• I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione:

    Gli appuntamenti:

    • Giovedì 14 luglio, alle ore 16:00, presso la Sala Consiliare del Comune di Rieti, si svolgerà l’incontro “Nuovi strumenti per la cooperazione del futuro” organizzato da Legacoop Lazio.

  • connessione-internet

    È stato pubblicato il Rapporto Akamai, l’indagine sullo stato di internet relativa al primo trimestre 2016. 

    Il rapporto prende in considerazione diversi fattori come la velocità di connessione, la diffusione della banda larga e la velocità della connettività mobile.
    connessione-internetPer quanto riguarda la velocità della connessione, quest’ultima risulta essere in costante crescita nella maggior parte dei paesi. Nel primo trimestre del 2016, infatti, la velocità media di connessione è di 6,3 Mbps, con una crescita del 12% su base trimestrale e del 23% su base annua.
    Il Paese che presenta la velocità media più elevata è la Corea del Sud con 29,0 Mbps, seguita dalla Norvegia (21,3 Mbps) e dalla Svezia (20,6 Mbps).
    L’Europa, in particolare l’Europa del Nord, dominano questa speciale graduatoria; il Vecchio Continente, oltre a Norvegia e Svezia, piazza nella top 10 anche Svizzera (18,7 Mbps), la Lettonia (18,3 Mbps), i Paesi Bassi (17,9 Mbps), la Repubblica Ceca (17,8 Mbps) e la Finlandia (17,7 Mbps).
    L’Italia si trova solamente al 54° posto con una velocità media di 8,2 Mbps, seppur in aumento del 9,8% rispetto al trimestre precedente e del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    La media della velocità di picco è di 34,7 Mbps nel primo trimestre, con un incremento del 14% su base annuale. La più alta in Europa è della Romania è della Romania mentre in Italia la media della velocità di picco è di 36,5 Mbps.

    Se analizziamo, invece, la diffusione della banda larga, ovvero di connessioni a a 10 Mbps, 15 Mbps e 25 Mbps, notiamo un aumento rispettivamente del 10%, 14% e 19% L’Europa domina anche la classifica dei paesi con la più alta diffusione della connessione a 25 Mbps, grazie alla Norvegia (2° posto), la Svezia (3°), la Lettonia (5°), la Finlandia (7°), la Svizzera (8°), la Danimarca (9°) e i Paesi Bassi (10°). L’Italia, invece, si trova piuttosto indietro dal momento che solo il 7% delle connessioni sono uguali o superiori a 15 Mbps.
    Quanto, infine, alla connettività mobile, è la Gran Bretagna a far registrare la velocità media di connessione mobile più elevata del mondo pari a 27,9 Mbps; l’Italia presenta una velocità media solo di 10,8 Mbps.



  • Con 287 voti favorevoli, 173 contrari e 3 astenuti, la Camera dei Deputati approvato la questione di fiducia sul decreto banche. 

    Il provvedimento, fortemente osteggiato dalle opposizioni, disciplina le modalità di rimborso di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife e soprattutto modifica il cosiddetto patto marciano, dando la possibilità alle banche di impossessarsi dei beni degli imprenditori inadempienti dopo solo tre rate non pagate.
    decreto salva bancheMa andiamo con ordine. Il decreto banche stabilisce, innanzitutto, i criteri di recupero di obbligazioni e azioni da parte dei clienti delle quattro banche in risoluzione. Viene alzato da quattro a sei mesi il periodo di tempo per presentare istanza di rimborso.
    Il provvedimento, inoltre, prevede il rimborso automatico per i soggetti colpiti dalla risoluzione dei quattro istituti purché abbiano un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro ed un reddito personale non superiore ai 35mila euro.
    Chi non possiede i requisiti potrà ricorrere alla procedura arbitrale. Il richiedente dovrà, inoltre, presentare i seguenti documenti:

    • il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati;
    • i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto;
    • l’attestazione degli ordini eseguiti;
    • una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare.

