• I 28 Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato il prestito ponte da 7 miliardi di euro, finanziato attraverso l’Esm (Meccanismo europeo per la stabilità finanziaria), per consentire alla Grecia di saldare il proprio debito con la Bce.
    Il paese ellenico deve corrispondere alla banca centrale europea 3,5 miliardi per evitare il default.

    A questa cifra si aggiunge anche la decisione di aumentare la liquidità di emergenza per le banche greche per l’ammontare di 900 tsiprasmilioni di euro. Evidentemente l’accordo trovato nella giornata di lunedì e le riforme approvate questa notte dal Parlamento greco hanno cambiato notevolmente lo scenario.
    Le finanze elleniche potranno avere qualche giorno di respiro, nella speranza che il terzo piano di aiuti internazionali ed i provvedimenti assunti dall’esecutivo (innalzamento dell’IVA, riforma pensioni, liberalizzazioni) possano dare una sforbiciata netta al debito greco.

    Se da una parte l’accordo di questi giorni sembra aver salvato, almeno momentaneamente, la Grecia, dall’altra parte c’è la possibilità che possa essere letale per Tsipras.
    All’interno di Syriza, infatti, il fronte di opposizione sta crescendo ora dopo ora. Nelle votazioni di ieri il Primo Ministro greco ha avuto bisogno dei voti dell’opposizione, registrando ben 38 dissidenti, tra i quali l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, il ministro dell’Energia Panagiotis Lafazanis e il vice ministro del Lavoro Dimitris Stratoulis.
    In questi giorni Tsipras sarà costretto ad effettuare un rimpasto della compagine governativa, ma non è detto che basti.
    L’accordo accettato dal Primo ministro greco oltre a non essere andato giù a molti esponenti di Syriza, ha visto anche parecchi pareri contrari nell’opinione pubblica.
    Per questo motivo sono sempre più probabili nuove elezioni che potrebbero svolgersi già a settembre, con i dissidenti pronti addirittura ad uscire dal partito e a formare un fronte autonomo.



  • Rosario Crocetta si è autosospeso dalla carica di governatore della regione Sicilia.
    La decisione è stata presa in questi minuti in seguito all’intercettazione riportata dal quotidiano L’Espresso, nella quale il medico personale di Crocetta, Matteo Tutino, dice allo stesso presidente siciliano che Lucia Borsellino, figlia del giudice assassinato «va fatta fuori, come suo padre». 

    Parole gravi così come è altrettanto grave il silenzio di Crocetta, che si è limitato a stare in silenzio di fronte alle affermazioni infamanti di Tutino. Il medico, primario dell’ospedale Villa Sofia, è stato arrestato qualche giorno fa per truffa, falso e peculato.
    crocetta dimissioniSubito dopo l’uscita dell’intercettazione Rosario Crocetta si è difeso, dichiarando di non aver mai ascoltato al telefono quelle parole, forse perché disturbato da una zona d’ombra durante la chiamata.
    L’eco mediatico della notizia e le richieste di dimissioni da parte di molti esponenti del Partito Democratico, hanno portato, però, il governatore Crocetta a presentare le sue dimissioni.
    Questa mattina il premier Matteo Renzi ha chiamato Lucia Borsellino, esprimendo tutta la sua solidarietà. La diretta interessata ha dichiarato di sentirsi offesa e di provare vergogna per i protagonisti dell’accaduto.
    All’epoca della telefonata Lucia Borsellino ricopriva la carica di assessore alla Salute, incarico dal quale si è dimessa in seguito all’arresto di Tutino.



  • L’Alleanza delle Cooperative ha raccolto più di 30.000 firme per la proposta di legge contro le false cooperative.
    Questo è quanto emerge dai primi dati comunicati da Legacoop, Confcooperative e Agci.

    stop alle false coopLa raccolta firme ha da poco superato il giro di boa. La campagna contro le cooperative spurie è stata lanciata il 4 aprile e ci sarà tempo fino al 4 ottobre per raggiungere quota 50.000 firme.
    Sei mesi, dunque, per presentare in Parlamento una proposta vitale per il futuro delle cooperative ed in generale per il mondo dell’impresa italiana.
    Legacoop, Confcooperative e Agci stanno attraversando l’Italia, diffondendo i valori del vero spirito cooperativo e rendendo noti i contenuti della legge di iniziativa popolare.
    Hanno aderito all’iniziativa tanti esponenti della società civile e delle istituzioni, non ultimo il ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, ed il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.

