Sono ricominciati alla Camera dei Deputati i lavori sulla riforma del Terzo Settore, approvata in Senato il 30 marzo scorso dopo circa due anni di gestazione.
L’obiettivo del Governo è approvare in via definitiva il testo senza ulteriori modifiche che prolungherebbero ulteriormente l’iter legislativo.
Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative, ha commentato il contenuto della riforma nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano l’Avvenire.
I principali media hanno sottovalutato l’importanza della nuova normativa sul Terzo Settore, che potrebbe cambiare i connotati di un comparto centrale nell’economia del paese.
“Questo testo – afferma Guerini – non va considerato meno importante delle riforme costituzionali o del Jobs Act. Anzi può essere una riforma epocale. Per questo servono attenzione e serietà“.
Sono tre, in particolare, i fattori che, secondo Guerini, determineranno la bontà della riforma, dando così la possibilità al mondo del sociale di esprimere al meglio le sue potenzialità: “La prima leva deve essere l’incoraggiamento verso forme di Terzo settore produttivo che ora vivono in un perimetro ibrido, a metà strada tra attività commerciali e di volontariato. Ritengo sia opportuno far entrare queste realtà in un contenitore chiaro e ben definito“.
A tal proposito giova ricordare che la riforma ha ampliato il novero di soggetti che possono essere riconosciuti giuridicamente come imprese sociali, estendendolo anche a Srl e Spa nei limiti massimi previsti per le cooperative a mutualità prevalente.
“Secondo aspetto cruciale – aggiunge il presidente di Federsolidarietà – Confcooperative – è l’allargamento dei settori per le imprese sociali, con particolare riferimento all’housing sociale, all’inserimento lavorativo e al commercio equo e solidale. Infine c’è la leva fiscale: perchè l’impresa sociale decollerà se sarà vantaggioso e interessante per un imprenditore sposare questa dimensione“.


la prima espressione di moneta senza Stato. Ma dato che in rete abbiamo a che fare con anonimi, come possiamo essere sicuri che non stiano provando a truffarci?


dell’industria 4.0, internet delle cose, intelligenza artificiale, robotica. Questa è la frontiera in questo momento e su questa frontiera, al contrario di quello che succedeva nella precedente versione, quella consumer, quella nella quale prevalevano i device di connessione o le macchine delle telecomunicazioni, l’Italia è tra i protagonisti mondiali nella sua automazione industriale, nella robotica nella generazione dei prodotti che possono essere arricchiti con sensori e altri oggetti intelligenti. Qui l’Italia deve e può dire la sua dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e certamente lo può fare con una mentalità e una cultura sua. La vostra televisione mi fa venire in mente un episodio, la robotica può essere pensata con una mentalità diciamo americana, finanziaria, per sostituire le persone con dei robot perché fa fare più profitto, oppure può essere pensata per migliorare la produttività delle persone che sanno fare le cose, infatti in una situazione nella quale parlavo in una cooperativa di queste cose, mi hanno detto, osservando rispetto a quello che avevo appena detto di questo tipo, cioè che ci sono i robot che sostituiscono gli umani e i robot che migliorano la vita degli umani: eh già gli americani fanno Robocop, noi facciamo RoboCoop!
oltre il 9 maggio 2016.

Il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, ritiene fondamentale utilizzare questo strumento per avere una politica pulita e trasparente: “I partiti, come descritto nella carta costituzionale, sono l’essenza della democrazia: non vogliamo una politica in mano a pochi oligarchi che possono mettere in campo grandi risorse economiche personali. Ci rivolgiamo in modo particolare ai tanti cooperatori e alle tante cooperatrici perché possano contribuire – secondo le proprie convinzioni ideali e politiche – a sostenere l’azione dei partiti, in modo trasparente. È questo il modo migliore per chiedere ai partiti sobrietà nei comportamenti e coerenza verso i cittadini e i propri valori di riferimento“.
La maggior parte degli italiani compra vino nei supermercati e predilige sempre di più una specialità di qualità. Non è un caso che nell’anno appena trascorso sia cresciuto il consumo delle denominazioni d’origine (+1,8%) e del biologico (+29%).
all’esito della corretta attuazione del piano aziendale allegato alla domanda di partecipazione. L’operazione dovrà essere avviata entro 9 mesi dalla stipula del contratto di concessione dell’agevolazione e completata entro 5 anni.
Il termine misericordia sostenibile riguarda quei cittadini che presentano progetti interessanti ed innovativi, ma non possiedono la storia creditizia ideale per ricevere un finanziamento. Secondo le teorie economiche si ispirano al concetto di sustainable mercy è doveroso dare loro una seconda chance, consentendogli così di portare avanti le proprie idee.
distribuzione. Circa il 70% del latte venduto in Italia, denuncia Coldiretti, proviene dall’estero per via di costi nettamente inferiori.
italiani, ovvero Barilla, Ferrari, Illy, Ferrero e Coop.