• Non ci sono solo dati positivi per l’Italia negli ultimi giorni. Diminuisce, seppur di poco, il tasso di disoccupazione e le stime sul Pil fanno ben sperare.
    Tuttavia, il rapporto elaborato da Eurispes per l’anno 2014 racconta di un popolo italiano sempre più sfiduciato e povero.
    Sono tante le rilevazioni effettuate da Eurispes: alcune attinenti all’economia, altre invece riguardano le abitudini ed il modo di pensare degli italiani.

    Cooperative decorrenza del termine per l'opposizione alla delibera di esclusione del socioPartiamo con le rilevazioni legate al mondo economico. Un dato preoccupante riguarda il potere d’acquisto.
    Secondo Eurispes, infatti, sette italiani su dieci hanno visto diminuire la propria capacità di acquistare beni attraverso le proprie risorse.
    Spesso devono ricorrere all’aiuto delle proprie famiglie. Un dato che racconta alla perfezione l’impoverimento generale dell’Italia. Sono diminuite le spesse più “futili”, come quelle relative alla palestra, è in aumento, invece, il ricorso agli outlet.
    Più in generale c’è una percezione negativa dell’economica nostrana (il 90% ritiene che quest’anno la situazione economica sia peggiorata) e dell’Italia in generale. Basti pensare che quasi un italiano su due vorrebbe trasferirsi all’esterno, di questi il 65% sono giovani, e che il 52,7% di chi è alla ricerca del primo impiego si dichiara disposto a cercarlo fuori dal nostro paese.

    L’Italia, dunque, va stretta ai suoi cittadini e la situazione non migliora se parliamo della sua moneta.
    Il livello di gradimento dell’Euro è, infatti, ai minimi storici. Il 40% degli italiani vorrebbe tornare alla Lira, contro il 25,7% dell’anno scorso.
    Il sentore comune è che l’Euro abbia causato un aumento notevole del costo della vita e che abbia avvantaggiato solo i più ricchi. Dati avvalorati dalla crescita elettorale delle forze politiche anti-euro come il Movimento 5 Stelle e la Lega.

    Il rapporto Eurispes racconta anche le abitudini ed il mondo di pensare degli italiani su tematiche scottanti come i diritti civili. Il 64,4%, ad esempio, è favorevole al riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto, mentre solamente il 40,8% si dichiara favorevole ai matrimoni gay.
    Poco più di un italiano su due valuta positivamente l’eutanasia, mentre solo il 33% vorrebbe la legalizzazione delle droghe leggere.

    Interessanti anche i dati sull’utilizzo delle nuove tecnologie. Il 67% possiede uno smartphone, primato assoluto tra i paesi europei; per quanto riguarda, invece, i social network, addirittura il 95,7% dichiara di utilizzare Facebook contro un misero 43% che possiede un profilo Twitter.



  • Un altro passo verso la semplificazione e la trasparenza. Questa volta è l’Inail a perseguire questa strada.
    La determina n.13/2015 del presidente dell’Istituto disciplina l’accesso libero agli atti, ai documenti e a tutte le informazioni riguardanti l’amministrazione.
    La misura agisce in continuità con il decreto legislativo 13/2013, in materia di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. In particolare l’art. 5 del suddetto decreto istituisce il cosiddetto accesso civico, attraverso il quale cittadini, associazioni, fondazioni, comitati, società ed enti possono chiedere la pubblicazione degli atti dell’amministrazione.