    La lotta alla corruzione e la difesa della cooperazione italiana, intesa come patrimonio dello spirito solidaristico nostrano, sono temi vicini alla sensibilità della società civile italiana.
    Lo dimostrano, per l’appunto, i dati dell’iniziativa popolare: 30.000 firme a più di due mesi dalla scadenza per presentare la legge in Parlamento rappresentano, infatti, un buon risultato.
    La speranza e la convinzione è che la missione dell’Alleanza delle Cooperative possa andare avanti, ripulendo l’immagine del mondo della cooperazione e migliorando il sistema dei controlli verso le cosiddette cooperative spurie.
    Potete reperire il contenuto della proposta di legge e verificare la stato della campagna sul sito www.stopallefalsecooperative.it.



  • Due giorni pienissimi per le cooperative calabresi ed il Dott. Antonino Laspina, direttore generale dell’Ice di Pechino; due giorni impegnativi, ma ricchi di spunti per tante imprese sociali nei diversi territori, che hanno ricevuto il direttore generale ICE Pechino, raccogliendo suggerimenti e informazioni utili per iniziare ad avvicinarsi al mercato cinese, che con i suoi 300 milioni di possibili acquirenti, potrebbe rappresentare un’opportunità unica di sviluppo e crescita per le cooperative calabresi.

    Grazie alla proficua collaborazione con i dirigenti regionali Antonio De Marco e Pasquale Capicotto, che si sono spesi in prima persona per la buona riuscita della visita del dott. Laspina, la Calabria ha potuto mostrare alcune delle sue eccellenze, che hanno profondamente colpito Laspina; il direttore generale dell’Ice di Pechino ha più volte sottolineato come queste realtà debbano essere comunicate meglio e con maggiore forza, perché rompono di fatto lo stereotipo di una Calabria abbandonata a se stessa, inerte e arretrata dal punto di vista produttivo ed imprenditoriale.

    Nel corso della prima giornata, giovedì 9 luglio, Laspina ha potuto visitare prima l’agriturismo ‘a Lanterna di Monasterace, che fa parte delle strutture che la cooperativa GOEL, racchiude nell’iniziativa orientata al turismo I viaggi del GOEL.
    IMG_2443All’interno di questa struttura Vincenzo Linarello e Manuela Sfondrini hanno presentato l’impatto etico e produttivo di GOEL sul territorio della ionica reggina e non solo. Dopo aver assaggiato alcuni dei prodotti di GOEL Bio e aver visitato la struttura, il dott. Laspina non ha fatto mancare suggerimenti e commenti, per renderla capace di accontentare i gusti dei turisti cinesi, desiderosi di stanze lussuose e fresche, spazi all’aperto con le tipiche piante mediterranee e tutti i comfort.
    La visita successiva è stata a Marina di Gioiosa, in uno dei laboratori in cui prendono forma i capi di alta moda del marchio Cangiari, luogo dove i tessuti realizzate dalle “magistre” e dalle giovani apprendiste, vengono resi capi sartoriali di alta moda, tali da conquistare le passerelle di Milano e l’apprezzamento di stilisti ed esperti di settore.
    Tessuti biologici, riscoperta di antiche tradizioni e storie, ingredienti che potrebbero far innamorare di questi capi qualsiasi cinese, rendendoli un volano per un settore come quello della moda, che in Calabria va riscoperto e sostenuto.

    Si è, infine, risaliti verso Lamezia Terme, per visitare l’Agricola Lenti e assaggiare i vini delle cantine Statti. Luoghi e sapori unici raccontati con grande cura da Antonio Statti. In questa occasione il direttore generale ICE IMG_2453Pechino ha rimarcato come il settore del vino possa essere tra quelli trainanti del Made in Italy e del Made in Calabria in Cina, poiché i cinesi negli ultimi anni hanno riscoperto il sapore del vino e stanno iniziando ad apprezzarlo, staccandosi dallo stereotipo del vino esclusivamente francese, e apprezzando sempre più la varietà di sapori e profumi dei vini di nicchia italiani.
    Giudizio positivo anche per l’olio e il trattamento riservato alle vacche da latte, disposte in stalle moderne ed efficienti. Tanto efficienti da generare dai rifiuti organici il biogas che alimenta appositi generatori, che danno energia all’azienda generando surplus energetico e ritorni positivi per l’ambiente e l’economia dell’Agricola Lenti.

