Nel 2015 sono 677,3 milioni le ore autorizzate di cassa integrazione con un calo del 35,6% rispetto all’anno precedente.
A riportarlo è l’Inps che mostra come i numeri dell’anno appena trascorso siano i più bassi dal 2008 in avanti.
Dall’avvento della crisi, infatti, c’è stata una netta impennata delle ore di cassa integrazione, giunte stabilmente sopra quota 1 miliardo.
Per la prima volta negli ultimi sette anni nel 2015 l’Italia è stata sotto questa cifra a dimostrazione della parziale ripresa dell’attività imprenditoriale.
Siamo, però, ancora lontani dalla cifre pre-crisi. Nel 2008, per intenderci, le ore di cassa integrazione autorizzate ammontavano 228,5 milioni, meno della metà rispetto a quelle fatte registrare negli ultimi dodici mesi.
A dicembre 2015 sono state, invece, 42,5 milioni, con una variazione negativa su base annua del 52,3%.
I miglioramenti del mercato del lavoro sono testimoniati anche dalle richieste delle indennità di disoccupazione.
Sempre secondo l’Inps a novembre 2015 sono state 190.407, in calo del 24,6% rispetto alle 252.847 arrivate a ottobre. I dati disponibili si fermano al mese novembre, non abbiamo, dunque, la serie completa per il 2015.
Nei primi undici mesi dell’anno passato sono pervenute 1,9 milioni di richieste di disoccupazione contro le 2,26 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente (-14,5%).
I dati appena riportati rappresentano sicuramente una buona notizia per l’Italia che si aggiungono a quelli diffusi la settimana scorsa dall’Istat sul tasso di disoccupazione, attestatosi nel mese di novembre all’11,3% raggiungendo il livello minimo dal novembre 2012, esattamente tre anni fa.
Bisognerà, però, verificare il rendimento del mercato del lavoro italiano tra qualche mese, quando gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato diminuiranno e dovrà avvenire una ripresa strutturale e non solo congiunturale dell’intero sistema occupazionale.


servizi per l’infanzia. Per le lavoratrici dipendenti la durata del bonus è estesa, invece, a sei mesi.
La trasmissione La Gabbia, andata in onda ieri sera su La7, ha fatto luce sullo stato delle cose.
L’annata 2014-2015 ha mostrato una diminuzione del suolo investito in agrumi con 148.157 ettari investiti e una produzione di 3,3 milioni di tons.
Il riassetto avverrà attraverso i decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, attesi in Consiglio dei Ministri questa settimana o al più tardi settimana prossima.
per le esigenze dell’attività agroalimentare. Le aziende potranno così aprire linee di credito specifiche con Intesa San Paolo per innovare la propria attività produttiva e tentare la sfida dell’internazionalizzazione.
L’intento dell’accordo è incentivare il libero scambio di prodotti e servizi attraverso l’abbattimento delle barriere doganali e delle relative tariffe.
completata nel 2017.
I risultati raggiunti rappresentano una vittoria per le associazioni di categoria delle coop, un punto da cui ripartire per rilanciare gli investimenti e produrre lavoro sul territorio.
Ricordiamo che la domanda può essere inviata esclusivamente online.
I tribunali nazionali avevano definito nullo il licenziamento in quanto violava, secondo i giudici romeni, il diritto alla privacy del lavoratore.
In attesa dell’apertura ufficiale delle iscrizioni Invitalia ha fornito un elenco di 10 cose da ricordare per ottenere gli incentivi.