    Jobs act via i Co.co.pro e modifiche alle Partite IvaTutte le P.A. sono tenute a pubblicare sul proprio sito istituzionale le informazione inerenti alla propria attività, ai servizi offerti e al proprio personale. Qualora ciò non accadesse, i cittadini hanno il diritto di richiederne la pubblicazione.
    L’Inail, attraverso la determina n.13/2015, stabilisce tutto l’iter da seguire.
    L’accesso civico è totalmente gratuito. Può essere effettuato online senza specificare la motivazione, spetterà all’amministrazione valutarne i presupposti.
    La richiesta di pubblicazione deve essere firmata digitalmente, qualora non fosse possibile va allegata fotocopia del documento d’identità.
    Una volta effettuata l’istanza, il provvedimento deve essere concluso entro 30 giorni. Il responsabile della trasparenza dovrà valutarne la fondatezza e comunicare all’interessato l’eventuale esito negativo dell’istanza.
    Qualora le informazioni richieste siano già state pubblicate online, il responsabile del procedimento è tenuto a fornire al richiedente il relativo link.

    In ogni caso le richieste di accesso civico possono essere presentate attraverso le seguenti modalità e ai suddetti indirizzi di riferimento:
    • a mezzo posta = Responsabile Trasparenza Inail, via IV novembre, 144 – 00187, Roma;
    • a mezzo email = responsabiletrasparenza@inailt.it
    • a mezzo pec = responsabile.trasparenza@postacert.inail.it



  • Dopo le previsioni ed i dati sulla crescita del Pil e sulla produzione industriale, arrivano le elaborazioni più attese: quelle sul tasso di disoccupazione.
    L’Istat fornisce i dati relativi al mese di Dicembre e per la prima volta dopo parecchi mesi l’Italia può tornare a sorridere. Migliorano, infatti, sia i risultati sul numero di occupati, che quelli relativi al tasso di disoccupazione. Ma analizziamo i dati nel dettaglio.

    downloadSecondo l’Istituto di Statistica, gli occupati nel mese di Dicembre sono 22 milioni e 422 mila, in aumento dello 0,4% (+93mila occupati) rispetto al mese precedente.
    Negli ultimi due mesi il numero di persone occupate aveva fatto registrare una sensibile diminuzione.
    La situazione, adesso, sembra essersi normalizzata, anche rispetto a Dicembre dell’anno scorso.
    Il valore tendenziale, infatti, mostra una crescita dello 0,5%.
    Stesso andamento per il tasso di occupazione, che si attesta adesso al 55,7%, mostrando una crescita dello 0,2% rispetto a novembre e dello 0,3% nel raffronto con i dati di dodici mesi fa.

    Incoraggianti anche i numeri sulla disoccupazione. La quota di disoccupati è di 3 milioni e 322mila e presenta una variazione negativa di -3,2% rispetto a novembre.
    Il paragone con dicembre 2013 è, invece, ancora impietoso perchè il numero di disoccupati è in questo caso aumentato del +2,9%.
    Sono evidentemente simili i dati sul tasso di disoccupazione. Anche qui ci sono dei miglioramenti rispetto a novembre. Il tasso di disoccupazione è del 12,9%, 0,4 punti percentuale in meno rispetto al mese scorso.
    Su base annua, però, la situazione rimane complessa, visto che riscontriamo un aumento dello 0,3%.

    tweet renziDai dati appena elencati, dunque, emerge una tendenza chiara. Il mese di dicembre ha portato un parziale rilancio in termini di occupazione, merito probabilmente di una ripresa dei livelli di produzione industriale e delle politiche attive del governo, su tutte Garanzia giovani.
    Lo dimostrano i numeri sul tasso di disoccupazione giovanile. “La quota di giovani disoccupati” riporta l’Istat “sul totale di quelli attivi (occupati o disoccupati), è pari al 42,0%, in calo di 1,0 punti percentuali rispetto al mese precedente e in aumento di 0,1 punti nei dodici mesi”.
    Eurostat precisa che la variazione congiunturale italiana, relativa al tasso di disoccupazione giovanile, è la migliore tra tutti i paesi europei. Numeri che lasciano ben sperare e che provocano la reazione positiva del premier Matteo Renzi, che attraverso il proprio profilo Twitter non ha voluto mancare di esprimere la propria soddisfazione per i dati pubblicati.