    La seconda giornata di conoscenza con le cooperative di Confcooperative Calabria si è aperta con un incontro, IMG_2488dallo spirito B2B, nella sede catanzarese dell’associazione dei cooperatori calabresi, in cui il dott. Laspina ha presentato nei minimi dettagli il mercato cinese in tutte le sue sfaccettature.
    Il direttore generale dell’Ice di Pechino ha mostrato le opportunità di una piattaforma integrata tra agroalimentare, turismo e artigianato, fornendo spunti concreti per attaccare il mercato cinese partendo da posizioni di nicchia come quelle di tante cooperative calabresi, oppure, da settori ancora poco esplorati come quelli relativi all’esportazione di essenze, profumi, prodotti per il corpo e la salute, ormai usatissimi in cina e spesso a base di prodotti di cui la Calabria è ricchissima: bergamotto, olio di oliva, piante officinali, prodotti della cucina mediterranea.
    È stato un incontro che ha permesso agli imprenditori e ai cooperatori presenti di riflettere su come fare filiera per affrontare un mercato davvero immenso e ricco di opportunità di business come quello cinese.
    Ma sottolinea Laspina, in un passaggio significativo: “Scordiamoci di andare in Cina da soli o con qualcosa di sporadico, per fare business a Pechino c’è bisogno di programmazione, di comunicazione e di investire almeno 2-3 anni, per instaurare rapporti seri con importatori e distributori. Altrimenti l’approccio col mercato cinese sarebbe deleterio e incapace di portare sviluppo”.

    Al termine di due ore davvero intense, ci si è spostati a Castrovillari per visitare alcune delle realtà cooperative più IMG_2508importanti del territorio calabrese: il gruppo OSAS-Campoverde, che aggrega aziende agricole che producono pesche, nettarine, albicocche, clementine e kiwi; Asso.La.C., l’associazione dei produttori di latte calabrese, che raccoglie quasi il 70% del latte calabrese, trasformandolo quotidianamente in latte fresco di alta qualità, e produce anche mozzarelle e caciocavallo silano, distribuendolo sul territorio regionale e nazionale attraverso Calabrialatte, joint venture con il gruppo Granarolo.
    Sempre nella giornata di venerdì c’è stato una degustazione di vini tipici calabresi nelle cantine Ferrocinto e la visita alle linee produttive di GIAS S.p.A. di Mongrassano, che trasforma in verdure congelate e piatti pronti i prodotti della terra, conferiti in Cotrapa 2000 da tanti agricoltori della fascia centrale della provincia di Cosenza. Un tour de force, che ha lasciato pienamente soddisfatto il dott. Laspina; il direttore generale dell’Ice di Pechino ha ammesso, alla fine della giornata, di aver avuto modo di scoprire, in questi due giorni, un’altra Calabria che, se raccontata in maniera corretta e coerente, potrebbe essere capace di conquistare i cinesi, anche per alcune affinità caratteriali e culturali, che rendono vicini calabresi, e gli italiani in genere, ai cinesi.

    IMG_2518Il Presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, ha espresso piena soddisfazione per la due giorni, per i suggerimenti ricevuti e per il rapporto umano instaurato con il dirigente ICE Pechino: “Innanzitutto, ringrazio la Regione Calabria per questo momento di condivisione e di arricchimento professionale per le cooperative calabresi. Il mercato cinese è certamente interessante, ma come ha più volte sottolineato il dirigente ICE, è necessario avvicinarsi a questi mercati consci dei propri mezzi e dopo aver valutato coerentemente se si hanno le capacità per starci. Bisogna comprendere che a questi mercati non si può accedere con arroganza, ma solo con la competenza e la capacità di fare sistema. Poiché oggi, che si parli di Cina o di altri mercati, se non si è parte di un sistema integrato e coordinato è quasi impossibile per una qualsiasi azienda calabrese da sola affrontare la sfida dell’esportazione e dell’internazionalizzazione.
    Finora l’Italia e la Calabria sono stati ai margini dei processi di internazionalizzazione, ma sembra che negli ultimi mesi questo trend stia, fortunatamente, cambiando. Al momento il Made in Italy è un valore apprezzato all’estero, ma poco sfruttato. Abbiamo bisogno di un sistema Paese forte, per cambiare passo, affinché le nostre imprese cooperative e non, possano esportare con maggiore efficacia e generando ricchezza. E quando dico ricchezza, intendo anche la capacità di generare lavoro e ricadute sociali sensibili nei territori”.



