• Corsi di formazione, buoni libro, servizi di assistenza medica, buoni pasto, palestra. Il ticket welfare è questo e tanto altro.
    Oggi, dopo alcune sperimentazioni di parte di aziende italiane come Luxottica, può diventare sempre più diffuso anche nel nostro Paese.

    Merito delle agevolazioni fiscali inserite nella Legge di Stabilità. Verranno, infatti, quasi interamente detassate le risorse messe a disposizione dei dipendenti fino a 2.000 euro l’anno welfaree con un tetto di reddito di 50.000 euro.
    Come riportato dal quotidiano La Stampa, il Governo ha investito in questo strumento 430 milioni di euro per il 2016 e 589 per gli anni a seguire.
    L’idea è quella di migliorare il welfare aziendale e creare nuovi posti di lavoro.
    Attraverso il ticket welfare, i lavoratori incrementeranno con ogni probabilità i consumi, ricevendo un benefit che può essere considerato a tutti gli effetti come un’integrazione della retribuzione.
    Anzi, c’è la possibilità di ottenere la cifra direttamente sul proprio stipendio. In questo caso, però, l’impresa sarà sottoposta ad una tassazione del 10% ed il lavoratore riceverà 1.270 euro netti anziché 2.000 euro.
    Conviene, dunque, sia all’azienda che all’addetto utilizzare questo strumento sotto forma di voucher, disponibile sia in formato digitale che cartaceo.
    Verranno create specifiche piattaforme online dove sarà possibile usare i vari ticket, che vanno da un minimo di 5 euro ad un massimo di 50 euro.


  • bcc riforma

    Una riforma che rischia di cambiare profondamente i connotati del credito cooperativo.
    Se ne parla ormai da mesi, ma pare siamo giunti al rush finale: il mese di febbraio è stato designato come quello decisivo per portare a termine il riassetto delle 363 banche del credito cooperativo.

    L’intento dell’esecutivo è evitare di ripetere nuovi casi come quelli delle banche popolari, che hanno visto azionisti e obbligazionisti contribuire al salvataggio degli istituti di credito.
    bccNelle idee di Palazzo c’è quella di far valere il principio di mutualità (elemento essenziale della forma giuridica cooperativa e dunque anche delle società cooperative per azioni), creando un sistema di garanzie incrociate. In altri termini, saranno le bcc più solide a salvare gli istituti maggiormente in difficoltà.
    Si verrebbe a creare così un sistema solidale, con la possibilità per chi decide di non farne parte di trasformarsi in banca popolare.
    Il percorso di riforma, però, sarà lungo e complesso. L’esecutivo ha intenzione di stabilire innanzitutto una soglia minima per poter far parte del sistema.

    Si parla di una cifra vicino ai 50 milioni di euro, che costringerebbe molte bcc, soprattutto al Sud, ad attivare processi di aggregazione.
    La diffusione capillare sul territorio degli istituti del credito cooperativo, che nascono proprio con l’intento di sviluppare l’economia locale, sarà sempre più limitata, considerate le sofferenze economiche degli ultimi anni.
    Come riporta il Corriere della Sera, nel 2014 i crediti anomali rappresentavano  il 18% dei prestiti totali contro la media del 16,8% delle altre banche, mentre le sofferenze erano il 9,1%.
    Si tratta, dunque, di un risanamento finanziario doveroso. Per mettere in pratica il principio del mutuo soccorso, l’idea del Governo e di Federcasse, l’associazione di rappresentanza delle bcc, è di costituire un’unica grande holding a capo del sistema; tutte le bcc saranno azioniste di un organismo che diventerebbe così il terzo istituto bancario più grande d’Italia e come tale sottoposto al controllo della Bce.
    Non ci sarà, infine, lo stesso livello di indipendenza tra le bcc facenti parte della holding. Maggiore sarà il patrimonio, infatti, e maggiore sarà il grado di autonomia.
    Gli istituti più in difficoltà, invece, saranno commissariati.



  • Il Primo Ministro Matteo Renzi è intervenuto nel corso di un’intervista rilasciata a Claudio Tito su Repubblica Tv.
    Tra i tanti temi affrontati c’è quello delle riforme dopo l’approvazione del Ddl Boschi avvenuta ieri alla Camera, ma anche la politica internazionale ed il problema dell’immigrazione.