  • Un nome condiviso e condivisibile. Difficile porre qualche appunto alla candidatura di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica.
    Persino Forza Italia sembra non discutere il candidato in sè, ma il metodo scelto dal premier Matteo Renzi.
    Perchè Mattarella è un uomo delle istituzioni, che per l’Italia ha fatto tanto. Rigorosamente in silenzio, perchè un singolo fatto conta più di mille chiacchiere.
    Vale per la legge elettorale che proprio da lui prende il nome (“Mattarellum”, per l’appunto), o per l’abolizione del servizio di leva obbligatorio. Tutti provvedimenti ascrivibili a lui, senza dover per forza ricordare il suo volto o le sue parole.

    mattarellaDicevamo dei fatti, ma anche i valori sono al centro della sua attività pubblica. La lotta contro la mafia prima di ogni altra cosa, una mafia che lo ha ferito, ma rafforzato.
    Il 6 gennaio 1980 segnerà per sempre la sua vita: il fratello Piersanti viene ucciso dalla criminalità organizzata, morirà tra le braccia di Sergio prima di arrivare in ospedale.
    Questo tragico evento gli farà comprendere che è arrivato il momento di entrare sulla scena pubblica e cambiare dall’interno quelle istituzioni che lui ha sempre rispettato e veicolato.
    La vera passione di Mattarella è, infatti, il diritto costituzionale, vocazione che lo porterà nel 2011 a diventare giudice della Corte Costituzionale.
    Le istituzioni e la Costituzione, dunque, come stelle polari della sua attività politica, tanto da porle al di sopra di qualsiasi incarico ufficiale. Ne abbiamo la prova nel 1990, quando decide di dimettersi da Ministro dell’Istruzione in seguito all’approvazione della Legge Mammì.
    Un provvedimento rimasto alla storia come un “regalo” a Berlusconi e alle sue televisioni private e che di fatto gli spianerà la strada verso Palazzo Chigi.

    Un carattere schivo ed un modus operandi rigoroso. L’identikit perfetto dell’uomo che ama il diritto e che nasce per esaltarne il suo valore più genuino.
    La sua anima cattolica contraddistinguerà tutta la sua carriera politica. Esponente della Dc prima e poi del Partito Popolare, diviene in seguito uno dei fondatori dell’Ulivo.
    Parlamentare dal 1983 al 2008, ricopre più volte la carica di Ministro: dalla Difesa all’Istruzione fino ad arrivare ai Rapporti con il Parlamento.
    Mattarella ha sempre interpretato il proprio ruolo con grande dignità e valore. L’unico aspetto negativo della sua candidatura riguarderebbe il suo scarso profilo internazionale. Non è un Prodi o un D’Alema, dicono in molti.
    Difficile dar loro torto. Senza dubbio, però, Mattarella porterebbe quell’equilibrio e quell’amore verso le istituzioni di cui l’Italia ha bisogno in questo momento.



  • Dopo mesi di previsioni e dati negativi, l’Italia vede la strada della ripresa. Lo dicono diversi centri di ricerca e lo hanno ribadito nei giorni scorsi Confindustria e Istat.
    Una serie di fattori contingenti a livello internazionale spingono l’Italia a guardare al futuro con maggiore fiducia.
    La svalutazione dell’Euro, il crollo del prezzo delle materie prime e le misure espansive adottate dalla Bce creano una spirale positiva all’interno dell’economia italiana.

    spese condominialiUn dato su tutti proviene dall’Istat e riguarda l’indice di fiducia dei consumatori. Secondo l’Istituto di Statistica nel mese di gennaio il cosiddetto indice composito del clima di fiducia dei consumatori fa registrare un sensibile aumento, passando da 99,9 a 104 punti.
    Stesso andamento per l’indice di fiducia delle imprese, che da dicembre 2014 a gennaio 2015 vede un rialzo di 4 punti esatti (da 87,6 a 91,6).
    Queste elaborazioni raccontano di un clima di cauto ottimismo che si sta diffondendo nella società italiana.