  • Durante “Co-operatives: empowering people for sustainaible development”, l’evento sullo sviluppo sostenibile organizzato da Confcooperative, il presidente della centrale di rappresentanza, Maurizio Gardini, ha firmato la carta di Milano.

    Si tratta del documento che impegna cittadini, istituzioni, imprese ed esponenti del terzo settore ad attuare azioni per assicurare il diritto al cibo a tutti gli abitanti del pianeta.
    gardini carta di milanoLa cooperazione si batte da anni sui temi della lotta allo spreco, sulla qualità e la sicurezza alimentare e sullo sviluppo sostenibile. Sono argomenti che vengono trattati in maniera approfondita all’interno della Carta di Milano e che sono oggetto di dibattito all’interno di Expo.
    Confcooperative ha voluto prendersi un impegno concreto di fronte ai propri associati e davanti all’intera cittadinanza globale, firmando il documento che verrà consegnato al segretario generale dell’Onu alla fine di Expo.
    La cooperazione può fare molto sul tema del diritto al cibo, potendo contare su migliaia di aziende agricole che forniscono prodotti alimentari a tantissimi cittadini in Italia e nel Mondo.
    «Con questa firma e con la partecipazione a Expo – ha sottolineato il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini – la cooperazione mondiale mostra di non rassegnarsi al processo omologante della globalizzazione, ma di essere coinvolta fino in fondo a dare risposte al problema di nutrire le persone e a sostenere i piccoli e medi agricoltori».



  • I consumatori cercano sempre di più prodotti di qualità. Il biologico rientra pienamente in questa categoria.
    È una tendenza che riguarda l’Europa, ma che lentamente sta abbracciando anche i paesi oltreoceano.

    I dati sul nostro paese, riportati dall’indagine Nielsen, ci raccontano come le produzioni biologiche siano ormai, non solo il futuro dell’agroalimentare italiano, ma anche il presente.
    kiwi biologicoNel 2014 i consumatori abituali di prodotti biologici sono diventati 3,2 milioni, aumentando del 14,8% rispetto al 2013.
    La qualità e la sicurezza alimentare sono diventate una priorità e questo non può che essere un bene per un mercato che si stava orientando in maniera pericolosa esclusivamente sulla competitività dei prezzi.
    Le cooperative agricole italiane fanno del biologico una quota importante del proprio mercato, riuscendo a piazzare i propri prodotti anche nella grande distribuzione organizzata.

    Trovano, invece, maggiori difficoltà ad esplorare i mercati esteri. Il riferimento è soprattutto alle piccole coop che pagano i costi elevati dell’internazionalizzazione e sono costretti a limitare la propria attività al mercato locale, nonostante possano vantare specialità di primo rilievo dal punto di vista della qualità e della sicurezza alimentare.
    Tra i leader nel settore del biologico c’è sicuramente Brio Spa, un’azienda che unisce produttori che si occupano esclusivamente di agricoltura biologica. Nel 2014 sono entrate a far parte del gruppo aziendale anche la società cooperativa Agrintesa ed il suo braccio commerciale Alegra, specializzate nella produzione ortofrutticola.
    Ortofrutta, freschi ed alce nero sono i prodotti forniti da questa azienda che rappresenta un vero e proprio modello in Italia e all’Estero.
    Nell’ultimo anno Brio ha offerto anche liquidazioni di primo livello ai produttori associati. Il kiwi e le pere di Brio, per fare un esempio, hanno avuto una media rispettivamente di 94 centesimi al chilo per i frutti di calibro 65+ e di oltre 1 euro per le Abate 65+, di 98 centesimi per le Conference, 93 centesimi per le Kaiser e 76 centesimi per le Williams.



  • Il mondo dell’ortofrutta sta attraversando un periodo complesso. Le elevate temperature rischiano di mettere a repentaglio alcune produzioni come quelle dei pomodori e delle pesche.