    “Nelle prossime settimane aboliremo il reato di immigrazione clandestina e saremo invece più severi e celeri nelle espulsioni per chi delinque. C’è una presenza renzi istatcapillare delle forze dell’ordine sul territorio per garantire la sicurezza. Per ogni euro investito in sicurezza bisogna, però, investire un euro in cultura, così come abbiamo fatto noi. È una cosa controcorrente ma il terrorismo è anche e soprattutto un problema culturale”.
    Un accenno importante, poi, anche alla riforma istituzionale con il referendum che il Governo ha intenzione di portare avanti per l’approvazione del Ddl Boschi: “Dopo il passaggio al Senato partiremo subito con la campagna referendaria, già ad Aprile. Se perdo, non solo me ne vado a caso ma mi ritirerò dalla carriera politica perché si tratterebbe di una forte presa di posizione contro quanto abbiamo fatto in questi mesi. “.
    Un’altra questione all’ordine del giorno è quella relativa al sindaco di Quarto, con il sindaco del Movimento 5 Stelle che, dopo le accuse di essere influenzato dalla camorra, è stato formalmente espulso dal movimento: “Su questi temi io sono estremamente garantista. Avrebbe dovuto denunciare chi la stava minacciando, ma non avrebbe dovuto dimettersi. Il Movimento 5 Stelle non ha il monopolio dell’integrità morale e questo noi lo sappiamo da sempre”



  • Il Premio Roberto Morrione è un concorso sul giornalismo d’inchiesta organizzato dall’associazione Amici di Roberto Morrione e dedicato alla memoria del celebre giornalista, fondatore di Rainews24 e di Libera Informazione, osservatorio sull’informazione per la legalità e contro le mafie.

    Per la prima volta quest’anno il contest decide di aprirsi alle nuove tecniche digitali. Saranno quattro, infatti, i progetti vincitori: due video-inchiesta e due webdoc inchiesta.
    I temi da affrontare dovranno riguardare la cronaca nazionale ed internazionale, con particolare riferimento a questioni come l’attività delle mafie e delle premio morrioneorganizzazioni criminali, i traffici illegali (rifiuti tossici, armi, esseri umani, droghe, ecc.), le attività di corruzione e di intimidazione, l’attività di organizzazioni segrete o clandestine con progetti eversivi o terroristici, le violazioni dei diritti umani.
    Possono partecipare tutti coloro che non abbiano compiuto 31 anni alla mezzanotte del 20 gennaio 2014, termine ultimo per presentare le domande.
    I progetti possono essere presentati sia singolarmente che in gruppi di massimo tre persone e contenere i seguenti elementi: scaletta di fattibilità, tema dell’inchiesta, fonti e testimoni disposti a collaborare, piano di produzione (luoghi e tempi delle riprese e delle interviste da realizzare, progetti e storyboard delle animazioni) e – nel caso del WebDoc – la piattaforma operativa sulla quale si prevede di svilupparlo. Insieme al progetto, il candidato dovrà inviare anche il proprio curriculum vitae ed uno showreel video di massimo tre minuti.

    I vincitori riceveranno un contributo di 4.000 euro ciascuno da utilizzare per la realizzazione del video inchiesta e del webdoc inchiesta. Durante il periodo di svolgimento del progetto (4 mesi circa), i partecipanti saranno affiancati da alcuni tutor, in particolare da Toni Capuozzo e Sandro Ruotolo per la categoria video inchiesta e Valerio Cataldi e Paolo Aleotti per la categoria webdoc inchiesta.
    La durata dei video dovrà essere di massimo 20 minuti.
    Verranno selezionati, inoltre, due premi finali, uno per categoria, del valore di 2.000 euro. Le due inchieste vincitrici verranno diffuse e veicolate da Rainews24 (Tv) e Rainews.it (web).

     



  • Il Mipaaf annuncia il primo importante piano di investimento pubblico in ricerca sulle biotecnologie sostenibili.
    Sono 21 i milioni di euro che il Governo mette sul piatto per i prossimi tre anni in attività di studio sul tema, ricerche che saranno gestite dal Crea.