    L’aspetto più discusso del decreto è il cosiddetto patto marciano. In caso di inadempienza di un imprenditore nei confronti dell’istituto finanziario, quest’ultimo potrà impossessarsi in breve tempo del bene posto a garanzia del mutuo.
    Questo avverrà “quando il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate, anche non consecutive”. Ci sono, però, alcuni mutui che non prevedono rate mensili, ma superiori al mese. In questo caso basterà una sola rata non pagata per fare scattare dopo sei mesi il pignoramento.


  • reddito-famiglie

    Sale il potere d’acquisto delle famiglie nel primo trimestre del 2016. Come riporta l’Istat, rispetto allo scorso trimestre, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,8%, mentre i consumi sono rimasti invariati. 

    Questo vuol dire che la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, pari all’8,8%, è aumentata dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,7% nel confronto con lo stesso periodo del 2015.
    reddito-famiglieI cittadini italiani, dunque, non hanno sufficiente fiducia nella ripresa economica italiana (come mostrato dalle rilevazioni della stessa Istat) e per questo motivo non sono propensi a spendere. Ne consegue che la domanda interna risulta essere ancora piuttosto debole, gettando l’Italia in una situazione di moderata stagnazione.
    In senso assoluto, però, si tratta di dati positivi. Su base annua, infatti, la crescita della capacità di spesa delle famiglie consumatrici italiane è del 2,3%, mostrando l’aumento maggiore dal secondo trimestre 2007, ovvero prima dell’avvento della crisi.
    Stabile, invece, il  tasso di investimento delle famiglie consumatrici (dato dal rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito lordo disponibile), che nel primo trimestre 2016 è stato pari al 6,2%, invariato sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al corrispondente trimestre del 2015.
    Nello specifico rispetto al periodo ottobre-dicembre 2015 c’è stata una contrazione degli investimenti fissi lordi (-0,4%) ed una variazione positiva del reddito lordo disponibile (+0,8%).


  • embargo russia

    Sono quasi 10mila gli agricoltori scesi in piazza oggi, a Verona, per protestare contro le sanzioni alla Russia. 

    Il 31 luglio 2014 l’Unione Europea ha deciso di applicare delle sanzioni nei confronti della Russia per le sue responsabilità nella guerra in Ucraina e per embargo russial’abbattimento del volo MH17 di Malaysia Airlines, avvenuto il 17 luglio 2014. Bruxelles ha deciso di prolungare nel tempo i provvedimenti sanzionatori, al momento estesi fino al 31 luglio 2016.
    La decisione dell’Ue ha portato alla reazione immediata di Putin, che ormai da due anni vieta l’importazione di prodotti alimentari dall’Europa come l’ortofrutta fresca, i derivati lattiero caseari, gli insaccati, pesce e frutti di mare.
    Proprio ieri, con il decreto presidenziale n.305 Putin ha deliberato il prolungamento dell’embargo, estendendolo fino al 31 dicembre 2017.
    Si tratta di un durissimo colpo per le aziende agricole italiane. Per questo motivo Coldiretti è scesa in piazza scegliendo il Veneto in quanto regione che, a detta dell’organizzazione di rappresentanza degli agricoltori, subirà i maggiori danni dal prolungamento dell’embargo.
    In base alle stime di Coldiretti il blocco commerciale ha causato un perdita in termini di export di 600 milioni di euro. Prima dell’applicazione delle sanzioni, le esportazioni verso la Russia erano in costante crescita, presentando addirittura una variazione positiva del +112% nei cinque anni precedenti all’interruzione dei rapporti commerciali.