    Ma una delle questioni maggiormente rilevanti riguarda l’embargo imposto dalla Russia e che è stato esteso fino a giugno 2016; un provvedimento che impedisce ai prodotti ortofrutticoli italiani di approdare in un mercato importante come quello russo.
    frutta embargo russiaLe aziende agricole italiane hanno subito così gravi perdite, non riuscendo a trovare una collocazione alternativa ai propri prodotti.
    Per questo motivo, nei giorni scorsi, i rappresentanti delle cooperative agricole hanno incontrario il Commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan. L’obiettivo è trovare soluzioni immediate per aiutare i produttori ortofrutticoli in un periodo stagionale particolarmente delicato per questo comparto.
    «Accogliamo con soddisfazione la notizia diffusa ieri, a margine del Consiglio Agricolo Ue, dal Commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan che ha annunciato che sta preparando una proposta di misure straordinarie di sostegno per il settore ortofrutticolo per fronteggiare le difficoltà di mercato prodotte dall’embargo russo» ha dichiarato Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

    L’Unione europea si è dimostrata sensibile alle problematiche degli agricoltori e pare intenzionata ad attuare una serie di misure, volte a tutelare quello che è a tutti gli effetti un patrimonio dell’Europa mediterranea, ovvero l’ortofrutta.
    Nelle intenzioni delle istituzioni europee c’è la possibilità di prorogare le misure di ritiro straordinarie dal mercato dei prodotti ortofrutticoli, attraverso le quali l’Unione Europea ha aiutato in questi anni le aziende ortofrutticole.
    «Ora auspichiamo» continua Mercuri «che le misure che saranno proposte dal Commissario  rispondano  alle esigenze che abbiamo da tempo rappresentato  e vengano attivate in maniera tempestiva, per evitare il ripetersi della situazione della scorsa estate, quando la Commissione deliberò tali misure solo tardivamente, a campagna produttiva ormai finita». 



  • Confcooperative propone una due giorni dedicata ai temi della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. In queste ore si sta svolgendo a Cascina Triulza, il padiglione della società civile a Expo Milano 2015, “Co-operatives: empowering people for sustainaible development”, l’evento organizzato dalla centrale di rappresentanza delle coop in collaborazione con con Ica, Fao e JA Zenchu (cooperazione giapponese).

    Il mondo delle cooperative sperimenta da sempre soluzioni innovative e rispettose dell’ambiente circostante. Quella ConserveItaliadella cooperazione è una scelta di campo dettata dalla natura giuridica dell’impresa.
    Le cooperative nascono, infatti, per rispondere alle esigenze economiche e sociali dei territori di riferimento: per assicurare un futuro migliore alla comunità locale è necessario implementare strategie di sviluppo sostenibile.
    Un punto di vista ribadito in queste ore dai vertici di Confcooperative. «Le imprese cooperative applicano la sostenibilità nel loro modello produttivo a tutti i livelli – ha dichiarato il presidente di Fedagri, Giorgio Mercuri – dall’agricoltura fino ai processi di trasformazione e distribuzione».
    Per le cooperazione parlano da sole le esperienze sostenibili implementate dalle singole imprese sociali. Parliamo delle piccole realtà locali cooperative, che operano nel settore agricolo, agroalimentare e del turismo sostenibile, fino ai consorzi e alle grandi società cooperative che competono su scale internazionale.
    L’esempio migliore da riportare è quello di Conserve Italia, vero e proprio leader europeo nel mondo della trasformazione ortofrutticola, grazie ai brand Yoga, Cirio e Valfrutta.
    «In un anno abbiamo ridotto il carbon footprint di uno dei nostri prodotti più importanti come le conserve di pomodoro del -19% – ha evidenziato all’Ansa il general manager di Conserve Italia, Angel Sanchez – tutto questo in una realtà che già utilizza metano in 8 stabilimenti su 9, usa energia eolica e ricicla l’80 per cento dell’acqua nella produzione».



  • Il Ministero dello Sviluppo economico ha messo a disposizione 3 milioni di euro per l’internazionalizzazione dei consorzi costituiti da Pmi.
    L’intento dell’esecutivo è favorire l’accesso ai mercati esteri delle imprese italiane, considerate le numerose opportunità che offrono oggi frontiere come quelle asiatiche ed americane.