    Una serie di professionalità riconosciute e stimate a livello internazionale fanno parte del Crea e si occuperanno di sviluppare progetti di ricerca che riguardano l’applicazione delle biotecnologie sostenibili sulle colture più importanti della nostra agricoltura.
    mipaafIn particolare verranno implementati studi di laboratorio su vite, olivo, pomodoro, pesco, albicocco, agrumi, frumento, melanzana, melo, ciliegio, pioppo.
    Come specifica il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, le tecniche di cisgenesi e genome editing sono ben diverse da quelle che portato alla produzione degli OGM transgenici.

    I prodotti cisgenici, infatti, non si ottengono attraverso inserimenti estranei alla propria specie. Applicare le biotecnologie sostenibili significa al contrario migliorare la qualità dei prodotti agricoli e aumentare l’efficienza delle tecniche produttive attraverso, ad esempio, un migliore adattamento delle colture al cambiamento climatico.
    In Europa non esiste ancora un riconoscimento giuridico, come è avvenuto, invece, negli Stati Uniti e in Svezia, dove le piante derivanti da cisgenesi e genome editing non sono equiparate agli OGM.
    L’Italia si è fatta portavoce più volte in questi mesi di un cambiamento della normativa che darebbe ai paesi membri la possibilità di applicare sul campo i frutti della ricerca scientifica portata avanti negli ultimi anni.
    “Vogliamo tutelare al massimo il nostro patrimonio unico di biodiversità – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – che è il tratto distintivo che fa dell’Italia un punto di riferimento per il mondo a livello agroalimentare. Per farlo investiamo nella ricerca pubblica, concentrando le risorse su un programma di attività che punta su innovazione e sostenibilità. In pochi anni possiamo essere leader sul fronte dell’agricoltura di precisione e delle biotecnologie sostenibili legate al nostro patrimonio colturale”. 



  • Il ministro Martina l’ha definita come la Legge di Stabilità più agricola degli ultimi anni grazie ad un budget che è stato stimato attorno agli 800 milioni e ad una riduzione delle imposte di circa il 25%.

    Un investimento corposo nel settore agricolo era auspicabile e doveroso anche perché arriva in un momento particolare per il settore. Ci sono alcuni comparti, come quello lattiero caseario e zootecnico che stanno vivendo un periodo di crisi quasi epocale, culminato qualche mese fa con la cosiddetta “guerra del latte”, un’aspra protesta portata avanti dai produttori contro la multinazionale Lactcalis ed in generale contro le industrie di trasformazione lattiero casearie.
    Ma il mondo agricolo, in questo momento storico, offre anche svariate opportunità di investimento. Expo ha contribuito a rinvigorire l’immagine del Made in Italy agroalimentare ed i giovani sono sempre più interessati a sviluppare imprese in questo settore.

    La Legge di Stabilità 2016 è intervenuta, provando ad abbattere la tassazione, a favorire nuovi investimenti e a creare lavoro. Vediamo nel dettaglio quali sono i principali provvedimenti:

    • abolizione dell’Imu sui terreni agricoli e dell’Irap agricola per un valore di 600 milioni di euro;
    • aumento compensazione Iva per i produttori di latte fresco (dall’8,8% al 10%); il provvedimento vale 32 milioni di euro e permetterà ai produttori di guadagnare 0,5 centesimi in più al litro;
    • aumento compensazione Iva per le carni bovine (si passa al 7,7%) e suine (8%) per un totale di 20 milioni di euro investiti;
    • 5 milioni di euro per il settore bieticolo saccarifero per i prossimi cinque anni;
    • 140 milioni di euro in due anni per il Fondo assicurativo contro le calamità naturali;
    • 18 milioni per la cassa integrazione nel settore della pesca;
    • rinnovo del parco delle macchine agricole attraverso un investimento di 45 milioni di euro che servirà a finanziare l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e macchinari agricoli;
    • credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno che investono in tecnologia e strumenti innovativi;
    • razionalizzazione degli enti agricoli attraverso l’accorpamento dell’Istituto sviluppo agroalimentare (Isa) e la società gestione fondi per l’agroalimentare (Sgfa) all’interno di Ismea;
    • incentivi alle assunzioni (per gli addetti a tempo determinato, questi ultimi devono avere svolto almeno 250 giornate lavorative);
    • tassazione agevolata per chi genera reddito attraverso la produzione e la vendita di energia derivante da fonti rinnovabili.