    Atmosfera confermata da altri dati aggregati e previsione degli istituti di ricerca. Uno dei settori maggiormente in difficoltà durante le crisi, specie nel mercato americano, è stato quello immobiliare.
    Anche la compravendita delle case ha avuto una variazione positiva. Come riportato dalla stessa Istat “rispetto al III trimestre del 2013 (luglio-settembre), segnali di miglioramento si registrano sia nel comparto immobiliare ad uso abitazione ed accessori (+3,7%), sia nel comparto economico (+4,8%)”.
    Come fa notare il Corriere della Sera, il miglioramento delle vendite è certamente dovuto anche l’avvento di nuovo mutui a tassi agevolati, il che ha favorito senza dubbio una parziale ripresa del settore immobiliare.

    Sono positivi, infine, anche i dati sull’export, la produzione industriale ed il Pil, merito della svalutazione dell’Euro e del rafforzamento del dollaro, che consentono all’Italia una proficua esportazione dei propri prodotto sul mercato americano.
    Le previsioni sul Pil sono positive ed arrivano da più centri di ricerca. Nei giorni scorsi Confindustria ed Istat hanno parlato di una crescita del Prodotto Interno Lordo attestabile attorno ai due punti percentuale nei prossimi due anni.
    Anche il centro di ricerche econometriche Prometeia, parla di un aumento del Pil dello 0,7% nel 2015.
    Un dato che potrebbe migliorare nella seconda parte dell’anno, quando l’effetto del Qe e dell’Expo potrebbero generare effetti benefici per l’economia italiana, generando investimenti e ricavi, soprattutto nel settore turistico.



  • Il processo di svalutazione dell’Euro procede spedito. La decisione della Bce di acquistare titoli pubblici e privati, immettendo liquidità nel mercato, non farà altro che acuire questo fenomeno.
    Alcune aziende trarranno beneficio da questa situazione. Su tutte le imprese che hanno sede nei paesi europei e che svolgono la quota maggiore delle proprie attività commerciali negli Stati Uniti.
    Fiat è una di queste, ma ce ne sono molte altre. Più in generale, paesi come l’Italia, che fanno dell’export negli Usa un aspetto essenziale della propria economia, avranno dei risvolti positivi nel medio periodo.

    27102014L’altra faccia della medaglia riguarda le imprese statunitensi. Il riferimento è ai colossi economici a stelle e strisce, conosciuti in tutto il mondo per il proprio marchio. Spesso sono dei veri e propri leader nei settori d’appartenenza.
    Il Sole 24 Ore individua quattro aziende americane, che temono gli effetti di un dollaro così forte nel rapporto con la moneta unica europea.
    Si tratta di realtà imprenditoriali che concentrano la maggior parte delle proprie vendite in Europa.
    Una di queste è Philip Morris Internation, vero e proprio leader nel settore del tabacco e presente in oltre 200 paesi al mondo. Il 56% delle sue vendite è svolto nell’area Europa-Emea (Europa, Africa e Medio Oriente).
    La svalutazione dell’Euro potrebbe causare una netta diminuzione del fatturato con annesso taglio dei costi per limitare le perdite.

    Lo stesso processo potrebbe riguardare altri tre colossi americani. Su tutti McDonald, il quale realizza il 41% delle proprie attività commerciali in Europa. Nel solo mese di Novembre le vendite sono calate del 2,2% in Europa e del 4,6% negli Stati Uniti.
    Gli altri due gruppi che potrebbero pagare il mini-Euro sono Estée Lauder e Brown-Forman.
    La prima è un gigante del mondo cosmetico e realizza il 38% delle proprie vendite in Europa: nel primo trimestre fiscale i profitti presentano una variazione negativa del -24%.
    Brown-Forman, invece, gestisce tra gli altri il brand Jack Daniel’s e presenta il 42% delle proprie attività commerciali con i paesi europei.
    Una congiuntura economica, dunque, che potrebbe colpire anche le grandissime aziende e non solo le piccole realtà imprenditoriali. L’effetto più immediato potrebbe essere un dirottamento delle risorse dall’Europa agli Stati Uniti ed in questo caso sarebbe duro colpo da assorbire per tutti i consumatori europei.