    Il settore ad avere le maggiori ripercussioni è stato quello ortofrutticolo. Le mele ed i kiwi, secondo le elaborazioni di Coldiretti, hanno fatto registrare una perdita di export rispettivamente di 39,4 milioni di kg e 29,9 milioni di kg.
    Il timore del mondo agricolo è che l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, unita al prolungamento delle sanzioni, possa rappresentare un durissimo colpo per l’intero comparto. Il Regno Unito è, infatti, il secondo mercato europeo per i prodotti del Made in Italy agroalimentare, come il pomodoro ed altre specialità del comparto ortofrutticolo.
    Per questo motivo Coldiretti, con la quale si è schierato anche il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ed il presidente della regione Veneto Luca Zaia, chiede alle istituzioni europee la fine delle sanzioni alla Russia e la definizione di un accordo con la Gran Bretagna che tuteli l’agroalimentare europeo.


  • startup-iva

    Nei primi sei mesi del 2016 l’Italia ha triplicato gli investimenti in startup. 

    Come riporta StartupItalia!, infatti, nel 2016 sono stati investititi in tutto 142 milioni di euro (se consideriamo anche le startup fondate dagli italiani all’estero o startup-ivache hanno trasferito la sede all’estero) contro i soli 34 milioni investiti nei primi sei mesi del 2015. Si tratta del livello più alto di investimenti in startup fatto registrare fin qui dall’Italia. Il record fin qui apparteneva all’anno 2013, quando nel primo semestre furono investiti 123 milioni di euro.
    È aumentato anche il numero di operazioni rispetto all’anno scorso. Nei primi sei mesi del 2016, infatti, secondo StartupItalia!, ci sono stati 36 investimenti contro i 16 dell’anno precedente. Sono stati particolarmente prolifici soprattutto i mesi di aprile, maggio e giugno. Ad aprile, nello specifico, sono stati raccolti 15,7 milioni di euro grazie soprattutto ai capitali drenati verso Silk Biomaterials (7 milioni), Next14 (4 milioni) e Sardex (3 milioni).

    Particolarmente attiva in questi primi sei mesi del 2016 è stata Invitalia Ventures, la società di risparmio gestita da Invitalia che promuove la creazione di nuove startup.
    Nel 2016 è stata capace di effettuare ben 5 investimenti dall’ammontare complessivo di 10,5 milioni di euro su una dotazione complessiva di 65 milioni.
    L’investimento più corposo da parte di Invitalia Ventures è di 4 milioni di euro e riguarda Echolight, spinoff del Cnr Lecce, che ha sviluppato Echos, una tecnologia che consente la diagnosi precoce dell’osteoporosi in maniera non invasiva.



  • latte granarolo

    Il gruppo Granarolo ha comunicato l’acquisizione di due società di distribuzione operanti in Svezia e Svizzera. 

    La coop italiana ha fatto sapere, infatti, di avere acquisito il 50% di Matric Italgross, una società di distribuzione svedese di prodotti  italiani tra i leader nel latte granarolomercato scandinavo, ed il 60% di Comarsa, società di distribuzione svizzera di prodotti agroalimentari italiani.
    L’obiettivo dell’acquisizione di Matric Italgross è attivare sinergie con gli operatori economici del mercato dell’Europa del Nord, provando ad aumentare la propria quota di mercato in un’area, quella scandinava, dove Granarolo è leader per vendite di prodotti lattiero caseari.
    La società di distribuzione svedese presenta un fatturato di 185 milioni di euro e grazie a tre piattaforme logistiche riesce a coprire tutto il territorio nazionale.
    Comarsa, invece, fattura 27 milioni di euro e consentirà all’azienda emiliana di incrementare le esportazioni di latte, derivati e prosciutti.
    Negli ultimi mesi Granarolo è stata protagonista di diversi investimenti all’estero, che il più delle volte hanno coinvolto proprio delle società di distribuzione per rendere la presenza della coop ancora più capillare in tutto il mondo.
    Nel mese di ottobre 2015, ad esempio, l’azienda aveva annunciato l’acquisizione del 25% di European Foods, ovvero uno dei principali importatori di prodotti alimentari italiani in Nuova Zelanda. L’intento, come dichiarato dal presidente del gruppo cooperativo, Gianpiero Calzolari, è portare il fatturato nei prossimi tre anni a quota 1,5 miliardi di euro e far sì che il 35% dei ricavi derivi proprio dalle vendite all’estero.



