Per il secondo anno consecutivo l’Italia dovrebbe far registrare il record negativo di nascite.
Dopo i 509mila bambini nati nel 2014, quest’anno, in base alle stime sui dati Istat, i neonati dovrebbero attestarsi per la prima volta dopo l’Unità d’Italia sotto la soglia dei 500.000.
Mancano ancora i dati degli quattro ultimi mesi dell’anno, ma se la tendenza dovesse essere confermata, come probabile, assisteremmo all’ennesimo record negativo. Nei primo otto mesi del 2015
sono nati 319mila bambini, una cifra che se proiettata verso la fine dell’anno porterebbe al settimo calo annuale consecutivo.
In base ai dati disponibili, nei primi otto mesi dell’anno appena trascorso, il calo più evidente riguarda il mese di gennaio, quando i nati sono passati dai 44.969 di gennaio 2014 ai 41.862 di gennaio 2015.
Se a queste cifre aggiungiamo anche il fatto che nello stesso mese c’è stato anche un aumento del numero di decessi (da 59.171 a 65.301), capiamo benissimo come la situazione in tema di invecchiamento della popolazione sia abbastanza preoccupante.
La ragione principale di tali cifre è stata individuata dai più nella crisi economica. Non è un caso che proprio nel 2008 inizi la tendenza negativa che fatica ad arrestarsi nonostante la parziale ripresa.
Sono sempre meno le famiglie che dispongono della sicurezza lavorativa ed economica per avere un figlio, mentre aumentano le coppie che decidono di sposarsi quando la donna si trova già in un’età poco o per nulla fertile.
Da qui deriva il netto calo dei neonati che è riscontrabile non solo tra gli italiani, ma anche tra i migranti che per molti anni hanno contribuito a rendere più alto il tasso di natalità, salvo dover fare i conti, anche loro, con gli effetti negativi della fase di recessione.


destinate per le spese di vitto e alloggio dell’ospite. La durata del periodo di accoglienza è di almeno sei mesi.
spesa ammissibile non inferiore a 50.000,00 euro e non superiore a 400.000 euro, deve coinvolgere, in tutte le sue fasi, almeno cinque PMI consorziate provenienti da almeno tre diverse regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera e non deve annoverare imprese che siano in liquidazione o soggette a procedure concorsuali.
manager a gestire l’intera attività.
Tutti i dati saranno contenuti all’interno di un microchip che sarà in grado di rilevare l’autenticità della CIE e l’identità del titolare attraverso elementi comparativi direttamente disponibili ed escludendo confronti in modalità “uno a molti”.
Ci sono delle sostanziali differenze in base al tipo di pensionato. Una delle più eclatanti riguarda, come spesso accade, il genere del soggetto interessato dal trattamento pensionistico.
sue spalle si sono classificati il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (7%) ed il leader della Lega Nord Matteo Salvini (6%).
Un traguardo ambizioso, ma in linea con le potenzialità italiane in materia di agroalimentare e che permetterebbe al nostro Paese di competere con Francia e Germania.
Si conferma, ad esempio, il crollo della fiducia nei confronti del Governo Renzi. Il 61% degli intervistati dichiara di non avere fiducia dell’esecutivo contro il 37% che dice di avere abbastanza o molta fiducia.
L’Italia presenta, infatti, la più bassa percentuale di popolazione con un’educazione cosiddetta di terzo livello, che culmina ovvero con il diploma o con un titolo accademico. Questo si traduce in competenze limitate nel mercato del lavoro che ostacolano la crescita economica dell’intero Paese.
Legacoop Lazio, composto da Marco Carducci, Renato Incitti, Andrea Spigoni, Mariella Zotti: «Viviamo un momento pieno di negatività – ha dichiarato Anna Vettigli – ma, anche, ricco di opportunità. Se un uovo si rompe a causa di una forza esterna, la vita finisce. Se si rompe a causa di una forza interna, la vita inizia. Mi sembra una bella rappresentazione, che si può usare per parlare di noi e del percorso che ci accingiamo ad intraprendere. Tutto parte da noi, dalla nostra volontà di credere nel nostro ruolo di cooperatori e nel movimento cooperativo. Facciamo si che le cose negative che son successe ci diano l’energia per il cambiamento che dobbiamo affrontare».
Tra le ipotesi vagliate c’è quella di parlare agli italiani dal suo appartamento del Quirinale, in una stanza più familiare, che sia lontana dal formalismo dello studio presidenziale e che rifugga qualsiasi sfarzo.