  • Sono stati pubblicati i Bandi Regionali per l’attuazione di progetti di Servizio Civile Nazionale nell’ambito del programma Garanzia Giovani.
    Gli avvisi pubblici mettono a disposizione 2938 posti come volontari presso gli enti ritenuti idonei nelle rispettive regioni.

    I bandi in questione riguardano Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Umbria. Possono presentare la domanda solamente i ragazzi iscritti al Programma operativo nazionale “Iniziativa occupazione giovani” e che abbiano sottoscritto il Patto di servizio con il Centro per l’impiego e/o il Servizio competente.
    servizio civileLa piattaforma, attraverso la sezione “Scegli il tuo progetto“, permette di selezionare la provincia e la città che interessa all’aspirante volontario e soprattutto di individuare il progetto maggiormente in linea con le caratteristiche e le aspirazioni del partecipante.
    Può essere effettuata domanda solamente per un progetto e per un solo ente erogatore, pena esclusione dalla procedura di selezione.
    Tra i vari allegati da presentare c’è anche quello relativo agli eventuali titoli di studio in possesso del partecipante, che faranno parte integrante della valutazione dell’ente.
    Ci sarà possibilità di inviare tutta la documentazione entro le ore 14:00 dell’8 febbraio 2016.
    Per conoscere nel dettaglio i bandi regione per regione ed avere informazioni utili sulla documentazione da allegare potete consultare il sito del Servizio civile nazionale.



  • L’unione Italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in collaborazione con la Camera di Commercio di Perugia ed il sostegno del sistema camerale nazionale, delle associazioni dei produttori olivicoli, degli enti e delle istituzioni impegnate nella valorizzazione dell’olio di qualità italiano, ha indetto un concorso per i migliori oli prodotti sul territorio italiano.

    Il vincitore riceverà il Premio Ercole Olivario, che verrà consegnato in provincia di Perugia nella settimana del 13-19 Marzo 2016.
    Gli obiettivi del concorso sono soprattutto la valorizzazione degli oli a a denominazione d’origine italiana ed il sostegno verso i produttori olivicoli attraverso studi e ricerche che consentiranno loro di posizionarsi olioal meglio sul mercato.
    Possono partecipare al concorso gli oli a denominazione d’origine, già riconosciuti in ambito comunitario (DOP ed IGP) e gli oli extravergini di oliva, la cui territorialità è attestata dal partecipante con autodichiarazione da produrre secondo la domanda di partecipazione.
    Per quanto riguarda, invece, i  produttori, il contest ammette le seguenti categorie:

    • olivicoltori produttori di olio in proprio;
    • frantoi le cui olive provengano dal territorio in cui è sita la struttura;
    • oleifici cooperativi e organizzazioni di produttori, quali consorzi, cooperative e reti d’impresa;
    • soggetti sottoposti al sistema dei controlli, detentori, nella relativa zona d’origine, di prodotto pronto per l’immissione al consumo, con certificazione a denominazione d’origine.

    Ciascun partecipante, inoltre, deve attestare una commercializzazione del prodotto di almeno 15 ettolitri.
    Ogni azienda deve versare una quota di partecipazione di 122 euro che dà diritto ad uno studio sull’etichetta dell’olio e sulla presenza online dell’impresa.
    La domanda di partecipazione deve essere inviata entro il 25 gennaio 2016.
    Per ulteriori informazioni e per scaricare la documentazione necessaria potete visitare il sito del Premio Ercole Olivario.



  • InGalera è un ristorante situato all’interno del carcere di Bollate (Milano), dove lavorano numerosi detenuti accompagnati da uno chef e da un maitre professionista.
    Si tratta del primo ristorante italiano operante in una struttura carceraria, un vero e proprio esempio di recupero sociale dei detenuti e di funzione rieducativa della pena.