    Il progetto intende diffondere i prodotti ed i servizi delle aziende nostrane all’estero ed effettuare una campagna di informazione sulla qualità delle specialità italiane, combattendo così il fenomeno dell’Italian Sounding ovvero la contraffazione dei prodotti del Made in Italy.
    Possono partecipare all’iniziativa consorzi in forma di società consortile o cooperativa, costituiti da Pmi industriali, artigiane, di servizi, turistiche, agricole, agroalimentari, ed ittiche. La partecipazione è aperta anche a piccole e medie imprese operanti nel settore commerciale purché non siano prevalenti rispetto alle altre imprese.
    I consorzi devono presentare domanda entro l’1 Agosto; all’interno di essa dovrà essere allegato un progetto di internazionalizzazione con una precisa rendicontazione della spesa da sostenere.
    L’importo deve essere superiore a 50mila euro e non può superare i 400mila euro. Il Mise provvederà a fornire un finanziamento a fondo perduto fino ad un massimo del 50% della spesa sostenuta.
    Il progetto di internazionalizzazione deve possedere, inoltre, determinate caratteristiche. Sono finanziabili, ad esempio, programmi che prevedano la partecipazione a fiere internazionali, l’incoming di operatori esteri, corsi di formazione sull’Italian Sounding ed attività di promozione dei prodotti e dei servi servizi italiani.
    Il progetto deve coinvolgere, infine, almeno 5 Pmi consorziate provenienti da almeno tre regioni diverse.
    Un’apposita commissione valuterà i programmi presentati, ammettendo ai contributi solamente quei consorzi che avranno ottenuto un minimo 18 punti.



  • In Cina sta crescendo la sensibilità verso l’agroalimentare e verso il vino in particolare. Stando ai dati forniti dall’Organisation internationale de la vigne e du vin (Oiv), il colosso asiatico possiede il secondo vigneto più grande del mondo con 799mila ettari.

    vigneto cinaSi tratta di una cifra importante che colloca la Cina addirittura davanti a due produttori storici come Francia ed Italia (rispettivamente 792mila e 690mila ettari dediti alla produzioni vitivinicola).
    Al primo posto c’è la Spagna con un potenziale addirittura superiore al milione di ettari.
    L’estensione dei vigneti, ovviamente, non toglie alla Francia e all’Italia il primato come maggiori produttori vitivinicoli al mondo. Una posizione di vertice confermata anche dalla classifica Oiv relativa all’anno 2014, dove la Francia si trova al primo posto con 46 milioni di ettolitri di vino prodotti, davanti ad Italia (44 milioni) e Spagna (38 milioni).

    Il primo paese consumatore di vino è, invece, gli Stati Uniti d’America (31 milioni di ettolitri consumati) davanti a Francia (28 milioni) ed Italia e Germania (20 milioni).
    La Cina è però in rapida ascesa anche da questo punto di vista, avendo consumato nel 2014 oltre 16 milioni di ettolitri di vino, addirittura più della Gran Bretagna (13 milioni).
    Questi dati sono la perfetta espressione del cambiamento in atto nel paese asiatico. La Cina è sempre più vicino al modello di consumo europeo ed occidentale.
    Sono milioni, ad esempio, i cinesi che hanno studiato in Europa o negli Stati Uniti e hanno assaggiato i prodotti dell’agroalimentare nostrano; questo li porta a voler continuare a gustarli al ritorno nel loro paese.
    Il vino è certamente una delle specialità europee maggiormente apprezzate, con una particolare predilezione per il Cabernet francese.
    Dopo un periodo estremamente florido, però, negli ultimi anni le esportazioni di vino francese in terra cinese sono diminuite del 20%, segno che adesso c’è spazio per le produzioni di altri paesi come Italia e Spagna.
    La Cina può, in via definitiva, diventare un mercato esplorabile per le nostre aziende agricole: la crescita del potenziale vitivinicolo e dei consumi di vino è solo un piccolo esempio del profondo mutamento in atto.



  • Un 2014 disastroso per i giovani italiani. È questo il bilancio che viene fuori dai dati comunicati oggi dall’Ocse.
    Secondo l’organizzazione internazionale, nel 2014 il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato del 2,7% rispetto al 2013, arrivando a toccare quota 42,7%.

