.
    La Cgia di Mestre ha provato a calcolare il possibile ammontare dei risparmi che avranno le aziende che decideranno di assumere a tempo indeterminato i propri dipendenti. Per quanto riguardo gli stipendi lordi di 26.000 euro, le imprese pagheranno dai 5.000 agli 8.000 euro in meno rispetto alle forme contrattuali a tempo determinato. Tale cifra aumenta se il parametro di riferimento sono i contratti a termine: in quest’ultimo caso il risparmio è addirittura superiore agli 8.ooo euro annui, per arrivare, dunque, ad una detassazione vicina ai 25.000 euro in tre anni.
    Anche l’assunzione di personale che percepisce un reddito massimo di 40.000 euro lordi annui, comporterà uno sgravio fiscale di circa il 15%.

    La misura adottata intende, quindi, ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato, incentivando le nuove assunzioni. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Padoan, ha parlato addirittura di possibili 800.000 nuovi posti di lavoro grazie a questa manovra. Una stima certamente ottimistica, ma che nulla toglie al carattere positivo del provvedimento che mira a rilanciare l’economia attraverso un piano triennale di defiscalizzazione delle imprese.



  • Una crisi profonda come non se ne vedevano da anni. La Russia sta vivendo una situazione economica di grave recessione che rischia di durare per molto tempo. Lo stesso Vladimir Putin, dopo l’ottimismo iniziale, ha ammesso che ci vorranno almeno due anni per tornare ai livelli precedenti di Pil e di cambio Euro-Rublo. In più le sanzioni internazionali, che sembrano destinate a rimanere inalterate, impediscono al paese russo di rialzare la testa e ricominciare a crescere.

    DENAROLa Russia è uno dei più grandi esportatori di petrolio di tutto il mondo. Basti pensare che petrolio e gas rappresentano circa il 70% delle esportazioni totali russe. Il crollo del prezzo del greggio ha ovviamente penalizzato l’economia russa, scatenando un circolo vizioso che ha coinvolto anche la moneta, i consumi ed il Pil.
    Se prendiamo in considerazione solo gli ultimi tre mesi, vediamo come il prezzo del petrolio è passato da 100 dollari al barile ai 60 dollari odierni. Numeri che hanno avuto delle ripercussioni inevitabili anche sugli investimenti esteri e non. Sono moltissimi gli investitori che hanno deciso di ritirare le proprie attività dal territorio russo, dirottandole su altre nazioni. Il timore di un lungo periodo di recessione ha spaventato imprenditori e mercati finanziari, causando, inoltre, la caduta del rublo. In questi giorni il cambio Euro-Rublo è dato a circa 80, dopo aver toccato addirittura quota 100 nelle scorse ore.

    Non sono immuni da questa situazione i prezzi e la ricchezza totale del Paese. L’inflazione ha avuto un’impennata notevole e le previsioni non sono di certo incoraggianti. É previsto, infatti, un ulteriore aumento dei prezzi fino ad arrivare ad oltre il 10% annuo che impoverirà ancora di più il potere d’acquisto dei cittadini russi.

    Per concludere questa disamina, è bene soffermarci un attimo sul Prodotto Interno Lordo russo. Il Pil è sicuramente una delle variabili aggregate più significative, poichè misura la ricchezza di un Paese e ne descrive l’eventuale crescita. Il Prodotto Interno Lordo russo è sempre stato in aumento negli ultimi anni, merito delle esportazioni di materie prime, come appunto gas e petrolio. Una crisi energetica di questa portata non poteva che avere dei riflessi anche sulla ricchezza della nazione, improvvisamente arrestatasi nelle ultime settimane. Le stime della Banca centrale vedono addirittura una flessione del Pil del 4,5% nel 2015, qualora il prezzo del petrolio dovesse rimanere inalterato.
    La recessione russa ha ovviamente degli effetti rilevanti a livello internazionale e porrà nei prossimi mesi nuove questioni sulla persistenza delle sanzioni addebitatele dai paesi occidentali.



  • Un decreto all’insegna della semplificazione e del rilancio competitivo delle aziende agricole. É questo il sunto del nuovo decreto del Ministro delle Politiche agricole, elaborato d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni. L’obiettivo è semplificare le incombenze burocratiche, utilizzando in primis gli strumenti digitali. Non a caso, il Governo lo ha chiamato Piano Agricoltura 2.0, ponendo, dunque, l’accento sul ruolo che avrà il web, dal 2015 in poi, per tutte le piccole e medie aziende agricole. Sono troppe le incombenze burocratiche che devono svolgere le imprese italiane, non solo quelle appartenenti al settore dell’agricoltura. Dal pagamento delle imposte, passando per la richiesta di fondi, agevolazioni ed autorizzazioni, la macchina amministrativa rallenta l’attività aziendale.
    Ciò provoca inevitabilmente uno svantaggio competitivo rispetto ai concorrenti esteri, dove l’apparato burocratico è più snello ed efficiente.

    06112014Sono tanti i provvedimenti presi dal Governo che vanno in questa direzione. Il primo riguarda, ad esempio, la predisposizione di una domanda online precompilata per richiedere aiuti e finanziamenti. Tale iniziativa è rivolta soprattutto alle piccole aziende che, a partire da Marzo 2015, potranno avere un accesso più facile alle agevolazioni senza dover sopportare costi eccessivi.
    Viene anticipato, inoltre, a Giugno 2015 il pagamento dei Fondi europei per quelle aziende che li richiederanno.
    Ci sono, infine, una serie di misure volte a centralizzare l’attività burocratica, come la creazione dell’Anagrafe unica delle aziende agricole (verranno integrate le Anagrafi regionali in un solo sistema nazionale) o la Banca dati unica dei certificati. Quest’ultimo istituto risulta particolarmente decisivo poichè consente alle aziende di presentare un unico atto amministrativo, anche se si riferisce ad aiuti diversi.
    L’obiettivo è, dunque, arrivare ad una razionalizzazione delle risorse, creando un’amministrazione che sia al servizio delle imprese e non un onere da sopportare. Il Governo italiano, dunque, procede sulla strada della digitalizzazione, come avvenuto già con il 730 precompilato. Sono attese nei prossimi mesi ulteriori riforme in tal senso.