    Il Tg2, nel corso della rubrica Eat Parade, ha raccontato la storia e l’attività del ristorante portato avanti dalla Coop. ABC – La sapienza in Tavola.
    Da undici anni la cooperativa sociale offre un catering di qualità a prezzi convenienti.
    in galeraL’iniziativa “è importante anche per chi lavora qui” commenta Massimo Parisi, direttore della casa di reclusione Milano – Bollate “perchè rapportarsi con l’esterno e fornire un servizio di qualità è fondamentale per la formazione di chi ha sbagliato. Può essere anche l’occasione per riflettere su cosa è la pena e a cosa serve concretamente”.
    Lavorare durante l’esperienza di reclusione rappresenta un’ottima opportunità per reinserire il detenuto nella comunità, facendogli conoscere o riassaporare il valore sociale del lavoro e dandogli maggiori strumenti  in vista del suo ritorno nella società.
    Lo svolgimento di un’attività lavorativa in un ristorante rappresenta, infatti, una risorsa da coltivare ed utilizzare una volta scontata la pena, un modo per arricchire il curriculum e soprattutto evitare la recidiva.

    Numerosi studi hanno dimostrato come la percentuale di nuovi reati diminuisca drasticamente quando il detenuto ha svolto in carcere un percorso di rieducazione sociale, come avviene nel carcere di Bollate.
    “La recidiva – afferma Silvia Polleri, fondatrice della Coop. ABC – La sapienza in Tavola – che in Italia è molto alta e si aggira attorno al 68%, a Bollate scende ampiamente sotto il 20%. Questo è un grosso vantaggio sia per il detenuto che per la società“.
    Le cooperative sono in prima linea nel campo del recupero sociale dei carcerati, svolgendo numerose attività in tal senso. Si va dall’artigianato, alla ristorazione fino alla produzione agricola.
    Nei giorni scorsi abbiamo raccontato la storia della coop Il Germoglio, in Alta Irpinia, specializzata nella produzione di vino effettuata proprio dai detenuti.
    Il mondo delle carceri italiane è tristemente noto alle cronache per il sovraffollamento e per le numerose condanne, ricevute dal nostro paese in sede europea, per le condizioni nelle quali sono costretti a vivere gli ospiti delle strutture di reclusione.
    Da questo punto di vista le coop sociali rappresentano quasi una cattedrale nel deserto, essendo tra i pochi a credere nella funzione sociale della pena, ancora più delle istituzioni che dovrebbero essere i primi testimoni di questo valore.



  • Dal 1° gennaio 2016 riduzione del 40% del diritto annuale.
    La tassa dovuta da tutte le aziende iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio vedrà un importo ridotto del 40%.

    Il Governo ha disciplinato una graduale riduzione del diritto camerale, che è partita nel 2015 con uno “sconto” del 35% e si concluderà nel 2017 con un taglio del 50%.
    In questi dodici mesi, come riporta il quotidiano Italia Oggi, ci sarà una sforbiciata di 309 milioni pari al 25% del fabbisogno delle camere di commercio. §
    22102014Una nota del Mise del 22 dicembre 2015 ha stabilito gli oneri a carico delle imprese per il 2016.
    Ecco di seguito l’elenco delle misure fisse dovute per la sede dalle imprese e dagli altri soggetti obbligati dal 1° gennaio 2016:

    • Imprese che pagano in misura fissa:
      • Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori indiretti e imprenditori agricoli): 52,80 euro;
      • Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria: 120 euro.
    • Imprese che in via transitoria pagano in misura fissa:
      • Società semplici non agricole: 120 euro;
      • Società semplici agricole: 60 euro;
      • Società tra avvocati: 120 euro;
      • Soggetti iscritte al REA: 18 euro.
    • Imprese con sede principale all’estero:
      • Per ciascuna unità locale/sede secondaria: 66 euro.

    Per quanto riguarda le imprese tenute al versamento del diritto annuale commisurato al fatturato, la misura fissa, tenuto conto della riduzione del 40%, sarà di 120 euro per le imprese con un fatturato fino a 100.000 euro. Tali aziende dovranno, inoltre, applicare al fatturato 2015 le aliquote stabilite con il decreto ministeriale del 21 aprile 2015 riducendo l’importo del 40%.
    La cifra massima da versare sarà di 24.000 euro.
    Per ciascuna unità locale, infine, le imprese dovranno pagare il 20% dell’importo versato per la sede.