  • europa bce

    Una delegazione dell’Alleanza Cooperative italiana, guidata dal presidente Mauro Lusetti e dai co-presidenti Maurizio Gardini e Rosario Altieri ha incontrato a Bruxelles una rappresentanza dei parlamentari europei italiani.
    Un’occasione per discutere sulle scelte dell’Unione Europea nel settore economico e per valutare eventuali scenari futuri che coinvolgano il mondo della cooperazione.

    eurogruppoL’Europa deve riprendere la strada della crescita ed allentare le politiche di austerity. È questa l’opinione comune dei rappresentanti delle cooperative italiane. Il rispetto del limite del 3% del debito pubblico è doveroso e va portato avanti; i rischi, però, sono dietro l’angolo.
    Le elezioni greche raccontano una realtà sfibrata, con i cittadini desiderosi di più democrazia, maggiori diritti sociali ed una fiscalità meno pressante.

    Proprio l’elevata tassazione è uno degli argomenti maggiormente discussi nel corso dell’incontro. Secondo Mauro Lusetti, il contenimento del debito è stato perseguito troppo spesso attraverso una pressione fiscale soffocante.
    Un allentamento della tassazione risulta quanto mani necessario, soprattutto nel settore dell’imprenditoria.
    È necessario dare priorità ad una politica in grado di garantire innanzitutto il lavoro ai giovani e alle donne attraverso una serie di misure che incentivino fiscalmente chi li assuma“.
    Questo il commento di Lusetti. Dare spazio ai giovani e alle donne significa mettere al centro dell’economia italiana ed europea l’innovazione ed il concetto di diversity, aspetti essenziali in un momento di grave recessione.

    Alleanza Cooperative italiana ricorda anche il ruolo svolto dal mondo della cooperazione in Europa ed in Italia. Sono 160mila le imprese sociali europee, 5,4 milioni gli occupati nel settore cooperativo e 123 milioni i soci.
    Numeri enormi che raccontano alla perfezione la centralità che la cooperazione ricopre nell’economia europea.
    Per questo motivo Lusetti richiede un maggiore coinvolgimento nelle scelte di natura economica in sede comunitaria. Va promossa la distintività cooperativa, in quanto valore assoluto della moderna democrazia economica e come asse portante dell’innovazione in Italia e nel Mondo.



  • Il candidato del Partito Democratico per la Presidenza della Repubblica è Sergio Mattarella.
    Lo ha annunciato in questi minuti il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso dell’Assemblea dei Grandi elettori Pd. Una candidatura approvata all’unanimità, che verrà votata a partire dalla quarta votazione, in programma sabato mattina.
    Nelle prime tre votazioni il Partito Democratico voterà scheda bianca, prima di convergere su Mattarella al quarto scrutinio, quando basterà la maggioranza assoluta per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

    mattarellaLe voci sul nome di Mattarella sono diventate sempre più insistenti già dalla serata di ieri. Il nome dell’ex ministro del governo Andreotti ha trovato pareri favorevoli in quasi tutto il partito democratico. Anche Sel ha promosso la sua candidatura, ritenendolo un nome al di fuori del famigerato Patto del Nazareno.
    Forza Italia e Silvio Berlusconi avrebbero deciso, infatti, di non votare Mattarella. Una scelta legata al metodo di selezione proposto da Renzi e alla figura stessa dell’ex Dc, valutata non idonea a svolgere il ruolo di garante della Costituzione.
    Il Movimento 5 Stelle sceglie il proprio candidato online attraverso le cosiddette “Quirinarie”. Il vincitore delle consultazioni in rete è Imposimato, davanti a Prodi e Di Matteo.