  • È in corso in questi giorni la discussione tra il Governo ed i sindacati sulla possibile riforma delle pensioni con l’introduzione della flessibilità in uscita.

    L’ipotesi più in voga riguarda l’istituzione del cosiddetto Ape (Anticipo pensionistico), un assegno che dà la possibilità a chi non ha ancora raggiunto l’età pensionabile di pensionatiuscire anticipatamente dal rapporto di lavoro chiedendo un prestito ad un istituto finanziario.
    Al momento non sono ancora chiari i contorni della riforma ed i meccanismi del finanziamento. La certezza è che un cambiamento del sistema pensionistico per incentivare il turnover generazionale è necessario ed urgente.
    Oggi Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’infografica che riassume il livello degli assegni pensionistici italiani dal 1 gennaio 2016 ad oggi, periodo in cui sono stati erogate più di 18 milioni di pensioni.
    In base ai dati Inps, emerge come il 60% degli italiani percepisca una pensione inferiore ai 750 euro: di questi il 26% riceve un assegno inferiore a 500 euro ed il 37,2% percepisce una cifra compresa tra 500 e 744 euro. Tra le donne la percentuale di assegni sotto i 750 euro è ancora più grande e si attesta sul 77%.
    Il 27% dei cittadini italiani possiede, invece, una pensione che va da 750 a 1749 euro. Dunque solamente il 13% degli italiani percepisce una pensione oltre i 1750 euro. La media nazionale, infine, ammonta a 839,01 euro.



  • Sono oltre 3.000 le aziende italiane che operano nel settore dell’agricoltura sociale e danno lavoro a 30mila addetti, per un fatturato complessivo di più di 200 milioni di euro.

    Quasi un anno fa, ad agosto del 2015, il Parlamento ha finalmente approvato la legge 141 del 18 agosto 2015 che definisce l’agricoltura sociale quella serie di attività esercitate dagli imprenditori agricoli e dalle cooperative sociali per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. agricoltura agricoltura socialeSono diversi anni, ormai, che gli operatori economici, soprattutto le coop sociali, danno vita a fattorie ed altre attività agricole nelle quali sono impegnati soggetti con problemi fisici o psichici, ex-detenuti, disoccupati, persone che hanno problemi con la droga o con l’alcool.
    Il mondo dell’agricoltura e quello dell’integrazione sociale si incontrano e danno vita ad un settore dalle grandi potenzialità, soprattutto in un Paese dalla vocazione agricola come l’Italia.
    Nonostante, però, attività di questo tipo siano operative già dagli anni Settanta, solo l’anno scorso il Parlamento ha legiferato in merito.
    Non mancano, però, i problemi. Uno di questi riguarda i decreti attuativi che, a distanza di un anno dall’approvazione della legge, ancora non hanno visto luce.

    Proprio ieri, il deputato Pd Massimo Fiorio, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera e primo firmatario della legge 141, ha tenuto una conferenza stampa alla Camera, insieme ad Ilaria Signoriello e Marco Berardo Di Stefano, rappresentanti rispettivamente del Forum nazionale Agricoltura Sociale e della Rete delle Fattorie Sociali, ha tenuto una conferenza stampa per sollecitare il Governo ad approvare i decreti attuativi che dovrebbero dare nuovo slancio al settore.
    Un’altra questione irrisolta, segnalata anche in questa sede nei mesi scorsi, è il ruolo secondario assegnato alle coop sociali. La legge recita, infatti, che “Le attivita’ di cui al comma 1 sono esercitate altresi’ dalle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, il cui fatturato derivante dall’esercizio delle attivita’ agricole svolte sia prevalente; nel caso in cui il suddetto fatturato sia superiore al 30 per cento di quello complessivo, le medesime cooperative sociali sono considerate operatori dell’agricoltura sociale, ai fini della presente legge, in misura corrispondente al fatturato agricolo”.
    Il criterio dell’attività prevalente limita de facto tutte quelle cooperative sociali, composte da educatori, che ritengono l’agricoltura un’attività estremamente educativa per l’integrazione sociale dei soggetti svantaggiati. La legge, nel colmare un vuoto normativo, penalizza tutti quegli operatori sociali già attivi in questo campo.


