Tra le questioni più spinose della nuova Legge di Stabilità, c’è sicuramente quella riguardante il capitolo tasse. L’Imu è stata oggetto di un lungo e serrato dibattito in seguito alla sua introduzione avvenuta durante il Governo Monti. É stata più volte rivista e corretta, ma la polemicha sulla tassazione degli immobili rimane sempre viva.
Non è esente dalla questione anche l’esecutivo Renzi. Nel mese di Dicembre, gli italiani hanno dovuto versare nelle casse dello Stato, ingenti quote di denaro, la maggior parte delle quali dovute all’erogazione dei servizi locali e al possesso delle proprie abitazioni. Ecco perchè l’argomento Tasi ed Imu è sempre all’ordine del giorno, a maggior ragione se viene paventata l’ipotesi di un aumento delle suddette imposte.
Il rischio era alto, ma questa volta è stato sventato. La nuova Legge di Stabilità conferma le aliquote massime del 2014 e soprattutto non vi è traccia della cosiddetta Local Tax, ovvero un’unica imposta sui servizi locali.
Su questo punto il Governo non ha voluto forzare la mano: la presenza di una nuova tassa avrebbe certamente alimentato nuovi malumori.
I cittadini italiani possono, dunque, tirare un sospiro di sollievo. Le scadenze per l’Imu e per la Tasi rimarranno inalterate (il 16 giugno per l’acconto ed il 16 dicembre per il saldo), così come rimarranno uguali i tetti d’imposta. Per la Tasi sulla prima casa, ad esempio, ci sarà sempre un tetto massimo del 2,5 per mille.
Una delle più grandi novità del Ddl Stabilità riguarda, invece, il Tfr. A partire da Marzo 2015 fino al 30 Giugno 2018, sarà possibile ricevere la somma relativa al Trattamento di Fine Rapporto direttamente in busta paga. Questa misura interessa i lavoratori dipendenti del settore privato che siano occupati da almeno sei mesi con lo stesso datore di lavoro.
Si tratta di un provvedimento che agisce nella stessa direzione di molti altri approvati all’interno della Legge di Stabilità. L’obiettivo comune è, infatti, rilanciare i consumi aumentando la liquidità disponibile per i cittadini. Dunque, chi vorrà avere maggiori risorse nell’immediato potrà richiedere tale somma.
L’inserimento del Tfr in busta paga presenta, però, alcune criticità. La suddetta cifra farà parte dello stipendio mensile, ma sarà sottoposto a tassazione ordinaria. Non ci saranno, dunque, agevolazioni fiscali per chi deciderà di ricevere il trattamento di fine rapporto subito.
Una scelta, quindi, che può avere dei vantaggi nel breve periodo, ma che a lungo andare porterà i lavoratori dipendenti a perdere denaro maturato nel corso di anni di lavoro.



