    Pare comunque controversa la scelta del Partito Democratico di votare scheda bianca alle prime tre votazioni, nonostante Mattarella sia un’idea largamente condivisa da tutte le correnti interne.
    Sorprende, inoltre, la volontà di Matteo Renzi di presentare un’unica candidatura per tutta la durata delle votazioni e di portarla avanti fino alla fine. Vedremo se ci saranno cambiamenti dell’ultimo momento.

    Sergio Mattarella rimane comunque una figura dall’alto profilo istituzionale e costituzionale. Siciliano di Palermo, svolge la funzione di giudice costituzionale dal 2011.
    Esponente storico della corrente di “sinistra” della Democrazia Cristiana è stato vice-presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro della Difesa, Ministro della Pubblica Istruzione e Ministro dei Rapporti con il Parlamento.
    Il suo nome, però, è associato prima di tutto alla legge elettorale vigente dal 1993 al 2005, denominata dal politologo Giovanni Sartori come “Mattarellum”, per via del ruolo di relatore della suddetta legge svolto dallo stesso Mattarella.
    Le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica inizieranno oggi nel primo pomeriggio e salvo clamorosi colpi di scena si protrarranno fino a sabato mattina.



  • Il Jobs Act e la Legge di Stabilità sono due grandi impianti normativi che provano ad agire sul mercato del lavoro in maniera coordinata.
    La ratio dei due provvedimenti è la medesima: aumentare la flessibilità all’interno del rapporto di lavoro e favorire le forme contrattuali a tempo indeterminato.
    Il Jobs Act istituisce una nuova forma giuridica: il contratto a tutele crescenti. Si tratta di un rapporto a tempo indeterminato, più facile però da estinguere grazie alla modifica dell art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

    caschetto lavoroCostituire un nuovo tipo di contratto non sarebbe stato, però, sufficiente. Bisognava incentivare le assunzioni attraverso questo nuovo meccanismo. E qui interviene la Legge di Stabilità.
    Il provvedimento, varato come al solito alla fine dell’anno, prevede una serie di agevolazioni fiscali per quei datori di lavoro che decidono di effettuare nuove assunzioni utilizzando il contratto a tutele crescenti,
    Sono necessarie, però, alcune precisazioni, utili a chiarire la nuova disciplina giuridica e a risolvere delle questioni problematiche.

    Una delle agevolazioni presenti nella Legge di Stabilità è il cosiddetto esonero contributivo triennale del contratto a tutele crescenti. A partire, infatti, dal 1 gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2017, i datori di lavoro riceveranno degli sgravi fiscali per tutte le nuove assunzioni a tempo indeterminato.
    L’obiettivo è rendere più vantaggioso questo tipo di contratto rispetto alle altre forme giuridiche.
    Il limite è fissato a 8.060 euro su base annua, ma ci si pone una serie di problemi sui destinatari delle misura.
    Innanzitutto il provvedimento parla di nuove assunzioni, ma c’è un discrimen importante.

    Le agevolazioni non sono valide se il lavoratore ha avuto un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi altro datore di lavoro nei sei mesi precedenti alla stipula del nuovo rapporto.
    Stesso discorso se il lavoratore ha beneficiato di un contratto di apprendistato nei sei mesi precedenti, essendo quest’ultimo valutato come un rapporto a tempo indeterminato.
    Diversa, invece, la disciplina delle forme di lavoro a termine. In questo caso le agevolazioni sono ritenute valide, anche se non sono trascorsi i suddetti sei mesi.
    Il legislatore prevede il medesimo esonero contributivo per tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato convertiti in altrettanti a tempo indeterminato all’interno della stessa azienda.