  • vino martina

    Il gruppo cooperativo Caviro, tra i leader in Italia nel settore del vino, festeggia oggi i suoi 50 anni e lo fa con un concerto gratuito in piazza, a Faenza, del celebre gruppo Elio e le Storie Tese. 

    La coop agricola emiliana nasceva nel 1966 con una base associativa di nove persone. Oggi l’azienda coinvolge 12mila viticoltori, 34 soci e 31 cantine cooperative che lavorano su una superficie di oltre 33mila ettari e producono circa 6 milioni di quintali di uva.
    vino martinaI prodotti di Caviro viaggiano in tutto il mondo, tant’è che uno dei marchi principali della coop, il famoso Tavernello, è il primo vino al mondo.
    Nella classifica delle 110 maggiori case vitivinicole, pubblicata dal Corriere Economia, Caviro si colloca al secondo posto dietro a Cantine Riunite e davanti a Mezzacorona. Nel 2015 ha fatto registrare un fatturato di 300 milioni di euro per effetto dell’attività di 500 dipendenti che lavorano in quattro stabilimenti, di cui due dediti al comparto vino (Forlì e Savignano sul Panaro), uno alla distilleria ed energia (Faenza) e uno per la produzione di acido tartarico (Treviso).
    Se ci limitiamo al contesto italiano, Caviro si trova al primo posto per quote di mercato nel brik e al terzo posto nel vetro (la produzione di Tavernello in vetro è relativamente recente, perché la sua introduzione sul mercato risale al 2010).
    Caviro, infine, si distingue anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Ogni anno, infatti, recupera il 98,3% degli scarti lavorati e produce attraverso gli scarti di altre aziende agroalimentari prodotti per il settore alimentare, farmaceutico e agricolo.


  • istanbul attentato

    Un altro atto di follia, un altro attentato in un aeroporto. Dopo Bruxelles, questa volta ad essere colpito è l’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul. 

    Attorno alle 21:10 italiane, le 22:10 locali, tre terroristi si sono fatti esplodere nella zona degli arrivi.
    istanbul attentatoCome riportato dal ministro della giustizia turco, almeno uno dei tre attentatori avrebbe aperto il fuoco contro la folla e la polizia con un kalashnikov prima di farsi esplodere. Al momento il bilancio parla di 28 morti e 60 feriti, ma il timore è che il numero delle vittime possa crescere nelle prossime ore.
    L’aeroporto di Istanbul è unanimemente considerato come uno dei più sicuri. Prevede, infatti, un doppio sistema di controlli, uno all’entrata e un altro prima dell’imbarco. Si tratta dall’altro del primo aeroporto turco, nonchè del terzo europeo per numero di passeggeri dopo quello di Heathrow a Londra e il Charles de Gaulle di Parigi.

    Le misure di sicurezza adottate derivano dallo stato di allerta che caratterizza Istanbul da mesi a questa parte. Sono diversi, infatti, i gruppi terroristici che operano in città e che sono stati protagonisti di attacchi, soprattutto nelle zone turistiche.
    Recentemente un’autobomba è esplosa in pieno centro causando 11 morti; nei mesi di gennaio e marzo, invece, due attentati hanno colpito piazza Sultahmet, uccidendo 12 turisti tedeschi, e la via dello shopping di Istanbul.
    Non ci sono ancora certezze sulle responsabilità dell’attentato all’aeroporto Ataturk. Oltre a quella riguardante lo Stato Islamico, non è da escludere anche l’ipotesi di un attacco compiuto dai gruppi estremisti curdi.