    FormazioneC’è un altro dato emblematico: nel 2007, il livello di disoccupazione era del 20,4%. Questo vuol dire che in otto anni è più che raddoppiato, a testimonianza di come il nostro paese sia stato uno dei paesi che ha subito le ripercussioni più gravi dalla crisi.
    Il mercato del lavoro italiano fatica ad avere qualsiasi tipo di turnover generazionale: è a tutti gli effetti un sistema immobile ed incapace di gestire i cambiamenti.
    L’Ocse, inoltre, rivela come sia in crescita anche la percentuale di Neet, ovvero di giovani under 29 che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione. Nel nostro paese un giovane su quattro è un Neet, con una percentuale che è aumentata del 40% dall’inizio della crisi.

    Questo dato ci dimostra come l’Italia sia stata totalmente incapace di adottare gli strumenti adeguati per difendere il mercato del lavoro dall’avvento della crisi. Altri paesi hanno saputo limitare i danni, essendo dotati di un mercato del lavoro e di un sistema di politiche attive in grado di assorbire gli urti di una congiuntura economica negativa.
    Se entriamo poi nel dettaglio dei rapporti lavorativi instaurati dai giovani, capiamo come sia persistente e crescente il fenomeno della precarietà.
    Nel 2014 il 56% degli under 25 possedeva un contratto a termine, una percentuale aumentata di 3,3 punti percentuali rispetto al 2013.
    Ma quel che stupisce ancora di più è l’immobilismo dell’intero settore lavorativo per quanto riguarda la stabilizzazione dei rapporti. Come riporta l’Ocse, infatti, in Italia solo «solo il 55% delle persone che entrano nel mercato del lavoro cominciando con un lavoro temporaneo hanno un contratto permanente dieci anni dopo, uno dei dati più bassi nell’Ocse».



  • Una due giorni sulla sicurezza alimentare, la lotta agli sprechi e lo sviluppo sostenibile. Confcooperative, in collaborazione con Ica, Fao e JA Zenchu (cooperazione giapponese), ha organizzato “Co-operatives: empowering people for sustainaible development”, una serie di incontri sulle tematiche ambientali ed alimentari più delicate.

    confcooperativeL’inizio dei lavori sarà oggi, a partire dalle 15:30, e riprenderà domani mattina alle 10:30, a Cascina Triulza, il padiglione della società civile. Sarà un’importante occasione di confronto e di proposta, che coinvolgerà una serie di attori del mondo dell’impresa, dell’associazionismo e delle istituzioni.
    Al centro del dibattito ci sarà il tema della qualità e della sicurezza, questioni centrali all’interno di Expo ed affrontate in maniera specifica nella Carta di Milano, il documento che impegna le istituzioni nazionali ed internazionali a promuovere politiche attive per tutelare il diritto al cibo come diritto fondamentale di ogni cittadino.
    Confcooperative, insieme alle sue associate, condivide questi valori ed è parte attiva nella loro promozione. Di qui l’idea di organizzare questa serie di convegni che vedrà come protagonisti anche tanti ospiti esteri.

    La giornata odierna sarà dedicata al tema dello sviluppo sostenibile nel settore dell’agricoltura. All’evento dal titolo “Ensuring environmental sustainability in agriculture and food retail” interverranno Davide Cozzarolo, Marketing Manager di SIGMA, Italia; Angel Sanchez, General Manager di Conserve Italia; Hironobu Shiwachi, Director, Center for International Program, Tokyo, University of Agriculture, Giappone; Tarun Bhargava, Deputy General Manager, Indian Farmers Fertiliser Co-operative Limited (IFFCO), India; Francesco Russo, Coordinatore delle Politiche sociali di Coop, Italia.
    A seguire si parlerà di lotta agli sprechi alimentari con Takeshi Miyaji, Environmental Policy Department, Japanese Consumers’ Co-operative Union;  Huseyin Polat, Senior Adviser National Cooperative Union of Turkey; Robert van Otterdijk, Agro-Industry Officer, Rural Infrastructure and Industries Division, FAO; Julien Frémont, Member of the Board Terrena, Francia; Augusto Renella, Executive Manager di Naturitalia, Italia.
    Nella giornata di domani il focus sarà sulle pratiche innovative e le politiche pubbliche da adottare per implementare la sicurezza alimentare ed attivare dei collegamenti tra i produttori ed i consumatori.
    Sono previsti anche gli interventi ed i saluti del commissario unico di Expo Milano 2015 Giuseppe Sala; del presidente dell’Ica, Pauline Green, del vicepresidente di Ja Zenchu, Toru Nakaya e del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.