    L’intento, dunque, è chiaro: incentivare la costituzione di nuovi rapporti che abbiano come oggetto il nuovo contratto a tutele crescenti. Lo sgravio complessivo è valutabile attorno al 30%, dunque gli imprenditori hanno molto interesse ad utilizzarlo.
    Si tratta, comunque, di una misura generalizzata che non presenta criteri selettivi. È rivolta, infatti, a tutti i tipi di lavoratori, senza alcuna esclusione. Per questo motivo non creerà problemi di concorrenza e non potrà essere sottoposta ai vincoli comunitari, come alcuni invece paventavano.

     



  • La Fondazione San Patrignano e la Banca Prossima S.p.a lanciano il concorso “Start up sociali. Giovani idee per il social business”, un’iniziativa aperta ai giovani universitari e al loro di modo di costruire imprese sociali.
    L’intento del premio è favorire lo sviluppo di progetti dal forte impatto sociale, incentivando la cultura d’impresa giovanile e favorendo l’occupazione.

    stretta di manoI destinatari sono studenti universitari di età non superiore ai 35 anni.
    Nello specifico possono partecipare giovani iscritti a corsi di laurea triennale, magistrale o specialistica in università italiane oppure studenti che stanno svolgendo un dottorato di ricerca o un master di primo o di secondo livello presso un’università italiana.
    Per quanto riguarda, invece, le caratteristiche dell’impresa, verrà dato spazio a progetti che abbiano come oggetto “l’avvio o il rilancio o l’ampliamento di attività d’impresa con finalità sociale svolta attraverso società, società cooperativa, cooperativa sociale o impresa sociale”.
    Viene premiata, dunque, l’attività d’impresa svolta in forma societaria, non verrano prese in considerazione, al contrario, le forme imprenditoriali di carattere individuale.
    Spazio dunque alla cooperazione e alla coordinazione, caratteristiche indispensabili per operare attivamente sul territorio.

    Anche le finalità devono essere coerenti con il principio di utilità sociale: i partecipanti devono, infatti, offrire merci o servizi a persone svantaggiate ed il loro metodo di produzione dovrà incorporare l’obiettivo sociale.
    Per questo motivo verranno promossi solo i progetti ecosostenibili, la gestione trasparente e responsabili dei mezzi di produzione e soprattutto l’utile che verrà registrato deve essere sempre finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo sociale.

    Le idee d’impresa dovranno possedere uno schema ben preciso: è necessario indicare il titolo del progetto, gli obiettivi, le tempistiche, il settore di riferimento, la forma giuridica scelta, i destinatari e la sua utilità sociale.
    Dovranno essere specificati anche i costi dell’iniziativa, avendo come obiettivo il raggiungimento del pareggio di bilancio o la costituzione di utili.
    Le imprese sociali devono tenere conto anche del budget che avranno a disposizione.
    I progetti vincitori saranno tre e riceveranno ciascuno un finanziamento di 25.000 euro, vincolato alla costituzione dell’impresa sociale. La Fondazione San Patrignano fornirà tutto il supporto amministrativo necessario, specie nella prima fase del progetto, e controllerà che esso venga effettivamente portato a termine.

    Le domande d’iscrizione possono essere inviate entro le ore 12 del 13/03/2014. Dal 14/03/2015 al 25/03/2015 ci sarà la fase di valutazione dei programmi, svolta da un apposito Comitato Scientifico.
    Entro il 30/03/2015 verrà pubblicata la graduatoria presso la piattaforma social.startup.ideatre60.it. ed il 10 aprile ci sarà la cerimonia di premiazione.
    La domanda di partecipazione potrà essere compilata in rete all’indirizzo social.startup.ideatre60.it. previa registrazione.