     



  • Come previsto e prevedibile, la Legge di Stabilità modifica nuovamente la disciplina del regime dei minimi per le partite Iva.
    Il Governo ammette in qualche modo l’errore commesso non più tardi di un anno fa, quando nella Legge di Stabilità 2015 era stata abbassata la soglia di fatturato per accedere alla fiscalità agevolata per i professionisti ed i freelance.

    L’esecutivo aveva portato da 30.000 a 15.000 euro il limite dei ricavi dei professionisti, alzando l’aliquota dal 5% al 15%.
    avvocatiLa normativa in questione ha scatenato la protesta delle associazioni di categoria, portando il Governo a fare marcia indietro.
    La nuova Legge di Stabilità mantiene l’aliquota del 15%, mentre vengono innalzate le soglie per le diverse categorie di partite Iva.
    Per i professionisti si passerà da 15.000 euro a 30.000 euro; per gli artigiani e le imprese non alimentari da 20.000 a 30.000 euro; per i commercianti da 40.000 euro a 50.000 euro; per gli ambulanti di alimentari e bevande da 30.000 euro a 40.000 euro; per gli ambulanti di altri prodotti da 20.000 euro a 30.000 euro ed infine per alberghi e ristoranti da 40.000 euro a 50.000 euro.
    Come emerge chiaramente dai dati appena riportati, è stato disciplinato un aumento di 10.000 euro per tutte le categorie, eccetto per i professionisti, che vedono il limite di accesso al regime dei minimi innalzarsi di 15.000 euro. Per questi ultimi ci sarà anche la possibilità dedurre dal reddito le spese di formazione, fino ad un massimo di 10.000 euro annui.
    Un altro intervento importante sull’autoimprenditorialità riguarda, infine, le startup.
    Le nuove imprese potranno beneficiare di un’imposta sostitutiva di favore, passando dal 10% attuale al 5% per cinque anni.



  • Legacoop ha firmato un protocollo d’intesa con il Tribunale di Roma sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati.

    L’accordo, firmato in precedenza anche da CGIL, CISL e UIL, l’associazione Libera contro le mafie, la Procura della Repubblica di Roma, la Corte d’Appello, la Regione Lazio, Roma Capitale, Confcommercio, Unindustria Roma, la Camera di Commercio, Federlazio, CNA, Coldiretti e la Provincia di Roma, consentirà alla condivisionecentrale di rappresentanza di combattere al meglio il fenomeno delle false cooperative e di ridare dignità e lavoro ad imprese e lavoratori vittime del malaffare.
    Sono centinaia le cooperative che usufruiscono di beni confiscati alla mafia. Parliamo soprattutto del Mezzogiorno, dove sono nate numerose imprese agricole nei terreni sequestrati ai boss e riconsegnati alla collettività.
    Ma la cooperazione non deve combattere solo la criminalità organizzata: il suo compito è anche rigenerare sé stessa. Dopo lo scandalo Mafia Capitale e gli altri episodi che hanno colpito il mondo della cooperazione, uno degli obiettivi principali delle centrali di rappresentanza è porre dei rimedi contro le false cooperative.

    Per questo motivo è stata lanciata nei mesi scorsi una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare contro le false cooperative e sono state attivate sui territori campagne di sensibilizzazione su questa tematica.
    Il protocollo d’intesa stipulato con il Tribunale agisce in questa direzione e conferma l’assunzione di responsabilità di Legacoop, che non ha esitato a fare pulizia al proprio interno quando procedimenti giudiziari hanno interessato proprie cooperative associate.
    «Siamo pronti – ha dichiarato Mauro Lusetti, presidente di Legacoop – ad aiutare a far ripartire nella legalità le imprese confiscate alle mafie e a diventare incubatore di nuove start-up cooperative aventi competenze manageriali specifiche per il riutilizzo dei beni, oltre che di workers buyout. Con questo strumento potremo dare un futuro anche ai soci di quelle cooperative i cui amministratori hanno violato la legge e tutti i nostri valori, un’opportunità che finora non potevamo utilizzare e che ora si apre anche per noi»
    Tra le proposte di Legacoop c’è, infine, anche quella di offrire tutoraggio e conoscenze specifiche alle cooperative che hanno visto i propri amministratori finire all’interno di procedimenti giudiziari e che intendono ripartire.