     



  • Dietrofront del Governo sull’Iit, l’Istituto italiano di tecnologia che ha sede a Genova.
    L’esecutivo, con un provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso fine settimana, ha trasformato il centro di ricerca in una vera e propria agenzia di gestione di tutti i brevetti italiani.
    Da modello di riferimento dell’hi-tech a semplice ufficio brevettario.
    Una trasformazione che evidentemente non poteva essere accettata dalle decine di ricercatori operanti all’Iit, già pronti a dare le proprie dimissioni.

    17112014Il processo di centralizzazione dei brevetti è stato, però, arrestato in seguito alle proteste arrivate in questi giorni. L’Iit è una della realtà italiane più all’avanguardia in materia di innovazione e tecnologia, un vero e proprio gioiello per tutta la Liguria e per il mondo accademico.
    Del resto il provvedimento del Governo va anche contro lo status d’indipendenza del quale beneficiano università e centri pubblici di ricerca.
    Di qui la scelta dell’esecutivo di fare un passo indietro. Il Ministro Padoan ha assicurato che il decreto verrà modificato in Parlamento durante il processo di conversione in legge, ripristinando così le vecchie peculiarità del centro di ricerca.

    Ma c’è di più. Verranno, infatti, ampliate le prerogative dell’Iit: potrà, infatti, finanziare le attività di start up e partecipare agli spin off creati attraverso i propri progetti.
    Una centro di ricerca, quindi, che diventa anche impresa. Risulta paradossale che si sia arrivati ad una simile conclusione dopo giorni di polemiche e fraintendimenti.
    L’Italia deve salvaguardare le proprie eccellenze ed incentivare a 360 gradi lo sviluppo tecnologico e le imprese innovative. Ora più che mai ha bisogno di un vero e proprio produttore d’innovazione come l’Iit.



  • Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha predisposto un bando per le azioni d’informazione e promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno.
    Il provvedimento invita a presentare proposte ai sensi del Regolamento CE del Consiglio 3/2008 e del regolamento di esecuzione (UE) n. 1085/2011 della Commissione che modifica il Regolamento (CE) della Commissione 501/2008.

    06112014Vengono specificati, innanzitutto, i soggetti che possono partecipare all’iniziativa. Il riferimento è alle organizzazioni professionali agricole e rappresentanti di categoria che possiedano determinati requisiti.
    A tal proposito il bando specifica che possono presentare un progetto di promozione dei prodotti agricoli solamente:

    • OP, AOP, che abbiano ottenuto un riconoscimento specifico per i settori oggetto del progetto e che siano riconosciute in almeno tre Regioni.
    • OI, OC e Unioni nazionali  che abbiano ottenuto un riconoscimento specifico per i settori oggetto del progetto e che siano riconosciute in almeno tre Regioni.
    • Società e associazioni che presentino, anche attraverso i propri soci, strutture produttive operanti in almeno tre Regioni diverse e che abbiano una produzione commercializzata del valore di almeno 1.000.000 di euro.
    • Consorzi di tutela.

    Il bando sottolinea che verrà data precedenza a quei progetti che coinvolgano più associazioni operanti nello stesso settore, nonchè iniziative volte a promuovere più prodotti e che interessino più Stati membri.
    Quanto ai criteri da seguire nei rispettivi programmi, bisogna innanzitutto predisporre un piano strategico con la redazione degli obiettivi (che devono essere uguali a quelli dei regolamenti) e degli strumenti utilizzati per perseguirli. Particolare attenzione verrà riservata inoltre a costi, tempi e modalità dei programmi, in relazione anche alle singole esigenze dei settori di riferimento.

    Per quanto riguarda l’Italia, i contributi sono finanziati per un 50% dalla Commissione Europea, 30% dallo Stato Membro e 20% dall’Organismo proponente.
    Le domande vanno inviate entro e non oltre le ore 14,00 del giorno 28 febbraio 2015 al seguente indirizzo: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; Via XX Settembre n.20 – 00185 ROMA; Ufficio accettazione corrispondenza.
    I progetti possono essere presentati a mano, tramite corriere espresso o a mezzo raccomandata.